pubblicato il11 settembre 2013 alle 17:59

I maestri della truffa on line sono di Lanciano, la Procura chiude la “bancarella della fregatura”

Hanno fatto della truffa la loro professione, ne sono certi gli inquirenti della Procura di Lanciano che hanno definitivamente arginato quella che per anni era stata una vera onda anomala di truffe on line che da Lanciano ha raggiunto tutti gli angoli della penisola. Il tribunale di Lanciano, infatti, aveva un fascicolo gigantesco che accorpava i procedimenti giudiziari di un folto numero di personaggi che costituivano, sempre secondo la procura frentana e il procuratore capo Francesco Menditto, una vera organizzazione. Il palazzo di giustizia, infatti, come la meta di un pellegrinaggio, era raggiunta quasi quotidianamente da persone che arrivavano da lontanissime città del nord ma anche del sud, tutte per essere testimoni di uno dei centinaia di processi a carico dei soliti truffatori. Lo strumento più usato era quello di ebay, il fortunato e diffusissimo mercato on line. I protagonisti dell’indagine lancianese, ne erano profondi conoscitori dei meccanismi e dei sistemi per creare profili fittizi per aggirare i controlli e per ottenere pagamenti di merce che non sarebbe mai arrivata perché mai spedita.
Oggi si è detto con una ordinanza applicativa di custodia cautelare in carcere adottata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, dott. Massimo Canosa all’esito delle richieste della Procura e dell’attività investigativa svolta in modo approfondito e con la consueta professionalità dalla Polizia Postale di Pescara e Chieti.
tribunale lanciano
Quattro persone sono state arrestate e 17 sono gli altri indagati denunciati. In galera sono finiti Maurizio Aramino, N. N, Gianfranco Rossi e M. A. Per due vengono forniti i nomi per esteso perché si ipotizza che possano essere state commesse altre truffe non ancora denunciate e se ne cercano le vittime. Un meccanismo truffaldino che il Gip nell’ordinanza ha sintetizzato con queste parole:
“In conclusione, le indagini particolarmente approfondite svolte dalla Polizia Postale di Chieti hanno consentito di delineare l’esistenza di un nucleo associativo volto in modo permanente al conseguimento di illeciti profitti mediante la perpetrazione di truffe nelle vendite on-line di prodotti tecnologici; la ricomprensione di tali truffe in un ampio contesto associativo (del quale indiscusso capo ed organizzatore è Aramino Maurizio) si desume sia dal loro numero, sia dalla strumentalizzazione e predisposizione a tal fine di un complesso particolarmente articolato di strumenti (carte prepagate, utenze cellulari, carte di credito, conti correnti ecc.) volti alla creazione continua di nuovi utenti con i quali attuare le vendite fraudolente, creare artificiosi giudizi positivi in favore di altri utenti della stessa organizzazione (in modo da generare un numero sufficiente di feedback positivi tale da invogliare gli ignari utenti all’acquisto) e conseguire quindi gli illeciti profitti delle attività criminose; si è avuto altresì modo di verificare che alle utenze sono state spesso associati i dati anagrafici di persone ignare (addirittura un Ispettore della Polizia di Stato) o di prestanomi (o teste di legno) che hanno fornito tutti i dati necessari per la creazione del profilo utente”.

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