pubblicato il28 maggio 2013 alle 11:45

Gli alunni a scuola e la loro incolumità, se ne discute in un convegno a Caserta

“Primum vivere, deinde philosophari”: “Prima vivere e poi filosofare”. Questa celebre massima di Aristotele potrebbe esser posta fra le migliori motivazioni di fondo del convegno, a libero ingresso, che si terrà giovedì 30 maggio, alle ore 17,30, nella Biblioteca comunale di Via Laviano in Caserta e che punterà all’esame di un dovere prioritario degli operatori scolastici: la tutela dell’incolumità degli allievi. Infatti, l’argomento centrale del confronto sarà “La vigilanza sugli alunni – Obblighi e responsabilità”: una formulazione che ricalca pari pari il titolo di un recente libro di Raffaele Mone, autore già apprezzato, qualche anno fa, per il volume “La scuola del primo ciclo di istruzione – Organizzazione e funzionamento”. Promotori del convegno l’Assessorato alla Cultura della città capoluogo di provincia, LiberaLibri e Vozza Editore. I lavori avranno inizio con gl’indirizzi di saluto del sindaco Pio Del Gaudio, dell’assessore Felicita De Negri e del coordinatore di LiberaLibri Enzo De Rosa. Interverranno poi, con specifiche relazioni illustrative e critiche, i dirigenti scolastici Adele Vairo e Pasquale Lombardi. Ad ulteriore arricchimento dell’iniziativa, la presenza in sala dell’autore Mone e la lettura di alcuni stralci del predetto libro a cura del poeta Bernardo Venditti. Si auspica naturalmente una folta partecipazione di pubblico in ragione dell’importanza della problematica che sarà approfondita nei suoi più diversi profili (giuridico-legislativo, istituzionale, organizzativo, relazionale, formativo…), senza trascurare l’influenza favorevole che in materia determinano i buoni rapporti scuola-famiglia, la sicurezza strutturale degli edifici e la funzionalità degli impianti, ma anche facendo opportuna chiarezza sulle previste sanzioni a carico di coloro che, per sottovalutazione degli obblighi di vigilanza o per imperizia, si rendano responsabili di incidenti a danno fisico degli allievi.
In una precedente analoga circostanza, il relatore Lombardi, proprio riferendosi all’encomiabile libro di Raffaele Mone, ha osservato come il dirigente scolastico caiatino sia stato molto attento a delineare la costante premura da riservare al “bambino-persona” ed il valore delle “norme che aiutano” e quindi da non concepire soltanto, per la loro cogenza, alla stregua di “costrittive gabbie”. Infatti, a scuola – come a casa e fuori, per compito primario dei genitori – innanzitutto occorre vigilare sui minorenni, fare in modo che le esperienze, l’organizzazione, i costanti controlli assicurino, sempre e comunque, la difesa della salute e la prevenzione dei rischi. Soltanto così è possibile aprire serenamente i varchi del “filosofare” che, nella fattispecie, corrispondono alla conduzione dei percorsi di istruzione-educazione, al fine di insegnare a “saper fare-sapere-saper essere”. Insomma, intendendo in senso lato il monito aristotelico – nutrire il corpo viene, per necessità, prima del cibare la mente -, ne discende che ai docenti spetta anzitutto adoperarsi, senza sosta alcuna, per il prioritario benessere corporeo e psico-affettivo degli alunni. Del resto, ogni vero educatore non può che accogliere appieno il ben noto avvertimento di Franco Panizon: “E quando pensate di aver fatto tutto per i vostri piccoli bambini, allora potrete andare a dormire. Mai accada di posare il capo sul cuscino, se prima non avrete fatto tutto quello che è in vostro potere per loro”.
Raffaele Raimondo

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