La Malattia di Parkinson e la gestione dei pazienti, se ne discuterà in un convegno al San Raffaele

16 dicembre 2012 0 Di redazionecassino1

Si svolgerà domani, lunedi 17 dicembre presso la Sala Congressi della Clinica San Raffaele di Cassino  un interessante convegno dal titolo: “Approccio teorico-pratico alla gestione del paziente con Malattia di Parkinson in regime di ricovero”.

La D.ssa M. Francesca de Pandis, responsabile scientifico del Convegno e Neurologo, esperta di Malattia di Parkinson con ampia esperienza internazionale, a proposito del convegno dichiara:

“Questa giornata di studio e di approfondimento è rivolta a medici, specialisti e non, che operano sul territorio e nelle strutture ospedaliere; il programma ha voluto espressamente porre l’attenzione alle problematiche di pazienti con Parkinson, sia attraverso relazioni d’aula volte a comunicare alcune  eccellenze diagnostiche (diagnosi e terapia d’avanguardia, problemi di deglutizione, gait analysis),  sia con sessioni di approccio pratico alla presa in carico multidisciplinare di pazienti ricoverati”.

Aggiunge: “Le migliori terapie specifiche per il Parkinson rendono il decorso della malattia assai più lungo di quanto fosse 15-20 anni fa, e i pazienti vivono di più, ma le problematiche a cui essi vanno incontro rendono il compito di chi deve prendere in carico questi pazienti assai impegnativo.  Il Parkinson infatti è una malattia complessa, multiforme nelle espressioni cliniche e diversa da una persona all’altra, con sintomi motori e non motori, che rendono necessaria l’integrazione di numerosi ed esperti specialisti in diversi campi della medicina interna e riabilitativa”

La Dott.ssa Valeria Levi Della Vida, presidente della Associazione “Azione Parkinson Ciociaria Onlus”, che riunisce malati e familiari, aggiunge infine: “Il compito  delle Associazioni di pazienti è fondamentale sia per il ruolo informativo che può essere svolto da chi vive questa condizione,  sia perchè pazienti e familiari possono svolgere una funzione di “collaboratori informali” del team di cura, portando l’esperienza e le capacità acquisite sul campo di chi vive la condizione quotidiana, 24 ore su 24, di una malattia complessa e di grande impatto terapeutico e riabilitativo.  Attraverso una vera collaborazione tra diverse competenze, la qualità di vita dei pazienti potrà in futuro essere migliore”