Irrispettosi negli orari di lavoro, ligi nel percepire lo stipendio. Medico e infermiere della Asl di Lanciano in manette

30 gennaio 2013 0 Di redazione

Andavano a lavorare senza rispettare gli orari previsti dalla Asl, ma erano rigorosi nel percepire lo stipendio che non gli spettava. Per questo , dopo una lunga e capillare ingagine condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia di Lanciano diretta dal vice questore Catia Basilico e coordinati dal sostituto procuratore Ruggero Dicuonzo, ieri sono scattate le manette ai polsi di un medico e di un infermiere in servizio presso i Distretti Sanitari di Fossacesia e San Vito Chietino. Si tratta di M.S.V. e A.M., dipendenti della A.S.L. Lanciano-Vasto-Chieti, finiti ai domiciliari, mna che dovranno rispondere dei reati di falsità materiale e falsità ideologica commessa dal Pubblico Ufficiale in atti pubblici e truffa ai danni del servizio sanitario.
L’ attività d’indagine consistita in servizi specifici di osservazione, pedinamenti e riscontri documentali, ha permesso di accertare che gli indagati attestavano falsamente gli orari del proprio turno di lavoro.
In particolare attestavano falsamente di aver eseguito le prestazioni assistenziali sul proprio turno lavorativo (dalle ore 8.00 alle ore 14.00 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30/17.30), laddove ripetutamente giungevano sul posto di lavoro e se ne allontanava in orari diversi, al fine di indurre in errore la Asl di Lanciano circa l’effettività e la regolarità dello svolgimento dei turni di servizio, per ottenere il riconoscimento degli emolumenti in realtà non spettanti. Con la circostanza aggravante di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti il pubblico servizio di continuità assistenziale ed ai danni di un ente pubblico.
L’attività d’indagine, durata circa tre mesi, ha permesso di accertare la perpetrazione di plurime condotte di falso ideologico finalizzate all’ottenimento di una retribuzione piena a fronte di orari di lavoro sistematicamente violati dagli indagati. I fatti compiuti sono stati ritenuti dal G.I.P. estremamente gravi, oltre che per i profili economici connessi all’attività delittuosa posta in essere dagli indagati, che ha fatto percepire agli stessi emolumenti indebiti a spese dell’ente pubblico, soprattutto per i gravi disagi che tali condotte producono nei confronti dell’utenza di un servizio pubblico essenziale quale è quello prestato dagli arrestati.