pubblicato il6 giugno 2013 alle 12:05

“Il Raggio della Morte. La storia segreta del militare italiano che avrebbe potuto cambiare il corso della II Guerra Mondiale” da luglio in edicola

A luglio, uscira’ per i tipi della X-Publishing (e allegato al n. 57 della rivista X-TIMES, luglio 2013), il nuovo incredibile libro di Gerardo Severino e Giancarlo Pavat; “Il Raggio della Morte. La storia segreta del militare italiano che avrebbe potuto cambiare il corso della II Guerra Mondiale”! .

E’ stato scritto a quattro mani dal ricercatore Giancarlo Pavat e dal direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza capitano Gerardo Severino.

“Ci stiamo lavorando da diversi anni ed ora, finalmente, vedra’ la luce per i tipi delle edizioni X-Publishing” hanno spiegato i due autori “tratta una storia incredibile, al limite della fantascienza se non fosse che e’ provata da documenti originali ( e sino ad ora inediti) conservati negli archivi storici della Guardia di Finanza e di altri enti dello Stato. Da noi rintracciati e studiati nel corso degli anni”.

Da anni si parla di invenzioni e/o armi incredibili realizzate durante la II Guerra Mondiale dalle varie nazioni belligeranti che (nel caso di quelle dei Tedeschi) avrebbero potuto canbiare l’esito del conflitto.
Sono stati scritti libri, girati film e documentari ma basati tutti su testimonianze di seconda o terza mano, non supportate da alcuna prova documentale.
Ora, invece, Severino e Pavat hanno trovato in archivi pubblici (o comunque consultabili previa richiesta), una serie di documenti originali redatti da diversi enti militari e politici dello Stato, che dimostrano come queste stesse amministrazioni, (in particolare la Guardia di Finanza), almeno dal 1940 al 1944, finanziarono una serie di ricerche e sperimentazioni relative ad una invenzione avveniristica che, se usata in campo bellico su vasta scala, avrebbe potuto cambiare il corso della II Guerra Mondiale.

Autore di questa scoperta e della successiva invenzione fu un oscuro appartenente alla Guardia di Finanza, di cui nessuno aveva mai sentito parlare, ne’ tanto meno aveva saputo alcunche’ delle sue ricerche. Nemmeno i familiari.

“Non diciamo subito il nome di questo finanziere-inventore” chiosano Severino e Pavat “perche’ sara’ un ulteriore sorpesa del libro.
Nel quale, attraverso l’analisi dei documenti dell’epoca, seguiremo questa incredibile storia, conosceremo questo dimenticato eroe (perche’, come si vedra’ nel volume, di eroe si tratta), la sue ricerche, le sue tribolazioni in giro per l’Italia inseguito dagli Alleati, dai Nazisti, dai Fascisti di Salo’, che volevano impadronirsi a tutti i costi della sua scoperta. E apprenderemo gli sforzi fatti dal finanziere affinchè la propria scoperta non finisse in mani straniere e rimanesse agli Italiani. Sforzo che paghera’ a caro prezzo finendo nel campo di sterminio di Dachau”.

“Ecco perche’ e’ davvero con soddisfazione e orgoglio che diamo alle stampe questo libro” proseguono i due ricercatori “Non soltanto per portare a conoscenza di un pubblico piu’ vasto una storia incredibile ma assolutamente vera. Ma pure per rendere giustizia ad un Militare, un Finanziere, un Uomo, un Italiano che fino alla fine rimase tale; con dignita’, senso dell’Onore, amor di Patria, fedele alla parola data e alle consegne ricevute. Valori rari in tempi come i nostri”.

Il libro contiene i documenti pubblicati con l’autorizzazione del Corpo della Guardia di Finanza (che i due autori ringraziano per aver consentito di svolgere ricerche negli archivi e permesso, appunto, di pubblicare i documenti scovati) e con il consenso delle figlie (i parenti piu’ stretti ancora in vita) del finanziere-inventore.
Le quali non sapevano assolutamente nulla delle incredibili ricerche del genitore.

Il libro non e’ un opera agiografica. Fara’ certamente discutere. Forse non piacera’ a chi ha o vuole una visione della Storia addomesticata alle esigenze contingenti della politica e/ o del “politicamente corretto”. “Il nostro non e’ un libro sensazionalistico. E’ un libro di storia che parla di eventi eccezionali e sensazionali” spiegano Severino e Pavat “Non e’ stata una storia facile da scrivere. Ma era una storia che andava raccontata. Avendo ben precisi intenti ed obiettivi.
Tenendo sempre dritta la barra della navigazione lungo il solco della Verita’ Storica, basata unicamente su documenti originali.
Che tutti, dopo aver letto il libro, potranno consultare (visto che diamo precise indicazioni di dove si trovano) e farsi una idea personale in proposito”.

Una occasione, quindi, non solo per, come gia’ sottolineato, scoprire una pagina sconosciuta e misteriosa di Storia, ma pure per guardare dentro noi stessi come cittadini e come individui, per capire che il motivo per cui siamo cio’ che vediamo oggi, ha radici profonde e lontane e che la la Realta’e la Storia, raramente sono quello che ci raccontano.

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