Caso Aldrovandi, Il Silp si dissocia dall’iniziativa del Coisp

29 marzo 2013 1 Di redazione

Quanto accaduto a Ferrara non può che suscitare sconcerto e rabbia tra la stragrande maggioranza dei lavoratori di polizia, che svolgono la propria attività al servizio dei cittadini, con serietà, dignità e rispetto per le istituzioni. Quella ventina di poliziotti che, sotto le insegne del COISP, hanno “manifestato” a sostegno dei quattro condannati per l’uccisione di Federico Aldrovandi, rappresentano l’ulteriore agghiacciante segnale della necessità di accelerare il processo di democratizzazione della Polizia di Stato, fermo alla legge 121/81. Costringere una madre ad esibire la foto del proprio figlio, scattata durante l’autopsia, per allontanare gli autori di una corporativa e scriteriata forma di solidarietà ai responsabili dell’omicidio, rappresenta una brutale violenza che ci offende e dalla quale ci dissociamo, sentendoci partecipi del dolore della signora Moretti, mamma di Federico. Partendo da questo ennesimo triste episodio, chiediamo una decisa accelerazione del processo di democratizzazione della Polizia di Stato, per renderla più trasparente, moderna, efficiente ed integrata nella società. La legge di riforma del 1981 ha segnato un passo importante nella direzione di una maggiore democrazia ma da allora tutto è fermo e, semmai, si è verificato qualche inaccettabile arretramento, che ha preservato sacche di corporativismo, inconciliabili con un’istituzione moderna il cui principale compito, attraverso la lotta ad ogni forma di criminalità e una gestione democratica dell’ordine e della sicurezza pubblica, è la difesa della legalità. In tale ottica, il Sip per la CGIl di Frosinone ribadisce le posizioni espresse in passato sull’opportunità dell’introduzione, nel sistema giudiziario italiano del reato di tortura, di un identificativo alfanumerico nei servizi di ordine pubblico che, insieme ad un processo di profondo rinnovamento dei criteri di selezione della dirigenza del Dipartimento di P.S. e la riapertura dei concorsi per l’ingresso in Polizia ai giovani senza dover per forza passare per un periodo di ferma militare, aiuterebbero in questo percorso di trasformazione e democratizzazione dell’Istituzione e dell’intero Comparto Sicurezza.
Quanto accaduto a Ferrara non può che suscitare sconcerto e rabbia tra la stragrande maggioranza dei lavoratori di polizia, che svolgono la propria attività al servizio dei cittadini, con serietà, dignità e rispetto per le istituzioni. Quella ventina di poliziotti che, sotto le insegne del COISP, hanno “manifestato” a sostegno dei quattro condannati per l’uccisione di Federico Aldrovandi, rappresentano l’ulteriore agghiacciante segnale della necessità di accelerare il processo di democratizzazione della Polizia di Stato, fermo alla legge 121/81. Costringere una madre ad esibire la foto del proprio figlio, scattata durante l’autopsia, per allontanare gli autori di una corporativa e scriteriata forma di solidarietà ai responsabili dell’omicidio, rappresenta una brutale violenza che ci offende e dalla quale ci dissociamo, sentendoci partecipi del dolore della signora Moretti, mamma di Federico. Partendo da questo ennesimo triste episodio, chiediamo una decisa accelerazione del processo di democratizzazione della Polizia di Stato, per renderla più trasparente, moderna, efficiente ed integrata nella società. La legge di riforma del 1981 ha segnato un passo importante nella direzione di una maggiore democrazia ma da allora tutto è fermo e, semmai, si è verificato qualche inaccettabile arretramento, che ha preservato sacche di corporativismo, inconciliabili con un’istituzione moderna il cui principale compito, attraverso la lotta ad ogni forma di criminalità e una gestione democratica dell’ordine e della sicurezza pubblica, è la difesa della legalità. In tale ottica, il Sip per la CGIl di Frosinone ribadisce le posizioni espresse in passato sull’opportunità dell’introduzione, nel sistema giudiziario italiano del reato di tortura, di un identificativo alfanumerico nei servizi di ordine pubblico che, insieme ad un processo di profondo rinnovamento dei criteri di selezione della dirigenza del Dipartimento di P.S. e la riapertura dei concorsi per l’ingresso in Polizia ai giovani senza dover per forza passare per un periodo di ferma militare, aiuterebbero in questo percorso di trasformazione e democratizzazione dell’Istituzione e dell’intero Comparto Sicurezza.