pubblicato il25 maggio 2013 alle 13:51

La Guardia Costiera di Giulianova sequestra oltre 90 kg di vongole

Anche in questi giorni di avvicinamento alla stagione estiva, in cui massimo è l’impegno degli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova, sotto la guida del Tenente di Vascello Sandro Pezzuto, per preparare al meglio le attività istituzionali tese a salvaguardare la vita umana in mare e la sicurezza della balneazione, si è svolta un’importante operazione finalizzata a contrastare la commissione di illeciti nel settore della pesca marittima ed, in particolare, della commercializzazione del prodotto ittico.
In particolare, nella rete degli accertamenti che ha prodotto totalmente la comminazione di 4.000 euro di sanzione amministrativa pecuniaria ed il sequestro di circa 90 Kg. di vongole della specie venus gallina, è finito un Comandante di motopeschereccio di stanza nel Porto di Giulianova.
Proprio la presenza di un piccolo furgone nei pressi della banchina adibita allo sbarco delle vongole ha insospettito il personale militare del servizio N.O.I.P. (Nucleo Operativo d’Intervento in Porto), che, monitorando a distanza la situazione, senza destare eventuali sospetti, ha atteso con pazienza che il conducente della stessa autovettura provvedesse a caricare e stipare il grosso quantitativo di vongole nel vano bagagliaio. Subito dopo, è scattato un breve inseguimento all’interno dell’ambito portuale che ha permesso di intercettare l’autore dell’illecito poco prima che varcasse l’uscita dal Porto.
Una volta individuato il conducente, si appurava che si trattava di un Comandante di motovongolara che, avendo già sbarcato il quantitativo consentito corrispondente a n. 30 sacchi per un totale di Kg. 330, come da normativa in vigore, aveva pescato un quantitativo di prodotto ittico eccedente con l’intenzione di immetterlo nel circuito di vendita senza alcuna garanzia di tracciabilità né di salubrità nei confronti del consumatore finale.
Per tale motivo, si è proceduto, oltre che ad apporre i sigilli al rastrello turbosoffiante della propria unità da pesca, a sequestrare immediatamente l’intero quantitativo del prodotto, che, a seguito dell’intervento del Servizio Tecnico e Veterinario dell’ASL di Teramo, veniva rigettato in mare.
Tale operazione dimostra come le testimonianze di chi possa venire a conoscenza di attività illecite perpetrate a danno della pesca e dell’ambiente marino, in generale, qualora tempestivamente segnalate, possano rappresentare un valido ed insostituibile aiuto per consentire di mettere in campo nelle forme più efficaci e repentine le opportune azioni di contrasto.

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