pubblicato il10 maggio 2013 alle 17:08

Festa Madonna delle Fontane, in attesa del prossimo miracolo (naturale) dell’acqua

La Festa della Madonna delle Fontane a Conca Casale in provincia di Isernia, ha il sapore di miracolo della Natura. Ricorre il 12 maggio, presso la chiesa dell’omonima Madonna costruita nel 1923 dal Mastro scalpellino Antonio Vettese al posto di una più piccola cappella devozionale. Si apre la botola e la vasca sottostante, prima vuota, quasi per incanto si riempie. E’ il momento più importante della celebrazione religiosa (cattolica) che ha evidenti richiami ai culti italici risalenti ad un periodo precedente alla nostra era. Una celebrazione studiata dagli archeologi ideatori del Progetto Summa Ocre, Manuela Tondo e Dante Sacco, capaci di ricercare il passato non solo sottoterra, ma anche nelle tradizioni immateriali tramandate da secoli di generazione in generazione. “La Festa si svolge alla fine di un pellegrinaggio dinanzi la chiesa delle Fontane costruita in una stretta gola ricca di risorgive – spiegano i due esperti -, vi partecipano fedeli provenienti da Venafro, Carpinone di Isernia, San Vittore del Lazio, Viticuso. Il sito di fatti si trova alla confluenza dei tratturi che attraversavano questa parte di Molise, all’interno dei grossi percorsi che conducevano all’Abruzzo. Un tempo, insomma, vere autostrade percorse dai pastori con le loro greggi.
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La devozione della Madonna delle Fontane e la statua sono divise tra i fedeli di Conca Casale e quelli di Carpinone. Nel mese di maggio, all’inizio delle attività di transumanza e monticazione, la statua inizia il suo pellegrinaggio che, da Conca Casale, avrà culmine poco prima dell’inverno, in ottobre, a Carpinone. Il rito, che si svolge a Conca Casale, consiste nell’apertura, ad opera di una mano esclusivamente femminile, di un pozzetto posto dietro l’altare che viene chiuso ad ottobre al termine delle attività pastorali. L’evento “sacro” al quale si può assistere consiste nell’apparizione immediata dell’acqua nel pozzo che era completamente asciutto fino a qualche secondo prima”. Un ‘miracolo’ che ha la sua spiegazione scientifica. “Accade che – spiegano Sacco e Tondo – nel periodo di siccità l’acqua presente nel pozzo si ritrae nelle falde.
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Ovviamente il pozzo e l’intera cavità, a causa di tale fenomeno, vanno, per così dire, “sottovuoto”. E’ semplice intuire che, al momento dell’apertura, l’aria, ritornando nel pozzo, fa risalire miracolosamente l’acqua. Una cosa che i pastori sapevano e sfruttavano verosimilmente per avere sempre acqua pulita”. Anche la statua della Madonna rappresenta un unicum.”Il collegamento tra il simulacro e la pastorizia – spiegano gli archeologi – è sottolineato dalle tre pecore che sono poste ai piedi della Vergine col Bambino. Come in altri casi di santuari posti a memoria di eventi sacri o ritenuti tali, va visto nella Madonna delle Fontane una continuità funzionale dove la presenza di un culto femminile cristiano è l’evoluzione di un probabile luogo di culto italico. La presenza di importanti centri italici a Isernia, a San Vittore del Lazio, a Conca Casale, a Venafro e nella stessa Viticuso che erano in comunicazione attraverso la viabilità intervalliva che converge verso l’attuale Santuario delle Fontane, porta a pensare che anche in epoca italica si sfruttassero per la pastorizia le sorgenti presenti ancora oggi magari ringraziando le divinità delle acque come Mefitis o le Ninfe”.La festa culmina nel migliore dei modi. I fedeli si incontrano nella tradizionale scampagnata nei prati di Conca Casale. Li si sottolinea il valore pienamente colleggiale dell’evento. Si stabiliscono nuove amicizie, nuovi rapporti familiari; il tutto con l’immancabile taglio del prodotto tipico più significativo di Conca Casale, la Signora, un salume che è annoverato tra i Presidi Alimentari slow Food.
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