Giorno: 2 luglio 2013

2 luglio 2013 0

Arrestati padre e figlio minorenne, di origine serba, per furti in appartamenti. Nell’auto gli strumenti da scasso

Di redazionecassino1
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A Sessa Aurunca, località Baia Domizia i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato, in flagranza dei reati di furto aggravato e lesioni e resistenza a P.U.  il cittadino serbo Hadzovic Zoran cl. 68, censito alla banca dati forze di polizia e il figlio minore, entrambi residenti a Giugliano in Campania (NA). Nella circostanza una pattuglia del citato reparto sorprendeva i due mentre forzavano un auto parcheggiata sulla pubblica via. Alla vista dei carabinieri, i due, saliti a bordo dell’autovettura condotta dal Zoran, tentavano di darsi a precipitosa fuga venendo però immediatamente bloccati dopo una rocambolesca e concitata colluttazione dai militari dell’Arma. In particolare uno dei Carabinieri intervenuti, avvicinatosi ai fuggitivi, attraverso il finestrino del conducente è riuscito ad afferrare il volante del mezzo facendolo così sterzare indirizzando la macchina contro una rete metallica posta sul ciglio della strada dove si bloccava. All’interno dell’auto venivano rinvenuti oggetti atti allo scasso e diverso materiale quali capi di abbigliamento provento di altri due furti commessi poco prima. L’autovettura e gli arnesi sono stati sottoposti a sequestro, mentre il materiale rinvenuto è stato restituito agli aventi diritto.  Hadzovic Zoran è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della stazione di Sessa Aurunca e il figlio, invece, è stato tradotto presso il carcere minorile di Napoli, in attesa della celebrazione rito direttissimo. Inoltre sono in corso ulteriori mirati accertamenti volti a ricondurre ai due numerosi furti di e in autovetture perpetrati in area domitia negli ultimi due mesi.

2 luglio 2013 0

Contributi Inps per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: domande a partire da oggi sul sito

Di redazionecassino1

In data 14 giugno 2013 è stato pubblicato il bando (sul portale Internet dell’Istituto seguendo il percorso ”Home > Avvisi e Concorsi > Avvisi”) per la presentazione da parte delle madri lavoratrici della domanda di accesso al contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting oppure per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Una misura prevista dalla legge sulla riforma del lavoro del 2012 che ha introdotto, in maniera sperimentale per gli anni 2013-2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere la corresponsione di sostegni economici volti al supporto della genitorialità.

La domanda, dovrà essere presentata all’Inps per via telematica, accedendo al portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) tramite PIN o attraverso il supporto dei patronati.

La presentazione delle domande, originariamente prevista dal bando a partire dalle ore 11 del 1 luglio 2013 fino al giorno 10 luglio 2013, è stata successivamente determinata a partire dalle ore 12 del 2 luglio 2013 per terminare il giorno 11 luglio.

L’Inps informa le madri interessate che, ai fini della corretta presentazione della domanda, è necessario:

−    richiedere preventivamente il PIN “online” e convertirlo in tempo utile in PIN “dispositivo”;

−    presentare preventivamente ed in tempo utile all’Inps la dichiarazione ISEE (qualora non sia già presente nelle banche dati dell’Inps una dichiarazione ISEE valida). La dichiarazione deve essere presentata all’Istituto in via telematica o rivolgendosi ad un CAF convenzionato.

Si evidenzia che la scelta del voucher o del contributo per la retta ai servizi per l’infanzia deve essere effettuata al momento della domanda ed è vincolante e di conseguenza non può essere successivamente modificata.

Da ricordare, inoltre, che in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditatile mamme, prima della presentazione della domanda, dovranno preventivamente effettuare l’iscrizione del minore esclusivamente presso una delle strutture aderenti alla sperimentazione presenti nell’elenco consultabile sul sito www.inps.it.

2 luglio 2013 0

Balzelli e tasse. Il governo “schiaffeggia” i cittadini, aumentano le marche da bollo sugli atti: da 14,62 a 16 euro

Di redazionecassino1

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Aumentate le marche da bollo sugli atti: la misura fissa dell’imposta passa da 1,81 a 2 euro e da 14,62 a 16 I rincari giustificati con la ricostruzione post-sisma in Emilia e Abruzzo anziché prendere le risorse da tagli alla “casta”. Molti i tipi di atti interessati: dalle fatture, le copie conformi, gli atti notori, estratti di matrimonio, ecc.

 Ci prendono in giro perché da una parte differiscono l’aumento IVA o l’IMU e dall’altra fanno rincarare altre tasse e balzelli nella più bieca tradizione di quei governi che mettono la polvere sotto il tappetino o che peggio nascondono gli aumenti sotto altre voci.

Anche il governa “Letta” si pone, evidentemente, sulla scia di questa consuetudine con l’aumento, non proprio malcelato, della misura dell’imposta fissa di bollo che interessa una pluralità di atti:

le marche da bollo lievitano da 1,81 a 2 euro e da 14,62 a 16 euro. Gli aumenti, purtroppo sono già a regime poiché sono contenuti nel decreto legge “emergenze”.

Questa nuova stretta governativa riguarda, quindi, tantissimi atti e documenti a importo non variabile. Solo per fare qualche esempio, nell’ordine: le inserzioni, le fatture che contengono importi non assoggettati a Iva e gli estratti conto o altri documenti di accreditamento o addebitamento per somme superiori a euro 77,47. Gli atti rogati o autenticati da notai, estratti o copie conformi all’

originale costano dunque 16 euro a pagine e non più 14,62. Sulla stessa scia le scritture private, atti di notorietà e pubblicazioni di matrimonio.

La scusa degli ennesimi rincari di Stato, nobilissima, é perché servono a finanziare la ricostruzione dopo i terremoti in Emilia e Abruzzo. Ma Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si chiede se tali aumenti non potevano essere evitati attraverso un’accelerazione nella messa in atto di alcuni tagli promessi e mai realizzati tipo l’eliminazione delle province, oppure la rinuncia alle missioni militari o all’acquisto degli F35, e così via.

Ancora una volta, però, dobbiamo constatare amaramente che a subire sono i cittadini perché gli aumenti in questione vanno a colpire una serie di atti che inevitabilmente rientrano nella vita quotidiana di utenti, professionisti ed imprese.