Silp-Cgil: Preoccupazione per il possibile ‘declassamento’ della Questura di Frosinone

11 dicembre 2012 0 Di redazionecassino1

Le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato scriventi esprimono forti preoccupazioni per la possibilità che la Questura di Frosinone possa essere declassata a “presidio” per effetto della c.d. “spending rewiew”. Un’eventualità del genere rappresenterebbe un colpo mortale al sistema sicurezza della provincia, per le conseguenze di un provvedimento pasticciato, che confligge anche con quanto stabilito dalla legge 121/81. La soppressione, di fatto, del ruolo del Questore in favore di una reinterpretazione della figura del Prefetto, appare come un pericoloso passo indietro rispetto alle conquiste della legge di riforma del 1981, soprattutto, per i negativi effetti provocati dalla scomparsa di una figura di coordinamento tecnico operativo a livello provinciale, con la conseguente frammentazione del sistema sicurezza sul territorio. Il paventato e devastante provvedimento di declassamento della Questura, con la conversione in legge del decreto sulle province, avviene pochi mesi dopo la decisione del Governo di non sopprimere il Tribunale di Cassino perché competente, insieme a quello di Frosinone, su un territorio ad alto rischio di infiltrazioni mafiose. Un atteggiamento schizofrenico che da una parte riconosce la necessità di mantenere alta l’attenzione in Ciociaria e dall’altra riduce, drammaticamente, la presenza delle forze di polizia, sopprimendo addirittura la figura di coordinamento tecnico, con pesanti conseguenze sugli uffici info-investigativi, preposti al contrasto della criminalità organizzata. Ma le conseguenze di una scelta completamente sbagliata da parte dell’Esecutivo, non si fermano qui, perché avranno pesanti conseguenze anche sulla gestione dell’ordine pubblico. In questa realtà, stremata da una crisi profonda, che si acuirà nei prossimi mesi e che sta segnando duramente il tessuto economico e sociale, c’è il pericolo di gravi disordini per la chiusura sistematica di siti produttivi e di possibili ripercussioni anche in settori, come quello pubblico, finora rimasti integri. Un quadro preoccupante per un territorio complesso, che rischia di rimanere schiacciato da un provvedimento illogico, la cui natura prettamente ragionieristica non consente di valutare fino in fondo gli effetti esiziali per la legalità e la sicurezza dei cittadini. Ciò, in un momento nel quale, grazie proprio alla drammatica crisi in atto, i clan mafiosi continuano a fare affari grazie alle loro infinite risorse economiche, infiltrandosi sempre più in profondità in ogni settore economico della Ciociaria. Riteniamo, diversamente, che il sistema sicurezza in questa provincia, già in sofferenza per la storica carenza di risorse, debba essere rafforzato, implementando uomini e mezzi per gli uffici che svolgono attività di controllo del territorio e per i settori che espletano attività info/investigativa, quest’ultima, fondamentale per il contrasto dei tentativi silenziosi ed efficaci di infiltrazione da parte della criminalità organizzata. Un cancro, attualmente, già fortemente presente in ogni angolo della Ciociaria. Invitiamo, pertanto, i cittadini e le forze politiche ad attivarsi, affinché le scelte irrazionali del Governo non ricadano pesantemente sulle spalle dei cittadini di questa provincia, che rischia, con i provvedimenti scaturenti dalla c.d. “spending rewiew” di allontanarsi sempre più dagli standard di un territorio proiettato verso l’Europa.”