Giorno: 4 agosto 2013

4 agosto 2013 0

Trentotto incendi in provincia di Latina, Vigili del fuoco anche da Frosinone

Di redazione
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Giornata di fuoco, quella che si sta concludendo, in provincia di Latina dove i vigili del fuoco del comabndo provinciale hanno coordinato 38 interventi sparsi su tutta la provincia Pontina dovendo richiedere anche alcune squadre dal confinante comando della provincia di Frosinone. I roghi sono stati di ogni tipo, dalle sterpaglie alla boschiva e si sono concentrati nell’immediata periferia di Latina, in particolare tra Borgo Piave e Borgo Sabotino dove le fiamme hanno lambito anche alcune abitazioni. er. am

4 agosto 2013 0

Matrimonio dopo lo sgombero di via Vaglie a Cassino, coppia si sposa e va a brindare sotto al Comune con i manifestanti

Di redazione

Si sono sposati e dopo la cerimonia nuziale sono andati davanti al Comune di Cassino per fare un brindisi con i loro compagni di lotta. Sono Fabio Ventura ed Erica Gallozzi, 27 anni lui, 19 lei, già genitori di un bambino di un mese. la coppia era una delle 18 che il mese scorso hanno occupato le palazzine dell’Esercito in via Vaglie a Cassino e che la settimana scorsa sono stati sgomberati rimediando una denuncia per occupazione di proprietà pubblica. Il Comitato di Lotta per la casa di cui fanno parte, stava organizzando la festa in via Vaglie ma lo sgombero coattivo é arrivato prima. Adesso, dopo la festa, idee alloggeranno per un periodo a casa dei genitori di lui e per un altro perido a casa dei genitori di lei. Foto Alberto Ceccon

4 agosto 2013 0

Litiga con la moglie ad Alatri e la scaraventa fuori dall’auto in corsa

Di redazione

Ha costretto la moglie a salire sulla sua auto e, poi, l’ha scaraventata fuori dalla macchina ancora in movimento. É quanto accaduto ieri ad Alatri e, autore del gesto, é un 56enne del posto arrestato dai carabinieri della compagnia di Altri comandata dal capitano Antonio Contente, arrestarlo per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e lesioni personali. Ad innescare l’ennesimo gesto di ira dell’uomo sarebbero stati futili motivi. la donna, cadendo dall’auto, ha riportato il ferimento del ginocchio destro.

4 agosto 2013 0

Giurano fedeltà alla Repubblica i 657 Volontari del 17° RAV “Aqui”

Di redazionecassino1

Hanno giurato i seicentocinquantasette  Volontari  del 17° Reggimento  Addestramento “Aqui”. La cerimonia si è svolta nella Caserma “Oreste Salomone” di Capua,  sede del Comando Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) presso cui si addestrano Volontari in Ferma Prefissata sia di un anno (VFP1) sia di quattro anni (VFP4). I seicentocinquantasette  uomini e donne,  del 2° blocco 2013 appartenenti al 17° Reggimento Addestramento Volontari “Acqui”, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana. 

La cerimonia si è svolta alla presenza  del Comandante del Raggruppamento Unità Addestrative dell’Esercito, Generale di Divisione  Antonio Zambuco, ed hanno  partecipato Autorità civili, militari e religiose della città e della provincia di Caserta e rappresentanze delle  Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

  Al cospetto della Bandiera di Guerra e agli ordini del Comandante del 17° reggimento “Acqui” , Colonnello Domenico Roma, i Volontari hanno gridato il loro “lo giuro” sulle note dell’Inno di Mameli.

Il corso è stato intitolato al Caporal Maggiore Aldo Chiarini, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, caduto a Jagodnij (Fronte Russo) il 24 agosto 1942, che resisteva imperterrito con i suoi uomini, su terreno scoperto ed intensamente battuto dal fuoco avversario. Ad un Ufficiale che cercava di confortarlo, per le gravi ferite riportate, rispondeva: ”Ho vissuto da bersagliere e da bersagliere non ho paura di morire”.

Con la cerimonia di giuramento i volontari hanno acquisito lo status di militare e, dopo aver completato l’addestramento di formazione, il prossimo 3 settembre saranno trasferiti per l’impiego operativo presso gli Enti ed i Reparti dell’Esercito Italiano, dislocati in ogni Regione, per l’assolvimento del periodo di ferma prefissata di 1 anno.

4 agosto 2013 0

“Così Santa Barbara ci ha salvato”, parla il superstite della tragica esplosione della Casamatta di Città Sant’Angelo

Di redazione

Quattro morti e sei feriti ma il seppur già pesante bilancio dell’esplosione dell’azienda Di Giacomo a Città Sant’Angelo avvenuta nella mattinata del 25 luglio, sarebbe potuto essere ancora più pesante se non fosse stato per Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco. Ne sono certi gli uomini della squadra Gamma 11 dei vigili del fuoco di Pescara, i primi ad arrivare sul posto dopo la prima terrificante esplosione che ha causa la morte dei tre proprietari dell’azienda, e coinvolti loro stessi nella seconda deflagrazione che ha causato il ferimento di quattro di loro e la morte di Alessio, il 22enne figlio di uno dei proprietari che cercava il padre ancora disperso. Rolando Flacco, 56 anni, (nella foto) caposquadra della Gamma 11 ricostruito i drammatici momenti dell’intervento compiuto insieme ai suoi compagni Salvatore Di Gabriele, Maurizio Berardinucci, Renato De Luca e Marcello Di Cerchio, tutti di età compresa tra i 45 e i 50 anni e tutti vigili del fuoco esperti. “Stavamo verificando le condizioni di una imbarcazione quando è arrivata la chiamata dalla centrale che ci inviava a Villa Cipressi dove c’era stata una esplosione. Non sapevamo altro e siamo partiti. Strada facendo arrivavano dettagli, che ad esplodere era stata la Di Giacomo e abbiamo capito che quel giorno sarebbe stato molto lungo e complicato”. Flacco racconta la cronaca dell’intervento in maniera dettagliata, ricordando ogni particolare. “Mentre eravamo in viaggio abbiamo indossato tutti gli indumenti di sicurezza: l’elmetto, la giacca protettiva, i guanti e due di noi anche gli autorespiratori e dopo 21 minuti eravamo sul posto. All’inizio della collina i carabinieri avevano chiuso la strada. Noi, a bordo dell’Aps, l’autobotte, ci siamo avvicinati e ho fatto fermare il mezzo in un luogo che pensavo sicuro, a circa 60 metri dalla ‘casamatta’, dietro al muro in cemento armato che tutte le aziende di quel tipo hanno per spingere verso l’alto ventuali onde d’urto dovute ad esplosioni. Lo scenario era apocalittico. La prima esplosione aveva disseminato fuochi di artificio in una vasta area e, di tanto in tanto, ne esplodeva qualcuno tra i roghi che si erano sviluppati. C’erano anche tre giovani, tra cui Alessio Di Giacomo, 22 anni, figlio di Mauro, 45 anni, titolare dell’azienda, disperso insieme ad altri due parenti Roberto e Federico di 39 e 50 anni. Abbiamo iniziato a stendere le manichette quando ho notato tre giovani. Alessio era a circa 10 metri da me e gli ho urlato in maniera brusca di allontanarsi e cercare un lato sicuro perché il rischio di un secondo scoppio era troppo alto ma l’esplosione non ha dato tempo. Ero di schiena alla ‘casamatta’ – ricorda il caposquadra – e mi sono ritrovato a circa cinque metri sbattuto a terra come un fuscello con le orecchie che mi fischiavano. Quando il fumo e la polvere si sono diradati ho pensato subito ai miei compagni. Ho trovato subito Marcello e Renato privi di sensi. Li ho scossi e si sono ripresi. Renato ha riportato la perforazione del timpano mentre Marcello la frattura di una mano. Insieme abbiamo cercato Salvatore e Maurizio che erano rimasti più vicino all’Aps (il loro camion autobotte) dietro al muro in cemento che, l’esplosione ha letteralmente disintegrato trasformando il cemento in proiettili. Gabriele era finito ad una decina di metri, dolorante e ha riportato ferite ad una caviglia e traumi in altre parti del corpo. Maurizio sembrava scomparso, invece, lo abbiamo ritrovato sotto l’automezzo completamente travolto da una quantità impressionante di materiale. Ho temuto per la sua vita. Lo abbiamo liberato ma non riuscivamo a farlo riprendere. Lui, oltre ai traumi ha riportato la compressione degli organi interni”. Ricostruita la squadra, seppur malconci, i vigili del fuoco hanno pensato ai tre giovani coinvolto dall’esplosione. “Per il giovane Alessio non c’era più nulla da fare – Racconta il caposquadra – E’ stato colpito da qualcosa alla testa e, senza casco, non ha avuto scampo. Gli altri due erano feriti e li abbiamo recuperati”. Con quattro vigili malconci e due feriti, era impossibile raggiungere gli operatori del 118, molto distanti da loro, che non potevano avvicinarsi perché non equipaggiati per evenienze simili. I loro colleghi della squadra Gamma 16, però, non hanno avuto tentennamenti e li hanno raggiunti portandoli in salvo ad una distanza di sicurezza. I quattro vigili feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona, Flacco, invece, è rimasto a coordinare i soccorsi e a mettere in sicurezza l’area. “Ne sono certo – dice convinto il caposquadra della Gamma 11 – Santa barbara ci ha protetto. Il muro in cemento armato si è disintegrato, i pezzi di alcune auto sono state ritrovate a centinaia di metri, tra noi e lo scoppio c’era solo quella statua alta circa un metro che, nella devastazione più totale, è rimasta intatta come le nostre vite”. Ermanno Amedei Clicca e guarda tutte le foto

4 agosto 2013 0

Treno in fiamme nella stazione Termnini, il rogo sul Regionale Minturno-Roma domato daglia agenti della Polfer

Di redazione

Fiamme nel vagone di un treno appena entrato alla stazione Termini da Minturno intorno alle 16 di oggi. Il rogo è stato spento da tre agenti della Polfer che sono intervenuti con un estintore, restando lievemente intossicati. I passeggeri del treno, che si trovava al binario 17, sono scappati. Nessuno comunque è rimasto ferito. Le fiamme sarebbero divampate per un guasto tecnico. Lievi disagi e ritardi alla circolazione ferroviaria.

4 agosto 2013 0

Minaccia con un’ascia il vicino che fa troppo chiasso, 38 denunciato

Di redazione

Ha scavalcato il piccolo muretto di recinzione che delimita il confine tra la sua abitazione e quella del vicino e dopo aver interrotto una cena tra amici, che si stava svolgendo nel giardino attiguo al suo, ha piantato sul tavolo un’ascia per intimare ai commensali di non fare più baccano. Protagonista della vicenda un 38enne di Ripa Teatina denunciato dai Carabinieri, la scorsa notte, con le accuse di possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere e minaccia aggravata. A chiamare il 112 è stato il proprietario dell’abitazione dove si stava svolgendo la festa. All’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Chieti e della Stazione di Francavilla al Mare l’uomo si era già allontanato ma sul tavolo era ben evidente il solco lasciato dalla lama dell’ascia. Il 38enne è stato rintracciato dai militari, subito dopo, nella sua abitazione dove è stata poi ritrovata anche l’arma. L’uomo si è giustificato dicendo che gli eccessivi schiamazzi provenienti da casa del vicino gli avevano “fatto perdere le testa”. Un comportamento comunque ingiustificabile, quello assunto dal 38enne, che gli è costata una denuncia a piede libero.