pubblicato il17 settembre 2013 alle 20:10

Da 40 anni cercatore di tesori con il metal detector. La passione di un 66enne

Ben 42 anni a scandagliare i fondali costieri delle spiagge laziali. Roberto Rossi ha una passione, quella di scoprire cosa nasconde la sabbia del mare. L’uomo, 66 anni, dipendente dell’autorità portuale di Civitavecchia, prossimo alla pensione, dal 1971 passa al setaccio, o meglio, passa al metal detector il fondale del mare prossimo alla spiaggia. La sua preferita è quella di Gaeta ed in Particolare Serapo dove lo abbiamo incontrato e intervistato.
cercatore2Intendiamoci, la sua è una attività a tempo perso e che svolge solo saltuariamente. “E’ una passione come tante altre. C’è chi la domenica prende il fucile e va a caccia, chi prende la canna da pesa e va a pesca, io prendo il mio metaldetector e vado alla ricerca di qualcosa; che cosa sia, io non lo so”. Si immerge con il suo strumento fin dove riesce a toccare, quindi non va oltre il metro e mezzo d’acqua. Cammina, cammina con il disco del rilevatore di metalli che sfiora la superficie della sabbia, con alle orecchie le cuffie, in attesa di un segnale che indica la presenza di metallo ad una profondità non superiore ai 20 centimetri (sotto la sabbia). “A quel punto ho a disposizione una specie di pala che porto con me, e che adopero per recuperare il materiale ferroso segnalato dallo strumento”. Le sue ricerche hanno fruttato di tutto. “Solitamente trovo tappi di bottiglia, fili di ferro, ma anche monete d’euro e lire. Una moneta che sta in acqua per tanto tempo, diventa scura, si ricopre di una patina nera. L’ultima volta che sono andato a “caccia” a Gaeta ho recuperato circa 18 euro in monete spicce e tantissimi tappi di bottiglia che ho portato fuori dal mare e gettato nella spazzatura”.
cercatore1Quella di Roberto è una attività che il 66enne non fa certo per soldi ma per passione e che ha anche una finalità sociale. Tutti i rifiuti ferrosi che trova, e ne trova tanti, li recupera e li porta a riva evitando anche che qualcuno possa ferirsi. “Mi capita di recuperare le punte delle fiocine, ma anche tappi di bottiglia che hanno ancora attaccato pezzi di collo della bottiglia in vetro. Un disastro se qualcuno dovesse metterci un piede sopra. Sono frequenti gli anelli e le catene in acciaio, ma anche in argento e spesso, oltre a ritrovare l’oggetto, sulla spiaggia trovo anche il padrone a cui lo restituisco”. Alcuni anni fa il pezzo più importante: un monile d’oro a forma di crocifisso, quelli da catenina, risalente all’800. “Cosa mi piacerebbe trovare? Non lo so – risponde e conclude Rossi – Un amico qualche hanno fa, ha trovato un pezzo di bombarda, un cannoncino da nave risalente al ‘700. Bè, qualcosa del genere, che abbia una valenza storica non mi dispiacerebbe”.
Ermanno Amedei

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