Cassino città sempre più povera. Aumentano del 27% i bisognosi assistiti dalla Caritas

25 marzo 2013 0 Di redazione

Un grosso contributo per aumentare il numero dei poveri in Italia, circa 4 milioni secondo uno studio di ConfCommercio, arriva da Cassino. E’ qui, nella città martire, che da anni la Caritas diocesana continua a lanciare allarmi che troppo spoesso non vengono ascoltati. “Dal 2007 – dichiara la direttrice Maria Rosaria Lauro,abbiamo riscontrato che l’aumento delle persone povere è stato in continuo aumento senza mai una pausa”. La Caritas diocesana di Cassino ha istituito da tempo un osservatorio Povertà e Risorse con cui si tenta di far incontrare le richieste di auto con le giuste risposte date dalle risorse che il territorio può offrire. “Da gennaio – continua la Lauro – le famiglie che chiedono aiuto sono aumentate del 27 % ed è un dato enorme. Inoltre ci sono altri indicatori che danno l’ide adi come la situazione sia in continuo peggioramento. “Fino a poco fa, erano le donne che venivano a chiedere aiuto per un sostegnmo alla proria famiglia. Oggi vediamo che sono anche gli uomini che mettono da parte l’orgoglio e vengono a chiedere un sostegno per arrivare alla fine del mese”. Ormai è vecchio il dato secondo il quale gli italiani che fanno ricorso alla Caritas sono più numerosi degli stranieri. La drammaticità del momento sta nei numeri. A Cassino, secondo quanto riferito da Giuseppe Lauro, responsabile dell’osservatorio Caritas, le 257 famiglie richiedenti aiuto nel primo trimestre del 2012, sono diventate 340 nei primi mesi del 2013. Una impennata vertiginosa di quasi cento famiglie che, ognuna di esse, fa contare almeno quattro persone. Ma chi sono i poveri? “La povertà – spiega Giuseppe Lauro – è di due livelli. Quella assoluta in cui rientrano quelle famiglie che hanno un introito mensile inferiore ai 400 euro, e quella relativa. In quest’ultima fascia rientra una grandissima fetta di popolazione italiana. I criteri per rientrare in questa fascia sono diversi e variano anche a seconda del luogo in cui la famiglia vive. Mediamente una famiglia è relativamente povera se guatagna poco meno di mille euro al mese”. Ma chi sono coloro che vanno alla Caritas per un aiuto. “Sono famiglie assolutamente normali il cui reddito mensile è improvvisamente calato – spiega ancora Giuseppe Lauro – coppie alle quali è venuto meno uno dei due stipendi, oppure la cassa integrazione ha assottigliato l’unico stipendio e, con un mutuo o con finanziarie sulle spalle, non ce la fanno ad andare avanti. Noi della Cartitas, oggi, non siamo solo coloro che danno i pacchi. Certamente facciamo anche quello, ma offriamo assistenza psicologica a quei padri e mariti vinti moralmente dalla consapevolezza di non riuscire a tirare avanti la famiglia. Caso per caso, poi, tentiamo di dare un aiuto tangibile. Abbiamo alle spalle una fondazione con cui riusciamo a instaurare trattative con agenzie finanziarie per rilevare debiti di famiglie in difficoltà che restituiscono quel debito con un alleggerimento della rata mensile prolungando il numero dei pagamenti”. Insomma la situazione è complessa e, soprattutto, non se ne vede la luce di uscita. “Anche alla mensa abbiamo grandi difficoltà. Appena pochi mesi fa arrivavamo ad un massimo di 25 ospiti; oggi superiamo tutti i giorni i cinquanta”.