pubblicato il24 settembre 2013 alle 20:32

Il sindaco di Giulianova prende posizione sul blocco degli interventi ad Otorino, “I pazienti sono stanchi di subire ”

“Sono decine le telefonate ricevute sul mio cellulare. Di protesta. Di richiesta di aiuto. Di scoramento. E con tante imprecazioni nei confronti di una sanità che fa acqua da tutte le parti. Hanno bloccato gli interventi di otorino, da tempo prenotati, in sala operatoria. Così. Dall’oggi al domani. E’ bastata una laconica telefonata per spazzare via le attese di chi si era preparato e confidava perciò nell’intervento. Ma che sanità è mai questa?”.
Il sindaco Francesco Mastromauro torna ad occuparsi di Otorino dopo averlo fatto nel 2010, quando paventò la sua soppressione sulla scorta del prospettato trasferimento di macchinari ed attrezzature a Teramo, e nel febbraio del 2011, allorché pretese risposte chiare ed esaurienti dalla ASL in merito alla fine della degenza ordinaria decretata dall’atto aziendale, ricevendo rassicurazioni dal manager Varrassi che nessun ridimensionamento ci sarebbe stato.
“Ma poco dopo, il 30 aprile 2011, ad una settimana circa dalla visita che effettuai nel nostro ospedale, martoriato dai tagli effettuati e da permanenti tentativi di mutilazione”, aggiunge il sindaco, “fui costretto nuovamente a intervenire sulla situazione di Otorinolaringoiatria a causa del piano di riassetto aziendale che lo trasformava in Day Surgery Orl. In altre parole, sarebbero stati effettuati interventi di piccola chirurgia comportando di conseguenza la dimissione del paziente nel giro di poco tempo con eventuale appoggio di qualche paziente che, per complicazioni, non potesse essere dimesso in giornata nella Unità Operativa di Chirurgia, anch’essa depotenziata. E dissi nell’occasione – prosegue Mastromauro – che poiché la stragrande maggioranza degli interventi ORL non poteva essere effettuata con queste limitazioni, immaginai che necessariamente sarebbe stato richiesto al personale di adeguarsi alla nuova situazione, rinviando pertanto i pazienti alla Unità Operativa di Teramo, con inevitabile congestione. Una delle conseguenze da me prospettate era dunque il trasferimento del personale infermieristico ad altri incarichi, con la presenza nel reparto unicamente della capo sala e di una infermiera prossima alla pensione, oltre a due unità infermieristiche per gli ambulatori. Questo è quanto denunciai il 30 aprile 2011, passando per un pessimista che sul futuro del nostro ospedale vedeva solo nero. Oggi – conclude il sindaco – ci risiamo, con la beffa ai danni di chi era in attesa del ricovero dopo essersi accollato le spese per analisi ed esami. Signor governatore Chiodi, signor manager della ASL lo capite o no che i pazienti sono stanchi di subire? Che non sono pacchi postali? Che sono contribuenti che hanno il diritto di avere una sanità efficiente, e non funzionante a corrente alternata?”.

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