pubblicato il19 gennaio 2013 alle 11:51

Oltre 25000 studenti del “Progetto Erasmus” esclusi dal voto alle elezioni politiche italiane

Si dice spesso che dobbiamo essere più europei. Sicuramente è un principio sacrosanto, ma a volte la realtà non coincide con i principi. È il caso degli studenti italiani che vanno all’estero, in Europa, per studiare e che, in base alle norme attualmente in vigore, non potranno votare in Italia alle prossime elezioni politiche di febbraio. A  queste elezioni politiche, infatti, circa 25mila studenti italiani coinvolti in progetti Erasmus non potranno votare: non figurando, infatti, nell’elenco dei cittadini italiani residenti all’estero ammessi al voto. L’allarme è partito da Link Coordinamento universitario a cui sono arrivate moltissime segnalazioni da studentesse e studenti universitari all’estero per il progetto Erasmus.

“A causa di quello che speriamo sia solo un errore compiuto dal Governo – afferma in una nota Link Coordinamento universitario – 25.000 cittadini italiani non potranno votare alle prossime elezioni politiche”. L’art. 2 del D.L. 223/12, convertito con modificazioni dalla l. 31 dicembre 2012 n. 232, approvato a seguito delle dimissioni del Presidente del Consiglio e dello scioglimento delle Camere, ha convocato le elezioni politiche per il 24 e 25 febbraio, chiarendo all’art. 2 quali categorie di cittadini italiani residenti all’estero avranno la possibilità di votare tramite corrispondenza. Sono compresi, personale delle forze armate, agenti di polizia, professori e ricercatori universitari, non vi è però traccia di una delle comunità italiane più consistenti presenti all’estero: quella degli studenti universitari in Erasmus. “E’ davvero inaccettabile – continua la nota – che 25.000 ragazze e ragazzi non potranno avere accesso a un diritto civile minimo per una scellerata dimenticanza del Governo. Il voto dall’estero è stato una grande conquista per il nostro Paese e migliaia di studenti universitari sono posti dinanzi al ricatto di dover spendere centinaia di euro per rientrare nel nostro paese, in quanto per questi studenti non sono previste agevolazioni sui trasporti per il voto come previsto per i loro coetanei che studiano in Italia, o rinunciare tristemente a questo importantissimo diritto”.

Gli studenti hanno quindi lanciato un appello al Parlamento, al Presidente della Repubblica e a tutte le forze politiche “affinché sia immediatamente corretto questo errore e possa essere garantito con una Legge ordinaria a 25.000 mila studentesse e studenti l’esercizio del diritto di voto in occasione delle prossime elezioni politiche nazionali, o in estrema alternativa dei rimborsi di natura economica sui costi del biglietto per tutti gli universitari che vorranno tornare in Italia a votare, come previsto per gli studenti fuorisede in Italia”. Dal canto suo il Governo, attraverso il sottosegretario all’Istruzione Elena Ugolini, ha ribadito l’impegno di parlare con il ministro dell’Interno affinché gli studenti che sono all’estero per il programma Erasmus possano votare. Sono 24mila ed è un loro diritto che deve essere garantito. Non possiamo permettere che le famiglie paghino un viaggio di andata e ritorno per un diritto. Stiamo cercando strade per risolvere il problema”.

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