Giorno: 20 giugno 2013

20 giugno 2013 0

Caso Ozopulmin, il DG AIFA, Pani: “Dietro il risultato due anni di lavoro da parte di AIFA e NAS”

Di redazione
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“La conclusione dell’indagine sulla contraffazione del farmaco Ozopulmin, lungi dal rappresentare un segnale d’allarme sulla sicurezza dei prodotti commercializzati in Italia, costituisce conferma della capacità delle Istituzioni di tutelare la salute pubblica e di perseguire efficacemente il crimine farmaceutico”, dichiara il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Luca Pani. “Il caso nasce da un’attività di intelligence avviata da AIFA nel giugno 2011 e condivisa immediatamente con i NAS le verifiche, effettuate in modo tempestivo, hanno altrettanto rapidamente portato al ritiro del prodotto, a tutela dei consumatori Questo tipo di contraffazione, confermato anche dalle analisi di laboratorio, rappresenta – prosegue Pani – il primo caso in Italia; nel contesto europeo, sempre in tempi recenti, sono intervenuti invece casi più preoccupanti, come la falsificazione di prodotti antitumorali, che non hanno coinvolto il sistema italiano grazie al monitoraggio costante effettuato attraverso il sistema di tracciabilità e alla continua condivisione delle informazioni su casi sospetti tra le Amministrazioni, sanitarie e non, interessate da tempo alla problematica. La collaborazione intersettoriale strutturata da tempo nella Task force nazionale IMPACT Italia, e la stretta cooperazione tra gli uffici AIFA che si occupano di contraffazione, farmacovigilanza, autorizzazioni, ispezioni – conclude il Direttore Generale dell’AIFA – ha permesso di avviare azioni congiunte, coordinate ed efficaci con risultati che confermano ancora una volta la capacità del sistema di tutelare la salute pubblica e di ogni singolo cittadino.”

20 giugno 2013 0

Cus-Cassino al ‘Memorial Calise’ successo di pubblico e di risultati in tutti gli sport

Di redazionecassino1

In piazza. Partita la XXV Edizione del Memorial F. Calise con  le diverse discipline.  Ottimo l′avvio della VI Edizione del ‘Dolcino’ con gare spettacolari e di grande equilibrio. Porta a casa i 3 punti la Nuova Itri contro il Mondo Calcio Formia che si è disimpegnato bene e lasciando una buona impressione. Nella Nuova Itri bene il portiere Mancini e l′attaccante De Crescenzo. Nel Mondo Calcio Formia buona la prova del provvisorio portiere Lombardi e gara a tutto campo di Di Russo. Pareggio in extremis per la Vigor Gaeta che sotto di due reti contro i pari età della Don Bosco Formia si scatenano nel terzo tempo e grazie a due reti di ottima  fattura di Cassaro agguantano un meritato pareggio. La Don Bosco Formia ha destato una buona impressione con Forte Andrea e Puglia in particolare evidenza. Da domani iniziano alle ore 18.00 in Oratorio gli incontri del Girone A con in particolare evidenza il derby gaetano tra la Don Bosco Gaeta ed il Cajeta. La seconda gara (altro derby tutto formiano) del girone A tra il Cassio Club e la Virtus Santi Giovanni e Lorenzo Formia verrà disputata molto probabilmente sabato 22/6 alle ore 17.00 sempre presso l′Oratorio Don Bosco di Gaeta.  Al via anche il V Memorial “Leone”. Manca solo un giorno al fischio di avvio della quinta edizione del Memorial “Massimo Leone”, l′annuale torneo di calcio a5 organizzato dal Consorzio Parsifal per la seconda volta consecutiva a Gaeta  in piazza XIX Maggio. Quest′anno il torneo ospita sei squadre e varca, per la prima volta, i confini della Regione Lazio.Tre le squadre che già hanno preso parte alle passate edizioni – Alatri (Fr), Formia (Lt) e Roma IX Municipio – e tre le compagini che partecipano per la prima volta – Ceccano (Fr), Itri (Lt) e una Selezione della provincia di Caserta.  Anche per questa quinta edizione i numeri sono importanti: sono circa 80 gli atleti in gara, in rappresentanza di quattro province e due regioni. Cinque le cooperative sociali i cui centri diurni sono coinvolti nell′evento: Herasmus di Formia, Cecilia di Roma, Altri Colori di Frosinone, Arteinsieme di Itri e il consorzio Nco di Caserta, una realtà nuova e molto dinamica che si occupa di inserimento lavorativo di persone disabili in un territorio molto complesso e difficile. Oltre al prosieguo dei tornei già partiti iniziano oggi le esibizioni di arti marziali a cura del Centro Dantian che per tre giorni riempiranno gli spalti di piazza Di Liegro. Si ingrandisce la mostra organizzata dal  Circolo Fotografico Grandangolo Gaeta, che in collaborazione con la Lega Italiana di Beach Rugby e l’associazione Rugby col Cuore, presentano la mostra fotografica “Rugby sulle dune!” con il settore Beach handball “ la passione per una rete spettacolare  in accrobazia“ 2013 tappa del campionato Europeo Riservato a squadre di Club. Il 29 giugno inizierà il Torneo di Pallamano indoor,  Meeting Internazionale di Pallamano Memorial “ F. CALISE “ che vedrà al nastro di partenza ben  27 squadre provenienti da Ungheria Gyor, Croazia Dubrovin dell’ ex giocatore dello sporting Club Gaeta pero Veraja, tutto è pronto per la pallamano e  giorno 27 ci saranno i primi arrivi con la squadra stranieri Svedese di Wasaiterna. «Siamo riusciti ad allestire un programma di tutto rispetto, dice Antonio Viola, grazie  agli Stabilmenti Balneari tutti che ospiteranno  gratuitamente tutte le squadre, ed in particolare Serapide e Miramare che hanno messo a disposizione i loro impianti sportivi gratuitamente, la Regione Lazio Assessorato ai Trasporti che ha dato la possibilità a tutti i giovani atleti di potersi spostare gratuitamente sulla linea COTRAL Gaeta-Formia ed al Parco Regionale Riviera d’ Ulisse che ha permesso di utilizzare gratuitamente il Mini bus per la visita del Parco. Non vanno dimenticati inoltre il delegato allo Sport ed ai Grandi Eventi   del Comune di Gaeta, il CONI Regionale la Regione Lazio la Provincia di Latina, dall’ Università di Cassino, da Lazio DISU Cassino, e la FIGH, e gli sponsor.

20 giugno 2013 0

Il Cocer della Guardia di Finanza: “Una politica fatta di inganni nuoce alla sicurezza del paese”

Di admin

Dal Cocer della Guardia di Finanza riceviamo e pubblichiamo: L’estensione del “blocco salariale”, di cui ormai è palese l’illegittimità costituzionale e l’iniquità, non è più accettabile. Misure eccezionali, previste per un breve periodo di tempo, che mettono in grave difficolta famiglie e lavoratori, stanno in realtà assumendo carattere di stabilità. Il contenimento della spesa pubblica non può più essere la giustificazione di forzature normative o di provvedimenti pasticciati e slegati dalle reali esigenze del Paese. Non è proseguendo sulla strada sbagliata del passato che si creano le condizioni per risolvere i gravi problemi in cui versa la Nazione. La dignità degli operatori del settore, a cui si continua, comunque, a chiedere ogni giorno maggiore efficienza, professionalità, impegno, è calpestata quotidianamente dalla mancanza di un giusto riconoscimento economico per il lavoro prestato. È del tutto evidente, infatti, la disattenzione riservata al Comparto Difesa e Sicurezza da parte della classe politica nell’incapacità dimostrata nel ricercare forme alternative di finanziamento del blocco salariale. Mentre si continua ad assistere ad un dissennato spreco di denaro pubblico nei vari comparti della Pubblica Amministrazione, si negano le risorse per retribuire adeguatamente coloro che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini. È arrivato il momento che si faccia una precisa scelta del modello di sicurezza che si vuole fornire alla collettività, nonché sulla concezione del ruolo svolto dagli stessi operatori. Se l’intento, infatti, è quello di considerare loro alla stregua dei dipendenti del pubblico impiego, a questa scelta dovrà seguire, inevitabilmente, la rivisitazione dello status e l’estensione dei diritti riconosciuti a tutti i lavoratori. Rivendichiamo la riapertura della concertazione auspicando che almeno questo consenta di fornire risposte concrete alle esigenze del Paese e degli operatori del Comparto.

20 giugno 2013 0

Concerto de “I Negrita” al Manzoni le precisazioni, a Leone, del produttore del tour della band

Di redazionecassino1

Egr. Dott. Leone, sono Andrea Pieroni, Direttore Generale di Live Nation Italia, azienda che produce il tour dei Negrita. Il suo articolo ( http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2013/06/19/benedetto-leone-come-puo-una-societa-che-partecipa-al-bando-di-gestione-del-manzoni-opzionare-un-concerto-prima-dellaggiudicazione/ ) è stato portato alla mia attenzione e desidero informarla che non c’è nessuna speculazione della data in oggetto nè da parte dei Negrita nè da parte di Live Nation. Non si capisce in che modo poi potremmo speculare.Per quanto riguarda il concerto al teatro Manzoni di Cassino, siamo in contatto sia con il teatro che con il promoter e siamo al corrente della problematica che riguarda il teatro. La data è stata annunciata per errore e subito rimossa sia dai comunicati che dal sito dell’artista e Live Nation. La informo inoltre che MAI la data è stata messa in vendita su nessun sito nè su alcun circuito di biglietteria. La prego quindi di rettificare l’articolo e la invito a verificare tutte le fonti prima di affrettarsi in giudizi affrettati, altrimenti mi viene da pensare che sia Lei che vuole speculare sulla data in oggetto. Se ha bisogno di di chiarimenti sono a disposizione.

20 giugno 2013 0

Tedeschi: “Alla Fiat si va avanti a colpi di Cig… fino a quando?”

Di redazionecassino1

 

Alla FIAT di Cassino si va avanti a colpi di cassa integrazione ed ormai siamo consapevoli, ma non rassegnati, di dover vivere questo stillicidio. Le nuove produzioni, come sanno bene coloro che la fabbrica la conoscono, non si improvvisano. Realizzare un nuovo modello auto richiede prima strategia commerciale, poi progettualità, infine adeguamento delle linee di produzione. Sono fasi di un processo che rientra nel corpo delle strategie aziendali di business ed una multinazionale come FIAT non naviga a vista, tutt’altro, come è giusto che sia. Peccato che in queste strategie non si sa bene quale sia il ruolo giocato dagli stabilimenti italiani. Forse il nostro Paese non dà ancora abbastanza fiducia ai vertici FIAT? Forse in questo momento di crisi dell’auto preferiscono restare fermi e “sfruttare” i vantaggi che la  cassa integrazione comporta nel conto economico dell’azienda? Le ipotesi possono essere tante, ma tanta incertezza si scontra con una situazione che ormai ha valicato i confini dello stabilimento ed è diventata una questione sociale: 3900 lavoratori, per menzionare solo i diretti senza l’indotto,  che devono vivere con 800 € mensili pongono seriamente il problema di come si possa vivere al di sotto della soglia di povertà. Ormai il tema comincia ad essere questo: la povertà nel Cassinate, una povertà di cui dobbiamo farci carico tutti. A FIAT non si chiede altro che di fare impresa in modo serio e responsabile perché se gli operatori di Cassino sono così bravi da essere spediti in trasferta in tutti gli altri stabilimenti esteri per “insegnare” a fare auto, allora vuol dire che questo stabilimento ha tutte le potenzialità per continuare ad essere uno stabilimento d’eccellenza degno di produrre auto di elevata qualità e magari innovative. Servirebbero strategia e progettualità,  ma forse prima ancora servirebbe la voglia di restare qui, in Italia, nel Bel Paese che tanto ha dato a FIAT. Ma non è riconoscenza che oggiAggiungi un appuntamento per oggi chiede questo territorio, chiede rispetto, quello si, il rispetto verso migliaia di lavoratori che nonostante tutto sono ancora fieri di essere in FIAT. Fino a quando?   
20 giugno 2013 0

Prima Giornata Ecologica sulle sponde del Lago di San Giovanni Incarico-Isoletta d’Arce

Di admin

Prima Giornata Ecologica sulle sponde del Lago di San Giovanni Incarico-Isoletta d’Arce, promossa ed organizzata dal Club Carpe Diem Carpfishing di Frosinone con la Riserva Naturale delle Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico: l’evento, che si è svolto domenica 16 giugno, fa parte del programma di tutela ed educazione ambientale che il Carpe Diem porta avanti in ambito non solo provinciale (come l’evento che ha avuto luogo sul lago di Canterno, o quello che si svolgerà in settembre sul lago di Cardito di Vallerotonda), ma anche nazionale, considerato il supporto fornito nelle iniziative che si svolgono a tutela delle acque dei laghi di Castelgandolfo, di Bolsena, del lago di Bomba nella valle del Sangro, del bacino di Villetta Barrea ed altri. Non solo pesca, ma anche tutela ambientale: “L’ambiente e la natura – spiegano i membri del Carpe Diem Carpfisching – rappresentano elementi ai quali noi carpisti siamo inevitabilmente legati; non sarebbe possibile rimanere più giorni immersi nella natura, se non amassimo anche il contesto ambientale che fa da cornice alle nostre sessioni di pesca. E’ per questo, che durante le uscite a pesca, siamo soliti dedicare un po’ di tempo nella raccolta dei rifiuti (elettrodomestici, bombole, vetri, calcinacci e di tutto di più), che purtroppo vengono abbandonati da scriteriati pseudo-pescatori o pseudo-villeggianti, curandoci poi di portarli negli appositi contenitori. L’amore e il rispetto per l’ambiente sono una naturale conseguenza della nostra passione, ed è per noi carpisti impossibile rimanere passivi di fronte all’inciviltà e incuria dell’uomo che senza alcun rispetto sporca e lascia rifiuti nelle sponde nei nostri amati corsi d’acqua. Dunque armati di tanta buona volontà e trascinati dalle nostri principi affrontiamo queste giornate con  impegno e dedizione: orgogliosi paladini  a servizio dell’ambiente, che cerchiamo di preservare per le generazioni future. Sappiamo – fanno notare i componenti del Carpe Diem che hanno preso parte alla Giornata Ecologica – che spesso le Autorità competenti non hanno risorse sufficienti per esercitare una costante ed onnipresente azione di controllo, ed è per questo che continueremo ogni giorno con questa opera di volontariato e di divulgazione. Il ringraziamento per tutti i nostri soci che ci seguono in queste iniziative è doveroso, così come non possiamo non lodare l’Ente Riserva Naturale per la preziosa collaborazione e per aver messo a disposizione uomini e mezzi, in particolare il nostro plauso va al sindaco di S.Giovanni Incarico Antonio Salvati, al commissario della Riserva Giorgio Bortone, al direttore Massimo Caporusso, al guardiaparco Francesco GUGLIETTA ed agli operatori Fabrizio Franco e Alfonso Pecchia. Con l’auspicio, che in futuro si possa collaborare in progetti mirati alla cura dell’ambiente del lago e delle acque del fiume Liri”.

20 giugno 2013 0

La Nial si rivolge al Tar. Il sindaco Iannarelli: “Non ci stupisce, fronte comune con le Istituzioni”

Di redazionecassino1

Il sindaco di Villa Santa Lucia, Antonio Iannarelli, e la sua amministrazione annunciano le iniziative contro la decisione della Nial di rivolgersi al Tar

“Non ci ha stupito, né ci stupisce, ma soprattutto non ci trova impreparati la notizia del ricorso al Tar della società Nial Nizzoli avverso il diniego della Regione Lazio al rilascio dell’autorizzazione di impatto ambientale per la costruzione di un impianto di gestione e trattamento di rifiuti pericolosi nel nostro territorio.

Dopo la bocciatura da parte della Regione del progetto, nello scorso mese di aprile, bocciatura che trovava motivazione, in massima parte, nelle osservazioni prodotte dal Comune di Villa Santa Lucia, in sinergia con le associazioni ambientaliste e con i comitati, c’era da aspettarselo che la società, un suo diritto tra l’altro, avrebbe prodotto il ricorso. Dunque, eravamo preparati e già pronti ad intervenire.

In primo luogo, nomineremo un avvocato di parte che affianchi la Regione nel contraddittorio, visto che la competenza a difendere la decisione della bocciatura dell’autorizzazione di impatto ambientale è propria della Pisana.

Ma non ci fermiamo di certo a questo. Abbiamo redatto e inviato un documento a tutti gli enti, istituzioni e rappresentanze politiche del territorio, affinché facciano pressione sulla Regione Lazio sull’importanza di fronteggiare il ricorso della Nial, non solo per affermare un principio di legalità e di rispetto della legge, ma soprattutto per l’interesse alla salute e alla salvaguardia del nosto ambiente.

Nello specifico la missiva è stata indirizzata ai parlamentari Spilabotte, Scalia, Pilozzi e Mastrangeli agli onorevoli regionali Buschini, Abbruzzese e Fardelli, alla Consulta dei Sindaci, al presidente del Cosilam, al sindaco di Cassino, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al presidente del Comitato No Amianto Clementina D’Aguanno, al presidente dell’associazione Fare Verde, al capogruppo di minoranza del comune di Villa Santa Lucia.  E’ chiara la nostra richiesta: attenzione alla vicenda e fronte comune per vedere confermato un giudizio già espresso con tutti i crismi della legalità tecnica e di opportunità.

Alla minoranza in seno al consiglio comunale rivolgo un invito alla collaborazione su questo argomento: il territorio è di tutti, non di una parte. Collaborazione e responsabilità. Strumentalizzazioni su un tema così importante come la salute pubblica non sono in questo momento opportune”

Antonio Iannarelli – Sindaco di Villa Santa Lucia

20 giugno 2013 0

La rete per la Tutela della Valle del Sacco: “Dall’impianto cdr di Castellaccio una nube tossica di diossine e PCB ha “ossigenato” decine di chilometri quadrati di territorio”

Di admin

Da Rete per la Tutela della Valle del Sacco riceviamo e pubblichiamo:

Negli impianti di preparazione del CDR vengono trattati materiali come carta, legno e plastiche; in particolare, è noto che le procedure di selezione non garantiscono l’esclusione totale delle plastiche che generano diossine e PCB nella combustione. Gli impianti di incenerimento, a loro volta, utilizzano sistemi di abbattimento e filtrazione per evitare la diffusione delle sostanze pericolose, dei quali conosciamo peraltro l’insufficienza a garantire il blocco totale delle emissioni nocive. La combustione avvenuta nell’incendio dell’impianto di Castellaccio è suscettibile di aver prodotto un danno grave all’ambiente.

Solo nei prossimi giorni sarà chiara, con tutti i limiti facilmente intuibili che presentano analisi e monitoraggi complessi di un inquinamento in area vasta quale quello in questione, l’entità del danno alla popolazione e al territorio della Valle del Sacco a seguito dell’ennesimo incidente legato all’impiantistica di un ciclo dei rifiuti scorretto e insostenibile dal punto di vista economico e ambientale, ovvero a una produzione industriale ad alto impatto ambientale: il territorio conta decine di aziende a rischio di incidente rilevante sottoposte alla direttiva “Seveso bis”, senza che gli abitanti siano minimamente edotti sul rischio che corrono e sui comportamenti da adottare in caso di incidente.

Nonostante il pronto ed efficiente intervento delle forze dell’ordine e degli enti di controllo, di alcuni sindaci, non si può non rilevare la totale assenza di una macchina informativa e di intervento capillare, indispensabile in situazioni del genere. Alcuni sindaci sono stati piuttosto tempestivi nella comunicazione ufficiale, ma ci sono giunte ugualmente centinaia di richieste di informazione e decine di testimonianze da parte di cittadini allarmati e disinformati. Manca un centro di coordinamento e non ci sembra la Protezione civile regionale sia stata predisposta a svolgere questa funzione; di fatto, in tale circostanza ha brillato per la sua assenza.

Seguiremo con attenzione la procedura di determinazione del danno ambientale e l’istruttoria di accertamento delle responsabilità del rogo, ma intanto una cosa è certa: una nube tossica di diossine e pcb, e chissà cos’altro, ha “ossigenato” decine di chilometri quadrati di territorio, con invitabili ricadute sul terreno, coinvolgendo qualche decina di migliaia di persone. Nel frattempo, a pochi chilometri di distanza, si notava una nuvola nera, molto più contenuta ma da non sottovalutare, fuoruscire da uno degli inceneritori di Colleferro.

Le istituzioni non rispondano semplicemente con proclami, sull’onda dell’emotività, ma diano soddisfazione alle esigenze del territorio in termini di salute, ambiente e sicurezza adottando provvedimenti strutturali. Tantomeno facciano dichiarazioni su un ritorno alla normalità, poiché lo spegnimento dell’incendio è solo l’inizio dei problemi per la popolazione. Se la normalità è quella già descritta del rischio permanente per un territorio fortemente inquinato e costellato di impianti pericolosi ed inquinanti, da questa normalità bisogna uscire.

Adottare provvedimenti strutturali significa, oltre alla messa a punto della macchina di emergenza prevista dalla normativa, avere il coraggio di rivedere la presenza dell’impiantistica del ciclo dei rifiuti sul territorio, senza sottostare alla logica delle lobby dei “signori del rifiuto” o della contabilità regionale del trattamento dei flussi di RSU.

Dichiara il presidente Alberto Valleriani: «Chiediamo l’apertura di un tavolo istituzionale dedicato, aperto alle associazioni e alla cittadinanza, con la presenza di Regione, Province di Frosinone e Roma, Comuni del comprensorio, che si riunisca sul territorio interessato dalla nube tossica. Inoltre, la massima trasparenza da parte degli enti di controllo e la pubblicizzazione dei risultati delle analisi in questione».

Dichiara il coordinatore di Frosinone Francesco Bearzi: «Dopo oltre un decennio dalla sua approvazione, è tempo che la Regione Lazio si decida a chiudere i battenti dell’impianto di cdr di Castellaccio, che ha arrecato enormi disagi alla popolazione del centro abitato di San Bartolomeo, Comune di Anagni, situato a ridosso dell’impianto, dove non sarebbe mai dovuto sorgere per ovvie ed elementari ragioni di tutela della salute della popolazione limitrofa. Si deve ragionare linearmente in termini di chiusura, non si provi a gettare acqua sul fuoco pensando di proporre la trasformazione la struttura di ACEA Aria, la cui funzionalità è sotto gli occhi di tutti, in un “luminoso” impianto di Trattamento Meccanico Biologico».

20 giugno 2013 0

Ciclismo paralimpico: tris di medaglie – oro, argento e bronzo – in Coppa del mondo per i fratelli Pizzi di Lanciano

Di redazionecassino1

Debutto di stagione con un tris di medaglie – oro, argento e bronzo – per gli iridati fratelli Luca e Ivano Pizzi, di Lanciano, ciclisti che, nella specialità tandem, hanno trionfato la scorsa estate anche alle Paralimpiadi di Londra. La coppia di atleti, nella prima prova di Coppa del mondo che si è disputata di recente a Merano (Bz), è arrivata seconda nella cronometro, staccata di appena 6 secondi dall’altra coppia italiana Panizza/Bersini che ha trionfato. Al terzo posto si sono piazzati gli spagnoli, i campioni olimpici Verge Balboa/Llaurado. Nello stesso appuntamento sportivo, due giorni dopo, nella corsa in linea, è arrivato il primo posto. Su un circuito cittadino di 5 chilometri da ripetere 18 volte intorno a Merano e sotto una fitta pioggia i Pizzi hanno tagliato vittoriosi il traguardo. Si sono così presi la rivincita sulla coppia italiana, mentre al terzo posto si sono piazzati i polacchi Ladosz/Polak e in virtù di questi risultati gli abruzzesi sono diventati, temporaneamente, anche leader in Coppa del mondo.

La terza medaglia è arrivata a Madrid dove, qualche giorno dopo, a Segovia, a circa 100 chilometri dalla capitale, si è svolta la seconda prova di Coppa del mondo. “Qui purtroppo – dice Luca Pizzi – siamo stati sfortunati”. La solita iella delle forature, che li perseguita un po’ ovunque. “Nella cronometro – racconta l’atleta abruzzese – abbiamo bucato dopo 4 chilometri e siamo stati costretti al ritiro, mentre il giorno dopo, su strada, su un circuito di 12 chilometri da ripetere 9 volte, abbiamo conquistato il bronzo dietro gli equipaggi spagnoli Verge Balboa/Llaurado e Alera/Avila. Neppure in quest’occasione, comunque, la sorte è stata benevola: a 20 chilometri dal traguardo, in un momento decisivo della gara, abbiamo nuovamente forato la ruota posteriore: l’abbiamo prontamente cambiata, ma abbiamo perso 30 secondi, fondamentali per il risultato finale. Nonostante il grande recupero ci siamo dovuti accontentare del terzo posto, perdendo la maglia di leader di CdM”. I prossimi impegni: dal 6 al 7 luglio i Campionati italiani a Brescia e poi in agosto la trasferta in Canada (Matane, Quebec) per la terza e ultima prova di CdM. “La settimana successiva – riprende Pizzi – si disputeranno i Mondiali sempre in terra canadese (Baie Comeau, Quebec) che rappresentano il massimo obiettivo per noi, e credo tutti gli atleti paralimpici”.

 

20 giugno 2013 0

Il corpo di Samanta murato in casa dell’amico. La polizia arresta il 42enne all’aeroporto di Fiumicino

Di admin

Si é da poco conclusa a Frosinone la conferenza stampa sul ritrovamento ieri del corpo di Samanta Fava, la 35 enne di Sora scomparsa nel 2012. Il corpo di Samanta era conservato in una intercapedine ricavata nella cantina della casa di Fontechiari nelle disponibilità del 42 enne arrestato, Tonino Cianfarani. A condurre gli agenti della questura al ritrovamento della salma sono stati una serie di incongruenze nel racconto fatto dall’uomo, muratore 42enne di Fontechiari, su come avrebbe gettato il corpo della donna nel fiume Liri dove é stata cercata a lungo.

Gli agenti della questura di Frosinone lo hanno aspettato in aeroporto a Fiumicino. L’uomo era di ritorno da un cantiere in Sardegna e alla vista degli agenti ha capito e ha offerto i polsi. Aveva una relazione con la donna divorziata e madre di un bambino di 11 anni. A maggio aveva confessato di essere stato con la donna e che in macchina, questa, aveva avuto un malore. Spaventato l’aveva gettata nel fiume Liri. Le ricerche all’epoca, non hanno dato esito positivo. 

“L’autopsia dirà se la donna é stata murata ancora viva. Riteniamo che la donna sia stata sistemata nel sacco di plastica in quella intercapedine dal giorno stesso della sua scomparsa il 3 aprile dello scorso anno” ha detto il questore di Frosinone Giuseppe de Matteis. “Spetterà all’autopsia stabilire le cause del decesso e se era già morta quando il suo corpo é stato murato” rimarcando la difficoltà delle indagini amplificate dal ritardo, circa 20 giorni, con cui é stata presentata la denuncia non permettendo, cosí, una serie di accertamenti che avrebbero facilitato la soluzione del caso. Le indagini, peró si sono strette fin da subito intorno al 42 enne fino a portarlo a confessare l’occultamento di cadavere. 

“Non ci sono dubbi sul fatto che il corpo ritrovato sia quello di Samanta Fava” ha poi aggiunto il questore. “La salma era mummificata ma l’ex marito ha riconosciuto un tatuaggio sul corpo della donna che unitamente ad altri elementi ritrovati nel sacco di plastica non ci lasciano dubbi”. 

“Quando abbiamo capito che la confessione del 42enne era attendibile solo parzialmente – ha detto il questore De Matteis – abbiamo deciso di svolgere indagini anche diverse dal semplice scandagliamento del fiume Liri. Un testimone raccontava nella fase di ricerca della persona scomparsa, di aver visto la donna l’ultima volta, recarsi verso Fontechiari, lo stesso punto in cui le celle telefoniche avevano agganciato il cellulare dell’indagato.

Per questo ci siamo concentrati sulla sua abitazione e grazie ad Orso, un cane pastore tedesco addestrato alle ricerche molecolari dell’unitá cinofila, e ad un georadar della polizia scientifica, abbiamo ritrovato l’intercapedine con dentro il terribile segreto”.

“Chi ha figli sa che una madre non si allontanerebbe mai volutamente dal proprio figlio di undici anni senza tentare un contatto, questo ci ha spinto a credere fin dal primo momento che quello di Samanta non era un allontanamento normale”. Lo ha detto in conferenza stampa una ispettrice di polizia che ha coordinato le indagini, prima sulla persona scomparsa, e poi sul caso di omicidio e occultamento. “Avevamo promesso al bambino che se qualcuno avesse fatto del male alla sua mamma, lo avremmo trovato. Abbiamo mantenuto la promessa”.