pubblicato il17 luglio 2013 alle 10:33

La Guarda di finanza sequestra beni per oltre 5mln di euro ad un commercialista pescarese

Il mese scorso, a conclusione di una complessa e laboriosa indagine, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti, su disposizione della Procura della Repubblica di Pescara, competente per territorio, hanno proceduto al sequestro preventivo finalizzato alla successiva  confisca per equivalente, di beni per un valore stimato in oltre 5 milioni di euro, nella disponibilità di un commercialista pescarese.

L’inchiesta può considerarsi un prosieguo delle complesse indagini condotte dalle Fiamme Gialle di Milano che avevano consentito di stanare dei professionisti esperti di fiscalità i quali, dietro l’apparente attività legale di “consulenze integrate”, di fatto offrivano alla clientela “pacchetti fiscali illegali”, finalizzati a creare fittizi crediti d’imposta e così azzerare le giuste pretese  dell’Erario.

Facendo seguito alle prime contestazioni emerse nelle indagini di Milano, i finanzieri del Nucleo PT Chieti hanno accertato che il professionista di origine teatina aveva accumulato nel tempo debiti verso l’Erario per oltre 40 milioni di euro e posto in essere tutta una serie di raffinati accorgimenti diretti ad occultare le proprie ricchezze al fine di sottrarre il patrimonio alle pretese erariali.

La tenacia degli investigatori ha consentito di raccogliere tutti gli elementi necessari per configurare in capo allo stesso e ad alcuni familiari conniventi l’ipotesi di reato di “Sottrazione Fraudolenta al pagamento delle imposte”, per aver, in concorso tra di loro, posto in essere una serie di atti simulati di alienazione sui beni, al fine di rendere inefficace la procedure di riscossione coattiva.

Tra i beni sequestrati, quote societarie, locali commerciali, appartamenti, dislocati tra Milano e Francavilla al Mare (CH) nonché un’intera azienda agrituristica dell’alto pescarese, per la quale, il consulente, è risultato beneficiario di agevolazioni economiche e finanziarie, erogate dalla Regione Abruzzo, nell’ambito dei progetti comunitari per lo specifico sviluppo nel settore dell’imprenditorialità agricola.

Tale misura cautelare patrimoniale, applicabile grazie al comma 143 dell’articolo 1 della legge finanziaria del 2008 anche ai reati fiscali prescritti dal D.Lgs 74/2000, consentirà allo Stato, in caso di definitiva condanna del trasgressore, di confiscare i beni fino alla concorrenza delle somme che il contribuente deve all’Erario.

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