“Strage” di commercianti in provincia di Frosinone, chiudono 9 negozi al giorno

3 aprile 2013 0 Di redazione

“La situazione è drammatica. In provincia di Frosinone ormai chiudono 9 attività ogni giorno; siamo sulla scia di quanto accade in tutto il Lazio dove, da quando ci svegliamo al mattino a quando andiamo a dormire, abbassano le saracinesche o chiudono la partita iva 49 attività; contribuiamo attivamente alla formazione di quel drammatico dato nazionale secondo il quale chiude un’impresa ogni minuto”. Lo scrive Florindo Buffardi, presidente provinciale di Confcommercio Frosinone, in una lettera indirizzata al neo assessore regionale alle attività produttive Guido Fabiani. “Segnali di concreta difficoltà stanno iniziando ad arrivare anche dal ramo che finora era stato il rifugio dei consumatori: i discount registrano per la prima volta un calo dei volumi di affari. Il nostro settore non può usufruire di cassa integrazione, non abbiamo ammortizzatori sociali, tutto è sulle nostre spalle.
Le nostre attività commerciali non sono speculazioni sulle quali abbiamo investito i nostri soldi:sono negozi che spesso hanno avviato, tra mille sacrifici, i nostri genitori o i nostri nonni,nel nulla più totale che in questi territori fu il dopoguerra; alle pareti dei nostri negozi spesso non ci sono né lauree né attestati ma fotografie in bianco e nero che ritraggono, in posa accanto ad un carretto o un camioncino, chi ci ha trasmesso queste attività.
Tutto questo ora rischia di sparire.
E’ assolutamente improcrastinabile l’avvio d’una serie di politiche che sul nostro territorio sappiano far ripartire i consumi delle famiglie; non è più rinviabile un intervento che faccia chiarezza sulle norme regionali che disciplinano il Commercio e troppe volte sono oggetto di differenti interpretazioni con il risultato che i negozianti spesso incappano in costose sanzioni amministrative; è assolutamente indispensabile un piano regionale che accompagni le nostre imprese verso gli inevitabili cambiamenti che le nuove sfide che ci impone un mercato pesantemente condizionato dalla crisi.La sua nomina ad Assessore Regionale alle Attività Produttive e Sviluppo Economico ci conforta,in quanto mette alla guida di un dicastero tanto delicato quanto strategico, un assessore dalle indubbie competenze e dotato delle esperienze indispensabili al fine di elaborare le risposte che la nostra categoria attende ormai da troppo tempo.
Sarei lieto di poter avere un confronto con la signoria vostra, al fine di fornire personalmente un quadro più dettagliato e veritiero della situazione.
In fiduciosa attesa, le porgo i più cordiali auguri di buon lavoro”.