Giorno: 14 dicembre 2012

14 dicembre 2012 0

Messa del Santo Natale in Questura a Frosinone

Di redazione
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Questa mattina è stata celebrata una messa per il Santo Natale presso i locali della Questura. Alla cerimonia era presente il Vescovo della Diocesi di Frosinone- Ferentino e Veroli Monsignor Ambrogio Spreafico ed il Cappellano della Polizia di Stato don Giuseppe Said. A fare gli onori di casa il Questore Giuseppe De Matteis che ha voluto rivolgere a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato il proprio ringraziamento per l’attività quotidianamente svolta al servizio dei cittadini, sottolineando l’assoluto parallelismo tra il mestiere del poliziotto e la missione religiosa accomunati da un medesimo obiettivo: la tutela della dignità dell’uomo e la salvaguardia dei più deboli attraverso l’isolamento dei prevaricatori e malfattori. Massiccia la partecipazione dei poliziotti che hanno risposto all’invito di solidarietà aderendo all’iniziativa della Questura di offrire ai cittadini meno abbienti un rifornimento di generi alimentari.

14 dicembre 2012 0

Falde inquinate a Cassino, il mistero di Nocione tarda ad esser svelato

Di redazione

“E’ quasi un anno che é stato riaperto il caso di NOCIONE, dove ci sono forti forme di inquinamento ambientale dovuto all’avvelenamento della falda”. Lo scrive in una nota stampa Edoardo Grossi, componente della Consulta dell’Ambiente del comune di Cassino che teme un rallentamento nelle indagini. “E’ avvelenato suolo, sottosuolo e acqua. La salute dei cittadini, che abitano nei pressi del sito contaminato, è seriamente compromessa. Una famiglia (S.T.) che abita a circa 800 metri dal sito, ha un pozzo avvelenato da cromo esavalente, tant’è che dalle analisi dell’Arpa risultò notevolmente contaminato da Cromo e Ferro, da spingere lo stesso Sindaco di allora a emettere una ordinanza di non usare l’acqua per qualsiasi uso. Ordinanza revocata, dopo circa sei mesi, dal dirigente del settore ambiente e manutenzione, senza aver fatto effettuare altri prelievi e analisi. Dal pozzo ancora oggi fuoriesce acqua dal colore rossastro. La domanda è d’obbligo. Perché la revoca dell’ordinanza del Sindaco, a non usare l’acqua, fu firmata dal dirigente e non dal Sindaco che la emise? Su quale base il dirigente emise l’ordinanza di revoca, se non furono effettuati altri prelievi ed analisi, al pozzo di S.T., che attualmente è gravemente malato di patologia renale? A tutte queste domande ha dato sicuramente delle risposte l’inchiesta della Guardia di Finanza, che ha lavorato ad un ritmo serrato, incessante, dall’estate scorsa. Mesi fa le Fiamme Gialle, su disposizione della Procura della Repubblica di Cassino, effettuarono un blitz in Comune, ci fu massimo riserbo sull’attività investigativa ma sembra che nel mirino dei militari della Guardia di Finanza, al comando dell’allora Capitano Ciccarelli, vi fossero dei documenti inerenti la bonifica, mai avvenuta, di un appezzamento limitrofo a quello oggetto di indagini. La Guardia di Finanza acquisì i documenti al Palazzo Civico per cercare elementi precisi che potevano rivelarsi fondamentali per una svolta alle indagini che appariva sempre più vicina. Si cercava inoltre di dare un nome a chi in tutti questi anni ha omesso oppure ha taciuto. Sono stati ascoltati decine e decine di testimoni, da parte della Guardia di Finanza, tra questi ex dipendenti del comune di Cassino e tutti hanno confermato l’interramento dei rifiuti di ignota natura. L’intensa attività investigativa avrebbe dovuto accertare anche perché i cittadini non sono stati informati circa i possibili danni alla salute umana provocati dall’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei campi. Avrebbe dovuto accertare inoltre perché quell’area, nel Piano Regolatore poi revocato, era stata destinata ad agricoltura pregiata. Avrebbe dovuto accertare perché su quella particella, dove sarebbero interrati i veleno, c’é una richiesta alla Regione Lazio di un impianto fotovoltaico. E le domande che mi pongo sono: 1-PERCHÉ QUELL’AREA ANCORA OGGI NON É STATA MESSA SOTTO SEQUESTRO E TRANSENNATA. 2- PERCHÉ SI LASCIA CHE GREGGI DI PECORE PASCOLINO SUL SITO, SENZA CHE SIA STATO POSTO UN DIVIETO PER GRAVI PROBLEMI IGIENICO-SANITARI? Auspico – conclude Grossi – che si arrivi presto ad un provvedimento che faccia piena luce sulla vicenda e che quest’area di Cassino, oggi fortemente contaminata, torni ad essere un ambiente salubre e vivivibile”.

14 dicembre 2012 0

Radici camorristiche fino all’Emilia, 18 arresti per estorsione, usura e sequestro di persona

Di admin

Nella mattinata odierna i Carabinieri del R.O.S. hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 18 indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura e tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravati dal metodo mafioso. Gli interventi hanno interessato le province di Rimini, Prato, Napoli e Caserta.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa sviluppata in direzione di un’organizzazione criminale di matrice camorristica capeggiata dal pregiudicato napoletano VALLEFUOCO Francesco, operante in Emilia Romagna e dedita a diffuse attività estorsive e usurarie ai danni di numerosi imprenditori locali, i cui proventi illeciti venivano reinvestiti in attività immobiliari e commerciali in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino. Le indagini, in corso dal 2008, si sono già concretizzate in due precedenti operazioni, con l’esecuzione, nel febbraio del 2011, di un provvedimento di Fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia bolognese nei confronti di 10 persone e, nel marzo scorso, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri 3 soggetti. In entrambe i provvedimenti restrittivi agli indagati veniva contestato il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’odierno filone investigativo trae origine da un tentativo di sequestro di persona perpetrato, nel febbraio 2009, ai danni di un ristoratore di Rolo (RE), da tre pregiudicati napoletani, il cui mandante è risultato il citato VALLEFUOCO Francesco. Il delitto non veniva tuttavia portato a termine per il provvidenziale intervento del fratello della persona offesa e di alcuni dipendenti del medesimo ristorante, che costringevano i tre a darsi alla fuga. Le successive indagini documentavano le pratiche estorsive ed usurarie consumate dall’organizzazione attraverso la “copertura legale” offerta da alcune agenzie di recupero crediti, tra cui la “ISES s.r.l.” e “ISES ITALIA s.r.l.”, avviate nell’anno 2008 all’apposito scopo di dissimulare le attività illecite dietro lo schermo legale delle agenzie stesse. Il gettito dei proventi illegali veniva costantemente alimentato mediante collaudati meccanismi, che prevedevano da un lato il recupero con ogni mezzo delle somme di denaro dovute dai numerosi debitori (accresciute in modo ingiustificato rispetto al debito originario), dall’altro l’esborso di consistenti compensi da parte dei creditori committenti (oscillanti tra il 25% e il 50% dell’ammontare complessivo del debito recuperato), pretesi al buon esito del recupero, considerando tale anche la semplice emissione di cambiali o assegni postdatati (di mesi o anche di anni) a favore del creditore. In non pochi casi, poi, lo stesso committente-creditore si è ritrovato costretto a soggiacere alle richieste estorsive dei sodali, che pretendevano il pagamento della loro ”parcella” senza che il committente del recupero avesse di fatto ottenuto la restituzione del proprio credito. Gli indagati-esattori hanno posto in essere nel tempo pressanti azioni intimidatorie, talora violente, nei confronti delle vittime, parte delle quali ha fornito la propria testimonianza, confermando gli elementi investigativi progressivamente acquisiti. Il racconto di alcune vittime ha inoltre consentito di attestare come il sodalizio indagato fosse operativo in Emilia Romagna e nella Repubblica di San Marino sin dal secondo semestre del 2006. Per accrescere la propria influenza ed indurre le vittime a soggiacere in silenzio alle loro prepotenze, gli associati non esitavano ad accreditarsi quali appartenenti a clan camorristici campani, in particolare al “clan dei casalesi”, sfruttando la relativa forza d’intimidazione. Alcune vittime dei soprusi, per sottrarsi alle continue vessazioni loro imposte, sono giunte a meditare il suicidio, in un caso tentando concretamente di attuare tale proposito. Altre vittime, vedendosi oramai sull’orlo del fallimento, hanno abbandonato le loro attività o, in altri casi, si sono rese irreperibili. Sottoponendo le persone offese a continue minacce, intimidazioni e soprusi, talora anche nei confronti dei congiunti, il sodalizio è riuscito ad imporre il pagamento di ingenti somme di denaro, ovvero a costringere le vittime stesse ad intestarsi fittiziamente beni immobili ed attività commerciali, queste ultime poi impiegate per la consumazione di truffe. Ad esempio, una florida azienda di Calenzano, fatta intestare ad un prestanome, peraltro gravemente malato e successivamente deceduto, e stata condotta al fallimento dopo averla ampiamente sfruttata per perpetrare truffe ai danni di banche e di altri imprenditori. L’attività investigativa ha consentito di documentare il coinvolgimento di professionisti iscritti ai rispettivi albi (commercialisti, notai, avvocati, broker finanziari) che, oltre a fornire alla consorteria indagata importanti informazioni e consulenze sui vari circuiti di investimento, garantivano una copertura sicura per operazioni di riciclaggio e/o reimpiego dei proventi illeciti in attività commerciali, immobiliari e finanziarie intestate fittiziamente a prestanome. E’ stata accertata anche la disponibilità da parte del gruppo indagato di armi da fuoco, alcune delle quali regolarmente denunciate a nome di sodali e fiancheggiatori esenti da precedenti penali, altre invece di provenienza illecita. Nel corso delle indagini sono state ricostruite anche le dinamiche conflittuali del sodalizio capeggiato dal VALLEFUOCO con il clan “MARINIELLO” di Acerra (NA) generate, in particolare, da contrasti inerenti alcune operazioni immobiliari. In tale ambito, veniva documentato un progetto di omicidio ai danni di Francesco VALLEFUOCO da parte di affiliati al citato clan acerrano, non portato a compimento per l’intervento di autorevoli esponenti del clan SACCO di S. Pietro a Patierno. La risoluzione dei contrasti tra le due fazioni veniva successivamente assicurata dal clan “D’AVINO” di Somma Vesuviana, in cambio del versamento di una quota del 5-10 % degli introiti delle attività gestite dal VALLEFUOCO. Nel corso dell’indagine sono stati documentati significativi collegamenti tra il gruppo criminale indagato ed altri sodalizi, tra i quali i clan “STOLDER” di Napoli, “SACCO-BOCCHETTI-CESARANO”, di San Pietro a Patierno, gli “SCHIAVONE”. Accertati anche i contatti del VALLEFUOCO con la famiglia mafiosa palermitana dei “FIDANZATI”.

14 dicembre 2012 0

Consegnava le lettere… nella discarica, la polizia locale di Gaeta denuncia postino di Minturno

Di redazione

Invece di finire nella cassetta della posta, la corrispondenza finiva direttamente in una discarica abusiva. E’ quanto hanno accertato gli uomini della polizia locale di Gaeta che, nel corso di una capillare indagine, condotta dal Vice Brigadiere Cosmo Carriere e dall’Appuntato Antonio Chiavistelli, hanno scoperto un grave illecito commesso da un postino di Minturno. L’attività investigativa della Polizia Locale, diretta dal Comandante Donato Mauro, è partita nel mese di ottobre, a seguito del sequestro di una discarica abusiva di rifiuti speciali. Dopo diversi controlli nella suddetta area, gli agenti hanno rinvenuto a terra, in una zona limitrofa, una notevole quantità di notifiche di multe per violazioni del Codice della Strada mai consegnate. Dopo aver provveduto al sequestro delle buste verdi gettate, i due Vigili Urbani hanno svolto accurati controlli presso le Poste di Gaeta ed il Centro di smistamento postale di Formia: dal codice a barra della corrispondenza sono risaliti all’Ufficio Postale di riferimento e al nome del postino incaricato alla consegna. Gli agenti della Polizia Locale hanno denunciato l’illecito, inviando un’informativa alla Procura della Repubblica di Latina. Per il postino di Minturno si configura il reato ex art 619 del Codice Penale: violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni.

14 dicembre 2012 0

“Operazione Littoria”, lotta alla pesca di frodo su sul lungomare pontino. Multe e sequestri

Di admin

Continua serrata l’attività di contrasto alle violazioni in materia di pesca marittima e di tutela del consumatore relativa a mitili e prodotti ittici. Dal giorno 10 al giorno 13 Dicembre è stata portata a termine, tra Gaeta e Latina, un’intensa operazione di Polizia Marittima e Demaniale denominata “Operazione Littoria” a livello compartimentale. L’attenzione sul lungomare Pontino, si è focalizzata sulla pesca di frodo e sulla commercializzazione illegale del pescato posto in essere da pescatori sportivi, che creano un vero e proprio mercato nero. Al termine di una precisa attività di osservazione e controllo, i militari sono riusciti ad individuare come il prodotto pescato veniva illegalmente smistato nei ristoratori della zona, eludendo tutte le normative vigenti in materia di pesca, sia fiscali che di tutela della salute del consumatore. Si è provveduto con l’ausilio dei Vigili del Fuoco a rimuovere tutti gli attrezzi in zona adibiti per la pesca di frodo, nello specifico (coppi/bilance), utilizzati per la cattura del pescato. Al termine dei controlli si è provveduto a elevare: Ø 11 Processi verbali amministrativi per un totale di circa 20.000,00 Euro; Ø 3 sequestri amministrativi per oltre un quintale di mitili; Ø 1 denuncia penale con relativo sequestro delle attrezzature da pesca installate sul suolo demaniale.

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Bomba di aereo a Cassino, mille persone pronte allo sgombero

Di redazione

Una operazione complessa per rimuovere in sicurezza un ordigno bellico è stata messa a punto per il 19 dicembre quando oltre mille persone residenti nella zona della Selvotta a Cassino saranno allontanate dalle loro abitazioni. L’ordigno è una bomba di aereo di fabbricazione americana e, con i suoi 300 chili di tritolo, è considerata ad altissimo potenziale distruttivo. Lo hanno rinvenuto alcune settimane fa e oggi il comune di Cassino ha emesso l’ordinanza di sgombero per tutti coloro che abitano in un raggio di 600 metri dal luogo in cui si dovranno lavorare gli artificieri. Una operazione che comincerà alle 6.30 del mattino quando Carabinieri, vigili urbani, poliziotti e volontari della protezione civile, in tutto circa 300 uomini, dovranno assicurare che tutti avranno lasciato le loro abitazioni e dovranno vigilare per evitare casi di sciacallaggio. Chiuso anche lo spazio aereo, e verrà interrotta l’erogazione di Gas ed energia elettrica. Un singolare provvedimento riguarda i proprietari dei bomboloni del gas a vista che saranno svuotati a spese del cittadino. Alle 9 inizieranno i lavori di rimozione, e a mezzogiorno il piano prevede che la bomba venga fatta esplodere in una cava di Sant’Elia Fiumerapido.

14 dicembre 2012 0

Calcio a 5: Amichevole di lusso fra Venafro e Aesernia, vince Venafro 6 – 5

Di redazionecassino1

Ieri sera, al palasport di Miranda, fortino dell’Aesernia, amichevole di lusso tra la capolista imbattuta della serie C1 molisana, il Venafro C5 del patron Scarabeo e la capolista del girone D della Serie B,  l’Aesernia del Presidente Di Franco. Vittoria del Venafro, che ha prevalso sugli isernini non solo nel computo del punteggio finale, ma anche nell’assetto tecnico-tattico schierato in campo che le ha permesso di violare il rettangolo di gioco di Miranda, sin d’ora unica compagine ad essere riuscita nell’impresa.

In campo erano schierate due formazioni di altissimo livello, che non hanno deluso le aspettative dei sostenitori giunti a Miranda per assistere al match. Dopo una fase iniziale di studio, le squadre hanno iniziato a macinare gioco e a dare spettacolo. Il Venafro passa in vantaggio con goal di Prete, l’Aesernia  reagisce con orgoglio segnando due reti, portandosi sul 3 a 1 nel momento migliore della squadra Venafrana che a più riprese aveva sfiorato la segnatura. La squadra di mister Cuzzi non si fa intimorire, anzi, riparte di slancio accorciando le distanze  ancora con Prete. Il primo tempo sembra chiudersi sul 3 a 2, ma il Venafro non ci sta a chiudere i primi 30 minuti in svantaggio e realizza la terza rete allo scadere con Pasquale Valvona. Si chiude così il primo tempo sul 3 a 3.

Nel secondo tempo, il Venafro, sembra avere una marcia in più, l’Aesernia appare in campo non troppo concentrata e i venafrani possono esprimere al meglio il loro gioco realizzando tre reti e portandosi sul 6 a 3. Il 4 a 3 porta la firma di Marco Cimino, poi arriva la splendida doppietta dell’ormai ex Aesernia Luca Peluso che appare già entrato, e nessuno  aveva dubbi in merito, negli schemi di mister Cuzzi e che da subito si è fatto rimpiangere dalla sua vecchia formazione.

Sul 6 a 3 e ad una manciata di minuti dalla fine l’Aesernia tenta il tutto per tutto schierando il portiere di movimento, lasciando il fianco alle ripartente dell’avversario che si dimostra poco cinico in più occasioni e riuscendo ad accorciare sul suono della sirena sino al 5 a 6 finale.

Mister Cuzzi a fine gara ha dichiarato: “Abbiamo assistito ad una bella amichevole che ha visto in campo due squadre di alto livello. Il Venafro ha dimostrato ancora una volta di essere una grande squadra, sicuramente, l’Aesernia non si è espressa al 100% , ma ciò non toglie alcun merito alla nostra compagine. Misurarsi con una squadra che detiene il primato nel girone D della Serie B ci ha dato modo di verificare le nostre qualità tecnico-tattiche. L’Aesernia è una squadra forte e lo sta dimostrando con il primo posto in classifica in serie B”. Cuzzi – conclude – , si dice fiducioso per il futuro del Venafro, “dobbiamo continuare a lavorare per migliorare il nostro gioco, vogliamo vincere il campionato e puntare dritto alla serie B con questi ragazzi fantastici che la società, che colgo l’occasione di ringraziare, mi ha messo a disposizione.

 

14 dicembre 2012 0

La Polizia locale di Gaeta sanziona un venditore abusivo

Di redazionecassino1

Contrasto al commercio abusivo, mercoledì scorso, al mercato cittadino l’Agente Laura d’Angelis ha fermato un venditore extracomunitario, risultato privo di licenza per il commercio ambulante. La merce è stata sottoposta a sequestro dal Vigile Urbano che ha anche sanzionato il venditore con una multa di 5.165 euro. Dopo gli accertamenti di rito, l’agente scopriva che l’uomo sulla quarantina, originario del Bangladesh, aveva il permesso di soggiorno scaduto. Immediata è scattata la segnalazione alla Questura di Catania, Ufficio Immigrati, dove il venditore bengalese ha l’obbligo di presentarsi entro 15 giorni.

 

14 dicembre 2012 0

Ruba una catenina d’oro e la rivende ad un esercizio di “compro oro”. Denunciata una 41enne

Di redazionecassino1

Nella giornata odierna, al termine di attività investigativa, i militari della Sezione Carabinieri di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Frosinone unitamente a quelli della Stazione di Ferentino, denunciavano in stato di libertà per “furto aggravato” una 41enne di Ferentino. La stessa, lo scorso 12 dicembre, si rendeva responsabile del furto di una catenina in oro ai danni di altra persona del luogo. La refurtiva, veniva successivamente recuperata presso un esercizio “compro oro” di Ferentino e restituita all’avente diritto.

14 dicembre 2012 0

Carte di credito clonate a Casalbordino, pakistano in manette

Di redazione

I Carabinieri della Stazione di Casalbordino hanno tratto in arresto Farooq Adeel., cittadino del Pakistan di 28 anni, accusato di concorso in possesso di carte di credito clonate. L’uomo, pregiudicato, era ricercato dallo scorso 6 Ottobre, data nella quale il G.I.P. del Tribunale di Vasto, aveva emesso nei suoi confronti e del suo complice, tale Perfetti Silvano, 64enne di San Giovanni Teatino (CH), un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di concorso in possesso di carte di credito clonate. I fatti risalgono allo scorso 14 Settembre quando i militari della stazione di Casalbordino bloccarono il Farooq ed il Perfetti subito dopo che avevano tentato di acquistare 2000 litri di gasolio presso un’area di servizio di Casalbordino, utilizzando una carta di credito contraffatta. Nella circostanza, i due malviventi furono trovati in possesso di ben 11 carte di credito clonate ed uno Skimmer utilizzato per la clonazione delle stesse. Sulla base delle indagini svolte dagli uomini dell’Arma, a seguito dell’arresto in flagranza dei predetti, il G.I.P. del Tribunale di Vasto, lo scorso 6 Ottobre, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di entrambi. Da quel momento, mentre per il Perfetti si sono aperte le porte del carcere di Vasto, il Farroq si è reso irreperibile. Ieri, dopo circa due mesi di latitanza, i carabinieri della Stazione di Casalbordino, lo hanno rintracciato nella zona dell’alto vastese. L’uomo, attualmente, è recluso nella casa circondariale di Vasto.