Camorra, la Dia confisca beni per 700 milioni di euro agli eredi di un imprenditore legato al clan dei Casalesi

26 settembre 2013 0 Di admin

Oggi nell’ambito di un’articolata attività coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, la DIA di Napoli e i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta stanno eseguendo un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere — Sezione Misure di Prevenzione nei riguardi degli eredi di Dante Passarelli, riferimento economico-finanziario dell’organizzazione camorristica dei Casalesi. Quest’ultimo morì il 4 novembre 2004, cadendo, in circostanze non chiare, da una terrazza priva di recinzione, proprio mentre si avviava a conclusione innanzi alla Corte di Assise di S.M. Capua Vetere il processo cd. “Spartacus 1” nei confronti dei principali esponenti del sodalizio e dello stesso Dante Passarelli. I beni caduti oggi in confisca furono valutati all’epoca del sequestro. avvenuto l’8.4.2010 circa 700 milioni di euro.

Il provvedimento di confisca emesso dal Tribunale Sammaritano ha dato attuazione a una disposizione legislativa introdotta nel settembre del 2011 che ha esteso la possibilità della confisca di prevenzione dei patrimoni illeciti anche all’epoca successiva alla morte della persona ritenuta socialmente pericolosa, quando la proposta sia avanzata nei riguardi dei successori entro il termine di cinque anni dal decesso. Nel corso del procedimento, avviato nel giugno del 2010, venne anche sollevata la questione di legittimità costituzionale della suddetta disposizione di legge. La Corte Costituzionale, tuttavia, ne sancì l’infondatezza e, in parte, l’inammissibilità.

La confisca che la DIA e i Carabinieri stanno eseguendo rappresenta l’ultimo atto di una vicenda iniziata con il sequestro preventivo eseguito a carico di Passarelli Dante nel procedimento “Spartacus 1” e si è giovata delle acquisizioni investigative e di quelle dibattimentali emerse nel corso del processo. In tale sede fu evidenziato – attraverso numerose dichiarazioni provenienti dai collaboratori di giustizia (tra i quali, Carmine Sci .avone, Dario De Simone, La Torre Augusto, Ferrara Raffaele, Frascogna Domenico e ‘Ti), verifiche documentali e intercettazioni telefoniche – l’esistenza di uno stabile rapporto trP Passarelli Dante e l’organizzazione dei Casalesi, specie nel settore del reimpiego dei capitali di provenienza illecita.

In particolare, la misura cautelare reale riguardava le società IPAM (con annesso zuccherificio, uno dei più importanti in Italia negli anni 90) e la società “Immobiliare Bellavista”, all’interno delle quali erano inseriti centinaia di beni immobili, tra cui appartamenti, fabbricati e terreni e l’azienda agricola “Balzana” (ex Cirio) dell’estensione di centinaia di ettari, nel cui acquisto, negli anni ’90, intervenne l’organizzazione criminale dei Casalesi per una cospicua parte. li decesso del Passarelli determinò, nel processo Spartacus 1, la dichiarazione di estinzione del reato e la conseguente, necessitata revoca del sequestro dei beni, con l’esclusione di quelli riconducibili direttamente all’organizzazione dei Casalesi.

Il ruolo di fiduciario dell’organizzazione camorristica svolto da Passarelli Dante determinò la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere a disporre, con la sentenza del 15 settembre 2005, la confisca di due terreni e dei 2/3 del complesso agricolo “La Balzana”, acquistati dal Passarelli nell’ambito di operazioni d’investimento immobiliare compiute nell’interesse del gruppo criminale dei casalesi. L’azienda agricola “La Balzana”, peraltro, era stata frequentemente utilizzata dai vertici del sodalizio criminale come base logistica per ospitare latitanti o per spediziooni di morte nei territori circostanti Cancello e Arnone.
I beni confiscati sono i seguenti:

n. 3 società e relative quote per l’intero capitale sociale;

n. 126 immobili suddivisi in appartamenti, fabbricati e magazzini;

n. 24 posti auto;

n 51 autorimesse;

n. 58 terreni.

Gli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Dia e dai carabinieri di Caserta hanno consentito di aggiornare il quadro economico della famiglia Passarelli e verificare la sproporzioone tra i redditi dei familiari del Passarelli e l’immenso partimonio accumulato negli anni 80 e 90.
La confisca disposta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione “Misure di Prevenzione”, che ha accolto in pieno la richiesta del P.M. presso la DDA, riguarda, quindi, beni immobili, tra cui appartamenti, fabbricati e terreni ed il rimanente terzo della tenuta “La Balzana” è stato effettuato a carico della moglie e dei figli del Passarelli.

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