pubblicato il3 dicembre 2012 alle 11:22

Annalisa D’Aguanno: “Mobilitazione generale e unitaria per il San Raffaele e per la Fiat di Piedimonte San Germano”

“Pieno sostegno e solidarietà ai 466 lavoratori del “San Raffaele” di Cassino che rischiano di perdere il posto di lavoro in seguito alla paventata chiusura della struttura annunciata nei giorni scorsi dalla proprietà>.

A manifestarli è il consigliere regionale Annalisa D’Aguanno, che si è unita alla battaglia che vede ugualmente coinvolti dipendenti e familiari dei pazienti, in prima fila i genitori dell’associazione italiana disabilità evolutiva che nel “San Raffaele” hanno trovato un valido supporto alle problematiche dei propri figli.

<Occorre serrare le fila – ha dichiarato la D’Aguanno – affinché, tutti insieme, si riesca a scongiurare quella che per il territorio sarebbe una gravissima perdita. Il “San Raffaele” è un grande polo d’eccellenza della sanità privata, punto di riferimento di un’utenza proveniente da tutta la regione ed oltre, e quindi non può assolutamente chiudere i battenti. Da parte mia farò tutto quanto è possibile affinché resti aperto”.

La D’Aguanno ha poi toccato un altro tasto dolente, quello del futuro dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano: “Bene la cabina di regia promossa a difesa del sito industriale – ha evidenziato il consigliere regionale – in quanto permetterà un migliore coordinamento delle forze e delle iniziative. E bene anche il documento unitario sottoscritto nella prima riunione dell’organismo svoltasi l’altro giorno con il quale si chiede il rifinanziamento della legge 46 attraverso l’inserimento di tale obiettivo nel programma elettorale di tutti i candidati.

Dopo quanto dichiarato settimane fa dall’amministratore delegato Sergio Marchionne circa la sopravvivenza di Piedimonte San Germano, è ora fondamentale che Fiat Auto chiarisca come intende perseguire tale obiettivo, specificando quindi i dettagli del piano industriale e gli impegni che indente mettere in campo. Ritengo sia questo il passaggio fondamentale per poter capire in che modo lo stabilimento continuerà a funzionare e a che livello. E quindi che tipo di ulteriori iniziative eventualmente intraprendere per la sua difesa. In gioco, considerando l’enorme indotto che gravita intorno al sito, ci sono oltre 10.000 posti di lavoro: l’attenzione deve essere massima e la guardia altissima.

Insomma, ancora una volta, dopo quanto positivamente accaduto per il Tribunale di Cassino, siamo chiamati ad una grande mobilitazione collettiva che veda coinvolte ai diversi livelli di responsabilità tutte le forze politiche, sindacali e sociali. Ognuno, nelle sedi opportune, prime fra tutte quelle istituzionali, dovrà dare il massimo così da salvare tanto il “San Raffaele” quanto la Fiat di Piedimonte”.

 

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