Giorno: 8 dicembre 2012

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Tragedia dell’Immacolata a Cassino, agente si toglie la vita poco prima di diventare padre

Di redazione
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Lo aspettavano per il suo turno di lavoro e quando non lo hanno visto arrivare, i suoi colleghi del commissariato di Cassino hanno temuto per il peggio. Andando a casa sua a San Girgio a Liri, hanno scoperto che l’agente si era ucciso con un colpo di pistola. Era da solo a casa e pare che la moglie fosse ricoverata in procinto di far nascere il loro primogenito. L’agente, da tempo malato di depressione, era stato appositamente aggregato al commissariato di Cassino proprio per farlo stare vicino alla consorte in vista del parto. Er. Am.

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Notte “scura” per un 26enne di Latina arrestato per sei reati

Di redazione

In pochi minuti si macchia di un numero imprecisato di reati che vanno dalla tentata rapina alla guida in stato di ebbrezza. E’ il 26enne M.R. che questa notte, all’interno del parcheggio della discoteca “24 Mila Baci” e sala “Bingo” di Latina, ha tentato di rapinare un algerino, parcheggiatore, colpendolo con pugni al volto, ma a causa della reazione della vittima, l’aggressore ha desistito dandosi alla fuga a bordo di un’autovettura. I carabinieri, prontamente allertati, sono intervenuti sulla SR 156 Monti Lepini dove il giovane, durante la fuga, a causa del manto stradale viscido, ha perso il controllo del veicolo terminando la corsa fuori dalla carreggiata, riportando lievi lesioni. Nell’occorso il prevenuto, in evidente stato di alterazione psicofisica, dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti nello scopo di evitare l’arresto, ha aggredito i militari con calci e pugni, provocando ad uno di loro delle lesioni. L’autovettura è stata sequestrata, in quanto oggetto di furto avvenuto a Priverno, nella medesima nottata. La vittima della tentata rapina, visitato da personale dell’ospedale civile locale, è stato giudicato guaribile in 10 giorni per contusioni al volto ed è stato quindi arrestato per “tentata rapina”, “violenza o minaccia a P.U.”, “resistenza a P.U.”, “lesioni personali”, “guida in stato di ebrezza alcolica” e “guida sotto l’influenza di stupefacenti. Er. Amedei

8 dicembre 2012 0

Licenziamenti, da Montecassino l’appello di don Vittorelli: “Chiunque può contribuisca ad impedire la calamità”

Di redazione

L’Abate e Ordinario diocesano Dom Pietro Vittorelli, unitamente a tutta la Diocesi di Montecassino, sinceramente preoccupato per la situazione critica in cui versano in questo periodo tanti lavoratori del nostro territorio, che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, desidera esprimere comprensione, vicinanza e solidarietà per loro e le loro famiglie. “È il lavoro che conferisce ad ogni uomo o donna – si legge nella sua nota – il riconoscimento concreto e visibile della sua dignità e non solamente gli permette di sostenere se stesso e la sua famiglia in modo autonomo e responsabile, ma lo fa sentire pienamente partecipe della vita sociale e costruttore, insieme agli altri, quand’anche in minima parte, del progresso economico, sociale e culturale di tutta la società. Privare un uomo del lavoro significa privarlo della sua dignità e di un riconoscimento sociale di cui nessuno può fare a meno, pena l’emarginazione, il regresso, spesso la disperazione. Perciò, consapevole dell’importanza che il lavoro umano – prosecuzione dell’opera creatrice di Dio – riveste nella vita di ciascuno e di tutti, auspico che si trovino soluzioni eque alle numerose problematiche occupazionali che in questo momento minacciano di gettare molte famiglie sulla strada e tutto il territorio in una fase recessiva senza precedenti. La minaccia di chiusura del San Raffaele e delle cliniche private Villa Serena e S. Anna, di forte ridimensionamento del personale della cartiera Reno de’ Medici e di quella di Cassino, la ventilata chiusura degli uffici postali di alcuni nostri paesi e tutte le situazioni simili sono sciagure da scongiurare. Mi appello quindi a tutti gli uomini di buona volontà che hanno in qualche modo potere e responsabilità di decidere o di fare da intermediari, affinché studino, escogitino e propongano strategie risolutive che tengano conto equamente degli interessi e dei bisogni di tutti, che salvaguardino il lavoro, l’economia e la giustizia sociale del territorio, evitando le contrapposizioni, le violenze, i gesti estremi, per il bene di tutti. Chiunque ha qualche possibilità contribuisca ad impedire una simile calamità, si adoperi e faccia del suo meglio, perché sono in gioco la stabilità sociale ed il futuro del nostro territorio. In un momento di crisi così acuta occorre impiegare le migliori energie non per alzare barricate, né arroccarsi a difendere solo i propri interessi o addirittura privilegi, ma per restare uniti e solidali e cercare soluzioni possibili, ricordando sempre che più ancora che le risorse economiche possono le risorse umane, le più preziose, le più innovatrici e inesauribili”.

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Ordigni incendiari per convincere le vittime a pagare il “pizzo di Natale”, due uomini in manette

Di redazione

Per far capire che non scherzavano non esitavano ad istallare veri e propri ordigni incendiari artigianali sui mezzi delle loro vittime. In questa maniera Mario Caserta 38 anni e Mario Lagnese 24 anni, entrambi di Francolise chiedevano quello che i carabinieri hanno battezzato come il “pizzo di Natale. I due sono stati arrestati questa mattina a Sant’Angelo in Formis (Ce), via Tombe Garibaldine, dai carabinieri della stazione di Falciano del Massico (Ce), in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mondragone (CE). L’ipotesi di reato contestato loro è Concorso in tentata estorsione aggravata. I militari dell’Arma a termine d’intensa attività investigativa coordinata dalla D.D.A. di Napoli, condotta anche con l’ausilio di mezzi tecnologici ed iniziata circa dieci giorni fa a seguito della denuncia da parte della vittima, hanno raccolto inconfutabili elementi di reità a carico dei predetti, che sono stati bloccati subito dopo aver reiterato, con metodo mafioso, la richiesta estorsiva al denunciante, utilizzando cabina telefonica pubblica. Gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’A.G.

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Ladri di bagni, 52enne di Lanciano condannato per ricettazione

Di redazione

Aveva stipato tutto il bottino di un furto nel bagno di casa sua. La merce trafugata da una casa appena costruita a Castel Frentano erano proprio i sanitari e la rubinetteria del suo bagno. Gaetano Gualtieri, 52 anni, nel 2006 è stato accusato per il furto di quegli oggetti e per questo è finito sotto processo. La procura lo accusava di aver sottratto Bidet, Water rubinetterie e tutto ciò che serve per arredare il suo bagno. Nella sentenza di ieri, il tribunale di Lanciano lo ha assolto dall’accusa di furto e lo ha condannato per il reato di ricettazione a 2 anni e sei mesi di carcere.

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Attaco informatico ai conti correnti bancari, spariti 36 milioni di euro in tutta Europa

Di redazione

L’allarme laciato dallo “Sportello dei diritti” di Giovanni D’Agata è grave e riguarda un particolare fenomeno che si sta diffondendo in tutta Europa. Lo scorso 4 dicembre lo stesso “Sportello dei Diritti” aveva rilanciato in Italia l’allarme dello SMS Phishing o più semplicemente smishing, la nuova frontiera delle frodi informatiche per rubare denaro e informazioni riservate attraverso cellulari e smartphone utilizzando SMS falsi In tutta Europa gli esperti e le polizie informatiche proprio in questi giorni hanno confermato la diffusione improvvisa di fenomeni analoghi, segnalando migliaia di sofisticati attacchi informatici sui conti correnti on-line in diversi paesi europei. Secondo le prime stime sarebbero circa 36 i milioni di euro sottratti con i nuovi e più sofisticati sistemi. Le società di sicurezza IT Check Point e Versafe hanno fatto sapere che in poco tempo si sono registrati prelievi da oltre 30.000 conti correnti per importi variabili da 500 a 250.000 euro. I primi conti bancari sarebbero stati saccheggiati in Italia, ed in seguito soprattutto in Germania, Spagna e Paesi Bassi. La tecnologia utilizzata negli attacchi tramite malware per smartphone e personal computer è stata chiamata “Eurograbber”. La truffa è sempre più o meno la stessa: le vittime sono colpite a causa di un “trojan horse” ossia un cavallo di Troia che s’inserisce nel pc o nello smartphone dopo aver cliccato su link contenuti in e-mail spam, siti di vario genere infettati o sms. Il Trojan installa una specie di virus ed il gioco è fatto per gli hacker che poi hanno gioco facile a recuperare informazioni personali quali numeri di conto corrente, di carte di credito e così via. Poiché la diffusione dell’home banking e dei metodi di pagamento informatici è ormai capillare anche in Italia e sta conoscendo una crescita esponenziale tanto da far ritenere che in un futuro molto vicino saranno i modi più utilizzati per le transazioni commerciali, alla luce dell’espansione altrettanto importante delle frodi informatiche confermata dagli esperti di mezza Europa, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, invita i cittadini a prestare la massima attenzione sia nella navigazione in internet e nella lettura della propria posta elettronica che nel controllo degli sms ricevuti, diffidando da quelli di provenienza ignota che da quelli che invitano a collegarsi a siti web, il più delle volte per scaricare qualcosa di gratuito. Tutti i casi sospetti dovrebbero essere segnalati tempestivamente alla polizia postale per consentire le indagini del caso e la scoperta dei colpevoli.

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Il presepe di Aidaa senza bue ed asinello per protestare contro la vivisezione

Di redazione

“Quest’anno il presepe lo facciamo senza bue ed asinello e senza le pecorelle per protestare contro l’uso e l’uccisione di oltre 680.000 animali che ogni anno vengono usati (ed uccisi) in Italia per gli esperimenti di vivisezione”. E’ la singolare protesta di Aidaa, l’associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente da sempre in guerra contro l’uso degli animali nelle sperimentazioni di qualsiasi genere. “Per questo motivo proprio nel giorno dell’Immacolata dedicato tradizionalmente alla realizzazione del presepe lanciamo questa nuova forma di protesta simbolica per dire NO alla vivisezione ed alla sperimentazione. Un presepe senza animali da fotografare ed inviare via email a presidenza.aidaa@gmail.com e da pubblicare sulla propria pagina di FACEBOOK come gesto simbolico contro la vivisezione e la inutile sperimentazione animale. Le fotografie saranno pubblicate sul blog dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente e saranno inviate proprio a Natale al Papa per ricordare il silenzio anche della Chiesa Cattolica sull’inutile massacro che ogni anno coinvolge in tutto il mondo oltre 10 milioni di animali torturati ed uccisi nelle pratiche di vivisezione”.

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Il Comune di Frosinone acquista il teatro Vittoria per 70mila euro

Di redazione

Il Comune di Frosinone ha perfezionato l’acquisto dello storico ex cinema-teatro Vittoria di via Amendola. L’immobile è stato aggiudicato all’ente comunale nell’ambito procedura conclusasi innanzi al Tribunale di Frosinone lo scorso mercoledì 5 dicembre. Il “Vittoria” è stato acquistato per l’esigua cifra di 70.000 euro a fronte di una valutazione del valore dell’immobile di 410.000 euro, effettuata dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal Tribunale del capoluogo. Si tratta di una struttura, ubicata nel cuore del centro storico, realizzata nel primo dopoguerra, non più attiva dal 1997, con una pianta di ingombro che si collega direttamente con piazza Valchera, e con un capienza di quasi 350 posti. “Abbiamo voluto fortemente acquistare il Vittoria – ha detto il sindaco Nicola Ottaviani – per ridare alla città un immobile storico, testimone di tanti eventi e di tante vicende di un passato glorioso di cui i cittadini conservano oggi solo una lontana memoria che rischiava di perdersi definitivamente. Stiamo creando uno spazio culturale polifunzionale che possa interagire anche l’Accademia di Belle Arti e col Conservatorio di musica. Nelle intenzioni dell’amministrazione c’è, infatti, la volontà di destinare la struttura ad attività teatrali locali e anche di interesse nazionale, che fanno fatica a trovare spazi funzionali alle proprie esigenze. Una struttura che, con le attività che può sviluppare, potrà contribuire alla creazione di una politica culturale di spessore e a veicolare il rilancio del centro storico, da anni sofferente per mancanza di iniziative che sappiano attrarre cittadini e visitatori” . “E’ inconcepibile – cionclude il Sindaco Ottaviani – che nella nostra città ci siano giovani che non abbiano mai avuto l’opportunità di entrare in un teatro per assistere ad un’esibizione di prosa e che i nostri cittadini, da oltre 15 anni, avviano perso la dimensione di una stagione teatrale in ambito comunale. Solo dalla cultura può ripartire il rilancio della qualità della vita di un moderno capoluogo”.

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Liquami per strada, il Comune di Aquino ordina all’Acea Ato5 di rimuovere una struttura fognaria

Di redazione

Alla fine, il comune di Aquino ha detto basta, e ha ordinato all’acea ato5 di rimuovere il manufatto fognario sulla scarpata del sottoferrovia al bivio sulla Casilina, e causa concomitante, e spesso unica, dei frequenti allagamenti della stessa struttura viaria. E’ quanto si evince dall’ordinanza emanata dal comune e pubblicata anche sul sito web dello stesso, e firmata, oltre che dal responsabile tecnico dello stesso Ente, anche dal Sindaco, nella sua veste di responsabile posto a tutela della salute pubblica, secondo l’articolo 50 del testo unico. L’ordinanza infatti, richiama come motivo di questa decisione, il difettoso funzionamento del pozzo di raccolta dei reflui fognari provenienti dai territori circostanti e che provoca in continuazione, in presenza di “troppo pieno”, fuoriuscita di liquame che invade la sede stradale, e non solo allagando la stessa strada le cui conseguenze immediate sono il blocco dell’accesso al centro urbano, ma ovviamente anche grave pericolo igienico in quanto sono gli stessi liquami a invadere la strada e successivamente anche i terreni su cui dopo vengono riversate le acque che invadono il sottovia aquinate. Addirittura lo “sversamento” può avvenire anche in assenza di pioggia, come accaduto nell’ultima occasione di interruzione del traffico, citando, l’ordinanza, proprio il giorno 3 scorso, quando, in condizioni di bel tempo, il sottopasso è stato invaso da liquami fognari, come attestato anche da una relazione della polizia municipale. Per questo motivo, visto che a nulla sono valse le innumerevoli diffide rivolte all’ente gestore per eliminare gli inconvenienti causa di gravi danni per la collettività, si è proceduto alla grave misura di ordinare la rimozione della struttura, e per tale rimozione, l’ordinanza dà il termine di trenta giorni. A proposito lo stesso sindaco Antonino Grincia, che tra l’altro viene citato nella stessa ordinanza per aver varie volte sollecitato il responsabile tecnico a predisporre un atto del genere, commenta… “quello che è successo lunedì scorso, quando in assenza di pioggia, e con buone condizioni meteorologiche, si è dovuto chiudere il sottopassaggio per lo sversamento di reflui fognari, è la prova del nove che quanto sempre asserito da noi circa le responsabilità per i continui allagamenti, corrisponde alla realtà dei fatti. Dopo anni e anni, non è più possibile tollerare che la strada principale di accesso ad Aquino, sia invasa da liquami fognari che tra l’altro spesso sono la causa della chiusura al traffico del sottopasso, cosa che succede da anni, nonostante un recente intervento dell’Acea sulla struttura, che però a quanto pare, non è servito a niente. La tolleranza del Comune è stata lunghissima; ricordo bene che addirittura da molto prima che venisse realizzato il sottoferrovia, i liquami fuoriuscivano riversandosi in un ruscello che attraversava i giardini di decine di abitazioni, i cui proprietari dovevano vedere il loro terreni invasi da liquami di fogna; con la realizzazione del sottopasso la cosa non si è risolta, ma è peggiorata, perchè questa volta, l’aumentata portata dello scarico fognario ha anche coinvolto la circolazione da e per Aquino, contribuendo a far diventare cronica l’interruzione della circolazione su quello snodo cruciale per la città, e a creare un fortissimo malcontento nella gente per i continui disagi a cui è sottoposta nonostante il continuo e “costoso” impegno dell’amministrazione per ovviarvi; nè poi è più tollerabile la cosa anche per le gravi ricadute igienico-sanitarie. Abbiamo aspettato anni e anni che si intervenisse sul serio su questa situazione, ma i palliativi non sono serviti ad impedire che i liquami fognari provenienti da ogni dove e che vengono convogliati su Aquino, fossero ricondotti nell’unico posto dove devono stare, cioè nelle condotte fognarie. “Siamo tutti stanchi di subire e affrontare questi disagi, e di stare da anni sempre attaccati al telefono per chiamare tecnici e operatori dell’ente gestore, sempre per lo stesso annoso motivo. “Spero che adesso finalmente si capisca la gravità della situazione e che si muovano veramente per chiudere con questo problema; del resto da molto tempo era stato fatto presente che se la cosa non fosse stata risolta veramente e definitivamente, saremmo arrivati a questo… adesso aspettiamo che l’ordinanza faccia il suo corso”.

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Guerra e dopoguerra di una ‘patriota’, Paola Del Din, ne parla a Il Punto a Mezzogiorno

Di redazionecassino1

È una sera fredda e piovosa mentre, nella splendida e già addobbata per il Natale hall del Rocca Hotel di via Sferracavalli, attendo i reduci che hanno partecipato alle celebrazioni del 69° Anniversario di Mignano Monte Lungo. Arrivano a gruppi o singolarmente con negli occhi l’emozione di una giornata speciale, faticosa, ma intensa, densa di ricordi di un periodo tragico, dei compagni che riposano nel Sacrario Militare della città di Mignano. Mi passano accanto, fieri, con i simboli delle varie associazioni combattentistiche a cui appartengono,  nei loro occhi si legge la fierezza di chi ha sofferto, combattuto, il rispetto e il ricordo dei loro compagni che non ce l’hanno fatta, ma orgogliosi di aver raggiunto l’obiettivo di consegnare, a tutti noi, un Paese libero, dalla dittatura, dalla barbarie nazi-fascista e dalla guerra. Sono in molti, anche di nazionalità diverse dalla nostra, ognuno con una storia diversa, ma suggestiva da poter raccontare. Raccolgo la testimonianza di S.E. l’ambasciatore Alessandro Cortese de Bosis, vice presidente Esercito dell’ANCFAGL, l’Associazione Nazionale Combattenti Guerra di Liberazione che mi spiega gli scopi e gli obiettivi del sodalizio.   L’associazione raggruppa i reduci combattenti delle Forze Armate inquadrati nei Reparti Regolari. I valori a cui il sodalizio si ispira sono quelli del secondo Risorgimento italiano. “Le Forze Armate italiane, nel Primo Risorgimento – spiega S.E. Cortese de Bosis – hanno unificato l’Italia, nel secondo Risorgimento hanno restituito i valori risorgimentali di libertà, indipendenza e democrazia al Paese, lottando contro l’alleanza fra il regime fascista e le forze naziste, della barbarie, del genocidio dei campi di concentramento. Valori che le nostre Forze Armate, hanno raccolto e portato avanti nelle missioni mondiali in cui sono impegnate, nella lotta al terrorismo internazionale ”. Un ricordo particolare, S. E. de Bosis lo ha voluto rivolgere ai caduti, ma a quella parte delle Forze Armate italiane che si rifiutarono di aderire all’esercito nazi-fascista e che furono massacrati nei campi di concentramento. Fra i tanti presenti, spicca senza dubbio, la figura della medaglia d’oro al valor militare, Paola Del Din, che incontro in una parte della hall del Rocca Hotel, in cui fa da sfondo uno splendido pianoforte a coda. Paola Del Din, classe 1923, patriota, come preferisce definirsi, insegnante di lettere,  insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare, orgogliosamente appuntata sul petto, subito dopo l’armistizio, con il fratello Renato, entrò nella Resistenza in Friuli-Venezia Giulia nelle file della Brigata Osoppo con il nome di battaglia “Renata”. Prese parte a numerosi e rischiosi incarichi come staffetta e informatrice.  Dopo l’uccisione del fratello da parte dei tedeschi, per incarico della “Osoppo” e su richiesta di un messaggio alleato, riesce a raggiungere gli alleati a Firenze e a consegnare i documenti che trasportava. Per continuare la sua opera patriottica, dopo aver frequentato un corso per paracadutisti, il 9 aprile 1945 può lanciarsi in una zona del Friuli dove deve prendere contatto con una missione alleata e con la formazione Osoppo; all’atterraggio si frattura una caviglia, ma riesce comunque ad adempiere i suoi compiti e a consegnare i documenti che ha con sé, attraversando a più riprese le linee di combattimento, per portare messaggi ai reparti alleati in avanzata. Dopo la Liberazione si laurea in lettere all’Università di Padova, insegna per alcuni anni, poi vince una borsa di studio ed emigra negli Stati Uniti. All’Università di Pennsylvania consegue il titolo di “Master of Arts”. Tornata in Italia, si dedica all’insegnamento nella scuola pubblica. Nel febbraio del 2007 viene riconfermata alla presidenza nazionale della Federazione Italiana Volontari della Libertà che lascia nel giugno 2008. È tuttora presidente regionale della Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra. Un figura che cattura, affascina con i suoi racconti.

Professoressa Del Din, cosa spingeva una giovane donna come era lei in quegli anni, ad entrare nella Resistenza?

“In primo luogo la voglia di riportare la libertà nella nostra Patria, dopo anni di dittatura e di sofferenze, ho visto tante madri piangere i propri figli, morti per una ideologia, fascista, di morte”.

L’Italia per cui avete lottato in quegli anni, è quella che oggi avreste voluto?

“In un primo tempo sì, in particolare fino a tutto il periodo della ricostruzione, quando ci si accontentava e, ci si doveva accontentare, di ciò che si aveva. Dopo, quando è iniziato il benessere, credo che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Tutto ciò ha portato alla crisi che stiamo vivendo, ma che investe tutta l’Europa, non solo l’Italia”.

C’è un un episodio, di quegli anni, che ricorda in modo particolare?

“Episodi se ne potrebbero raccontare molti, ma quello che caratterizzava quel periodo erano prevalentemente le ristrettezze economiche. Il razionamento dei viveri, che si ritiravano attraverso le tessere annonarie, rappresentava le difficoltà di un intero popolo, il risultato di politiche autarchiche che influivano sui civili. Ricordo che si andava a ritirare un po’ di ‘frattaglie’ con la tessera e che dovevano bastare ai bisogni della nostra famiglia”.

Da insegnante e da persona che ha lottato per un’Italia migliore, che messaggio vorrebbe dare ai giovani di oggi?

“Ai giovani vorrei dire di inseguire i loro sogni, i loro ideali, perché sono le cose di cui nessuno potrà mai privarli, ma anche di impegnarsi nello studio, nella conoscenza, non superficiale, ma profonda. I giovani devono inseguire i loro sogni, ma devono essere capaci anche di adattarsi a tutte le esperienze, essere in grado di far tutto, perché qualsiasi lavoro è utile, se fatto con passione e onestà. Non scoraggiarsi davanti alle difficoltà, ma utilizzare le conoscenze acquisite con lo studio ed applicarle al meglio in tutto ciò che faranno”.

Ascoltare una personalità come Paola Del Din, i suoi racconti, le sue esperienze di vita, è una sensazione indescrivibile, unica, si rimane incantati, il tempo scorre velocemente, inarrestabile. Solo il tempo di qualche impressione con Maria Rocca, titolare dell’omonimo hotel  che ospita i reduci. “Sono profondamente soddisfatta e contenta – dichiara la signora Maria – di avere oggi queste persone che con il loro sacrificio, la lotta contro la barbarie nazista e la guerra, le sofferenze, le privazioni di quegli anni duri e tragici, sacrificando parte  della loro gioventù hanno permesso a noi di vivere in Paese libero. A loro va il mio ringraziamento per quello che hanno dato e ci hanno trasmesso”. Impossibile non condividere il suo pensiero!

F. Pensabene

Foto A. Ceccon