pubblicato il3 luglio 2013 alle 17:16

Di Nota (Unione Cinquecittà): “La Regione si attivi anche per il sud della provincia”

Dopo i finanziamenti per l’area industriale Anagni-Frosinone, il presidente dell’Unione Cinquecittà, Antonio Di Nota, chiede stesso trattamento per il Cassinate.

“Sicuramente va salutato con favore il provvedimento della Regione Lazio che stanzia 51milioni di euro per il rilancio dell’area industrale di Anagni-Frosinone, ma la stessa Regione non può dimenticare che la provincia di Frosinone è costituita anche da una zona sud che vive emergenze e crisi altrettanto cogenti.

Sarebbe pertanto auspicabile, e questo è l’invito che rivolgo al presidente Zingaretti, a cui inoltrerò comunicazione ufficiale nella quale metterò per iscritto tale necessità, che la stessa attenzione e lo stesso sforzo venisse fatto per la restante fetta della provincia nella quale insiste, solo per ricordarlo, la forza produttiva più importante del territorio, la Fiat, con il relativo indotto.

L’indotto Fiat dovrebbe essere obiettivo strategico di attenzione da parte della Regione.   Infatti, è proprio la mancanza dei finanziamenti della legge 46, quel provvedimento su cui la giunta Marrazzo tanto bene aveva lavorato e che la giunta Polverini ha miseramente accantonato, ad avere determinato il collasso di tutte quelle piccole e medie imprese che ruotano attorno alla produzione della componentistica auto, anche attraverso un rilancio dell’azione del Cosilam.

Per cui, mi rivolgo personalmente al presidente Zingaretti, chiedendo che questa misura venga rifinanziata in sede di assetamento di bilancio, con un sostanzioso plafond economico.

E’ questa la più urgente misura che occorre ad un territorio che comunque di emergenze e di aiuti come l’area nord ne avrebbe impellente necessità. Solo allargando lo sguardo al territorio dei comuni dell’Unione Cinquecittà, oltre alla Fiat e all’indotto di Piedimonte S. Germano, c’è la crisi della Reno de Medici a Villa, dell’Ideal Standard a Roccasecca, la vicenda aeroporto di Aquino.

Per cui la richiesta, urgente, è quella di intervenire anche su quest’area.  Il rischio, non facendolo, è di aprire un vulnus istituzionale che legittimerebbe nei cittadini l’idea che per la Regione Lazio esiste in questa provincia, un territorio di serie A e uno di serie B. Conoscendo la sensibilità e l’attenzione del presidente Zingaretti, però, sono sicuro che questo rischio verrà scongiurato”.

Antonio Di Nota

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