pubblicato il23 maggio 2013 alle 08:52

Tedeschi: “Mentre nel cassinate si attende il nuovo modello, la Fiat trasloca in Gran Bretagna”

Mentre qui nel Cassinate stiamo ancora sperando che allo stabilimento FIAT arrivi la produzione di un nuovo modello che ponga fine alla cassa integrazione e rilanci lo sviluppo del territorio, una parte del Gruppo FIAT trasloca la sede fiscale in Gran Bretagna. La gestione di una multinazionale, si potrebbe obiettare, richiede che vengano colte le opportunità del mercato internazionale e le holding che detengono i pacchetti azionari devono saper cogliere i vantaggi fiscali delle piazze finanziarie tanto più che Londra non è classificata come paradiso fiscale. Quindi niente di strano, ma gestione attenta ed oculata di un Gruppo che ha interessi in diversi continenti. E così  il Presidente del Consiglio Letta mentre gira tutta l’Europa e parla al telefono con Obama non si accorge che una delle maggiori aziende del Paese sta traslocando! Da una parte un Governo di larghe intese che ha messo quasi tutti insieme in nome del bene dell’Italia e poi nessuno della maggioranza di Governo si accorge che forse oltre ad andare oltre confine sarebbe il caso di concentrarsi anche sulle realtà interne che stanno per essere abbandonate. È importante e necessario creare nuova occupazione, ma è altresì urgente salvaguardare le realtà che sono in bilico e rischiano di far svanire un patrimonio di professionalità che non avrebbero altro mercato. FIAT è l’unica casa automobilistica che possiede stabilimenti produttivi in Italia, nella sciagurata ipotesi che i vertici dovessero decidere per un trasferimento all’estero delle produzioni i lavoratori italiani a chi potrebbero offrire la loro professionalità? Mi auguro ad altri produttori che vorranno occupare il vuoto che FIAT lascerebbe. Sempre che il Governo abbia intenzione di favorire il loro ingresso attraverso la definizione di una politica industriale che per decenni è mancata. L’occupazione nel settore auto attualmente è nelle mani di FIAT. Se non vogliamo correre il rischio che in Italia non si facciano più auto è urgente che il Presidente Letta tra un viaggio, una telefonata ed una riunione di maggioranza trovi il tempo per fissare un appuntamento con Marchionne, magari prima che sia troppo tardi per gli stabilimenti  italiani.

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