Giorno: 17 giugno 2013

17 giugno 2013 0

Tenta di uccidere il convivente 75enne di Morolo con l’anticoagulante, 32enne arrestata per tentato omicidio

Di redazione
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Il sangue troppo liquido ha allarmato il medico che aveva in cura il 75enne di Morolo e ha fatto scattare le indagini. Il plasma era pericolosamente fluido e le indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Frosinone comandata dal capitano Pietro Di Miccoli (nella foto) hanno permesso di accertare che, a causare l’anomalia, era un medicinale anticoaugulante che la 32enne convivente dell’uomo, gli somministrava quotidianamente. Una pratica pericolosa che lo avrebbe portato l’anziano alla morte. Per questo, stamattina i militari della Stazione di Morolo hanno eseguito una Ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone. A carico della donna si ipotizza il reato di tentato omicidio. Espletate le formalità di rito, le sono stati concessi gli arresti domiciliari.

17 giugno 2013 0

Scadenza proroga per Malagrotta, Tedeschi: “Il sindaco Marino saprà avviare un percorso diverso”

Di redazionecassino1

Oggi in una dichiarazione il Ministro dell’Ambiente Orlando tocca il delicato tema dell’imminente chiusura di Malagrotta. Entro il prossimo 30 giugno è necessario che sia trovata una soluzione perché, come è ormai noto, la proroga concessa a Malagrotta a fine mese scade. Dalla Provincia di Frosinone ed in particolare da Roccasecca che “ospita” una discarica ubicata a poche centinaia di metri dalla SAF di Colfelice, dove oggi vengono trattati i rifiuti romani, si attendono con ansia gli esiti di decisioni che necessariamente dovranno essere prese nei prossimi giorni. Io insieme a tanti cittadini di questo territorio della Valle del Liri ci auguriamo che siano individuate soluzioni idonee a preservare la già precaria situazione di territori compromessi dal punto di vista ambientale. Il neo Sindaco di Roma, il Prof. Marino, al quale va tutta la mia stima ed il mio apprezzamento, si troverà dinanzi ad una situazione molto difficile, ma confidiamo nella sua elevata sensibilità ai temi ambientali. Sicuramente il Sindaco Marino saprà avviare un percorso davvero virtuoso che porterà Roma Capitale a gestire nel migliore dei modi il ciclo dei rifiuti. L’impresa è ardua, ma DAJE Sindaco, ce la farai! 

 
17 giugno 2013 0

CNU 2013: Il Cus Cassino al 10° posto, con un argento e 3 bronzi

Di redazionecassino1

Ora è ufficiale: il Cus Milano conquista anche a Cassino il gradino più alto del podio. Per l’ottava volta consecutiva Milano vince i Campionati Nazionali Universitari e si prepara ad organizzare da campione in carica l’edizione 2014 dei CNU, che si svolgerà all’ombra della Madonnina. Il CUSI, a tre settimane dalla chiusura della 67esima edizione, ha reso ufficiale  il medagliere completo dei CNU “Cassino 2013”.  Con 16 ori conquistati nella varie discipline sportive il Cus Milano si conferma campione assoluto. Sono 48 le medaglie ottenute. Oltre ai 16 ori i giovani  atleti milanesi hanno conquistato 16 argenti e 16 bronzi. Come gli scorsi anni, tutto invariato anche per il secondo posto della classifica generale che vede affermarsi il Cus Torino. 35 le medaglie complessive conquistate. In particolare 11 medaglie d’oro, 11 argenti e 13 bronzi. A fare incetta di medaglie sono stati anche gli atenei della Capitale.  Il terzo posto se l’è aggiudicato Roma “La Sapienza” con 8 ori, 7 argenti e 13 bronzi.  E’ sempre Roma, questa volta Tor Vergata, ad occupare anche il quarto posto con 8 ori,   6 argenti e 2 bronzi. Il quinto posto va a Napoli con 7 ori, 12 argenti e 15 bronzi. La classifica generale continua con Chieti che occupa il sesto posto con 7 ori, una medaglia d’argento e tre medaglie di bronzo. Il settimo posto vede Roma con l’ateneo Foro Italico con 6 ori, 2 argenti e 12 bronzi. Con cinque medaglie d’oro il Cus Cassino si è classificato al decimo posto. Cassino ha vinto anche  una medaglia d’argento e tre bronzi. Una classifica a parte è stata stilata dal Cusi per il canottaggio svoltosi a Sabaudia, che ha visto gareggiare 14 dei 52 Cus partecipanti a “Cassino 2013”.  Nel canottaggio il primo posto è andato a Pavia con 20 ori, 13 argenti e 3 bronzi. Secondo posto a Milano con 15 ori, 10 argenti e 10 bronzi. Il terzo posto è andato a Pisa con 9 ori, 3 argenti e 4 bronzi.

17 giugno 2013 0

“Memorial F. Calise” strapotere degli olandesi

Di redazionecassino1

Chiude il sipario, sotto un sole micidiale e grande umidità la  prima parte sulla spiaggia del Memorial F. Calise . Presso gli  stabilimenti Miramare e Serapide le Finali del XIII Memorial Gianni Buttarelli che ha visto lo strapotere nella categoria femminile delle neo campionesse d’ Europa Paksoft Camelot Tilburg Olanda mentre nella categoria maschile  finale tutta straniera tra la squadra Olandese Olanda Paksoft TSHV Camelot di TILBURG e la squadra tedesca BC Sanddervils Minden la vittoria si è decisa agli shoot out ad oltranza grazie ad una strepitosa parata di BAS per gli  per il terzo e quarto posto si sono affrontate le italiane CApua Pallamano e USCA Atellana  e lavitoria è andata al Capua  che si è affermata anche nell’  Under 16 maschile.    Sportivamente parlando tutto è andato bene, grazie anche alla presenza di Gampiero Masi responsabile mondiale degli arbitri e  all’ olandese Jeanet Markvoort pronta a partire per i prossimi Campionati Mondiali in Colombia ed alle Serbe Anja Antic e Melena Jakovljevic anch’ esse pronte a partire per la Danimarca per i prossimi Campionati Europei e alla coppia di arbitri  italiani Boscia Pierluigi, vecchia nostra conoscenza della pallamano e del beach gaetano, infatti con lui sono partite le prime edizioni del Memorial Calise in quanto amico di Paolo fratello di Francesco e non ultimo Nicolella Antonio. Il successo è andato oltre le aspettative infatti la squadra olandese e quella tedesca hanno già opzionato la partecipazione per il prossimo anno. Ottimo anche il successo del I Torneo di Beach Volley  organizzato dalla ASD Nuova Golfo Gaeta .Prossimo impegno sulla spiaggia è sabato 22 giugno con il torneo di Beach Rugby organizzato dalla Regby Formia.Intanto incominciano i preparativi per il V Torneo Massimo Leone riservato a portatori di handicap che inizierà mercoledì 19 giugno  contemporaneamente all Festival della Solidarietà  e all’ esibizione di X Tempo a cura della Palestra Flamingo Fetnes.

17 giugno 2013 0

VIII edizione “Trofeo Simone Celletti”, sport, sicurezza e rispetto delle regole dal 23 giugno

Di redazionecassino1

Ci sono luoghi e date che scandiscono il passare del tempo, un tempo che se colmato dall’opera di volontari ed esperti ci aiuta nel vivere quotidiano del crescere ed educare noi ed i nostri figli al rispetto delle regole, sia esse sportive che di vita sociale.

Per questo l’Associazione Motoristica Cotek8 ha programmato per domenica 23 giugno  uno degli appuntamenti più  attesi per lo sport motoristico e la Sicurezza Stradale nel nostro territorio e cioè l’Ottava Manifestazione Motoristica Cotek8 che assegnerà il Trofeo Simone Celletti.

Giunta all’ottavo anno, si conferma consolidata giornata di Sport e Sicurezza Stradale, patrocinata dal Comune di Cassino, Automobile Club Frosinone, Unindustria-Frosinone.

L’evento come di consueto  si svolgerà in piazza Miranda prevedendo diverse esibizioni  motoristiche di scooter e kart mentre la mattina  alle ore 11,00 è previsto l’atteso momento formativo , il convegno sulla Sicurezza Stradale che vedrà diverse personalità professionali ed istituzionali presenti, anche come relatori.

Tema di quest’anno la piaga degli incidenti durante il percorso casa lavoro e viceversa alla guida di mezzi di trasporto che è causa del 50 % degli infortuni sul lavoro,  proprio per questo. il titolo del convegno sarà: “L’incidente in itinere”,  testimonianze dirette  e proiezioni di filmati saranno il mezzo per far riflettere tutti, sulla fragilità della vita umana e di come pochi attimi possano cambiare la vita di molti di noi.

Al convegno prenderanno parte come relatori l’Ing.Micheli, Presidente Comitato Tecnico per la Sicurezza di Unindustria , l’Ing. Luongo per Fiat Auto  , la Dott.ssa Vizzaccaro CIEM per le PMI, il Dott.Varone Responsabile del Servizio Prevenzione e Sicurezza dei luoghi di lavoro  ASL distretto D e Rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori  A supporto e testimonianza dell’importanza della Sicurezza Stradale anche la Polizia di Stato sarà

presente con qualificati operatori di sicurezza , e per l’occasione potremo ammirare la Lamborghini  Gallardo, veicolo che è ordinariamente impegnato nel controllo del traffico lungo la tratta autostradale, utilizzato per il servizio sanitario di trasporto organi  in virtù del particolare allestimento ed in considerazione della velocità che può raggiungere.

Il circuito sarà predisposto a cura del Team Tecnico dell’Associazione dando priorità ai tecnicismi, per determinare nei piloti una consapevole guida corretta.

Il trofeo lo ricordiamo, nato per ricordare Simone Celletti scomparso a soli 16 anni a causa

di un incidente stradale ,anche quest’anno verrà assegnato con la formula che privilegerà stile e comportamento e consisterà in un corso di guida sicura da tenersi a Vallelunga presso il Centro di guida sicura dell’ACI  messo a disposizione da ACI Automobile Club Frosinone che dietro la guida del Presidente Pagliuca e del Direttore Del Prete sono sempre in prima linea per la tutela degli automobilisti e  continuano a sostenere le attività   nel campo della sicurezza stradale ed in modo particolare anche quelle della  Associazione Cotek8.

Sport ed Educazione stradale saranno insieme testimoni nel consolidato motto “Sport e sicurezza stradale…insieme si può” e “Sulla strada diamo precedenza alla vita”.

17 giugno 2013 0

Speculazioni sotto l’ombrellone. “Sportello dei diritti”: boicottaggio e indagine Antitrust

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo

Sotto l’ombrellone costi altissimi nonostante la crisi. Parcheggio 5 euro. Un panino 6 euro. C’è chi specula sui turisti nonostante la crisi. Non rimane che la spiaggia libera o il boicottaggio delle strutture che hanno tenuto prezzi da pre-crisi o addirittura gli hanno aumentati. Lo “Sportello dei Diritti” chiede un’indagine dell’Antitrust per verificare l’esistenza di “cartelli” tra balneari nelle località più ambite.

Altro che crisi! Arrivano i primi turisti nelle località balneari e puntuali giungono le segnalazioni allo “Sportello dei Diritti”, circa gli aspetti speculativi adottati da taluni, ma non sono pochi, gestori degli stabilimenti.

Non si tratta, tanto del cosiddetto “caro ombrellone” che ogni anno sino a qualche tempo fa faceva segnare aumenti dei prezzi di sdraio, ombrelloni e lettini per usufruire dei servizi per così dire, essenziali dei “bagni”  privati, ma sono le attività accessorie, quasi irrinunciabili che costituiscono le spiacevoli sorprese trovate da chi, recatosi a godersi il primo week end di giugno di tempo buono in riva al mare non ha creduto ai propri occhi quando si è approcciato alla spiaggia “privata” ed ha trovato nell’ordine: parcheggio con auto rigorosamente al sole e sullo sterrato a 5 euro, ombrellone e due lettini 15 euro, un panino 6 euro, porzione di macedonia di frutta 7 euro, e così via.

Come dire, qui la crisi non esiste e se volete questo vi tocca.

Questo ci  è stato segnalato proprio ieri da Gallipoli nel Salento, una tra le mete più ambite delle ultime e dell’imminente estate, ma anche da altre tra le più note località italiane.

Una nuova strategia quella adottata da alcuni “speculatori” che sotto il richiamo del prezzo stabile o addirittura ribassato dell’ombrellone, del lettino o della sdraio, celano una sorta di ricatto nei confronti del turista-consumatore che è pressoché obbligato a consumare i cibi e i servizi del lido una volta scelto, ma è anche un pugno nell’occhio alla crisi che quest’estate più che mai peserà nelle scelte “vacanziere” degli italiani, o meglio per quel 45 %, ma anche meno, che potrà permettersi qualche giorno di meritato relax lontano da casa propria.

Tutto ciò nonostante un’inflazione pari al 1,1% e quindi pressoché inesistente che non giustifica assolutamente una politica dei prezzi di tal fatta.

Le uniche strategie salva-portafogli, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” sono quelle di godersi le spiagge libere con il proprio ombrellone, portandosi rigorosamente la colazione al sacco, ed in ultimo non rimane che un vero e proprio boicottaggio di massa dalle consumazioni nel lidi che adottano politiche dei prezzi illogiche e eccessivamente speculative in un momento di crisi com’è quello che stiamo vivendo.

Non resta che adottare, infatti, soluzioni drastiche, giacché tali “strategie di mercato” sono comuni in alcune località turistiche, specie in quelle più ambite, come se esistesse un cartello tra gestori dei lidi sui quali varrebbe la pena un’indagine urgente dell’Antitrust per sanzionare comportamenti che violano le regole della concorrenza e del mercato anche in danno dei consumatori e della nostra economia.

 

 

17 giugno 2013 0

Di Russo: “Non parlo, non sento, ma vedo”, mostra sulla povertà

Di redazionecassino1

“Una mostra molto toccante, che lancia un messaggio molto diretto su un tema con il quale purtroppo il confronto è quotidiano.” Con queste parole l’assessore alle politiche sociali del Comune di Cassino, Stefania Di Russo, ha commentato la mostra ‘Non parlo, non sento, ma vedo’, allestita presso il foyer del Teatro Manzoni e curata dalla fotografa Brunella Iorio. “Questa mostra – ha continuato la Di Russo – voluta dalla Caritas, patrocinata dal Comune e realizzata grazie anche al contributo fondamentale della Banca Popolare del Cassinate, fotografa al meglio le situazioni limite di chi purtroppo vive in stato di povertà. Brunella, con la supervisione del professor Franzese, è riuscita con i suoi scatti a toccare la sensibilità delle persone, fornendo un quadro molto completo a cui non occorrere aggiungere parole per capire il messaggio contenuto al suo interno, dal momento che le immagini riescono a cogliere gli elementi più salienti di uno scenario fatto di miseria e di povertà. Ed è riuscita a fare questo rispettando le vittime innocenti, i soggetti scelti quindi, di una realtà purtroppo spesso celata e dimenticata, senza cadere nella tentazione di voler strappare una lacrima ad ogni costo, ma riportando una triste realtà in maniera precisa e puntuale. La povertà, infatti, non è solo mancanza di un supporto economico, ma è anche e soprattutto solitudine ed isolamento; fattori che scaturiscono dall’indifferenza che spesso si riscontra nel momento in cui arriva la richiesta di aiuto da parte delle persone in difficoltà. Ecco, all’interno della mostra è presente tutto questo ed è ben evidente l’impronta di quelle che sono le condizioni di povertà nel nostro Paese. Soprattutto la mostra da una lettura critica di questa condizione, offrendo diversi spunti di riflessione e rappresentando un vero e proprio invito alla solidarietà. Senza tralasciare che mette ben in evidenze quelle che sono le azioni quotidiane che la Caritas porta avanti nel contrastare le varie forme di povertà. Proprio per queste ragioni credo che tutti i cittadini di Cassino abbiano, con questa mostra, un’occasione importante per confrontarsi con una realtà che magari non si tocca con mano o di cui non si parla, ma che di certo, purtroppo, è ben visibile.”

17 giugno 2013 0

Rapporto Ecomafie 2013: nel Lazio 2.800 infrazioni, 7,7 legalità al giorno, l’8,2% del totale nazionale

Di redazionecassino1

Calano lievemente i reati legati al ciclo dei rifiuti e del cemento, ma impennano di ben 355 unità le illegalità commesse contro la fauna e continuano a salire gli illeciti legati agli incendi e quelli per l’arte rubata.

 Nel Lazio sono stati inflitti dalla Suprema Corte di Cassazione ben 131 procedimenti relativi a reati ambientali.

 Nel corso del 2012, nel Lazio sono state accertate 2.800 infrazioni, che rappresentano l’8,2% del totale nazionale, ossia 7,7 illegalità al giorno, con un aumento di 463 infrazioni accertate rispetto al 2011 (quando erano 2.463), ossia una infrazione in più al giorno. Aumentano le persone denunciate che passano a 2.045 (rispetto alle 1.982 dello scorso anno), mentre calano seppure di poco le persone arrestate che sono 6 nel 2012 (rispetto ai 10 dello scorso anno). Una flessione si ha poi anche per quanto riguarda i sequestri effettuati che arrivano a 518. Preoccupa il balzo in avanti fatto dalla provincia di Roma per numero assoluto di infrazioni, con 787 illegalità in più rispetto all’anno precedente, così come l’escalation del reatino in tema di reati nel ciclo dei rifiuti. Questa è la fotografia che emerge dal Rapporto Ecomafie 2013 di Legambiente, che vede il Lazio piazzarsi stabile in quinta posizione nel Paese per numero assoluto di illegalità ambientali, appena sotto al podio dopo le Regioni a tradizionale presenza mafiosa nella triste classifica nazionale delle ecomafie, elaborata sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine. In Italia sono nel complesso 34.120 i reati, 28.132 le persone denunciate, 161 le ordinanze di custodia cautelare, 8.286 i sequestri, per un giro di affari di 16,7 miliardi di euro gestito da 302 clan e il 45,7% dei reati concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia).

 

“Preoccupa l’aumento del numero complessivo dei reati ambientali accertati nel corso del 2012, causato dal balzo in avanti che il Lazio ha fatto per le illegalità in campo faunistico, degli incendi e dell’arte rubata -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ necessario e fondamentale che le istituzioni intervengano per stroncare la zona grigia di commistione fra criminalità e pezzi del tessuto economico, per lanciare un green new deal nella nostra Regione. In questo senso, auspichiamo che il nuovo governo della Regione intervenga anche con leggi che siano in grado di fare chiarezza su molti temi ed inaugurare una nuova gestione del territorio, a partire dal piano rifiuti, dalla legge urbanistica e dalla riforma della normativa sui parchi. Bisogna però anche agire di più sul piano della prevenzione, sull’educazione alla legalità. In questo senso è fondamentale che la stessa Regione Lazio rilanci le attività dell’Osservatorio Ambiente e Legalità che proprio Legambiente Lazio gestisce da anni, per dare anche la possibilità ai cittadini di segnalare direttamente tutto ciò che sembra fuori dalle norme, e che riunisca finalmente la Consulta regionale Ambiente e Legalità con Forze dell’Ordine, Procure e parti sociali. Contemporaneamente l’escalation di infrazioni su Roma desta un serio allarme, sul quale la nuova Giunta comunale deve accendere un faro.”

 

Nel ciclo dei rifiuti nel 2012 il Lazio scende all’ottavo posto della classifica nazionale per questi reati. Il numero  delle infrazioni passa dalle 326 registrate lo scorso anno a 277, il 5,5% del totale nazionale. Aumentano i sequestri effettuati passando dai 163 del 2011 ai 175 di quest’anno e si registrano 4 arresti, a differenza del 2011 in cui non ve ne erano stati. Diminuisce poi, il numero delle persone denunciate che passano dalle 354 dello scorso anno alle 224 del 2011.

 

La Relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (XVI legislatura), approvata il 2 marzo 2011, a proposito delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’intera filiera della gestione dei rifiuti scrive: “Il Lazio si presenta come una regione particolarmente interessata a questo tipo di illegalità, sia per la presenza di ampie porzioni di territorio morfologicamente adatte alla discarica e all’occultamento illecito dei rifiuti e sia per la vicinanza con quelle aree della provincia di Caserta ad alto rischio ambientale, dove in passato e ancora oggi nell’attualità sono state individuate presenze criminali nel settore. (…) Va comunque rilevato che sul territorio della regione molte discariche sono ormai in via di esaurimento, vi sono impianti obsoleti che richiedono forti investimenti per tornare a essere produttivi e che in molti comuni, compreso quello di Roma, la situazione si avvicina pericolosamente all’emergenza”. Una situazione esplosiva, quindi, a cui hanno certamente contribuito le pessime scelte – o meglio, le non scelte – sul fronte dell’adozione di un sistema moderno ed efficiente nel campo dei rifiuti, improntato principalmente alla riduzione, al riutilizzo e al riciclo, come ci chiede d’altronde l’Unione Europea.

 

Nel ciclo del cemento, il Lazio rimane stabile ad un preoccupante 5° posto subito dopo le tradizionali regioni ad insediamento mafioso, con 519 infrazioni accertate ovvero 1,4 illecito al giorno, 1 arresto, 165 sequestri, 571 persone denunciate. Con questi numeri la nostra regione incide sul totale nazionale dei reati edificatori con l’8,2%.

 

“Il Lazio, e in particolar modo Roma, già da tempo sono stati scelti dalle organizzazioni criminali mafiose per costituirvi articolazioni logistiche per il riciclaggio di capitali illecitamente accumulati e per l’investimento in attività imprenditoriali”. È da qui che si deve partire, secondo la Relazione 2012 della Procura nazionale antimafia, se si vuole comprendere il ruolo delle organizzazioni criminali nel ciclo del cemento. “L’azione di contrasto che è stata svolta anche nell’ultimo anno – ricorda il consigliere Diana De Martino, che ha curato la sintesi relativa al Lazio – è risultata efficace e importante, ma nello stesso tempo ha evidenziato quanto il fenomeno sia radicato”. Altro che semplici “infiltrazioni”: “Tutte le tradizionali organizzazioni mafiose (ma soprattutto ‘ndrangheta e camorra) sono presenti sul territorio, con il chiaro intento di riciclare i proventi criminali e di reimpiegarli in attività imprenditoriali, confondendo così il flusso di denaro che proviene da delitto con i guadagni –apparentemente leciti– derivanti dalle attività imprenditoriali”. La strategia dei clan ha un obiettivo preciso: “A tale scopo esse tendono a mantenere una situazione di apparente tranquillità in modo da poter agevolmente realizzare la progressiva infiltrazione nel tessuto economico e imprenditoriale della regione”. Partendo, ovviamente, dalle filiere più redditizie: “I settori d’interesse sono soprattutto l’edilizia, le società finanziarie e – nell’ambito del

commercio – la ristorazione, l’abbigliamento, le concessionarie di auto”. La presenza delle mafie “è dimostrata dall’arresto, sul territorio laziale, di alcuni importanti latitanti, circostanza che presuppone la necessaria presenza di un ‘dispositivo criminale’ idoneo ad assicurare, per un tempo più o meno lungo, la clandestinità degli stessi”, spiega sempre la De Martino. “Ma sono soprattutto i provvedimenti di sequestro patrimoniale o di confisca, eseguiti sul territorio laziale e che hanno colpito patrimoni riconducibili a esponenti di clan mafiosi, a dare la misura dell’infiltrazione criminale nel tessuto economico finanziario”.

 

“Attività illecite e criminalità ormai si sono radicate nel tessuto economico della nostra regione -ha dichiarato Valentina Romoli, vicepresidente regionale e responsabile ambiente e legalità di Legambiente Lazio-, reati ambientali e reati contro la pubblica amministrazione si saldano in un connubio pericoloso che va stroncato intervenendo con decisione, supportando il lavoro incessante delle forze dell’ordine e della magistratura sul territorio, come anche dimostrano i numeri dei procedimenti in materia di reati ambientali definiti dalla Corte di Cassazione. Bisogna favorire l’introduzione di delitti ambientali nel codice penale e rafforzare il ruolo fondamentale svolto dalle confische, quale misura di sicurezza patrimoniale sempre più centrale nel nostro ordinamento penale. In questo senso, crediamo che l’abecol debba e possa giocare un ruolo centrale per la gestione, l’assegnazione e la destinazione dei beni confiscati”.

 

 

L’Ufficio stampa Legambiente Lazio

06.85358051 – stampa@legambientelazio.it

www.legambientelazio.it

 

 

ECOMAFIE LAZIO 2013, LE TABELLE

 

 

ECOMAFIE 2013, VARIAZIONE LAZIO 2011\2012

 

Andamento numero assoluto illeciti ambientali 2011/2012  Lazio  

Infrazioni Accertate

Percentuale sul totale

Persone denunciate

Persone arrestate

Sequestri effettuati

Posizione Classifica

2012

2800

8,20%

2045

6

518

5

2011

2463

7,30%

1982

10

597

5

 

Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Forze dell’Ordine, Cap. di Porto e Polizie Provinciali (2012)

 

 

ECOMAFIE 2013, CLASSIFICA PRIME 5 REGIONI PER NUMERO ASSOLUTO DI ILLECITI AMBIENTALI NEL 2012

 

Posizione in classifica

Regione

Infrazioni Accertate

Percentuale sul totale

Persone denunciate

Persone arrestate

Sequestri effettuati

1

Campania

4777

14,00%

3394

34

1153

2

Sicilia

4021

11,80%

2938

25

926

3

Calabria

3455

10,10%

2485

20

723

4

Puglia

3331

9,80%

3251

28

1303

5

LAZIO

2800

8,20%

2045

6

518

 

Totale naz.

34120

100,00%

28132

161

8286

Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Forze dell’ Ordine, Cap. di Porto e Polizie Provinciali (2012)

 

 

 

 

 

ECOMAFIE 2013, PRIME 10 PROVINCE ITALIANE PER NUMERO ASSOLUTO DI ILLECITI AMBIENTALI

Posizione Classifica

Provincia

Infrazioni accertate

Percentuale sul totale nazionale

1

Salerno

1809

5,30%

2

Napoli

1501

4,40%

3

ROMA

1268

4,6

4

Cosenza

1171

3,40%

5

Bari

1037

3,00%

6

Palermo

1013

3,00%

7

Reggio Calabria

992

2,90%

8

Foggia

826

2,40%

9

LATINA

744

2,20%

10

Perugia

738

2,20%

Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Forze dell’ Ordine, Cap. di Porto e Polizie Provinciali (20

12)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 giugno 2013 0

Un museo archeologico a decine di metri di profondità tra le isole Pontine, Marina Militare e Mibac a caccia di relitti

Di redazione

A caccia di relitti romani tra le isole Pontine. Un cacciamine della Marina Militare, il Numana, impegnato nelle sue normali funzioni di controllo di accesso ai porti per salvaguardare le sicurezza delle rotte navali, rientra nel progetto Archeomar, una collaborazione tra Marina Militare e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac). Un sonar, solitamente usato per la ricerca di ordigni, e le sofisticate apparecchiature che solitamente servono per rimuoverli, vengono utilizzati per “ricollocare” le esatte posizioni o anche cercare nuovi relitti di ogni epoca. “In particolare, le nostre attività si stanno concentrando al largo dell’isola di Ventotene dove sono censiti molti relitti di epoca romana – dichiara, Tenente di vascello Daniele Proietto, comandante del Numana che incontriamo sulla sua nave ormeggiata alla Banchina Caboto nel porto di Gaeta – Il nostro compito, insieme al personale del Mibac, è quello di censire e aggiornare il database dei relitti già noti o cercarne di nuovi”. Il progetto è partito da Livorno agli inizi di giugno e lì, nelle acque della secca di Vada, oltre ai siti romani, sono state monitorate le condizioni di un relitto americano affondato durante la seconda guerra mondiale. Ma è stato anche ritrovato un vascello mercantile risalente al ‘700. “Tra le isole Pontine abbiamo monitorato – aggiunge – dall’11 giugno, quattro siti di altrettanti relitti tutti di epoca romana che potevano aver subito danneggiamenti anche a causa delle reti da pesca. Le abbiamo trovate, invece, tutte in ottimo stato e ne abbiamo stabilito la giusta collocazione”. Gli strumenti sono all’avanguardia e la professionalità degli uomini della Marina Militare permette di realizzare una mappatura di quello che è un vero e proprio museo archeologico sommerso. “I relitti, in questo caso, si trovano tra i 40 e i 60 metri di profondità, – spiega l’ufficiale – e non appena il sonar ne indica la presenza, interveniamo o con i palombari, o con uno dei nostri veicoli subacquei teleguidati capaci di realizzare immagini e riprese video. Tutto questo costituisce un ottimo addestramento per il nostro personale anche perché, cercare relitti è molto più complicato che cercare una mina”. La zona su cui il Numena sta operando è una delle più interessanti dal punto di vista dell’archeologia subacquea ed ha anche il grande pregio dell’acqua cristallina che permette alla luce di arrivare anche ai 60 metri in cui si trovano i relitti. “E’ una condizione ottimale per studiarli – dichiara Annalisa Zarattini dirige del nucleo di archeologia subacquea del Mibac – E’ affascinante riscoprire sotto i mari le tracce dell’essere umano risalente a secoli precedenti. Dei vascelli, solitamente resta, a prima vista, ciò che trasportavano, principalmente anfore, e appena sotto la sabbia, protetta dalla stessa, la porzione di scafo in legno risparmiato dal mare. E’ impressionante constatate che, nonostante i secoli, molte cose nella navigazione non sono cambiate. Timone, ancore, particolari che si ritrovano ancora oggi sulle barche moderne”. Ma il mare che ha inghiottiti quelle imbarcazioni, oggi ne conserva gelosamente ed efficacemente i resti. “Si distruggerebbero se si tentasse un recupero – spiega la ricercatrice – Ecco perché è fondamentale monitorarli e studiarli a distanza realizzando immagini da mostrare alla gente per diffondere la conoscenza di questi enormi tesori dell’umanità. La marina mette a disposizione strumenti importantissimi; loro sanno trovare di tutto. Quello che stiamo facendo, la sinergia tra i due diversi ministeri, rappresenta una bella immagine del Paese e il nostro lavoro è invidiato in tutto il mondo. Ovviamente questa esperienza avrà un termine ma rimarrà nei marinai, la capacità di riconoscere un relitto e, nel corso della loro normale attività, alla ricerca di altro, quando ne incontreranno uno, lo potranno segnalare al Mibac”. Er. Amedei

17 giugno 2013 0

I carabinieri hanno sgominato una banda di ‘topi d’appartamento’, otto in manette

Di redazionecassino1

Oggi dopo complesse e articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di S.M. Capua Vetere -Sezione reati predatori e condotte dai Carabinieri della Compagnia di S.M. Capua Vetere, sono state eseguite n. 8 misure cautelari personali emesse dal G.I.P. di questo Tribunale, che hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminoso di soggetti ritenuti, a vario titolo, responsabili del delitto di cui agli artt. 416 c.p. ( associazione a delinquere ), 110, 624 bis, 625 n. 2 c.p. ( concorso in furto in abitazione aggravato ), quindi autori di molteplici furti aggravati in abitazione, di cui sono stati scoperti ben 13 episodi.

L’indagine ha coperto un periodo compreso tra il maggio 2012 e il novembre 2012 e di accertare, attraverso le intercettazioni telefoniche, la

commissione di furti commessi nei territori di Caserta, Napoli, Salerno e Avellino.

I destinatari della misura cautelare in esame sono tutti soggetti che provengono da Napoli.

L’operazione è stata denominata ” porta a porta “, in quanto gli indagati, per verificare la presenza nell’immobile dei proprietari od usuari e

fingendosi venditori ambulanti, citofonavano all’abitazione individuata, accertandosi della presenza o meno degli interessati, e in caso di assenza entravano nell’abitazione mediante la effrazione di porte o finestre.

L’insieme degli elementi di prova raccolti, anche con l’ausilio dei Carabinieri della Stazione di Macerata Campania, ha permesso, come si è detto, di colpire un vero e proprio sodalizio criminale, individuando come organizzatori e promotori due soggetti napoletani, cui aderivano di volta in volta altri correi provenienti dallo stesso quartiere di residenza.

L’indagine ha preso l’avvio da un tentativo di furto commesso il 29 maggio 2012 all’interno di un appartamento situato nel territorio di Portico di Caserta e attraverso un numero di targa di un’autovettura, la cui presenza era stata rilevata prima del tentativo di furto e aveva suscitato un certo sospetto, proprio a causa del ripetersi in zona di altri episodi di furto. Da qui una immediata, intelligente e capillare attività investigativa da parte dei Carabinieri aveva consentito di identificare alcuni componenti del sodalizio responsabile del tentativo di furto. L’attività successiva, escussione di persone informate dei fatti, perquisizioni, applicazione di GPS, localizzazione personale con il ricorsoì all’esame delle c.d. celle, riferite ad apparecchi cellulari, e, in particolare intercettazioni telefoniche, portavano gli investigatori ad individuare molti dei componenti l’associazione in parola e a ricostruire il loro modus operandi, basato sull’utilizzo in genere di due autovetture, di strumenti atti all’apertura forzata di porte e finestre e di apparecchi ricetrasmittenti atti a comunicare velocemente tra di loro, in particolare tra coloro che fungevano da “vedette”, posizionate all’esterno delle abitazioni e i complici che si introducevano all’interno delle stesse, con lo scopo di lanciare l’allarme in caso di ritorno dei proprietari.

I furti venivano commessi in genere nella tarda mattinata o in serata, prediligendo abitazioni situate in grandi condomini, ove maggiori erano le probabilità di trovare appartamenti liberi dai residenti.