pubblicato il6 giugno 2013 alle 16:44

Occupazione giovanile-Gabriele Picano: «Cogliere le opportunità della rete e creare una nuova economia»

«Una via d’uscita dalla crisi è rappresentata da modelli economici innovativi, alternativi rispetto alle formule che ci hanno accompagnato finora. Puntiamo anche in Ciociaria sull’ “economia della conoscenza”». L’avvocato Gabriele Picano, coordinatore provinciale di Scelta Civica, si fa interprete del disagio soprattutto giovanile e lancia un doppio invito: alle nuove leve affinché abbiano il coraggio di trasformare le proprie idee-intuizioni in modelli d’impresa e alla classe politica affinché agevoli lo start up con spazi attrezzati e servizi, cogliendo le opportunità e i finanziamenti per incrementare le reti a banda larga e ultra larga sull’intero territorio, aree rurali comprese.

«La recessione –  afferma Gabriele Picano  – ha chiuso dolorosamente parecchie porte ma potrebbe aprire i portoni dello sviluppo, unendo la necessità di creare nuova occupazione con lo svecchiamento dei vecchi sistemi. Grazie alla rete è in atto una vera e propria rivoluzione nel modo di lavorare. Ma l’Italia resta alcuni passi indietro rispetto agli altri Paesi soprattutto in relazione alle modalità di comunicazione globali: banda larga, al primo posto. Idee, progetti e servizi devono invece essere in grado di viaggiare da ogni angolo della provincia. “Nella primavera del 2012 per la prima volta si è registrato un sorpasso storico: la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha calcolato che il numero dei ventenni che hanno aperto una impresa (19 mila) è stato maggiore di quelli che hanno trovato un posto di lavoro a tempo indeterminato (18 mila); inoltre i primi hanno assunto 6 mila persone” (da “Cambiare tutto”. Riccardo Luna, ed.Laterza). Il futuro dell’occupazione in Italia e nella nostra provincia non passerà più per i canali storici rappresentati soprattutto da grandi aziende come la Fiat ma da micro realtà, piccole imprese a taratura locale. Ma questo “sogno” diventa a portata di mano se si ha a disposizione una infrastruttura di rete ad alta, altissima velocità. La rete, in primis, e subito dopo i servizi, strutture, spazi a bassissimo costo dove poter impiantare le proprie imprese. Faccio un esempio: a Cassino esiste una enorme struttura, il Forum per la Ricerca, un’autentica cattedrale nel deserto già pronta che potrebbe essere aperta e messa a disposizione dei giovani, delle imprese allo start up con un costo simbolico. Siamo in attesa che l’amministrazione Petrarcone dica con chiarezza, a due anni dal suo insediamento, che cosa vuol fare con questa struttura che altrimenti rischia di diventare un’opera “incompiuta”.

L’ “economia della conoscenza” rappresenta l’unica frontiera occupazionale che valga la pena di varcare in questo momento ma serve un impegno comune per annullare il digital divide, con programmi di intervento rivolti ad implementare le reti a banda larga. L’Italia è in forte ritardo rispetto alla diffusione della banda larga, il digitale invece è in grado di creare migliaia e migliaia di posti di lavoro. Si riaccendono quindi i riflettori sull’Agenda digitale italiana, definita da un insieme di norme introdotte dai decreti-legge n.83 e n. 179 del 2012 (Decreto Crescita 2.0) del governo Monti, un autentico programma di indirizzo sulle start-up con proposte di legislazione e di agevolazioni destinate a nuove imprese. Ora si attendono le linee del nuovo Governo.

In sostanza –  conclude Picano    proprio perché i modelli economici dominanti hanno mostrato la loro debolezza a reggere la sfida dei nostri giorni occorre agevolare tutte quelle infrastrutture digitali capaci di collegare anche i territori più isolati con il resto del mondo per sviluppare una economia a portata di click e lanciare sul mercato la propria business idea o semplicemente mettendo in relazione la propria realtà produttiva con il resto del pianeta. Proprio in queste settimane il Governo presenterà il proprio pacchetto occupazione, inserito di diritto anche nell’agenda dei prossimi vertici europei. In Provincia la sfida è la stessa del resto d’Italia. Occorre ridare fiato all’economia, superare le vecchie logiche e i confini tradizionali per aprirsi alle innumerevoli possibilità esistenti».

 

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