pubblicato il2 settembre 2013 alle 09:41

SEL- Frosinone un documento su acqua pubblica e Consulta dei sindaci

Visto l’alto quorum  raggiunto e tenendo conto delle eccezionali percentuali ottenute dal sì, Il referendum del 2011 è da considerarsi di portata storica: la politica privatizzatrice delle lobbies, infatti, è stata sonoramente bocciata da oltre 25 milioni di persone (nella nostra provincia, il sì ha superato il 95% delle preferenze).

 

 A vincere sono stati i beni comuni e gli interessi delle comunità e non i profitti di pochi. Ma, nonostante il grande consenso popolare, prima il governo Berlusconi e poi quello Monti – spinti dalla pressione esercitata dalle grosse multinazionali che ai profitti sull’acqua proprio non vogliono rinunciare – hanno provato a depotenziarne l’esito.

 

Nella provincia di Frosinone, al contrario di quello che ci raccontano i difensori dello status quod, molti sono i disservizi, i problemi e le inadempienze di Acea. Il gestore privato dell’acqua, in questi anni, ha adottato una politica contrassegnata dalla mancanza di investimenti, nonostante gli stessi fossero previsti dalla convenzione d’ambito. Molti, inoltre, sono stati i disservizi. Ci preme ricordare i numerosi problemi di erogazione del flusso idrico, verificatisi anche in periodi – come quello che stiamo vivendo – non certo caratterizzati dalla siccità. A fronte di una qualità del servizio non certo indiscutibile (pensiamo al mal funzionamento del depuratore, figlio dei mancati investimenti), i cittadini si sono comunque trovati di fronte a ingiustificati aumenti delle tariffe.

 

Il “coordinamento acqua pubblica” e le associazioni ambientaliste sono state in prima linea nel difendere l’esito dei referendum; e, istituendo gli sportelli dell’acqua, hanno supportato i cittadini nella contestazione delle fatture salate e hanno recepito le loro istanze, denunce e lamentele. Proprio dalle associazioni è nata la petizione popolare che chiede di applicare l’articolo 34 della convenzione di gestione – sottoscritta tra autorità d’ambito e Acea – e di attuare, così, la risoluzione del contratto per inadempienze del gestore. Proprio questa risoluzione sarà discussa il 9 settembre dalla Consulta dei Sindaci.

 

Sinistra Ecologia Libertà, dopo aver sostenuto i referendum del 2011,  ha svolto un ruolo da sentinella e da custode dell’esito referendario. SEL Lazio e la Federazione di Frosinone hanno lavorato alla costruzione di una mozione atta a far recepire ad Assessori e Sindaci il quesito numero due: quello sulle tariffe, per intenderci. Mozione che è stata approvata nei comuni dove amministriamo: ricordiamo, in tal senso, il voto unanime del Consiglio Comunale di Cassino.

 

La federazione SEL di Frosinone è convinta che si possa tornare – senza alcun problema – alla gestione pubblica dell’acqua. La narrazione egemone che presentava la gestione privata e privatistica dei beni (anche quelli vitali, naturali e pubblici) come la più razionale, economica e funzionale possibile si è dimostrata, nella nostra provincia e in tutto il Paese, essere soltanto una favola ben raccontata.

 

SEL sostiene la risoluzione del contratto con Acea. Pensa che la risoluzione sia un atto giusto e, soprattutto, che non comporti alcuna controversia legale alle Amministrazioni Comunali, nonostante tale spettro venga alimentato dai diretti interessati. La segreteria provinciale, infine, invita tutta  la sua comunità, in primis i suoi amministratori, ad impegnarsi per trovare su questo tema la più ampia condivisione possibile, in modo che possano vincere le migliori pratiche della politica: quelle del Bene Comune.

    La Segreteria Provinciale

                                                                      

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