I Cassinati insultano la Municipale su Facebook, il comandante li denuncia. Ma l’assessore non lo sa

28 settembre 2013 0 Di redazione

Dieci “cittadini di Cassino” sarebbero stati denunciati alla Procura della Repubblica per aver diffamato il corpo dei vigili urbani di Cassino tramite un social network. Alla notizia è stato dato ampio risalto dalla stampa locale secondo la quale la denuncia sarebbe stata sporta dallo stesso comandante dei vigili urbani per difendere il buon nome del corpo. Cosa fosse scritto nei post non lo si sa perché questa mattina tutto era sparito. Sicuramente frasi ingiuriose e offensive che “cittadini di Cassino” anche, probabilmente, con cattivo gusto, hanno rivoto al corpo dei vigili urbani i quali, grazie ad una indagine svolta su Facebook, sono arrivati agli autori di quelle offese e alla denuncia. Purtroppo non possiamo testimoniare se si trattasse di offese o di critiche, oppure di offese finalizzate alla critica.
“Io non ne so niente, quello che so, l’ho appreso dalla stampa – dichiara l’assessore alla polizia Municipale Emiliano Venturi – Se una iniziativa del genere è stata presa, è stato fatto di iniziativa e non ne sono stato informato anche se, va detto, informarmi non è un atto dovuto. Intendo però accertarmi e solo dopo farò le mie valutazioni”.
Un fatto è certo, pur prendendo le distanze da eventuali offese di cattivo gusto, con queste denunce (ben dieci, un record per la Municipale di Cassino) è stato certificato che il “corpo”, almeno su Facebook (visto che ormai, anche i vigili urbani di Cassino ne tengono particolarmente conto) non godono particolari simpatie. Al di la di ciò che è stato scritto e fotografato e che non conosciamo, va detto che a Cassino il problema della sosta selvaggia, l’abusivismo al mercato, l’occupazione del suolo pubblico, non è stato risolto neanche con il cambio al vertice della polizia municipale avvenuto ormai già qualche anno fa. Chissà se almeno denunciando i cassinati, si riesca ad educarli a non offendere la municipale con parole ingiuriose.
Ermanno Amedei