Giorno: 8 luglio 2013

8 luglio 2013 0

Comuni Ricicloni 2013, dieci Comuni nel Lazio superano il 65% di raccolta differenziata

Di admin

Sono Castelnuovo di Porto (VT), Oriolo Romano (RM), Sermoneta (LT), Gallese (VT), Alatri (FR), Nepi (VT), Allumiere (RM), Cave (RM), Canepina (VT) e Campodimele (LT) i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente, quelli che nel 2012 hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Non c’è nessun capoluogo nel Lazio e nel centro Italia che abbia raggiunto questa soglia, richiesta per legge entro il 2012. Roma altra grande assente, rimane ferma al 24%. Riconoscimento speciale per Castelnuovo di Porto, Oriolo Romano e Sermoneta che si aggiudicano anche il nuovo prezioso titolo di questa XX edizione come comuni “Rifiuti Free”, per essere riusciti a ridurre di circa il 90% la quantità di rifiuti da smaltire. Cresce lentamente nel Lazio il numero dei ricicloni, che passa da 6 a 10 Comuni che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti. Dei 378 Comuni totali, rappresentano appena il 2,6% ma sono in crescita di un +1,06% rispetto allo scorso anno. Sono i piccoli e medi comuni a tenere alto il valore nel Lazio, con metà dei comuni che è sotto i 5.000 abitanti, 8 su 10 sotto i 10.000 e tutti comunque sotto i 30.000 abitanti.

Tra i comuni del Centro Italia sopra i 10.000 abitanti che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti troviamo Alatri, new entry di quest’anno, al 14° posto nazionale con una percentuale di raccolta differenziata pari al 65,7% e un indice di buona gestione –non legato solo alla differenziata, ma l’azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo– di 54,07 punti. Due posizioni più in basso troviamo Cave, il secondo comune laziale nella classifica, con una differenziata che raggiunge il 66% e un indice pari a 52,49.Castelnuovo di Porto, già incoronato il migliore della Provincia di Roma nell’edizione locale del premio, occupa la seconda posizione fra i comuni del Centro Italia con meno di 10.000 abitanti con il 79,3% di differenziata e un indice di buona gestione di 70,27. In 8° posizione Oriolo Romano che differenzia il 72,4% dei rifiuti e ha un indice pari a 67,68. Sermoneta si piazza in decima posizione con una differenziata dell’81,3% e con un indice di 63,64, seguita da Gallese (22° posto) che raccoglie in maniera differenziata il 67,5% dei materiali dopo il consumo e ha un indice di 58,39. Nepi al 35° posto, raggiunge quota 65,4% di differenziata e ha un indice di 53,90. Allumiere ha raccolta differenziata pari al 65,4% e indice 53,63. Infine al 41° posto troviamo Canepina con differenziata pari a 62,2% e un indice di 51,62 e subito dopo Campodimele con differenziata al 66,2% e indice di 51,10.

Nelle grandi città siamo spesso oltre la sperimentazione, ma Roma rimane ben al di sotto della soglia di legge e si ferma al 24% secondo gli ultimi dati di Ecosistema Urbano, con un porta a porta attivo solo parzialmente in alcune parti di Municipi. Per la XX edizione del Premio Comuni ricicloni, sono ben 1.293 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16 per cento dei comuni d’Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13 per cento della popolazione nazionale che oggi ricicla e differenzia i rifiuti. E’ ancora il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno; tra i capoluoghi del Nord vince proprio Belluno mentre per il Sud primeggia Salerno.

“Crescono le esperienze di buona gestione dei rifiuti nel Lazio soprattutto nelle piccole realtà, con raccolte porta a porta con risultati ottimi per la differenziata, ma Roma e i capoluoghi del Lazio restano a guardare. Serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione Marino –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata. Dopo le scelte importanti della Regione rispetto agli investimenti di 130 milioni di euro per progetti di porta a porta con i Comuni e le province del Lazio, ora attendiamo grandi novità dal Comune di Roma: bisogna accelerare sulla raccolta domiciliare e fermare invece scelte sbagliate sul modello a cassonetto per la nuova raccolta a Tor Bella Monaca, Eur e Prati, così come sui cassonetti a scomparsa. Siamo anche molto preoccupati della nuova proroga per la discarica di Malagrotta, sulla scelta del nuovo sito continuiamo a chiedere un percorso trasparente e partecipato, visto che già più volte il commissariamento ha dimostrato tutti i suoi limiti. Ancor di più dopo la bocciatura dei decreti per il trattamento meccanico biologico fuori provincia.”

Tabella Comuni Ricicloni 2013 Lazio – Categoria Comuni sopra i 10.000 abitanti – Area Centro Italia

Posizione

Comune

Provincia

Indice

% RD

14

ALATRI

FR

54,07

65,7

16

CAVE

RM

52,49

66

Tabella Comuni Ricicloni 2013 Lazio – Categoria Comuni sotto i 10.000 abitanti – Area Centro Italia

Posizione

Comune

Provincia

Indice

% RD

2

CASTELNUOVO DI PORTO

RM

70,27

79,30%

8

ORIOLO ROMANO

VT

67,68

72,40%

10

SERMONETA

LT

63,64

81,3

22

GALLESE

VT

58,39

67,5

35

NEPI

VT

53,9

65,4

ALLUMIERE

RM

53,63

65,4

41

CANEPINA

VT

51,62

66,3

CAMPODIMELE

LT

51,1

66,2

Tabella Comuni Ricicloni 2013 Lazio

Posizione

Comune

Comuni

Ricicloni 2013

% Ricicloni su totale

13

LAZIO

378

10

2,60%

Comuni Ricicloni 2013 è stato realizzato da Legambiente con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In collaborazione con Associazione nazionale Comuni Italiani, Assobioplastiche, Conai, FederAmbiente, Fise Assoambiente e Fise Unire, CiAl, Comieco, CoRePla, CoReVe, Ricrea, Rilegno, Centro di Coordinamento RAEE, Consorzio Italiano Compostatori e la rivista Rifiuti Oggi. Il dossier completo è disponibile su www.ricicloni.it

8 luglio 2013 0

L’epidemia di morbillo e di varicella di cui l’OMS non sembra accorgersi. Nuovi casi in Italia ed in Europa. Dobbiamo preoccuparci?

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceivamo e pubblichiamo: Nonostante il morbillo sia da eliminare nel nostro Paese e nel resto d’Europa, continuano a verificarsi epidemie. Nel periodo 2010-2012 il sistema di sorveglianza speciale del morbillo ha raccolto più di 8000 segnalazioni solo in Italia. Il numero è certamente non trascurabile tenendo conto che in questi ultimi giorni in Veneto sono stati segnalati casi di complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Sul sito della Ulss 13 Mirano, il 10 giugno 2013, sono stati segnalati due casi di gravi complicanze da morbillo e varicella in persone non vaccinate. Il primo riguarda una giovane donna che a fine aprile è stata ricoverata presso l’ospedale dove lavora, con diagnosi di morbillo. Successivamente la donna è stata ricoverata una seconda volta per l’insorgenza di una neurite ottica con gravissima compromissione della vista in entrambi gli occhi. Il caso di varicella riguarda, invece, un’infermiera che lavora in una casa di cura per anziani e a cui è stata diagnosticata una meningite virale da varicella. La fonte di contagio di quest’ultima è stata individuata in un altro operatore sanitario in servizio presso la stessa struttura. Nella Svizzera centrale e in Ticino sono stati registrati dall’inizio di giugno rispettivamente 29 e 8 casi di morbillo. In altri cinque cantoni le persone che hanno contratto la malattia infettiva sono state cinque, una per cantone, viene indicato oggi nel bollettino dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La maggior parte dei malati non erano stati vaccinati. Nella sola ultima settimana le persone che si sono ammalate di morbillo sono state 27, viene precisato. Nei primi sei mesi i casi registrati sono stati 68, già più di quelli segnalati nell’intero anno scorso (63), sottolinea l’UFSP.

Tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, 29 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) più la Croazia hanno segnalato 8499 casi di morbillo pari a un’incidenza di 16,6 casi/milione di abitanti, dato di molto superiore all’obiettivo di un caso per milione che definisce l’eliminazione della malattia. Da segnalare inoltre che i dati non sono completi per tutti i 12 mesi considerati, visto che il Lussemburgo non ha fornito i dati degli ultimi 4 mesi di rilevazione, il Belgio non li ha forniti per i mesi di gennaio e febbraio 2013 e i Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013. Il 94% dei casi segnalati proviene da 5 Paesi: Romania (4087), Regno Unito (2314), Francia (679), Italia (592) e Spagna (334). Le incidenze più elevate sono state riportate in Romania (190,9 casi per milione di abitanti), Regno Unito (37 casi/milione), Irlanda (23,9 casi/milione), Francia (10,4 casi/milione), Italia (9,8 casi/milione) e Spagna (7,2 casi/milione). Sedici Paesi hanno riferito meno di 1 caso di morbillo per milione di abitanti (soglia target di eliminazione). L’82% dei casi di cui si conosceva lo stato vaccinale (6655) si è verificato in persone non vaccinate. Non sono stati riportati decessi ma sei casi sono stati complicati da encefalite acuta. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Ecdc “Measles and rubella monitoring – April 2013”, pubblicato nel mese di maggio 2013. I dati sulla rosolia, raccolti in 26 Paesi dell’Ue e del See, indicano che tra il 1 marzo 2012 e il 28 febbraio 2013, sono stati segnalati 21.549 casi. Di questi, il 99% è stato rilevato in Romania (11.020 casi, 514,6 casi/milione di abitanti) e Polonia (10.326, 270,3 casi/milione). Mancano tuttavia i dati del Lussemburgo per gli ultimi 4 mesi della rilevazione, dell’Italia per l’intero periodo in esame e di Grecia e Paesi Bassi per il mese di febbraio 2013.

Il morbillo è contagioso da cinque giorni prima delle manifestazioni cutanee fino a cinque giorni dopo l’inizio della malattia e può avere complicanze (encefalite, polmonite e otite media).

Per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è fondamentale ricordare che il morbillo e la varicella possono portare a gravi complicanze, come purtroppo testimoniano i i casi descritti. E la prima difesa nasce innanzitutto dall’essere informati e dal conoscere.

8 luglio 2013 0

Istituita a Marcianise la Compagnia dei Carabinieri

Di admin

Nel corso mattinata è stato dato avvio alle attività della neo istituita Compagnia Carabinieri di Marcianise (CE), la cui giurisdizione comprende tutto l’hinterland marcianisano e quello atellano, con la sua vasta zona industriale. In particolare detta Compagnia Carabinieri avrà competenza territoriale sui comuni di Marcianise, San Nicola la Strada, Orta di Atella, Gricignano d’Aversa e Sant’Arpino, nei cui territori sono già presenti i Comandi Stazione. Oltre agli uffici, l’edificio comprende anche 8 alloggi di servizio. Saranno più di 100 i militari effettivi al nuovo reparto agli ordini del Capitano Nunzio CARBONE. La cerimonia di inaugurazione ed l’intitolazione della Caserma, che avrà luogo in una fase successiva, avverrà alla presenza di autorità militari, civili e religiose.

8 luglio 2013 0

Sicurezza in mare, primi “bollini blu” rilasciati a Gaeta

Di admin

E’ la novità più gradita dai diportisti in questa stagione estiva: il “bollino blu”. Si tratta di un tagliando adesivo che verrà rilasciato ai quei diportisti risultati in regola a seguito dei controlli di routine, in materia di sicurezza della navigazione effettuati in mare dalle unità della Guardia Costiera e delle altre forze di polizia interessate all’iniziativa. Tali verifiche riguarderanno le dotazioni di sicurezza, la validità dei documenti ed il versamento della tassa di possesso e degli obblighi assicurativi. Ciò consentirà di aumentare l’efficienza dei controlli, riducendo, al contempo, la duplicazione degli stessi. Tale innovazione, consentirà a chi vigila a mare sulla sicurezza di “riconoscere”, tramite proprio questo bollino blu affisso in posizione ben visibile sullo scafo, i diportisti già in regola o comunque già sottoposti a verifiche. Insieme al tagliando adesivo, sarà rilasciato un verbale di ispezione che dovrà essere tenuto a bordo in originale e mostrato eventualmente alle forze operanti in mare, che potranno astenersi dall’eseguire il controllo all’unità già in possesso del “bollino”. E proprio oggi gli uomini della Guardia Costiera di Gaeta hanno rilasciato i primi “bollini blu”: sono stati 5 i diportisti “virtuosi” verificati che, al termine delle attività, hanno ottenuto tale nuova forma di “certificazione”. Questa attività, si incardina nell’ambito della nota operazione “Mare Sicuro 2013”, già iniziata negli ultimi giorni di giugno scorso e che continuerà ad impegnare uomini e mezzi della Guardia Costiera fino al mese di settembre. A tal proposito, come sempre, si ricorda che per ogni emergenza in mare è sempre attivo, 24 ore su 24, il numero blu 1530, gratuito da tutta Italia.

8 luglio 2013 0

Furto in un supermarket Conad, arrestati dalla polizia tre campani . La Polstrada, scopre la refurtiva nascosta nel motore

Di redazionecassino1

Sono circa le due di notte quando la sala operativa diffonde via radio,a tutte le pattuglie in servizio sul territorio, la nota relativa ad un furto appena consumato presso un supermercato Conad di Cassino.

Vengono predisposti immediatamente controlli più serrati presso le arterie stradali possibili vie di fuga.

 Una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Cassino, nel corso di un posto di controllo, nelle adiacenze del casello autostradale della città, ferma una Fiat Panda con a bordo tre uomini.  Gli occupanti mostrano da subito nervosismo destando sospetti negli agenti.

I tre, tutti campani, con numerosi precedenti penali a carico, non sono in grado di fornire motivazioni convicenti sul perché si trovino in provincia.

I poliziotti decidono a quel punto di ispezionare anche l’auto trovando occultato nel vano motore dell’auto uno zaino all’interno del quale vi sono banconote per un importo pari a 1.000 euro, attrezzi atti allo scasso, tre passamontagna e guanti di colore nero.  Il quadro appare ormai chiaro agli agenti quando la sala operativa li notizia che da un primo sopralluogo presso il supermermercato  il propritario ha constatato l’ammanco proprio di una somma di denaro di importo pari  a quella rinvenuta, custodita all’interno di un ufficio dello stesso esercizio commerciale.

La visione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza consente altresì di verificare che ad effettuare il furto sono stati proprio tre uomini col volto travisato dal passamontagna indossato.

I tre  partenopei sono stati assicurati alla giustizia e dovranno rispondere di furto aggravato in concorso.

 

 

 

 

 

 

 

8 luglio 2013 0

Abitazioni occupate: ipotesi sgombero

Di redazionecassino1

Da Francesco Trupiano “Una buona idea” riceviamo e pubblichiamo.

<La legalità deve essere il principio basilare a cui ogni comunità deve appellarsi . Ma, la comunità, ha il diritto di essere rappresentata e difesa dai proprio amministratori> . A parlare è Francesco Trupiano, uno dei ragazzi di “Una buona Idea”, il quale, prima di ogni commento o proposta sul tema intende chiarire la sua posizione e soprattutto quella di tutti i ragazzi di “Una buona idea”:  <Non vogliamo assolutamente strumentalizzare il problema  -afferma Trupiano-  né, tantomeno, sovrapporci al lavoro dell’amministrazione che ha il diritto – dovere di poter lavorare serenamente sul caso. Questioni delicate come queste vanno sollevate e, soprattutto, affrontate con spirito collaborativo e profonda concertazione. Detto questo, leggendo alcuni commenti del primo cittadino subito dopo l’occupazione dello stabile da parte delle 15 famiglie, nei quali si parlava di “sgombero inevitabile”, noi dell’associazione siamo, per così dire, “saltati dalla sedia”. La legalità, come detto, è il punto di partenza di ogni azione sociale, ma, nel caso specifico, un’amministrazione ha il dovere di fare tutto il possibile affinchè un problema umano di questa portata, perché di questo si parla, venga risolto a favore di quelle persone, di quelle famiglie, di quei bambini, tanti, che rischiano di non avere più un tetto sotto il quale dormire. Ecco perché, noi di “una buona idea” vorremmo lanciare una proposta, molto semplice, forse troppo vista la “cecità” dell’amministrazione a riguardo: Auspichiamo che il Sindaco Petrarcone chieda un incontro con il Ministro della Difesa Mauro, proponga un protocollo d’intesa con il Ministero per farsi affidare la palazzina e riqualificarla in nuclei abitativi da assegnare a quelle famiglie che oggi rivendicano una casa. Altrimenti, in caso contrario, pretenda il pagamento dell’Imu al Ministero sull’immobile e, se inagibile, applichi l’aliquote al 50 per cento come previsto dalla legge. Noi speriamo – continua Trupiano – che queste proposte vengano accolte, partendo dal presupposto che battaglie di questo tipo non hanno e non possono avere un colore politico>.

 

Francesco Trupiano (Una buona idea)

8 luglio 2013 0

Atina festeggia la regina delle tavole italiane: la pizza

Di redazionecassino1

Sarà una festa tutta dedicata al piatto più tipico del bel Paese quella di domani.

 Infatti, domani sera (9 luglio), dalle 21, in piazza Volsci, a Ponte Melfa, sarà di scena la “Festa della pizza”, un evento gustosissimo organizzato da  Comune e Pro Loco di Atina, in collaborazione con Molino Iaquone.

Ma, oltre a poter gustare le  prelibate pietanze preparate dall’Osteria dei Mugnai,  pizzeria Connection e ristorante Melfa, si potrà assistere al concorso di bellezza “Miss Stella del Mare”, un’iniziativa che vedrà protagoniste le ragazze più belle del territorio, che scenderanno in gara per contendersi lo scettro di “regina” della Valcomino.

 Successivamente, avrà luogo il concorso di balli di gruppo, organizzato dall’associazione  Revolution Dance.

Domani, invece, per l’ultima serata della kermesse gastronomica, l’atteso concerto dei  Lehonora. Insomma, l’estate atinate prosegue senza battute di arresto e all’insegna del divertimento grazie alle numerose iniziative inserite nel fittissimo calendario messo a punto dall’amministrazione comunale, capitanata dal sindaco Silvio Mancini.

8 luglio 2013 0

La Consulta per l’ambiente denuncia il degrado e i rifiuti a cielo aperto ovunque

Di redazionecassino1

Da ‘La Consulta per l’ambiente’ di Piedimonte S. Germano riceviamo e pubblichiamo.

La “Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano”, constatato il ripetersi di segnalazioni di numerosi cittadini in merito al degrado in cui versa la Via Volla – Distretto Asi (Circondario Fiat) in prossimità dell’impianto di raccolta differenziata (EcoCentro), in cui le strade di comunicazione a causa dell’abbandono incontrollato di rifiuti di vario genere (residui e scarti di materiale edile, sanitario e domestico), versando in condizioni non idonee, stanno provocando problemi di natura ambientale, di decoro urbano, d’incolumità per i cittadini e di salute pubblica, segnalando alle autorità (Sindaco, Assessore alla Manutenzione, Assessore all’Ambiente ed al Responsabile dell’Ufficio Tecnico) preposte, la necessità nell’immediato di completa e totale bonifica del sito in questione. E’ proprio il Codice della Strada (all’Art. 14) che dice agli Enti proprietari delle strade (allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione) di provvedere “alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi; al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze; alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta”. Inoltre, incombe allo stesso proprietario o concessionario (l’Ente Comunale) della strada, far rispettare quanto prescrive il “Codice della Strada” in materia di abbandono e rimozione dei rifiuti lungo la propria viabilità di competenza; dove il fenomeno dell’abbandono di rifiuti lungo le strade provinciali, statali, comunali e vicinali, è diventato di proporzioni preoccupanti. La “Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano”

8 luglio 2013 0

Salute ed estetica. Il forellino per gli orecchini non sempre è senza rischi

Di redazionecassino1

 Da Giovanni d’Agata riceviamo e pubblichiamo.

Troppo spesso si sottovalutano piccoli rischi del quotidiano poiché alcune abitudini o prassi diventano così consolidate nel tempo e diffuse che ogni problema anche potenziale, diventa secondario o addirittura percepito come insussistente. Ma noi, spiega Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, periodicamente vogliamo informare i cittadini a prestare maggiore attenzione anche a tali gesti o comportamenti, perché la conoscenza dei problemi e l’educazione, ci possono far evitare conseguenze negative e comunque preventivabili.

In tal senso, millenni di storia – per quello che è ormai diventato negli ultimi decenni un must unisex, mentre prima era quasi esclusivo appannaggio degli ornamenti delle donne, il classico forellino nel lobo delle orecchie per poter infilare gli orecchini – ci hanno portato a considerare questa pratica come assolutamente innocua e senza alcun tipo di conseguenza per la salute e a sottovalutare i rischi d’infezione o di allergie che sono sempre, in realtà, dietro l’angolo.

È vero che il foro è quasi sempre il risultato di un intervento rapido, semplice e in genere indolore, ma poiché comunque consiste in una procedura invasiva, per quanto ridotta al minimo, può causare fastidiosi infiammi e pruriti poiché quel piccolo buco è pur sempre una porta d’ingresso per germi e batteri ed il punto di contatto immediato e diretto della nostra pelle con materiali non sempre anallergici. Di conseguenza, è necessario che sia garantita la sterilità degli oggetti che vengono a contatto con l’epidermide. E ed è ovvio, che non è bene procedere con il fai-da-te, ma bisogna affidarsi a personale qualificato.

Ci sono persone che sono allergiche ai metalli e in particolare ad alcuni tipi di metalli, che possono contenere leghe di argento e nichel, che magari sono mal tollerate. Se nel giro di poche ore si ha una sensazione di irritazione o si ha prurito e la pelle si arrossa, allora ci si trova di fronte ad una classica dermatite da contatto.

Per evitare questo tipo di disturbi, bisogna stare attenti ad usare orecchini con la scritta “nichel free” oppure di oro, che è un metallo che genericamente non comporta intolleranze, anche se ciò non è vero sempre e per tutti. Dunque, fatto il forellino, bisogna usare orecchini sterilizzati e monouso, cioè non bisogna scambiarseli.

Inoltre, è da considerare una possibilità per quanto non remota che residuino delle cicatrici,  specie quando i fori non siano stati eseguiti correttamente. Ed invero, in una bassa percentuale di persone, nel punto dove è stato eseguito il foro, può comparire una formazione anomala di tessuto, detta anche cheloide. Queste cicatrici sono piccole e non creano particolari disturbi, ma sono antiestetiche e possono comparire in quelle persone che hanno vasi sanguigni fragili. I dermatologi consigliano di evitare di effettuare forature se sono presenti esiti cicatriziali anomali in altre sedi del corpo.

Per ciò che concerne l’età, non vi sono differenze a seconda che si tratti di bambini o adulti perché  i rischi sono uguali. La più alta frequenza di esiti cicatriziali o reazioni infiammatorie o allergiche nei più piccoli sta nel fatto che tra di essi è una pratica molto più diffusa.

È noto, infatti, che in certe zone dell’Italia, ma anche di altri Paesi è una tradizione che affonda le radici nel remoto passato forare i lobi delle orecchie alle bambine fin da neonate. Questo dovrebbe far riflettere i genitori a prestare maggiore attenzione, perché i bambini si muovono, si grattano e possono ferirsi più facilmente degli adulti. Ciò deve comportare una maggiore consapevolezza nella pratica, prestando una maggiore attenzione a chi ci si affida, al rispetto di alcune norme igienico-sanitarie basilari per evitare piccole conseguenze per la salute che comunque sono preventivabili. È buona prassi, in tal senso che tutta la zona del lobo e la parte posteriore dell’orecchio siano disinfettate con cura, indossando una mascherina e guanti sterili.

Anche la sterilizzazione è un aspetto fondamentale al fine di eliminare o ridurre al minimo i rischi d’infezione: non basta l’alcol perché come ormai (quasi) tutti sappiamo non garantisce l’eliminazione completa di batteri e germi. È buona prassi, pulire quotidianamente la zona con garza sterile imbevuta di acqua ossigenata. Nei primi giorni non sarebbe male applicare anche una crema antibiotica e non togliere l’orecchino fino a quando la ferita non si è rimarginata.

Un ultimo consiglio: è bene dormire senza orecchini perché una volta che la ferita si è cicatrizzata, l’aria che circola all’interno del foro diminuisce la possibilità d’infiammi. Va ricordato che comunque all’interno del foro può verificarsi un ristagno di germi a causa della mancanza di una sana e profonda igiene di tutta la zona. L’igiene personale e quotidiana, come al solito, ci aiuta a vivere meglio.

8 luglio 2013 0

“Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi”

Di redazionecassino1

Da Ina Camilli del gruppo “Consulta le donne” riceviamo e pubblichiamo

Siamo un Paese fortemente indebitato, che non ha ancora trovato la via per uscire dalla crisi e dare una prospettiva ai giovani, alle donne ed agli anziani; su di loro il costo della crisi economica e del mercato del lavoro ricade in modo da comprometterne il futuro, di cui non si sentono  protagonisti.

Negli anni ’50 la crescente mobilità dei ceti sociali ha consentito a quelli meno abbienti di avvalersi dell’ “ascensore sociale”, un processo virtuoso che consentiva ai più tenaci e bravi di superare le modeste condizioni socio-culturali di partenza della famiglia di origine, transitando dalla classe povera a quella medio-borghese.

Oggi gli studenti e i precari soffrono davvero la crisi, si sentono accerchiati, imprigionati, immobilizzati, mentre altre classi sociali, al massimo, la temono; la differenza per i nostri figli non è solo una percezione, è la decisione di restare o partire e comunque di resistere.

In Italia il conseguimento della laurea è ancora condizionato dalle caratteristiche sociali, geografiche (nord-sud), economiche e culturali della famiglia di provenienza, perchè la selezione avviene ancora alla nascita.

Nella nostra recente storia il figlio di operai e contadini, base della piramide sociale, se voleva migliorare la sua condizione di vita poteva puntare sullo studio, sul merito e, attraverso l’impegno personale, realizzava il suo riscatto sociale; il meccanismo dell’ “ascensore” gli garantiva la possibilità di non restare ai nastri di partenza e di affermarsi professionalmente. Questo processo di cambiamento di status e di integrazione tra le diverse classi sociali, accompagnato da una elaborazione culturale, ha prodotto un elevato beneficio per il singolo e per la collettività.

Oggi i dati Ocse ed Eurostat mettono in evidenza che solo il 9% degli universitari proviene da famiglie in cui i genitori non sono laureati, situazione che, in prospettiva, preclude loro l’accesso ai livelli più elevati della società.

Per contro, una elevata percentuale di genitori può trasmettere ai propri figli, insieme al patrimonio ed al reddito, anche la professione e questo si ripercuote sulla mobilità sociale delle giovani generazioni, con effetti negativi per i meno abbienti, perchè crescono le iniquità e la ricchezza non si redistribuisce.

Si può non essere d’accordo, e molti infatti credono che in queste condizioni sia inutile studiare, laurearsi e specializzarsi, ma per le classi deboli l’istruzione, la Scuola, la formazione, l’Università, le competennze, i saperi, sono e restano ancora l’ “ascensore sociale”,  moltiplicatore di opportunità. La vera “trappola” per il futuro degli italiani è l’ignoranza e la condizione sociale di provenienza.

Le classi deboli non sono solo quelle che abbiamo conosciuto storicamente; i soggetti deboli sono i giovani, gli studenti, le donne, ma anche i professionisti, i tecnici, gli autonomi, cioè tutti coloro che oggi non si sentono più uomini liberi e che sono diventati precari, sono stati buttati ai margini del mercato del lavoro, espulsi dal mondo produttivo, per mancanza di riqualificazione, per età, per perdità di opportunità, ecc.

Anche la ripresa economica, che presto o tardi ci sarà, verrà sopportata dalle giovani generazioni, perchè, non essendo essi nei fatti una priorità, le misure governative e parlamentari andranno a sostenere altre categorie, altri settori, altri interessi; del resto nessuno pensa ad una vera riforma per rimettere in funzione l’ “ascensore sociale” e farlo ripartire.

Ormai da tempo l’Italia è travagliata da forti malesseri, è aggredita da un male che l’ha indebolita nelle sue fondamentali basi, come il declino e insieme il superamento della classe media, così faticosamente affermatasi nel dopoguerra.

Nonostante il grave stato in cui versa il Paese mancano riforme strutturali per sostenere l’occupazione dei giovani e delle donne e per contrastare l’evasione fiscale; le grandi ricchezze sono sempre più prospere, le ingiustizie sociali e giudiziarie sempre meno sopportabili; il nord sempre più vicino all’Europa e il sud sempre più illegale; la sfiducia si è dilatata al punto che per credere che le cose miglioreranno dobbiamo parlare continuamente di ripresa, di stabilità e di rilancio.

Tutti sappiamo che gli italiani salveranno l’Italia, attraverso la partecipazione ed il senso di responsabilità, perchè abbiamo chiaro che dobbiamo fare affidamento su noi stessi, anche quando la vita ci chiede troppo, oltre le nostre possibilità. Proprio quando gli altri non ci chiedono più nulla, dobbiamo dare di più e credere tenacemente come hanno creduto coloro che, prima di noi, hanno reso il nostro Paese libero e democratico. Oggi “non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi”.