L’Associazione Forense del Cassinate ammessa all’ANF

11 febbraio 2013 0 Di redazione

Dall’Associazione Forense del Cassinate riceviamo e pubblichiamo
Per la prima volta dalla sua istituzione presso il tribunale di Cassino si è costituita l’Associazione Nazionale Forense A.N.F., la più antica associazione di avvocati (fondata nel 1964). Essa conta 44 sedi in tutta Italia compresa quella di Cassino, quarta nel Lazio.
A costituirla un gruppo di avvocati provenienti dai fori di Cassino, Gaeta e Sora (Massimo Clemente, Franco Di Stefano, Luca Di Zenzo, Anna G.L. Ferritto, Domenico Ferrucci, Patrizia Menanno, Vincenzo Papa, Edoardo Patini, Benedetto Ruggiero, Antonio Simeone, Gianfranco Testa, Teresa Testa, Domenico Trobia, Giuliana Sardelli).
L’”Associazione forense del Cassinate” è nata sulla spinta del bisogno di cercare risposte concrete alla risoluzione di problemi che mai come in questo periodo hanno reso impraticabile la vita degli avvocati. Dopo aver maturato il convincimento – anche sulla scorta della evitata soppressione del Tribunale di Cassino – che le politiche conformanti il sistema giudiziario italiano sono attualmente quanto di più fragile e precario possa esistere, gli avvocati soci fondatori hanno deciso che risponde ad un imperativo morale quello di impegnarsi e partecipare in prima persona a rinverdire, nei limiti delle possibilità, di quella che fu la civiltà del diritto, motivo di vanto e unanime riconoscimento, per il nostro Paese.
L’avvocatura è oggi sempre più svilita da un sistema che non premia più la qualità, la professionalità né la funzione insopprimibile e costituzionalmente garantita dell’avvocato nella co-gestione della giustizia.
L’Associazione Nazionale Forense, con i suoi principi fondanti, è parsa ai soci fondatori il modo migliore per sviluppare una strategia operativa tendente alla salvaguardia della dignità del lavoro dell’avvocato e a “rafforzare la solidarietà professionale e la coscienza associativa della categoria, al fine di rendere gli associati partecipi collettivamente della difesa dei propri diritti anche quali lavoratori intellettuali autonomi”, così come recita lo Statuto dell’ A.N.F. Cassino.
Il progetto dell’Associazione Forense del Cassinate è senz’altro ambizioso, in un territorio in cui gli stimoli sono scarsi e l’individualismo regna sovrano nella categoria. Essa si propone, invece, di fungere da pungolo affinché ognuno prenda coscienza della necessità di interessarsi di “politica forense” (giacché è ciò che governa ogni momento del vivere di un avvocato) e al contempo mira a creare legami tra gli associati sempre più forti e duraturi allo scopo di formare una coscienza di classe e un senso di appartenenza.
I problemi e le sfide che la modernità impone sono molteplici e complessi ma certamente oggi i temi che l’avvocatura deve affrontare, anche alla luce dell’ultimo “regalo” del governo tecnico, cioè la “riforma forense” possono essere sintetizzati in 4 punti: la questione dei giovani e del loro tirocinio; le tariffe professionali; la questione previdenziale e i modelli organizzativi.
Se questi temi non saranno affrontati in prima persona dalla base per discuterli e confrontarli anche nelle sedi nazionali a ciò deputate, l’avvocatura è destinata ad un inesorabile declino totale e presto si assisterà alla nascita di una nuova classe di lavoratori che potremo definire “avvocati esodati”.
Per il momento, è motivo di vanto, per il neonato sindacato, di essere riuscito a superare le barriere campanilistiche aggregando elementi della nuova realtà circondariale e di non aver alcun colore politico, professandosi come apolitico e apartitico.