Che buontemponi. Per l’UE l’Imu è iniqua, ma non se ne parla perché in Italia c’è campagna elettorale (di Monti)

16 gennaio 2013 0 Di redazione

di MAX LATEMPA
La presa per i fondelli è lo sport più praticato da quei buontemponi della UE.
Lo sanno bene gli italiani che, negli ultimi anni, hanno dovuto sopportare una incredibile serie di prese in giro da parte dei commissari, degli euro parlamentari o dei semplici funzionari di turno del palazzo dorato di Bruxelles. La stessa Unione Europea sarebbe già di per sé una burla per come è stata ideata e realizzata ma, purtroppo, essendo la situazione piuttosto drammatica, c’è ben poco da ridere.
L’ultimo raggiro da teatrino delle marionette si è concretizzato qualche giorno fa in merito all’ IMU, questa famigerata tassa inventata due anni fa da Tremonti per dare alla Lega una pillola di federalismo e programmata però per l’ applicazione solo a partire dal 2014 e solo sulle seconde e terze case.
Il Messo di Bruxelles, Mario Monti, ha invece intuito subito della ghiotta opportunità di fare cassa senza sforzi mentali ed ha anticipato l’applicazione della stessa al 2012 estendendo il tributo anche alla prima casa, aggiornando inoltre contemporaneamente i rinnovi catastali.
Una genialata degna di Arsenio Lupin.
Di questa tassa si è parlato in Italia da almeno due anni. Nel 2012 è stata pagata la prima rata a giugno e la seconda a dicembre.
Gli italiani hanno pagato con qualche mugugno, pensando che era un sacrificio dovuto, data la gravità della situazione economica nazionale, salvo poi accorgersi che il debito pubblico è ulteriormente aumentato sfondando quota duemila miliardi.
A cose fatte, comunque, ad una decina di giorni dall’avvenuto pagamento della seconda rata, l’ Unione Europea ha fatto sapere, nel Rapporto 2012 della Commissione, di ritenere l’IMU “una tassa iniqua che per avere un effetto redistributivo dovrebbe essere modificata in senso più progressivo.”
Nel rapporto, con riferimento al caso italiano, la Commissione europea indica alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati della tassazione sulla proprietà: l’aggiornamento dei valori catastali, le deduzioni non legate alla capacità dei contribuenti a fronteggiare la tassa sul reddito, la definizione della residenza primaria e secondaria. La diminuzione della disuguaglianza di reddito attesa da un passaggio dai valori catastali ai valori di mercato delle case è spiegata da un progressivo aumento dei valori degli affitti.
Dunque meno gente in grado di farsi la casa e quindi di conseguenza costretta a vivere in affitto a prezzi sempre più alti.
Il commissario agli Affari sociali, Laszlo Andor, pur presentando il Rapporto alla stampa, non è però entrato nel merito della questione IMU perché, udite udite, “si tratta di un argomento di campagna elettorale in Italia”.
Grazie Commissario, siamo commossi per la sua discrezione, ma se queste cose lei le avesse dette otto mesi fa non si sarebbe trovato in campagna elettorale ed avrebbe fatto decisamente meglio il suo dovere verso coloro che le pagano lo stipendio.