L’8‰ finisce quasi interamente alla Chiesa, anche se non destinato dai contribuenti

29 gennaio 2013 0 Di redazionecassino1

 

Dove finisce l’8 per mille che i contribuenti destinano con la loro dichiarazione dei redditi ogni anno? Le strade sono tante e variano secondo se sia il contribuente a stabilire con la propria firma a chi destinare la somma, in caso contrario andrà allo Stato. Ma vediamo nel dettaglio cosa succede. Nel caso di mancata indicazione dei cittadini, lo Stato destina, o dovrebbe farlo, le somme ricevute con l’8‰ a scopi sociali e umanitari. Vediamo, però, cosa succede in realtà.  Gli scopi sociali e umanitari dello Stato possono attendere: i fondi dell’8 per mille destinati dai contribuenti nel 2012 sono già stati tutti spesi. Lo annuncia un comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri del 26 gennaio senza mezzi termini: non ci sarà nessun decreto di ripartizione della quota dell’Irpef a diretta gestione statale “per mancanza di disponibilità finanziaria”. Dunque “nessuno dei progetti presentati con scadenza 15 marzo 2012 è stato ammesso a contributo”. In pratica il fondo è stato azzerato prima ancora della ripartizione.

L’8 per mille – com’è noto – è una quota della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche che i contribuenti possono destinare a un certo numero di confessioni religiose – tra cui la Chiesa cattolica – o allo Stato per “scopi di interesse sociale o di carattere umanitario”. La somma “regalata” allo Stato con le dichiarazioni dell’anno scorso era di circa 182 milioni di euro (181.781.492 per l’esattezza). Un tesoretto a cui, in tempi di ristrettezze di bilancio, hanno attinto in molti. Infatti – annuncia Palazzo Chigi – ha subito “numerose decurtazioni” che “ne hanno azzerato la disponibilità”. Vediamo dove sono andate a finire tutti questi soldi. Una parte dei fondi è stata assorbita dalla lotta agli incendi e dalle calamità naturali. Alla “costante emergenza” italiana della Protezione civile. Più di 121 milioni in tutto: 64 milioni per il funzionamento della flotta aerea antincendio e 57 milioni per alimentare direttamente il Fondo di protezione civile. La copertura delle manovre finanziarie dell’ultimo anno ha assorbito un’altra fetta di oltre 24 milioni di euro. A bruciare l’ultima parte sono arrivate la neve e le alluvioni: 4 milioni sono andati per i danni delle nevicate del febbraio 2012 e i restanti 32,7 milioni sono stati stanziati dall’ultima legge di stabilità agli “eccezionali eventi alluvionali, atmosferici e alle precipitazioni nevose verificatesi nell’ultimo triennio”. La vera parte del leone, però, l’ha fatta la Chiesa cattolica per effetto del meccanismo della ripartizione ‘maggioritaria’. La quota dell’8 per mille devoluta allo Stato per effetto del meccanismo di ripartizione ha suscitato molte polemiche. Il punto controverso è questo: la quota dei contribuenti che non hanno firmato, e che quindi risulta non attribuita, viene suddivisa tra gli organismi destinatari secondo la proporzione delle scelte espresse. In altre parole il contribuente, con la sua firma, non sceglie solo a chi destinare l’8 per mille delle sue imposte, ma vota – spesso senza saperlo – per la ripartizione della stessa quota dell’Irpef di tutti i cittadini.  Il meccanismo avvantaggia quindi chi ha avuto la maggiore quota di preferenze, cioè la Chiesa cattolica, che riceve la maggioranza delle preferenze dei 40% dei contribuenti che esprime una scelta. Di conseguenza la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti totali, riceve più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è stimabile intorno 1 miliardo di euro, con buona pace di tutti gli altri progetti che attendono di essere finanziati!