Giorno: 26 luglio 2013

26 luglio 2013 0

A Latina muore per un malore e il cagnolino gli mangia la faccia

Di redazione
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Giallo subito “scolorito”, a Latina quanto, nella tarda mattinata, un condomino di via Paganini ha visto la tenda del suo balcone colorarsi del sangue che colava dal piano superiore. Ha quindi allertato la polizia e gli agenti non hanno tardato a fare irruzione nell’appartamento di G.D.R. 73enne, dal quale colava il sangue. Lo hanno trovato morto sul balcone con il volto sfigurato tanto che inizialmente si è pensato ad una aggressione finita con una accettata. Dopo una più accurata indagine medico legale, invece, si è scoperto che l’uomo, tornato dalla passeggiata con il suo cane, un barboncino, ha accusato un malore e cadendo avrebbe riportato una ferita al volto dal quale sarebbe uscito sangue. Ucciso dal malore, il 73enne è rimasto solo in casa con il suo cagnolino che, alla vista del sangue, gli avrebbe mangiato parte del volto.

26 luglio 2013 0

Bimbo di 18 mesi prigioniero di auto sotto il sole a Formia, intervengono i pompieri

Di redazione

Paura, questa mattina a Formia, per la giovane mamma di un bimbo di 18 mesi. La donna aveva appena trovato parcheggio in via del Mare quando ha estratto la chiave di accensione dal cruscotto lasciandole sul sedile. Ha chiuso quindi la portiera del guidatore con l’intenzione di aprire quella posteriore e prendere il figlioletto dal seggiolino. Non appena chiusa la portiera, però, è improvvisamente scattata la chiusura automatica delle portiere e dei finestrini. La donna si è ritrovata fuori dalla vettura, senza chiavi, mentre il piccolo prigioniero nell’abitacolo con la temperatura in aumento per via del cocente sole. Inevitabile è stato chiedere l’intervento dei vigili del fuoco di Gaeta che arrivati sul posto, hanno forzato la portiera più lontana dal piccolo, liberandolo e restituendolo, in buone condizioni, alle cure della madre che, nel frattempo, è stata colta da un leggero malore per via del panico.

26 luglio 2013 0

Protesta interrotta alla Casa dello Studente, Laziodisu “Noi non c’entriamo” e l’ente media tra manifestanti e aziende

Di redazione

“Il commissario straordinario di Laziodisu Carmelo Ursino questo pomeriggio si è recato a Cassino, presso la ‘casa dello studente’ di via Folcara, dove da questa mattina era in corso una protesta di due lavoratori di una ditta che ha lavorato in subappalto per la realizzazione della struttura. Laziodisu ha di fatto liquidato quanto dovuto alla ditta vincitrice del bando per la realizzazione della ‘Casa dello studente’. Il mancato pagamento dei lavori in subappalto non è dunque responsabilità dell’ente, ma configurabile come un contenzioso tra soggetti privati. Il commissario straordinario Ursino, che ha manifestato la sua totale solidarietà ai lavoratori, si è messo a disposizione per trovare una soluzione alla grave emergenza e, dopo un colloquio con i lavoratori stessi, che hanno deciso di interrompere la protesta, ha convocato una riunione con tutti gli attori interessati, per lunedì prossimo 29 luglio”. Foto Alberto Ceccon

26 luglio 2013 0

Da un anno e mezzo senza stipendio, operai portestano sul tetto di Laziodisu a Cassino

Di redazione

Due operai di un’azienda molisana consorziata per la realizzazione di alcuni lavori per conto della Laziodisu a Cassino, sono saliti sulla palazzina della stessa Laziodisu per protestare contro il mancato pagamento, da un anno e mezzo, degli stipendi. La protesta è cominciata alle 10 circa quando i due, dal tetto, minacciavano di gettarsi di sotto se le loro richieste non fossero ascoltate. Si teme per la loro condizione, non solo per il pericolo che possano gettarsi nel vuoto, ma anche per l’esposizione al forte caldo. Intanto i vigili del fuoco hanno provveduto a montare il materasso ad aria sotto lo stabile. Ermanno Amedei Foto Alberto Ceccon

26 luglio 2013 0

Discarica di inerti abusiva, denunciato imprenditore di Vasto

Di redazione

Il Corpo Forestale dello Stato ha sottoposto a sequestro preventivo, successivamente convalidato dal GIP del Tribunale di Vasto, un’area adiacente la strada di collegamento alla Fondovalle Trigno, in località Piana delle fave del Comune di Tufillo, su cui erano stati abbandonati rifiuti speciali non pericolosi, prodotti da un’attività di costruzione e demolizione edilizia. L’attività investigativa è stata intrapresa dagli uomini del Comando Stazione Forestale di Gissi a seguito di segnalazione da parte del proprietario del terreno utilizzato per l’illecito deposito. Attraverso la comparazione tra il materiale adoperato nei cantieri edili attivi nella zona e la tipologia di rifiuti abbandonati nell’area sequestrata, il personale forestale è giunto all’identificazione del responsabile: un imprenditore edile vastese è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato, previsto dal Codice dell’Ambiente, di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”. L’incremento di depositi incontrollati e di abbandoni di rifiuti derivanti da attività edilizie lungo il ciglio delle strade e nelle campagne è un fenomeno particolarmente evidente, spesso dovuto all’incuria o alla poca lungimiranza di alcuni addetti al settore. La gestione dei materiali di scarto derivanti dalle attività edilizie, in realtà, è disciplinata da poche ma essenziali regole, la cui applicazione costituisce la base per una corretta attività di recupero e smaltimento, con rilevanti benefici per la tutela dell’ambiente e del territorio. Il conferimento dei rifiuti da costruzione e demolizione agli appositi impianti di trattamento comporta, inoltre, un interessante ritorno economico ed occupazionale, grazie al riciclaggio del materiale; l’attuazione di questo ciclo virtuoso permette sia di ridurre notevolmente la quantità di scarti da avviare in discarica, sia di recuperare materia prima per l’allestimento di nuovi prodotti da immettere nel mercato edile.

26 luglio 2013 0

Riciclaggio ed evasione fiscale, arrestato cinese attore in Gomorra

Di redazione

I finanzieri del comando provinciale di Napoli del nucleo polizia tributaria hanno concentrato l’attenzione sui soggetti cinesi operanti nella cosiddetta zona di vigilanza doganale, ossia l’area del territorio che arriva fino a 10 km dalla costa, ove vige, il principio dell’”inversione dell’onere della prova”, in base al quale il detentore di merce aventi origine al di fuori dell’unione europea deve dimostrare la legittima provenienza delle merci stesse soggette ai diritti di confine. La guardia di finanza partenopea ha sequestrato in questa fascia della provincia di Napoli oltre 20 mila tra prodotti, contraffatti, immessi in commercio in violazione delle norme in materia di sicurezza e tutela della salute e di contrabbando, con la denuncia dei responsabili all’autorità giudiziaria e segnalazione all’agenzia delle dogane per il recupero dei tributi doganali dovuti. I militari del nucleo di polizia tributaria di Napoli, inoltre hanno condotto un’articolata e complessa attività investigativa, nei confronti di quattro imprenditori di etnia cinese, ben radicati nel territorio partenopeo, i quali, attraverso due aziende operanti nel settore del commercio all’ingrosso di calzature ed accessori, ponevano in essere un preordinato disegno criminoso, finalizzato all’evasione fiscale con il contestuale riciclaggio degli illeciti proventi su conti correnti accesi nel paese di origine o con il reimpiego in attività economiche. Le indagini in parola, scaturite da autonoma attività info-investigativa delle fiamme gialle, ha portato alla denuncia dei soggetti coinvolti per i reati di riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, con l’emissione di misure cautelari personali nei confronti di due dei soggetti segnalati nonché il sequestro, finalizzato alla confisca per equivalente, di conti correnti, merci e beni mobili registrati, per oltre 1 milione di euro. Negli scorsi giorni è stato arrestato, il capo dell’organizzazione, resosi inizialmente indisponibile all’esecuzione di una misura restrittiva personale. Il soggetto ha partecipato al famoso film “Gomorra” come comparsa ed è il marito di un’altra interprete della pellicola. Il soggetto e’ stato fermato appena sbarcato a Fiumicino da un volo proveniente da Pechino.