Giorno: 10 luglio 2013

10 luglio 2013 0

Due gommoni carichi di migranti soccorsi nel canale di Sicilia, tutti salvi

Di admin
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Due imbarcazioni sono state localizzate nel Canale di Sicilia a circa 100 miglia da Lampedusa. La comunicazione satellitare, giunta alle autorità italiane, ha riportato due barconi, uno con 167 e l’altro con 42 persone a bordo, nel Canale di Sicilia in avvicinamento alle coste italiane. La prima imbarcazione, delle due segnalate alle autorità italiane, è stata raggiunta da Nave Cigala Fulgosi. Ventotto le persone a bordo di cui una donna, tutti apparentemente in buone condizioni di salute. Il natante, apparso subito in condizioni di gallegiabilità molto critiche, sgonfio nella parte poppiera, ha indotto il Comandante di Nave Cigala Fulgosi, capitano di fregata Massimo Lauretti, a dichiarare l’emergenza e prendere a bordo tutti i migranti. Il gommone è stato avvicinato dalle idrobarche del Pattugliatore della Marina Militare e dopo aver distribuito a tutti i naufraghi un salvagente, si è proceduto al trasbordo in sicurezza. Il secondo natante, che si trovava a circa 100 miglia da Lampedusa e a 25 miglia da Nave Cigala Fulgosi già intenta a soccorrere il primo dei due natanti localizzato, è stato raggiunto da una motovedetta della Capitaneria di Porto, la CP322, e tutti i migranti presenti a bordo sono stati tratti in salvo. Ottanta persone a bordo, tra cui donne e bambini, tutti apparentemente in buone condizioni di salute. In totale sono 108 i migranti recuperati nelle ultime ore dalle unità della Marina Militare. Una sinergia messa in campo dall’unità della Squadra Navale e dalla Capitaneria di Porto di Lampedusa.

10 luglio 2013 0

Ferito in alta montagna ad Esperia, salvato con un elicottero dei vigili del fuoco

Di redazione

Stavano andando a controllare una mandria di mucche sui monti di Esperia, quando uno dei due, si è slogato la caviglia. L’allarme é scattato oggi pomeriggio quando ai vigili del fuoco di Cassino é arrivata una richiesta di soccorso. I due 30enni erano in alta montagna e, con il ferito in condizioni tali da non poter camminare. Inevitabile, quindi, l’utilizzo di un elicottero che, partito da Roma, é arrivato sul posto, calandosi e recuperando entrambi gli escursionisti.

10 luglio 2013 0

Detenzione illegale di arma alterata e di munizionamento e materiale esplodente, i carabinieri arrestano un 51enne a Roccaromana

Di admin

Nel corso della notte, in Roccaromana, fraz. Statigliano (CE), i Carabinieri del Comando Stazione di Pietramelara (CE) agli ordini del Maresciallo A. s.UPS MARIANO Pasquale, comandante della stazione, hanno tratto in arresto per detenzione illegale di arma alterata e di munizionamento e materiale esplodente (polvere da sparo) DE CESARE Giovanni, cl. 62 del posto. L’uomo, nel corso di una perquisizione eseguita presso la propria abitazione è stato trovato in possesso di 800 gr. circa di polvere da sparo, nr. 1 (una) cartuccia per pistola cal. 7,65, nr. 1 (una) cartuccia per pistola cal. 32 s&w, nr. 2 (due) cartucce artigianali a palla per fucile cal. 36 e nr 1 (una) cartuccia da determinare, il tutto illegalmente detenuto dal suindicato. La perquisizione, poi estesa al veicolo ad egli intestato e parcheggiato sul terreno adiacente lo stabile di sua proprietà ha consentito ai militari dell’Arma di rinvenire, ben occultato nel vano motore, un fucile a canne mozze cal. 12, non denunciato, alterato anche nel calciolo, in modo da aumentarne la potenzialità e rendere più agevole l’uso e l’occultamento. In virtù di quanto rinvenuto ed illegalmente detenuto, al DE CESARE sono stati sequestrati ulteriori nr. 7 (sette) fucili uso caccia, regolarmente denunciati e nr. 100 cartucce, vario calibro, legalmente detenute. Nel corso dell’attività, a seguito di denuncia-querela presentata dalla moglie 46enne e dalla figlia 25enne, conviventi, il De Cesare veniva deferito anche in Stato di Libertà per presunta violazione del reato previsto dall’art. 612 bis c.p. (atti persecutori) poiché, secondo quanto denunciato dalle due donne costui, per futili motivi, in più circostanze, le avrebbe minacciate, anche con l’uso delle armi. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di S. Maria Capua Vetere.

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La Segreteria Provinciale di Sel: “Il Cosilam e’ parte di un sistema, quello degli Enti intermedi, che va profondamente rivisto”

Di admin

Dalla Segreteria Provinciale di Sel riceviamo e pubblichiamo: “Il Cosilam e’ parte di un sistema, quello degli Enti intermedi, che va profondamente rivisto riducendo i costi e semplificando le procedure”, così una nota a firma della Segreteria provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Sindaco di Cassino circa il ruolo del Cosilam. È tempo di mettere mano a una profonda riforma dei c.d. Enti intermedi che, almeno nel nostro territorio, sono stati nella gran parte dei casi, sinonimo di sprechi, clientele e scarsi risultati. Cosilam, Società Aeroporto, Interporto, Consorzi di Bonifica, Comunità Montane, Asi e Consorzi dei Servizi Sociali sono strutture da riformare e adeguare a una realtà che è profondamente cambiata negli ultimi anni. Rispettiamo la legittima posizione del sindaco Petrarcone sul Cosilam ma ci aspettiamo analogo rispetto per la nostra altrettanto legittima posizione, sostenuta tra l’altro da dirigenti impegnati ogni giorno sul territorio e nelle istituzioni a valorizzare il buon lavoro, le politiche innovative e i progetti dell’amministrazione di Cassino. Sel resta convinta che il Cosilam sia un Ente da chiudere, non solo perché rappresenta una inutile duplicazione dell’Area Sviluppo industriale, caso unico nella Regione Lazio, ma anche perché, in concreto, ha dimostrato di non essere all’altezza delle sfide del territorio cassinate. Questa posizione sul COSILAM è parte fondante dell’azione politica di SEL e quindi condivisa da tutta la nostra comunità. Ci conforta infine sapere che la posizione di Sel sia ampiamente condivisa dalla Giunta Zingsretti che presto discuterà di una riforma generale degli Enti intermedi nel senso da noi auspicato e fortemente voluto dai cittadini della Regione Lazio, conclude la nota la Segreteria Provinciale: Marco Procino Giuseppe Fortuna Valentina Adiutori

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Domani benedizione della nuova statua in bronzo rappresentante San Benedetto collocata all’esterno dell’abbazia di Montecassino

Di admin

Domani, 11 luglio, festa liturgica di San Benedetto, dopo il solenne pontificale che sarà celebrato in basilica alle ore 10,30 e presieduto dal Presidente della Congregazione Sublacense-Cassinese D. Bruno Marin, alle 11,30 ci sarà la cerimonia di benedizione della nuova statua in bronzo rappresentante San Benedetto, opera dell’artista bergamasco Nino Galizzi (1891-1975), collocata all’esterno dell’abbazia (oltre il parcheggio riservato ai pullman) come ad accogliere i pellegrini. L’opera fu eseguita nella piena maturità dell’artista, nei primi anni del ’60. Galizzi era particolarmente affascinato  dalla personalità del Santo tanto che scrisse anche un libriccino dal titolo appunto: San Benedetto da Norcia. L’opera fu commissionata dall’Ente EUR e, pare, destinata al Palazzo della Civiltà del Lavoro. È giunta a Montecassino grazie a una donazione di privati.

Cenni biografici dell’artista Nino Galizzi (Bergamo 1891-1975), scultore; studiò alla Scuola d’Arte “Andrea Fantoni” e alla Scuola dell’Accademia Carrara. Combatté sui fronti della guerra 1915-18. Nel 1923 partecipò alla Quadriennale di Torino, esponendo accanto alle opere dei maggiori artisti del tempo: Carrà, Casorati, De Chirico, Soffici. Dopo i soggiorni a Roma e a Parigi si stabilì a Milano, dove prese parte attivamente al clima artistico culturale del Novecento. Fra i suoi numerosi lavori vanno ricordati: Giustizia di Bruto, grande altorilievo per il Palazzo di Giustizia di Milano; San Benedetto, statua bronzea nel Palazzo della Civiltà del Lavoro all’E.U.R.; Italia etrusca e Italia romana, statue in bronzo per il Palazzo delle Poste di Bergamo; due grandi rilievi marmorei sull’ingresso del Palazzo degli Uffici Statali di Bergamo; Cristo orante, bronzo, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, transetto di sinistra.

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Pappagallino scappa di casa a Cassino, la proprietaria: “Vi prego, Aiutateci a ritrovarlo”

Di redazione

“Se qualcuno l’avesse ritrovata, vi prego, ridatemela”. É l’accorato appello della signora Ida di Cassino che da un mese e mezzo sta cercando Lola, il pappagallino con cui viveva da almeno sette anni. Si tratta di una Calopsite femmina smarrita nei pressi di Via Volturno, in prossimità dell’ufficio di collocamento. Dal 7 giugno, il volatile che viveva libero nella casa della donna, spaventato da qualcosa, é scappato. É rimasto per qualche tempo su un vicino albero e neanche l’intervento dei vigili del fuoco é servito a recuperarlo. Scappata dall’albero, non si é piú vista. “É docile e si fa prendere in mano, sono certa che qualcuno l’ha presa. Vi prego – esorta la signora Ida – sto malissimo senza di lei”. In caso di avvistamento o per chi l’ha trovata chiami gentilmente la signora Ida al numero 3481121006. Er. Am.

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I finanzieri sequetrano 4,5 milioni di euro a Vincenzo Schiavone, imprenditore della sanità privata del litorale domitio

Di admin

Oggi militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, Terza Sezione – Reati di Criminalità Economica, hanno eseguito il sequestro di disponibilità bancarie e beni immobili appartenenti a Vincenzo Schiavone, noto imprenditore della sanità privata del litorale domitio (operante nel settore delle strutture sanitarie accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale), per il valore complessivo di circa 4,5 milioni di Euro. Il sequestro è stato disposto dal G.1.P. presso il Tribunale di Napoli all’esito di una complessa attività investigativa, che ha consentito di clisvelare un complesso e sofisticato disegno elusivo incentrato su una “girandola” di atti e negozi artificiosi, escogitati e realizzati in più fasi temporali allo scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva avviata nei confronti della “Clinica Salus S.r.l.”, già titolare della struttura ospedaliera di Mondragone (CE) nota in passato come “Clinica Salus” e attualmente denominata “Clinica Padre Pio”, per debiti verso l’Erario ed Enti pubblici (dati principalmente da imposte sul reddito e contributi previdenziali). Le condotte fraudolente poste in essere dal dominus Vincenzo Schiavone con il concorso dei suoi stretti collaboratori Eliseo kzo e Costantino Salvatore Tennerello traggono origine dalla progressiva acquisizione, da parte del “La Nuova Domiziana S.p.A.” riconducibile allo stesso Vincenzo Schiavone, del 100% del capitale sociale della citata Clinica Sal us S.r.l. Successivamente, dopo aver investito nel triennio 2003-2006 un importo complessivo di oltre 3,6 milioni nella Clinica Salus S.r.l., in data 12 dicembre 2006 La Nuova Domiziana S.p.A. ne trasferiva le quote sociali – per l’importo di soli 10.000 € – a una società neo-costituita denominata “Findo S.r.l.”, formalmente di proprietà di soggetti indipendenti ma nella sostanza riconducibile allo Schiavone. Dopo aver “monetizzato” nell’ottobre 2007 tutti i crediti vantati nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale, cedendoli a una primaria società di leasing e làctoring, la Clinica Salus S.r.l., gravata dei citati debiti verso l’Erario ed Enti pubblici per un ammontare complessivo pari a circa 4,5 milioni E, nel gennaio 2008 cedeva la convenzione stipulata con il medesimo S.S.N. a una società appositamente costituita, la “Padre Pio S.r.l.”, anch’essa di proprietà del La Nuova Domiziana S.p.A., evitando di operare una cessione d’azienda o di ramo d’azienda, così da celare la naturale continuità dell’attività aziendale con l’acquirente Clinica Padre Pio S.r.l. Una volta svuotata di tutti gli assets, la Clinica Salus S.r.l. è stata dapprima oggetto di due trasferimenti di proprietà a favore di altrettanti prestanome e, nell’aprile 2008, è stata fusa per incorporazione nella società inglese “Hibiscus Healthcare Limited”, poi cancellata nel maggio 2009 dal registro delle imprese inglesi, a definitiva dimostrazione della fraudolenta strumentalità dell’intero complesso di operazioni societarie descritte. I reati contestati agli indagati sono la “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”, di cui all’art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000, relativamente ai debiti per imposte sui redditi, nonchè “truffa aggravata”, di cui all’art. 640, secondo comma, del codice penale, relativamente agli altri debiti (soprattutto per contributi previdenziali) nei confronti di vari enti pubblici.

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Incidente tra sette auto un furgone e un tir sull’A1 tra svincolo Torrenova e Gra, quattro persone ferite

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Autostrade per l’Italia comunica che alle ore 12:20 circa sulla Diramazione Roma Sud della A1 è stato riaperto il tratto tra lo svincolo di Torrenova e l’allacciamento con il G.R.A. in direzione G.R.A., precedentemente chiuso a causa di un incidente avvenuto all’altezza del km 17+500 in cui sono rimaste coinvolte sette vetture, un furgone e un mezzo pesante. A seguito dell’incidente quattro persone sono rimaste ferite e si è reso necessario l’intervento dell’eliambulanza. Attualmente (ore 12.30) tutte le corsie sono disponibili al traffico e si registrano code di circa 2 km in direzione G.R.A. Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità sono diramati su RTL 102.5 FM, ISORADIO 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV INFOMOVING in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21

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Incendiano una Fiat 500 pensando fosse l’auto di un uomo con il quale avevano discusso, quattro persone denunciate

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Quattro uomini, questa notte, a Sambuceto, hanno prima tentato di incendiare, non riuscendovi, il portone d’ingresso dell’abitazione di un 53enne con il quale, poco prima, avevano avuto un’accesa discussione e, poi, hanno dato alle fiamme una Fiat 500 parcheggiata in strada pensando, erroneamente, che si trattasse della sua auto. L’uomo, infatti, li aveva sorpresi mentre armeggiavano davanti casa sua ed era intervenuto per allontanarli. I quattro, tutti di Pescara, di età compresa tra i 17 ed i 41 anni, noti alle Forze dell’Ordine, dopo essere andati via sono ritornati con del liquido infiammabile. La loro presenza non è sfuggita, questa volta, ad alcuni residenti che, capite le loro intenzioni, hanno subito avvertito il 112. Immediato l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Sambuceto e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Chieti che sono riusciti a bloccarli prima che fuggissero. La Fiat 500 è andata completamente distrutta e per domare le fiamme è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Nei confronti dei quattro uomini è scattata una denuncia in stato di libertà con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio. Durante le procedure di identificazione i Carabinieri hanno scoperto che uno di loro, il 41enne, era in atto sottoposto alla detenzione domiciliare presso la sua abitazione di Pescara e, pertanto, lo hanno arrestato con l’accusa di evasione. L’uomo, questa mattina, è stato processato con rito direttissimo presso il Tribunale di Chieti ed il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto la sua custodia cautelare in carcere.

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Rapine in villa, proprietari picchiati da due minorenni stranieri arrestati durante caccia all’uomo

Di admin

Hanno assaltato la villa rapinando e pestando i proprietari. É accaduto a Frosinone dove due malviventi minorenni rumeni sono stati rintracciati dopo un a rocambolesca caccia all’uomo favorita da Urss, un efficace cane poliziotto. I due, nel corso della notte, si sono introdotti nell’abitacolo e della parte bassa della città sorprendendo a letto il padrone di casa, un 58enne, costretto a colpi di bastonate a dare loro soldi. Stessa sorte per la donna, una 52enne raggiunta in cucina e picchiata. Poi, insospettiti dal trambusto, i vicini hanno lanciato l’allarme e i due sono scappati nei campi prima dell’arrivo delle volanti della polizia. Le indagini di polizia scientifica, peró, permettono di risalire agli autori della tentata rapina e gli agenti decimo di fare irruzione in un casolare abbandonato in campagna dove da informazioni assunte, si sapeva, trovavano rifugio i due giovani malviventi. Alla vista degli agenti, peró, i due, con altri componenti della banda,riescono a scappare nelle campagne tranne uno, subito immobilizzato. La fuga del secondo straniero, però, si interrompe in un fosse, nascosto sotto a fango e foglie, nascondiglio non sufficiente per fuggire al fiuto di Urss. Quindi viene arrestato e sul loro conto si sta indagando anche per trovare legami con altri episodi avvenuti in zona.

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