Mese: aprile 2013

30 aprile 2013 0

Associazione per delinquere di stampo mafioso, arrestato l’ex sindaco di San Cipriano d’Aversa

Di admin
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In Santa Maria Capua Vetere, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale del riesame di Napoli a carico di Martinelli Enrico, cl. 1971, già sindaco del comune di San Cipriano d’Aversa, poiché ritenuto responsabile di concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso. Il Provvedimento, emesso in seguito all’annullamento operato dalla corte di Cassazione con un ordinanza di scarcerazione disposta dal riesame nel maggio del 2012, successiva al provvedimento emesso nel mese di marzo dello stesso anno dall’Ufficio del Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale DDA per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, nei confronti del Martinelli Enrico e di altri 8 indagati tra cui anche IOVINE Antonio, cl. 1964. Gli attuali riscontri raccolti dai militari dell’Arma, arricchiti da ulteriori elementi prova hanno permesso al P.M. titolare dell’indagine di predisporre un articolata memoria che ha confermato la responsabilità del Martinelli circa il reato contestato. L’arrestato è stato pertanto associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’A.G. .

30 aprile 2013 0

E’ reato di sostituzione di persona chi crea un falso profilo per la chat

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Ancora una volta la tecnologia e lo sconfinato mondo di internet nel mirino della giurisprudenza. Si rivela per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, infatti, un precedente interessante la sentenza della quinta sezione penale della Cassazione numero 18826/13, pubblicata il 29 aprile, che mette sotto la lente d’ingrandimento la prassi ormai diffusissima di creare falsi pseudonimi a carico di ignari cittadini da utilizzare nelle chat, specie per quelle a contenuto erotico.

Secondo la Suprema Corte è passibile di condanna penale anche per il reato di sostituzione di persona, oltre che di ingiurie e molestie, chi crea un falso profilo in una chat erotica assegnando un nickname all’ignaro titolare, il quale viene bersagliato da molestie e ingiurie dopo la diffusione in rete del numero del suo cellulare. In tal senso, infatti, devono essere inquadrate le circostanze che portano agli approcci delle persone che contattano l’utenza convinti di rivolgersi a una persona interessata a incontri a sfondo sessuale. Gli ermellini, peraltro, evidenziano come l’ordinamento sia carente di norme adeguati ai tempi e non al passo con la continua evoluzione della tecnologia.

Nel caso di specie, una dipendente in causa con l’ex datrice di lavoro è stata condannata anche a 5 mila euro di euro di danni, oltre alle spese processuali, per aver creato un profilo chat riconducibile a quest’ultima nel canale telematico erotico riservato agli incontri. La persona offesa, era stata infatti oggetto continuo di messaggi e telefonate a sfondo sessuale.

Per i giudici del Palazzaccio, a rendere operante il reato di sostituzione di persona è sufficiente aver creato un nickname che contiene le iniziali di nome e cognome della malcapitata, seguita dall’inequivocabile suffisso “sex”. Per carità, si tratta sempre di uno pseudonimo, ma nella rete costituisce comunque un contrassegno identificativo che individua una specifica persona fisica. Peraltro, la diffusione del numero di cellulare della parte offesa è assolutamente indicativo: e oltrre ai messaggi giungono anche MMS con immagini piuttosto esplicite. È inequivocabile, per la Corte la configurabilità dell’elemento soggettivo necessario per l’integrazione dell’articolo 494 del Codice Penale: il falso profilo formalmente riconducibile alla detestata ex titolare è stato realizzato certamente per procurarle dei danni, esponendola alle molestie e alle ingiurie, con circostanze che ledono l’immagine e la dignità della parte offesa. Non passa inosservato il fatto che anche gli autori dei messaggi si sono ritrovati invischiati nelle indagini giudiziarie mentre credevano di contattare una persona disponibile agli incontri.

Esemplare anche la pena che è risultata superiore al minimo edittale per la durata delle molestie e per la particolare «capacità inventiva» dimostrata dall’agente.

30 aprile 2013 0

Latina – cocaina nelle scarpe, arrestato un terracinese

Di admin

Nella serata di ieri (29 aprile) i finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Latina, nell’ambito di un controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanza stupefacente nel capoluogo pontino, hanno fermato e controllato un uomo di 46 anni residente in una frazione di Terracina. L’agitazione evidenziata all’atto del controllo ha spinto i militari ad approfondire l’ispezione consentendo loro di rinvenire in una delle scarpe indossate dal disoccupato un involucro risultato contenere 15 grammi di cocaina. Il possessore dello stupefacente, gravato da remoti precedenti per reati contro la persona, è stato tratto in arresto e, su disposizione del p.M. Di turno presso la procura della repubblica di Latina, è stato condotto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo celebrato nella giornata di oggi. In sede di udienza di convalida il giudice, evidenziando oggettive perplessità sulla contraddittoria versione fornita dall’uomo circa l’uso personale della sostanza stupefacente e circa la fonte del denaro necessario per il relativo acquisto, ha ritenuto la dinamica del fatto (comprese le modalità di occultamento della sostanza) tipica di un corriere ed ha disposto l’obbligo giornaliero di firma presso i carabinieri di terracina.

30 aprile 2013 0

Carabiniere ucciso a Maddaloni, sale a nove il numero degli arrestati. Intanto domani i funerali di Stato

Di redazione

Altri due arresti a Maddaloni. Mentre si preparava il funerale di Stato previsto per domani, a Sant’Agata de Goti, dove il brigadiere Della Ratta abitava con la famiglia, è stato arrestato anche il basista del colpo, Antonio Mastropietro, 44enne di Maddaloni, mentre un altro fiancheggiatore del gruppo, il 22enne Domenico Ronga, braccato dai carabinieri, ha preferito consegnarsi in carcere a Secondigliano. Ma una banda così ben organizzata deve avere una sua storia. Convinti di questo, gli inquirenti stanno cercando le responsabilità del gruppo in altre rapine compiute. Il sacrificio di Della Ratta, quindi, è servito per assicurare alla giustizia un manipolo di pericolosi malviventi.

30 aprile 2013 0

Sparatoria davanti Palazzo Chigi, Il fratello di Negri (cc ferito) lavora a Cassino: “Francesco scalpita per tornare in servizio”

Di redazione

Tra i primi familiari ad accorrere al capezzale del fratello Francesco, uno dei due carabinieri rimasti ferito a Roma da Preiti, è stato Vittorio Negri che lavora presso l’Acea di Cassino. “Ero lì quando gli hanno passato la telefonata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Era emozionato perché mio fratello è un carabiniere vero che ha un profondo senso dello Stato. Il presidente gli ha fatto gli auguri e lui lo ha ringraziato”. A proposito delle condizioni del fratello ha detto: “E’ ancora ricoverato al San Giovanni, ha due ferite, una al polpaccio e una alla tibia anche se le sue condizioni migliorano, deve restare fermo per un po’. Ma nonostante ciò scalpita perché vuole tornare al lavoro”. Quando ho saputo cosa era accaduto, sono subito accorso da lui e la sua prima preoccupazione, anche quando l’ho visto, è stata chiedermi se avevo notizie del collega e come stesse”. Er. Amedei

30 aprile 2013 0

Pronto a darsi fuoco per poche centinaia di euro. Provvidenziale intervento dei carabinieri di Anagni

Di redazione

Avanzava un credito dal suo datore di lavoro e quando non lo ha trovato in sede, temendo che fosse una scusa per non essere pagato, si è cosparso di liquido infiammabile, probabilmente benzina minacciando di darsi fuoco. E’ accaduto ieri ad Anagni all’interno di una ditta edile dove il 25enne tunisino si è recato per chiedere il pagamento di spettanze quantificate in poche centinaia di euro. I presenti, di fronte alle intenzioni folli del giovane, hanno chiamato i carabinieri. Gli uomini del capitano Costantino Airoldi, comandante della compagnia di Anagni, hanno instaurato una trattativa con il tunisino, convincendolo ad attendere il ritorno del suo ex datore di lavoro che, al suo arrivo, ha saldato il debito tranquillizzando l’uomo e scongiurando un drammatico epilogo.

30 aprile 2013 0

Significativo aumento delle aliquote IVA in tutta l’UE. In Italia, al momento, per il pane paghiamo soltanto il 4%

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Secondo l’ultimo rapporto Eurostat sulle tendenze fiscali presentato oggi dalla Commissione europea le aliquote IVA sono aumentate in modo significativo nella UE dal 2008. Generalmente stabili intorno al 19% rispetto al decennio precedente, il tasso medio di IVA è aumentata ogni anno da quando è scoppiata la crisi bancaria. Nel 2013, è pari al 21,3%.

Aumenti sono stati particolarmente notevoli nei paesi che hanno sperimentato difficoltà finanziarie. In Ungheria, il tasso è stato aumentato di sette punti percentuali in cinque anni per raggiungere il 27%, il livello più alto in Europa. La Spagna ha alzato il tasso di cinque punti percentuali tra il 2008 e il 2013 (dal 16 al 21%), così come la Romania (dal 19 al 24%).

Cipro (dal 15% al 18%), Lettonia e Lituania (dal 18% al 21%), il Portogallo (dal 20 al 23%) e Regno Unito (dal 17,5 al 20%) hanno anche attuato aumenti sostanziali.

Il Belgio ha lasciato il suo tasso invariato al 21%, una stabilità che si trova nella maggior parte dei paesi vicini: Francia (19,6%), la Germania (19%, invariato in quanto il tasso è stato portato a tre punti percentuali nel 2007) e Lussemburgo (15%). Nelle terre nordiche, invece, è risaputo che il costo della vita è elevato e Svezia e Danimarca sono la testimonianza di questo dato. Nel primo Paese l’Iva è al 25% (6% o 12% se ridotta) mentre nel secondo esiste una sola aliquota fissa al 25%: questo significa che se in Danimarca una persona va a comprare il pane è costretta a pagare una tassa del 25%. In Italia, al momento, per il pane paghiamo soltanto il 4%.

Nei 27 stati membri l’Iva ha un altro nome, ma quel che cambia, soprattutto, è la sua sostanza. Il nostro 21% di aliquota ordinaria è perfettamente in equilibrio fra il 15% del Lussemburgo e il 27% dell’Ungheria. Insieme all’Italia anche in Belgio, Lettonia e Lituania la percentuale ordinaria è del 21%. Tra i Paesi più “vicini” a noi, però, l’Italia è quello che sta peggio. In Germania ci sono due scaglioni, quello ridotto al 7% e quello ordinario al 19% mentre in Francia gli scaglioni sono tre ma minori in percentuale rispetto ai nostri (2,1%, 5,5 o 7% e 19,6%). In Spagna, invece, le aliquote sono pressoché le stesse (4%, 8%, 18%) mentre nel Regno Unito ci sono due regimi, uno al 5% e uno al 20%.

I Paesi con l’Iva più bassa sono il Lussemburgo con un 15% di aliquota ordinaria (oltre a 3% super ridotta e 6% o 12% per quella ridotta) e Cipro con il 5 o l’8% di aliquota ridotta e il 17% di aliquota normale. Gli Stati all’interno dei quali l’Iva è più pesante per i consumatori sono Ungheria, Romania, Svezia e Danimarca. Del primo Stato ne abbiamo già parlato mentre nel secondo Paese dell’est Europa esistono due scaglioni, il primo al 5 o al 9% mentre il secondo al 24%, superiore di ben tre punti rispetto al nostro già elevato. Questa modifica corrisponde alle raccomandazioni della Commissione europea, che ha suggerito alzando l’imposta sui consumi per ridurre il carico fiscale sul costo del lavoro. Le cifre delle entrate confermano una lieve tendenza in questa direzione. L’aliquota fiscale implicita sul consumo è aumentato dal 2008, dal 19,7% al 20,1%, mentre l’aliquota fiscale implicita sul lavoro è scesa dal 36,1% al 35,8%.

Strano a dirsi vista la situazione tributaria in Italia ma il nostro Paese, per quel che concerne l’Iva, rileva Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non è quello più tartassato fra gli stati membri dell’Unione Europea. Le nostre aliquote dell’imposta sul valore aggiunto rientrano nella norma e, anzi, l’Italia è uno dei pochi Stati a godere di tre scaglioni di aliquote:

4 per cento (aliquota minima), applicata ad esempio alle vendite di generi di prima necessità (alimentari, stampa quotidiana o periodica, ecc.);

10 per cento (aliquota ridotta), applicata ai servizi turistici (alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici), a determinati prodotti alimentari e particolari operazioni di recupero edilizio;

21 per cento (aliquota ordinaria), da applicare in tutti i casi in cui la normativa non prevede una delle due aliquote precedenti.

30 aprile 2013 0

Tutela dei consumatori: creati vini senza solfiti

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Un progetto di ricerca denominato SO2SAY è riuscito a ridurre al minimo l’anidride solforosa nel vino rosso. Ne da comunicazione in Italia, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che saluta la notizia positivamente, sia dal lato della salute dei consumatori che dei produttori impegnati nel miglioramento della qualità dei propri vini.

Nel quadro del suddetto progetto di ricerca, i partner impegnati tra cui l’Università olandese di Wageningen, hanno sviluppato un processo per la stabilizzazione del vino rosso, che non è basato sul biossido di zolfo, ma su estratti naturali. Finalmente, forse presto, potrà sparire l’etichetta “contiene solfiti”.

I partner del progetto, peraltro finanziato dall’UE, hanno sviluppato una strategia per sostituire l’anidride solforosa e i suoi sali nei prodotti alimentari, tra cui il vino. Certamente, i nuovi additivi naturali dovranno assicurare la stessa durata del prodotto, come i solfiti, ed inoltre non dovranno alterare il sapore, l’odore e l’aspetto. I test di immagazzinamento per controllare la conservazione sono tuttora in corso.

Com’è noto, il biossido di zolfo riesce a determinare nei prodotti alimentari una durata più lunga, ma può però provocare effetti indesiderati, in particolare nel caso di chi soffre di allergie. Nel quadro del progetto di ricerca “SO2SAY”, come si diceva, gli esperti hanno sviluppato un processo per la stabilizzazione del vino rosso, che non è a base di biossido di zolfo, ma invece di estratti naturali.

L’uso di anidride solforosa (SO2) è una pratica comune nell’industria alimentare. La SO2 prolunga l’utilizzabilità dei prodotti come vino, patate o frutta secca. Previene la fermentazione secondaria e ha un effetto anti-ossidante, in modo che l’azione enzimatica, venga ridotta. Ma oltre a questi effetti positivi, la solforazione dei prodotti alimentari nasconde anche pericoli come la possibilità di attacchi allergici. I produttori di vino e cibo sono da tempo alla disperata ricerca di alternative, anche perché un solo bicchiere di vino che può contenere 10 mg di SO2 per litro può scatenare una crisi allergica.

All’interno del progetto SO2SAY che, si diceva, finanziato dall’UE, i nove partner provenienti da quattro paesi europei e Israele, hanno sviluppato una strategia per sostituire l’anidride solforosa e i suoi sali nei prodotti alimentari, tra cui il vino. La sfida che si sono trovati davanti nel raggiungimento di una durata paragonabile per i prodotti alimentari che sono privi di solfiti e anche quella di evitare i cambiamenti in odore, il sapore e l’aspetto.

Il progetto SO2SAY che ha sviluppato il processo per la stabilizzazione del vino rosso che serva a sostituire l’anidride solforosa ha, quindi, anche l’obiettivo di preservare l’accettazione sensoriale del vino. All’SO2, vengono sostituiti estratti di sostanze che si trovano naturalmente nel vino e ne garantiscono, comunque, la conservabilità.

Ci possono essere, infatti, fino a 160 mg di anidride solforosa per litro nei vini di qualità commerciale. Il vino SO2SAY riduce questa percentuale di oltre il 95 %. I soggetti allergici possono iniziare a tirare un sospiro di sollievo e godere ancora una volta la possibilità di sorseggiare il loro vino preferito senza controindicazioni.

Inoltre, la percentuale di SO2 dovrebbe essere inferiore alla soglia ufficiale di rilevamento in modo che il vino possa essere etichettato come SO2-libero e quindi senza l’obbligo d’indicare la dicitura “Contiene solfiti”.

Oltre al prezzo, il gusto è senz’alcun dubbio il criterio principale per l’acquisto di un vino. A seguito delle prove di degustazione con un numero rappresentativo di tester in Gran Bretagna, Spagna e Germania, il nuovo vino è stato giudicato altrettanto positivamente in un confronto con vini di riferimento di alta qualità. Il vino è stato travasato dalle botti nelle bottiglie nel maggio 2012 ed attualmente continua a maturare nelle stesse. Alla prima riunione dei nove partner del progetto nel gennaio 2013, alcune delle bottiglie sono stati aperte e sottoposte alla prova del fuoco, ossia alla degustazione. I test, in ogni caso, si protrarranno fino alla fine di questa primavera del 2013.

29 aprile 2013 0

E-mail minatorie alla giunta Ottaviani, denuncia in questura

Di admin

Due missive minatorie via e-mail sono state recapitate ad alcuni membri della giunta Ottaviani. In esse si fa riferimento alla possibilità dell’utilizzo delle armi così come avvenuto a Roma dinanzi a Montecitorio. Gli atti sono all’attenzione del Questore con relativa denuncia penale e sono state attivate le indagini per comprendere le motivazioni del gesto.

Questa la dichiarazione sull’accaduto del sindaco Nicola Ottaviani: “La vita dell’amministratore pubblico oggi è certamente complessa e colma di difficoltà, mentre le gioie si contano davvero con il lumicino. Il dovere e il senso civico ci impongono di continuare a ricercare tutte le soluzioni utili per coniugare la ristrettezza delle risorse finanziarie con la domanda di occupazione. Del resto nei momenti particolarmente inquietanti, come quelli che stiamo vivendo, la risposta migliore continuano a darla le istituzioni all’unisono, e, soprattutto, la grande coesione sociale dimostrata dai cittadini. Non abbiamo paura delle minacce e degli spettri, poiché siamo convinti di agire con il massimo dello scrupolo amministrativo, nel quadro delle soluzioni concretamente percorribili”.

29 aprile 2013 0

Domenica 5 Maggio Sermoneta si tinge di rosa

Di admin

Il borgo medioevale di Sermoneta (Latina), da poco insignito dal Ministero del Turismo del marchio “Gioiello d’Italia” diventa palcoscenico d’eccezione per celebrare la creatività femminile e la donna creatrice di vita e creatrice di bellezza della vita. Domenica 5 maggio, dalle 10 alle 19 si terrà “Sermoneta si tinge di rosa”, manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con IMPRESA DONNA – Confesercenti provinciale di Latina, e con il patrocinio del comitato imprenditoria femminile della camera di commercio di Latina: un percorso attraverso le vie del paese alla scoperta delle arti femminili a 360 gradi: pittura, fotografia, cultura, moda, teatro, creatività.

Tutto il paese sarà addobbato con fiori e piante di tonalità rosa; in Corso Garibaldi si terrà il Mercatino di “Artigianato in rosa”. Ci sarà anche un percorso enogastronomico. Nel Palazzo della Cultura ci sarà una dimostrazione di Mise En Place (arte dell’apparecchiare la tavola).

Sotto la Loggia dei Mercanti, resa celebre dal film “Non ci resta che piangere” con Massimo Troisi e Roberto Benigni, è prevista una mostra fotografica, mentre Piazza Santa Maria Assunta si trasformerà in un mercatino del vintage e dello scambio grazie a “l’appetito vien… swappando” (si possono portare gli abiti e gli accessori da scambiare).

Piazza San Lorenzo ospiterà Arti e mestieri di un tempo (telaio, ricamo, uncinetto, maglia, tombolo) ed a Palazzo Americi, sede del Municipio, troverà ospitalità una mostra di pittura. In Piazza del Popolo dimostrazione di cake design e di manipolazione della pasta e della creta.

Ma “Sermoneta si tinge di rosa” è anche cultura. Alle ore 16.00 presso la Loggia dei Mercanti, la giornalista Angela Iantosca presenterà il libro “Onora la madre”, già presentato in varie trasmissioni targate Rai.

Alle 17.30 nel palcoscenico naturale del Belvedere, Sermoneta si tinge di rosa e di tutti i colori della Petite Robe: gli abiti di Chiara Boni partecipano alla sfilata “Emozioni Nascoste”.

A seguire, il teatro dell’associazione “Chi dice Donna”, in scena con “Giuliano Racconta”.

“Le piazze ed i vicoli di Sermoneta, colmi di colori, di artigianalità, di fantastiche idee, di originalità, di sfilate in costume, di arti e mestieri interpretati in chiave moderna, saranno al centro di una memoria storica di lavoro, un monumento vivo alle donne, alla loro coscienza di essere, alla loro utilità per la famiglia, alla loro complicità, alla loro solidarietà”, spiega il Sindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli.

Ingresso gratuito. Info: www.comunedisermoneta.it; 0773/30426