Giorno: 6 agosto 2013

6 agosto 2013 0

Si schianta con la moto a Cervaro e muore, vittima ancora senza generalità

Di redazione

Incidente mortale nel Cassinate. Sulla via Casilina, nel territorio di Cervaro, poco prima delle 16.30, per cause ancora al vaglio della polizia stradale della sottosezione di Cassino, una moto da enduro si è scontrata con un furgone. Ad avere la peggio è stato il centauro morto sul colpo. Di lui, però, non si sa nulla. Non aveva indosso alcun documento e la moto ha una targa prova, di una motorivendita chiusa per ferie. Gli agenti del distaccamento di Cassino stanno tentando di risalire alle generalità della vittima. Loro sono specialisti nel risalire alle dinamiche degli incidenti e, anche per questo, è importante che il presidio resti a Cassino. Er. Am. Foto Alberto ceccon

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6 agosto 2013 0

Gaeta, lite sulla spiaggia dei nudisti. Il presidente di UniCampania aggredito da guardone

Di redazione

Lo ha affrontato, chiedendogli di smettere, ma poi, in un secondo momento, in disturbatore lo ha aggredito colpendolo con una testata e con un morso in faccia. E’ quanto accaduto ieri sulla spiaggia dell’Arenauta a Gaeta e vittima dell’aggressione è Francesco De Gennaro presidente dell’Unione Naturisti Italiani Campania (UniCampania). L’aggressore sarebbe un noto frequentatore e disturbatore della spiaggia e la vicenda è stata ricostruita da De Gennaro in una dettaglia denuncia presentata questa mattina ai carabinieri di Gaeta. “Per fortuna è un fenomeno isolato così come va scemando quello dei guardoni e, quest’anno, abbiamo registrato un incremento di intere famiglie di naturisti con i loro bambini. Ci battiamo da tempo perché l’amministrazione di Gaeta, con una delibera, riconosca questa spiaggia come un luogo dove si pratica naturismo. E’ l’unico sistema in cui possiamo sperare per difenderci da malintenzionati che vedono il naturismo in modo sbagliato. Ad oggi, paradossalmente, affrontando un guardone che si sta masturbando anche in presenza di bambini, questi ci risponde che come sono libero di fare quel che credo sulla spiaggia, alla stessa maniera lo è lui. Con una delibera, così come avvenuto in altri posti, si indica l’area in cui praticare naturismo, a quel punto saremo più tutelati da chi, invece, si spoglia per altre pratiche”.

6 agosto 2013 0

Scontro sulla superstrada a Cassino, cinque feriti

Di redazione

Schianto tra due auto, questa mattina, sulla supertsrda Cassino Formia nei pressi del ristorante il Pavone a Cassino. A scontrarsi sono state una Fiat Punto sulla quale viaggiava una famiglia di Anagni composta da madre padre e un bimbo di 10 anni, diretti ad centro radiodiagnostico della città martire per un controllo medico, e una Audi A4 sulla quale viaggiava una donna di 40 anni e la madre. Tutti e cinque gli occupanti delle vetture sono rimasti lievemente feriti e trasportati in ospedale a Cassino ma nessuno di loro è in gravi condizioni. er am Foto Alberto Ceccon

6 agosto 2013 0

Usura, tesoro da 800 mila euro sequestrato a famiglia rom di Sora

Di redazione

Quattro appartamenti a Sora, due Mercedes classe E e Classe C, una Wolksvagen Golf serie VI, un autocarro adibito a trasporto animali e somme depositate su conto correnti, è il tesoretto per un valore complessivo di circa 800 mila euro è stato sequestrato questa mattina ad una famiglia rom di Sora, composta da padre 49 enne ed i figli un 32 enne ed un 27 ennegia arrestati nel corso del 2012 per usura, estorsione, rapiona, minaccia e lesioni al gestore di un distributore di benzina di Arce. I carabinieri di Arce, nell’autunno dello scorso anno, svelarono come i tre stavano stringendo il cappio al collo dell’imprenditore che a fronte di un piccolo prestito era costretto ad elargire somme consistenti per interessi pari a 230% annuo rispetto alla somma ricevuta. L’uomo, minacciato, picchiato e rapinato anche della sua Mercedes poi restituitagli, era stato liberato dall’incubo dai militari che arrestarono i tre. Ma le indagini sono continuate ed avrebbero acclarato che la famiglia rom, pur non avendo alcun reddito dichiarato era riuscita ad accumulare l’ingente fortuna che, questa mattina, gli stessi militari su disposizione del tribunale di Cassino, hanno proceduto al sequestro preventivo sostenendolo provento di attività illecita.

6 agosto 2013 0

Incendio boschivo in località Colle Pizzuto a Gissi, la Forestale coordina lo spegnimento individuando e denunciando il responsabile

Di admin

Il Corpo Forestale dello Stato è stato impegnato, come spesso accade nel corso della stagione estiva, nel coordinamento delle operazioni di spegnimento di un incendio boschivo divampato in località Colle Pizzuto e nelle successive attività d’indagine, che hanno consentito di deferire il responsabile alla Procura della Repubblica di Vasto. Il rogo, che ha coinvolto circa un ettaro di macchia mediterranea ed uliveti, è stato domato da una squadra composta dal personale del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e dai volontari della Protezione Civile, prima che le fiamme potessero danneggiare i limitrofi boschi di alto fusto e, soprattutto, prima che potessero lambire le vicine abitazioni ed una cabina del metano che si trova nei pressi dell’area colpita. La causa dell’incendio è stata individuata dal personale del Comando Stazione Forestale di Gissi con l’applicazione del MEF (Metodo delle Evidenze Fisiche), tecnica che consente, attraverso l’identificazione e lo studio dei segni di passaggio del fuoco sulla vegetazione e sul terreno, di risalire al punto d’innesco. Un operaio di 37 anni ha appiccato fuoco, in un’area vicina alla propria abitazione, ad un cumulo di rifiuti vari, tra cui anche materiale plastico ed inquinante. Come purtroppo spesso accade in casi simili, l’indagato ha totalmente perso il controllo delle fiamme che, a causa del forte vento, del caldo torrido e della vegetazione secca, si sono propagate sul terreno vicino e si sono rapidamente espanse. Fermo restando il divieto di smaltire rifiuti con modalità non conformi alla legislazione vigente, nei periodi di grave pericolosità degli incendi boschivi, dal 1 giugno al 15 settembre, è assolutamente vietato accendere fuochi a meno di 200 mt di distanza dalle aree boschive e, comunque, in assenza delle dovute precauzioni. Non solo il vandalismo e l’attività criminale, infatti, ma anche la mancata applicazione delle regole o la semplice distrazione ogni anno riducono in cenere migliaia e migliaia di ettari ricoperti da verdi e rigogliosi alberi. Il Corpo forestale dello Stato svolge un ruolo determinante nella difesa dei boschi dagli incendi, sia attraverso le attività di prevenzione e contrasto del fenomeno, sia nell’opera di spegnimento e successiva repressione dei reati.

6 agosto 2013 0

Allarme annegamenti: boom nei fiumi e nei laghi. L’arma migliore contro questi eventi la prudenza e l’attenzione per tutti

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

Siamo ad agosto e già purtroppo possiamo fare un primo bilancio negativo che riguarda i fruitori del mare, di laghi e fiumi che può essere anche un invito a prestare maggiore attenzione per sé e per i propri cari o conoscenti quando si fa un bagno nelle acque di mare, fiumi e laghi: sono già decine e decine, almeno per ciò che è possibile rilevare empiricamente dalle notizie apparse sulle cronache, le morti per annegamento nei bacini d’acqua nostrani, che siano acque interne o marine, anche se al momento non si possono ancora tirare le somme sul numero effettivo alla data di oggi.

Si tratta di una vera e propria mattanza che ritorna puntuale l’estate, giacché negli ultimi 40 anni sono morte per annegamento in acque di balneazione oltre 27.500 persone, nonostante una costante riduzione degli infortuni in acqua dovuta ad una maggiore informazione, al miglioramento nelle tecniche di salvataggio e delle nuove norme sulla sicurezza. Si è passati da circa 1200 annegamenti nel 1969 a 426 nel 2008. Negli ultimi 10 anni la media si é attestata su circa 400 annegamenti all’anno. Agli eventi letali, devono purtroppo essere aggiunte anche le conseguenze, spesso gravi, dei semiannegamenti e delle lesioni craniche e alla colonna vertebrale a seguito dei tuffi. Mentre si stima che ogni anno nel mondo muoiano per annegamento oltre 380.000 persone, il che colloca l‘annegamento al terzo posto tra le cause di morte per incidente dopo gli incidenti stradali e le cadute. In Europa, ogni anno si verificano 28.000 annegamenti fatali, con un tasso medio pari a circa 35 morti per milione di abitanti/anno. Le aree maggiormente a rischio sono quelle dell’est europeo, in particolare Bielorussia, Lettonia, Lituania, Russia e Ucraina che presentano tassi 15-16 volte superiori a quelli dell’Italia. Per queste nazioni, certamente la temperatura fredda delle acque, l’elevato consumo di alcol e la difficoltà nell’approntare rapidi servizi di intervento sono tra i fattori che contribuiscono agli elevati tassi di mortalità. Gli annegamenti in Italia, se paragonati ad altre tipologie di incidenti, rappresentano un fenomeno a bassa incidenza, ma ad elevata letalità. Nel 2010 il fenomeno è quantificabile in circa 400 morti e altrettanti ricoveri.

Questi incidenti, ricorda Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sono dovuti a fattori di rischio oggettivo (assenza di sorveglianza, correnti di ritorno e buche, ecc.) e soggettivo (abilità al nuoto, educazione e rispetto di regole di base, prudenza, ecc.). Per quanto riguarda i rischi oggettivi è necessario migliorare le conoscenze sui pericoli per la balneazione presenti nelle spiagge, informare i cittadini e aumentare il numero delle spiagge con servizio di sorveglianza. Per quanto riguarda il rischio soggettivo è determinante incoraggiare comportamenti corretti, rispetto ai quali la stampa e la scuola possono svolgere ruoli rilevanti.

A far riflettere, sono le cifre e i soggetti che più di tutti risultano essere a rischio, perché se in Italia, come detto, continuano a morire circa 400 persone per annegamento all’anno, soprattutto uomini tra i 35-50 anni ed il 20% straniero, e tra questi molti bambini, con una percentuale di quest’ultimi in controtendenza per la scarsa consapevolezza di molti immigrati a fruire delle acque e a rispettare le più elementari regole per la balneazione. Più attenzione e prudenza, quindi, per tutti per evitare che una giornata di relax si trasformi in un dramma evitabile.