Produzioni Italiane trasferite all’estero, al Paese resta solo l’onere dei controlli

8 marzo 2013 0 Di redazione

Borse, scarpe e cinture, che un tempo venivano confezionate in Italia, dando lavoro ad italiani, oggi sono quasi tutti prodotti in Asia. All’Italia resta solo l’onere dei controlli e del contrasto alla contraffazione. E’ un paradosso che forse spiega meglio di qualsiasi altra cosa ciò che sta portando il Paese nel baratro; spendiamo per indagini utili a garantire gli interessi di chi ha deciso di abbandonare la barca che affonda. L’ultimo caso risale a qualche giorno fa quando la Guardia di Finanza di Frosinone, così come nel suo ordinamentosito sequestrato deve fare, e che con grande professionalità fa, ha individuato un sito internet che vendeva merce con marchio Gucci ed erano Gucci a tutti gli effetti, probabilmente prodotte nelle stesse aziende asiatiche che producono quelle originali, con lo stesso tessuto, materiale e stile. L’unica differenza è un codice di produzione e il prezzo al cliente finale. Quel sito vendeva la merce con un ribasso del 70%, era gestito da un cinese e aveva sede in
Cina ed è stata premura della Guardia di Finanza Italiana, quindi a spese del nostro Paese (non certo quella del Paese che attualmente gode della produzione di tale marchio) sequestrare il sito che vendeva merce di alta qualità ma con marchio tarocco ad un prezzo bassissimo. A questo punto viene da chiedersi, ma perché tutelare gli interessi di chi produce all’estero? Se una azienda ha portato altrove la produzione per risparmiare sulla manodopera, paghi l’errore strategico di aver insegnato ad altri un mestiere che era quasi elusivamente italiano, o si faccia garantire il rispetto del Marchio da quei Paesi che ne ospitano la produzione in maniera tale che le forze dell’ordine italiane si possano concentrare per garantire gli interessi di chi produce in Italia.
Ermanno Amedei