Giorno: 16 dicembre 2012

16 dicembre 2012 1

Ciociaria Oggi alle battutte finali, in silenzio si rischia di perdere il giornale dalle mille battaglie sociali

Di redazione
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Per 25 anni ha rappresentato l’informazione in provincia di Frosinone. Chiacchierata, alcune volte maledetta dai nemici, osannata dagli amici, Ciociaria Oggi è stata a lungo il giornale preferito nelle edicole ciociare raccontando, giorno dopo giorno la storia dell’intera provincia, di ciascuno dei suoi 91 comuni, radicata com’era con corrispondenti che coprivano fino al più piccolo dei paesini di montagna. Miglia le vertenze sindacali seguite e, magari, risolte anche con il contributo della ribalta pubblica proprio grazie alle pagine del giornale che oggi, però, sembra destinato ad una fine ingloriosa e paradossalmente, sopita in un clamoroso silenzio. Pochi, sanno che dietro quelle pagine ci sono giornalisti, poligrafici, fotografi, segretarie, lavoratori come quelli di qualsiasi altra azienda che, però, non hanno una Ciociaria Oggi che permette loro di lanciare un grido di aiuto. In un settore, quello dell’editoria locale, in cui si affrontano i problemi di tutti, vengono invece ignorati quelli al proprio interno.

Martedì in giornale potrebbe non essere in edicola chiudendo così una storia importante dell’informazione di un  intero territorio. Quali le cause? Le conoscerà certamente il nuovo editore, Armando Palombo, che dedicandosi all’editoria ha rilevato le quote di un giornale stremato anche da indagini giudiziarie, dando speranze di rilancio che, però, nei fatti e nella sostanza non è mai arrivato. Una sconfitta per tutti, anche per lui.

Ermanno Amedei

Questo il comunicato redatto dai lavoratori di Ciociaria Oggi

Da martedì Ciociaria Oggi potrebbe non essere più in edicola. Giornalisti, grafici, fotografi, segretarie e personale amministrativo del quotidiano, dopo aver avuto mesi e mesi di pazienza, hanno deciso di dire basta e scioperare a partire dalle 15.00: non hanno più intenzione di lavorare gratis. Troppi, infatti, i mesi di stipendio arretrati non corrisposti dall’imprenditore pontino Armando Palombo, che a maggio ha rilevato le quote della Nuova Editoriale Oggi Srl dopo che erano state sequestrate dalla Procura della Repubblica per un’indagine riguardante i fondi per l’editoria.

Il nuovo editore, che ha deciso di darsi ai giornali nonostante non avesse alcuna esperienza nel mondo editoriale, ha affidato la gestione diretta dei quotidiani Ciociaria Oggi e Latina Oggi al figlio Andrea, consigliere comunale di Latina appena 32enne, che ancor prima di concludere l’affare ha convocato tutti i giornalisti della testata per avvertirli di un imminente cambio di rotta, parlando di premi di produttività, redazioni nuove e all’avanguardia, estensione su altre province, collaborazioni con le tv, creazione di siti internet e tanto altro, salvo poi non corrispondere neanche gli stipendi e chiudere le redazioni già esistenti.

Ora come ora il futuro di Ciociaria Oggi, storico quotidiano della provincia di Frosinone, è davvero incerto. E’ per questo che tutto il personale giovedì scorso ha deciso di adottare una forma di protesta forte. Quella dello sciopero ad oltranza, il primo dopo 25 anni di onorata attività, in attesa che vengano pagati almeno un paio di stipendi (deve ancora essere saldata addirittura la 13esima 2011), che venga stabilito un piano di rientro dei compensi arretrati e che ci siano impegni scritti sulla regolarità delle retribuzioni a partire dal prossimo anno. <<Se questo non avverrà – dicono i giornalisti – siamo pronti a far chiudere il giornale. Perché dovremmo continuare a lavorare gratis mentre i ricavati delle vendite e delle pubblicità finiscono nelle tasche dell’editore?>>.

Per venerdì prossimo, inoltre, è stato fissato un incontro pressola Regione Laziocon l’obiettivo di ottenerela Cassaintegrazione, ma se prima non si sblocca la situazione dei compensi arretrati le parti sindacali sono pronte a disertare il tavolo. Sono settimane che l’azienda promette di fornire il piano di rilancio industriale, propedeutico alla firma dell’ammortizzatore sociale, ma ad oggi non è ancora stato presentato: esisterà? Difficile da credere, visto che in pochissimo tempo è stata chiusa la redazione di Sora, sta per essere chiusa la redazione di Fiuggi (per la quale è arrivato lo sfratto, in quanto nell’ultimo anno è stata pagata solamente una mensilità d’affitto) e i lavoratori della redazione di Cassino sono stati lasciati al freddo e al buio a causa del mancato pagamento delle bollette dell’elettricità e costretti a lavorare presso internet point, saldati di tasca propria: in pratica pagano per lavorare!

Ben 7 i giornalisti che in poche settimane hanno presentato le dimissioni per giusta causa solo per poter accedere all’istituto della disoccupazione, visto che non riuscivano più ad andare avanti e neanche a comprare il pane quotidiano. Qualcuno, addirittura, ha perso la casa che aveva deciso di comprare perché non ha potuto continuare a pagare le rate del mutuo! D’altronde sono ben cinque mesi e mezzo di stipendi non pagati, oltre alla 14esima 2011-2012, alla 13esima 2012 e addirittura al saldo della 13esima 2011. Senza considerare i vari rimborsi bloccati e quelli trattenuti e non ancora erogarti, come l’Irpef. E gli scatti di anzianità e di livello non considerati affatto. E i telefonini aziendali inutilizzabili a causa delle bollette non pagate. E le lampadine fulminate da mesi nella redazione centrale di Frosinone, nei cui bagni non esiste più neanche la carta igienica, acquistata solo grazie a una “colletta” del personale.

Per i poligrafici lo sciopero è stato indetto all’unanimità dai sindacati Cgil, Cisl e Uil mentre i giornalisti lo hanno proclamato come gruppo intra-aziendale, senza l’appoggio e la copertura dell’Associazione Stampa Romana, il cui segretario ha deciso (non è dato saperne il motivo) di non intraprendere l’unica iniziativa a questo punto ormai possibile. E’ per questo che sabato mattina l’Ufficio Personale della Neo Srl ha inviato una lettera intimidatoria a tutti gli aderenti allo sciopero minacciando che “eventuali assenze individuali saranno considerate dall’azienda assenze ingiustificate con la conseguenza che l’azienda adotterà i previsti  provvedimenti disciplinari” e diffidando “i lavoratori che hanno sottoscritto il comunicato ad adottare forme di astensioni collettive dal lavoro in violazione delle normative vigenti ed in particolare senza la proclamazione da parte delle organizzazioni sindacali presenti in azienda a cui devono fare riferimento”.

La risposta dei lavoratori non si è fatta attendere. Nel pomeriggio un nuovo comunicato all’azienda. “La presente per confermare lo sciopero già indetto per il giorno 17 dicembre e per diffidare l’azienda da ulteriori condotte antisindacali, rispetto alle quali tutti i firmatari dello sciopero si riservano di adire le vie legali. Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione Italiana (articolo 40) e assumere atteggiamenti atti ad impedire, ostacolare o scoraggiare la partecipazione dei lavoratori a tale iniziativa costituisce  condotta antisindacale”. Quindi il chiarimento delle normative, le quali stabiliscono che per scioperare non occorre obbligatoriamente l’intervento dei sindacati: “Per sciopero s’intende ogni astensione collettiva dal lavoro di lavoratori subordinati promossa dai sindacati – ma è concepibile anche uno sciopero proclamato da gruppi intra-aziendali o interaziendali, senza alcun intervento del sindacato – avente per finalità di ottenere, esercitando una pressione sui datori di lavoro, miglioramenti della situazione economica e delle condizioni di lavoro”. Infine, per chiarire ogni dubbio, la sentenza della Cassazione Civile, Sezione Lavoro, numero 23552 del 17 dicembre 2004: “[…] privi di rilievo l’apprezzamento obiettivo che possa farsi della fondatezza, della ragionevolezza e dell’importanza delle pretese perseguite dallo sciopero, nonché la mancanza sia di proclamazione formale sia di preavviso al datore di lavoro sia di tentativi di conciliazione sia d’interventi dei sindacati, mentre il fatto che lo sciopero arrechi danno al datore di lavoro, impedendo o riducendo la produzione dell’azienda, è connaturale alla funzione di autotutela coattiva propria dello sciopero stesso.”.

Sciopero confermato, quindi, per oggi. Ad oltranza e con manifestazioni di piazza. E non è escluso che la copia di domani di “Ciociaria Oggi” sia l’ultima ad arrivare nelle edicola…

16 dicembre 2012 0

Droga ad Atessa, disoccupato vendeva dosi di cocaina

Di redazione

Questa mattina, i carabinieri della compagnia di Atessa, hanno sottoposto a controllo un uomo del posto già noto alle cronache locali,  trovandolo in possesso di alcune dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. La perquisizione ha permesso ai Carabinieri comandati dal capitano Massimo Di Lena di rinvenire  circa 20 grammi di cocaina già suddivisa e pronta per essere venduta, nonché  materiale vario  utilizzato dall’uomo per il confezionamento. Pertanto, Mauro Tucci, 45 anni, disoccupato, è stato arrestato con l’accusa di  detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, accompagnato presso la Casa circondariale di Lanciano a disposizione dell’A.G della Procura della Repubblica di quel centro a disposizione del sig. Procuratore Dott. Francesco Menditto.

16 dicembre 2012 0

Colpi di pistola all’ex marito. Donna di 68 anni arrestata a Sora

Di redazione

Colpi di pistola all’ex marito. In netta controtendenza rispetto a quanto accade altrove, a Sora una donna ha tentato di uccidere il suo ex marito . L’episodio è accaduto nella tarda mattinata di oggi quando una 68enne del posto, a causa di una situazione familiare complessa, non ha tardato ad armarsi della sua pistola detenuta legalmente e ad usarla contro l’ex consorte. L’uomo è stato ferito al costato e soccorso dai familiari mentre l’aggressore è fuggita a bordo della propria auto. Sono stati quindi informati i carabinieri che hanno iniziato subito le ricerche fino a rintracciare la 68enne in centro a Sora con indosso ancora l’arma usata. Mentre l’ex marito ferito raggiungeva l’ospedale, lei veniva portata in carcere a Rebibbia.

16 dicembre 2012 0

Operazione antibracconaggio nel Parco naturale del Matese, 14 persone nei guai

Di admin

Una vasta operazione contro il fenomeno del bracconaggio nel Parco Naturale del Matese, dove vige il divieto assoluto di attività venatoria, è stata portata a conclusione nelle ultime ore dai Carabinieri. Nel corso dei controlli che hanno riguardato tutti i comuni del comprensorio Matesino, che ricadono nell’area protetta del Parco Regionale, sono state identificate e denunciate quattordici persone che armate di fucile erano impegnate in battute di caccia, nonostante il divieto imposto di cacciare selvaggina previsto dalle norme in vigore sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio che vige su tutti i parchi e riserve naturali del territorio nazionale. Nel corso dell’operazione, nei confronti dei cacciatori, provenienti da vari comuni dell’alto casertano e anche dalla vicina provincia di Isernia, oltre la denuncia alla competente Autorità Giudiziaria è scattato anche il sequestro di quindici fucili da caccia e circa centottanta cartucce di diverso calibro.

16 dicembre 2012 0

Il Progetto Clochard, avviato dal Comune, ma gestito dalla Casa della carità e dalla fondazione San Benedetto

Di redazionecassino1

Nasce il “Progetto clochard” ne ha dato notizia l’assessore ai servizi sociali, Stefania Di Russo. L’iniziativa, finanziata dalla Regione Lazio, verrà di fatto gestita attraverso l’opera della fondazione San Benedetto e la Casa della Carità.  “Ci saranno – ha spiegato la Di Russo – quattro assistenti sociali svolgeranno uno studio di monitoraggio per quanto concerne la situazione dei clochard nel nostro territorio, intervenendo nella maniera più consona e nel pieno rispetto della normativa vigente in materia. Tutto questo, ovviamente, avverrà con il supporto delle Forze dell’Ordine, compresa la Polizia Locale, che interverranno qualora si dovessero presentare situazioni particolari. Bisogna ribadire, rifacendosi anche al caso della clochard che ha trovato ricovero sotto un ponte in località Folcara, che il senza fissa dimora in molti casi sceglie consapevolmente di fare quello stile di vita, con tutte le conseguenze che ne derivano. Il ricovero coatto, quindi, è una misura estrema che si attua solo ed esclusivamente in presenza di grave disagio psico – fisico. Proprio per questo il monitoraggio sul territorio è importante ed in questi anni è stato fatto costantemente sia dagli assistenti sociali del Comune che dalla Polizia Locale. Questo non è avvenuto soltanto nell’ultimo caso che è venuto alla ribalta mediatica e per il quale si sono percorse tutte le tappe previste dall’iter in questo caso, ma anche in altre circostanze. Nel caso della clochard che vive sotto il ponte della Folcara infatti, non c’erano le condizioni per il ricovero coatto dal momento che la consulenza psichiatrica che ha evidenziato come la persona in oggetto è pienamente in grado di intendere e di volere e perfettamente orientata nello spazio e nel tempo. Si tratta quindi di una persona consapevole e determinata a non abbondanare quel ponte che per lei rappresenta la sua casa. Quindi non rimane, in questo caso, che effettuare il monitoraggio e sostenerla con viveri ed abbigliamento così come stiamo facendo. Non bisogna poi dimenticare l’opera preziosa ed incessante che svolge chi fa volontariato e che da sempre si prodiga nella tutela di tutte le fasce deboli. Un plauso particolare va fatto a Suor Ermanna – ha proseguito l’assessore Di Russo – che con grande competenza ed umanità avvicina quotidianamente tutti i clochard, conoscendo di ognuno le esigenze e finanché la personalità. Per dar forza all’opera finora svolta sul territorio in questo ambito, abbiamo voluto porre in essere questo progetto, che partirà il 20 dicembre e che si pone l’obiettivo di creare una vera e propria rete che vada a mettere a sistema Comune, Casa della Carità e Forze dell’Ordine al fine di ottimizzare competenze e risorse per assicurare a chi vive il disagio un servizio migliore e più completo, mirato all’accoglienza della persona nel pieno rispetto dei modi di vivere e di essere di ognuno.” Un’altra iniziativa finanziata con soldi pubblici e affidata ad enti privati, ecclesiastici!

 

16 dicembre 2012 0

Firmato un Protocollo d’intesa fra Museo Campano e il Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito

Di redazionecassino1

È stato firmato ufficialmente nei giorni scorsi, presso la Sala Consiliare, della Provincia di Caserta, un Protocollo d’Intesa tra il Museo Campano ed il Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito.

Firmatari del documento sono stati, per la Forza Armata, il Comandante del RUA, Generale di Divisione Antonio Zambuco, per la Provincia, il Presidente, Onorevole Domenico Zinzi.  Il documento,  ha lo scopo di fortificare l’integrazione della comunità militare con il contesto provinciale, ha durata annuale. Il RUA, nel rispetto delle sue prerogative istituzionali, si impegna, a sua volta a favorire ed incentivare l’interesse dei giovani volontari in ferma presso la propria Caserma, organizzando visite diversificate al Museo Campano, con cadenza periodica e promuovere la partecipazione sia dei giovani militari, sia dei loro familiari, alle attività che il Museo Campano saprà proporre, sapientemente coniugando cultura e socialità, per una corretta integrazione territoriale.

16 dicembre 2012 0

Nasce anche a Cassino il “Movimento Arancione”, fa riferimento al sindaco Luigi De Magistris

Di redazionecassino1

Anche a Cassino  mette radici il Movimento Arancione che fa riferimento al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che è stato  presentato ufficialmente all’Eliseo di Roma il 12 di dicembre. Ormai il progetto  dell’Italia dei Valori pure  a Cassino è da considerarsi esaurito alla luce dell’incapacità di alcuni suoi esponenti, locali e nazionali, di tradurre in azione concreta i principi della legalità, dell’eguaglianza sociale e della partecipazione democratica. Gli iscritti e i simpatizzanti del Circolo IDV di Cassino, già da tempi non sospetti, erano molto critici  nei confronti del partito e molto vicini all’azione politica effettivamente praticata dal Sindaco di Napoli (municipalizzazione dell’acqua pubblica, mobilità sostenibile, difesa e rafforzamento dei servizi sociali, legalità) peraltro anch’esso  critico nei confronti di Antonio Di Pietro su alcune non scelte effettuate. Infatti  nel mese di ottobre il Circolo IDV di Cassino con una lettera aperta,  presentata personalmente al neo Coordinatore-commissario  regionale del Partito Avv. Carlo Costantini, mostrava tutte le sue preoccupazioni per un rilancio delle attività politiche, anche a seguito della tempesta dei noti scandali  che si era scatenata sul Partito. Da allora niente di nuovo si è percepito e nessun segnale di cambiamento si è verificato sul territorio provinciale.

Il Movimento arancione non è contro i partiti in sé ma distante da essi e perciò non è assolutamente da considerarsi una costola dell’IDV. Esso si identifica chiaramente  come un soggetto politico nuovo, in quanto  considera le classi dirigenti che hanno fatto parte e che stanno uscendo dalla seconda Repubblica  idoneo e capace  a concretizzare un  cambiamento  in quanto complici  dell’attuale default Italia.

Il Movimento Arancione è alternativo sia all’attuale centrosinistra (PD-SEL- PSI) del fiscal compact e del pareggio di bilancio, inserito nella Costituzione con un vero e proprio colpo di mano, che al Movimento  5 stelle. Uno dei punti fondativi del Movimento arancione è la critica radicale al neoliberismo ed alla vecchia ed attuale partitocrazia, responsabili principali della crisi che vive oggi l’Italia.

Il Movimento Arancione  crede nel confronto franco e leale come mezzo  per intendersi e magari distinguersi, non per dividersi in amici e nemici. E all’argomentazione ci affideremo sempre per affermare le nostre ragioni: non vogliamo essere una nuova piccola formazione politica, non un ennesimo partito. La gravità della crisi in atto,  il suo intreccio di crisi politica e di crisi economica entrambe potenzialmente terminali,  non lascia spazio né tempo alle vocazioni minoritarie, allo spirito di setta. Richiede la messa in movimento di un fronte molto ampio e soprattutto richiede una svolta radicale ma tendenzialmente maggioritaria: un cambio nel modo di pensare le cose e di fare la politica nei programmi,  ma anche negli stili di comportamento e di  organizzazione,  nel metodo che deve diventare  contenuto, nel rapporto inevitabilmente nuovo tra governanti e governati, che rovesci l’attuale deriva che va, ferocemente, dall’alto verso(e contro) il basso, nel linguaggio che sappia parlare alla platea ampia, larghissima, di quelle che sono le vittime dell’attuale modello economico e sociale fallito.

Noi del Movimento Arancione di Cassino vogliamo contribuire a cambiare effettivamente, radicalmente, sostanzialmente il modo di fare politica, vogliamo un’equa ridistribuzione delle risorse economiche, che vengano demolite tutte le lobbies che esistono sul territorio, abolire i privilegi di tutti parlamentari, senatori, tecnici, bancari,  siamo per l’abbattimento del costo del lavoro e per una sua nuova dignità, secondo il dettato costituzionale. Per quanto riguarda i rapporti con l’amministrazione comunale di Cassino, il Movimento arancione avrà sempre come punto di riferimento il programma elettorale approvato dai cittadini di Cassino con il voto, pertanto ogni scelta od atto amministrativo contrastante con esso sarà da noi criticato e politicamente contrastato.

Il Movimento arancione di Cassino fa appello a tutti i cittadini singoli o organizzati in associazioni perché in Città si apra un confronto aperto, leale ed impegnato che abbia come obiettivo il miglioramento della qualità della vita nella direzione della lotta per il lavoro, la sicurezza, la partecipazione, la difesa dei beni comuni, la trasparenza amministrativa, la legalità e il continuo riferimento alla Costituzione antifascista e democratica.

 

Luigi Di Marco

16 dicembre 2012 0

La Malattia di Parkinson e la gestione dei pazienti, se ne discuterà in un convegno al San Raffaele

Di redazionecassino1

Si svolgerà domani, lunedi 17 dicembre presso la Sala Congressi della Clinica San Raffaele di Cassino  un interessante convegno dal titolo: “Approccio teorico-pratico alla gestione del paziente con Malattia di Parkinson in regime di ricovero”.

La D.ssa M. Francesca de Pandis, responsabile scientifico del Convegno e Neurologo, esperta di Malattia di Parkinson con ampia esperienza internazionale, a proposito del convegno dichiara:

“Questa giornata di studio e di approfondimento è rivolta a medici, specialisti e non, che operano sul territorio e nelle strutture ospedaliere; il programma ha voluto espressamente porre l’attenzione alle problematiche di pazienti con Parkinson, sia attraverso relazioni d’aula volte a comunicare alcune  eccellenze diagnostiche (diagnosi e terapia d’avanguardia, problemi di deglutizione, gait analysis),  sia con sessioni di approccio pratico alla presa in carico multidisciplinare di pazienti ricoverati”.

Aggiunge: “Le migliori terapie specifiche per il Parkinson rendono il decorso della malattia assai più lungo di quanto fosse 15-20 anni fa, e i pazienti vivono di più, ma le problematiche a cui essi vanno incontro rendono il compito di chi deve prendere in carico questi pazienti assai impegnativo.  Il Parkinson infatti è una malattia complessa, multiforme nelle espressioni cliniche e diversa da una persona all’altra, con sintomi motori e non motori, che rendono necessaria l’integrazione di numerosi ed esperti specialisti in diversi campi della medicina interna e riabilitativa”

La Dott.ssa Valeria Levi Della Vida, presidente della Associazione “Azione Parkinson Ciociaria Onlus”, che riunisce malati e familiari, aggiunge infine: “Il compito  delle Associazioni di pazienti è fondamentale sia per il ruolo informativo che può essere svolto da chi vive questa condizione,  sia perchè pazienti e familiari possono svolgere una funzione di “collaboratori informali” del team di cura, portando l’esperienza e le capacità acquisite sul campo di chi vive la condizione quotidiana, 24 ore su 24, di una malattia complessa e di grande impatto terapeutico e riabilitativo.  Attraverso una vera collaborazione tra diverse competenze, la qualità di vita dei pazienti potrà in futuro essere migliore”