pubblicato il5 giugno 2013 alle 17:12

S. Scolastica senza medico rianimatore per l’ambulanza, odissea per una donna disabile ora grave al ‘F. Spaziani’

Un’odissea quella vissuta  ieri pomeriggio da una donna, diversamente abile di 49 anni di Roccasecca. La donna, raccontano i famigliari in una lettera inviata alla nostra redazione, affetta da una rara patologia neurologica, dopo un calvario durato tre mesi è mezzo è finita nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Frosinone. La vicenda, racconta il fratello, è iniziata il 23 di febbraio quando per la prima volta in preda alle crisi generate dalla sua malattia venne portata al Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Santa Scolastica’ di Cassino. I medici che la visitarono al Pronto Soccorso informarono  che, per la sua patologia di natura neurologica doveva essere trasferita in un ospedale attrezzato con lo specifico reparto di neurologia. Si  attivarono – prosegue il fratello nel racconto – per  trovare il posto letto al Policlinico Umberto I° di Roma, ma il trasferimento non fu possibile per mancanza, al S. Scolastica, di un medico rianimatore che accompagnasse la donna  a Roma. Da qui la decisione  di ricoverarlanel reparto medicina del nosocomio di Cassino, dove rimase per ventotto giorni, seguiti da altri  due ricoveri, dieci giorni ad aprile, e dal 28 maggio al 4 giugno. “In tutto questo periodo di vero e proprio calvario per lei – continua il fratello – ogni  giorno i medici del reparto mi chiedevano di portarla in un centro di neurologia ma le risposte per accogliere mia sorella erano sempre negative”. Negli ultimi giorni, però, le sue condizioni si sono aggravate, tanto che il fratello ha scritto al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, coinvolto il Tribunale del Malato, e chiamato due volte la segreteria del Ministro della Sanità spiegando il caso a due funzionari del dicastero. L’unica risposta ricevuta quella, ieri pomeriggio alle 14. 30, quando la donna è stata caricata su un’ambulanza, peraltro senza avvisare i famigliari, e trasferita all’ospedale di Frosinone per una consulenza neurologia. Nonostante le rassicurazioni di un suo rientro a Cassino, il fratello è stato avvisato, telefonicamente, che i sanitari del nosocomio del Capoluogo avevano deciso, viste le gravi condizioni, di trattenere la donna in rianimazione a Frosinone. “Ognuno tragga le sue conclusioni che crede da questa vicenda, ma  per me questa è l’assistenza che viene riservata ai più deboli, a quelli che soffrono ogni giorno con dignità la loro malattia. Non so se mia sorella uscirà da quel reparto – conclude il nostro lettore – per  continuare la sua vita da diversamente abile, ma è bene che tutti sappiano quanto le è successo, nella speranza che altre persone deboli non si trovino  più a vivere  il suo stesso calvario”.

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