Niente pace per i morti a Gaeta, mistero su 2.5 milioni di euro destinati ad opera funebre

17 marzo 2013 0 Di redazione

Non c’è pace per i morti a Gaeta. Basta aprire qualche armadio, o struttura, nei pressi del cimitero e vengono fuori, non solo scheletri, ma vere e propri corpi mummificati. I carabinieri continuano ad indagare su come e da dove, le 11 salme sarebbero spuntate, o meglio dove dovrebbero realmente “riposare in pace”. Spunta quindi una indicazione secondo la quale i defunti erano “ospiti” della cappella funebre della confraternita di San Francesco all’interno della quale si è smesso di tumulare corpi nel 63 ma che nel 2007 sarebbe stata ceduta al comune e abbattuta con l’impegno di ricollocare quei corpi in una nuova e più ampia struttura che potesse dare risposte anche alla cronaca carenza di loculi. Per questo le precedenti amministrazioni avrebbero acceso un mutuo per la ricostruzione della struttura funebre, ma che non è mai avvenuta mentre le “mummie” sono rimaste senza “casa”. La domanda inevitabile da porsi è, e certamente se la sono posta anche gli investigatori: “che fine hanno fatto i due milioni e mezzo che sarebbero dovuti essere alla costruzione della cappella”. Parliamo di ritardi di anni, e di corpi stazionati in una struttura in maniera, oltre che indegna, anche dalle condizioni igienico sanitarie che definire precarie è letteralmente un eufemismo. Ricordiamo che la struttura di via Bologna in cui i feretri erano conservati in casse di zinco aperte, quindi all’aria, non sono distanti da case abitate. Ma l’aspetto che sconvolge, è il cattivo rapporto della città con i defunti. Non si era ancora spento il clamore dei resti di soldati “sfrattati” dai loculi per essere riassegnati ad altri, che è arrivata questa nuova e sconcertante notizia. Viene da chiedersi, quali altri misteri sono celati nel cimitero di Gaeta?