Giorno: 12 ottobre 2013

12 ottobre 2013 0

Picchia madre e sorella sotto gli occhi dei nipotini, 31enne sorano in manette

Di admin
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Ieri sera a Sora, i carabinieri del N.O.R.M., hanno arrestato un 31enne per “maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate” nei confronti della madre e della sorella sue conviventi. L’uomo, poco prima dell’intervento dei militari, per problematiche economiche ha selvaggiamente picchiato le due donne dananti ai due figli della sorella entrambi minori. Le donne ferite sono state trasportate al pronto soccorso e poi dimesse con prognosi rispettivamente di sei e quattro giorni per “contusioni varie”. prognosi di un giorno anche per i nipoti a causa dello “stato d’ansia” procurato. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Cassino.

12 ottobre 2013 0

Secondo T. Jefferson i Governi dovrebbero aver paura dei popoli. Ma Letta, Napolitano, Kyenge e Grillo non lo sanno

Di admin

di Max Latempa

“I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi: sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli”. Se gli italiani applicassero alla lettera questa famosa frase di Thomas Jefferson non avremmo certo più problemi.

Invece, oggi più che mai, ci troviamo a dover subire le malefatte dei nostri politici già sapendo che ben presto altre ne arriveranno sul nostro capo.

La situazione in cui è precipitata l’Italia negli ultimi anni è certamente da imputare a chi ha governato il paese sbagliando tutto e di più, azzerando la ricchezza ed il benessere delle famiglie e delle imprese e facendoci diventare il parente povero dell’ Unione Europea.

Gli stessi partiti sono ancora in sella, gli stessi personaggi verranno di nuovo a chiederci il voto.

Nel frattempo continuano a far danni, incuranti del fatto che, quando la catastrofe sarà completata, qualcuno prima o poi dovrà pur venire a renderne conto con le buone o con le cattive.

Ill dramma è che questa sequela di errori politici non si ferma neanche di fronte ai disastri ed alle sciagure.

Prendiamo il Ministro Kyenge.

Alla gente è stato insegnato che le leggi, seppur ritenute ingiuste, vanno rispettate. A maggior ragione un Ministro della Repubblica dovrebbe promuovere il rispetto delle stesse.

Di fronte alla tragedia dei migranti di Lampedusa,invece, la Kyenge non ha perso occasione per ribadire che la Bossi-Fini è una legge ingiusta e che si farà di tutto per cambiarla, che bisogna depenalizzare il reato di clandestinità.

Ora, partendo dal fatto che, nonostante questa legge, la Kyenge è partita dal Congo come clandestina ed è diventata Ministro della Repubblica Italiana, ci si aspetta che un Ministro difenda la legge, non che la boicotti. Ci si aspetta che, essendo lei africana e ministro, costituisca un buon metodo di dialogo con i popoli dell’ Africa e che, a seguito di questa immane sciagura, potesse fare degli appelli sugli organi di stampa africani affinché chi si stesse apprestando a partire ci ripensasse, visto che rischia la vita e commette un reato, oltre poi alla penosa e costosa trafila del rimpatrio.

La Kyenge si è invece presentata in lacrime dicendo che si deve fare di più per i migranti, lasciando intendere che la porta deve essere lasciata aperta. Come se non sapesse che vi sono già 33 milioni di immigrati in Europa e che altre decine di milioni sarebbero pronti a venire immediatamente. Vogliamo travasare tutta l’Africa da noi?

Ecco infatti che subito dopo altre centinaia di disperati si mettono in viaggio sulle carrette del mare. Ecco che appena una settimana dopo la tragedia di Lampedusa altre vittime del mare vengono piante.

Caro Ministro se Lei non sa da che parte stare e non sa tenere un ruolo istituzionale, torni a fare quello che faceva prima. Nessuno sentirà la Sua mancanza.

Prendiamo poi Napolitano.

Aldilà del fatto che alla sua età bisognerebbe stare in pensione già da 20 anni, adesso si è messo a caldeggiare fortemente l’applicazione dell’ indulto e dell’amnistia.

Il messaggio del Capo dello Stato alla gente onesta è il seguente: le leggi ci sono ma dato che le carceri sono piene ed i delinquenti soffrono, la pena può anche non essere scontata. E tanti saluti alla legalità. Dato che il parlamento ha il suo buon numero di inquisiti, scommettiamo che il provvedimento si farà?

E tutti quegli italiani che subiranno reati da parte dei delinquenti usciti da galera da chi dovrebbero essere difesi? Infatti dopo l’ultimo indulto già dopo pochi mesi oltre la metà dei premiati era ritornato dietro alle sbarre per aver commesso nuovi reati.

Prendiamo poi Letta.

Mister Gaffe (leggere i precedenti articoli di questa rubrica sulle gaffes del premier), si è presentato a Longarone per commemorare i morti della tragedia del Vajont. Per il premier lo Stato “deve farsi carico delle tante contraddizioni che pesarono sulla tragedia del Vajont”, citando a sua volta il Presidente Napolitano, che aveva ricordato come il Vajont non fu una classica fatalità, ma la conseguenza di drammatiche colpe umane di cui non vanno taciute le responsabilità.

Cioè coloro che hanno in mano il bastone del potere e che possono usarlo come vogliono, vanno a dire a quella gente, che da 50 anni chiede giustizia e che ancora piange i propri duemila morti, che si deve fare di più. Chiamarla prese in giro è già elegante.

Prendiamo infine Grillo.

Il suo movimento ormai risponde a logiche indefinibili e rappresenta una mina vagante, soprattutto per chi lo ha votato. Partiti come paladini della gente e fedeli al mandato scaturito dai punti votati dai sostenitori su internet, i 5 stelle, oramai imborghesiti nel palazzo dorato, non perdono occasione per sconfessare i dettami dei sostenitori internauti.

E’ successo con la nomina del Presidente della Repubblica. Poi vi sono stati vari parlamentari che se ne sono andati per conto loro, rinnegando il concetto della restituzione della diaria. Adesso si sono affrettati in Senato ad accodarsi al Pd votando per l’eliminazione del reato di immigrazione clandestina, provvedimento che non è previsto nel programma stabilito on line dai grillini prima delle elezioni. Grillo ha aggiunto solo più casino a quel teatrino che già era la politica italiana.

Eppure, secondo Thomas Jefferson, non bisognerebbe avere paura di tutti questi personaggi.

12 ottobre 2013 0

Individuato il conducente che l’anno scorso investì ed uccise la piccola Alessia Calvani

Di admin

Dopo una intera notte di interrogatorio, ha reso piena confessione il conducente della Mercedes Classe A targata DM810EK che il 2 settembre 2012 a Latina Scalo investì ed uccise la giovane Alessia Calvani. La confessione è stata stamane nuovamente resa davanti al Sost. Proc. Gregorio Capasso, titolare dell’indagine. Gli sviluppi hanno pienamente confermato l’ipotesi investigativa a suo tempo formulata circa il veicolo investitore. Laboriosissime e frutto di attività tecniche e di normale routine le indagini che sono state condotte per individuare l’autore del grave fatto di sangue e a seguito del quale mai si erano interrotte, anzi sollecite con la richiesta la riapertura del fascicolo prossimo all’archiviazione. Un risultato di grande soddisfazione per gli inquirenti della Squadra di P.G. della Sezione diretta dal vice questore Cipriano e coordinati dal Sost. Comm.rio Pandolfi, soprattutto in considerazione della domanda di giustizia che era stata formulata dalla famiglia della giovane vittima, rappresentata dall’Avv.to Federico Bianchi del foro di Roma, e dalla comunità tutta.

12 ottobre 2013 0

FILM – “CATTIVISSIMO ME 2”, di Pierre Coffin e Chris Renaud

Di admin

(Recensione di Palma Lavecchia)

Non me ne vogliate se non ho scelto un film di un certo spessore culturale, ma piuttosto un solletico ludico tendenzialmente rivolto ai bambini. E’ che ritengo che, in un momento storico complicato come questo, la parte di noi che ne esce più sofferente, peggio trattata, è proprio il fanciullino, tanto caro al Pascoli, e che risiede in ognuno, grande o piccolo che sia. Allora, almeno portiamolo al cinema! Perché il film fa ridere e sorridere, non solo i bambini. Ho un unico rammarico: non aver visto il primo. Ma vi dico subito che non serve, seppure cercherò di rimediare quanto prima. La trama è semplice, i sentimenti tangibili, i personaggi familiari fin da subito. Ciò che più mi ha colpito, sinceramente, è la mimica: più comunicativi di tanti attori in carne ed ossa, certe volte sembrano davvero animati da un alito di Vita e meritevoli di un premio Oscar. Qualcosa della storia ricorda i Gremlins. Ve li ricordate i Gremlins, quegli adorabili cuccioli di non so cosa di quel film anni Ottanta, che se però venivano malauguratamente a contatto con l’acqua si trasformavano in creature mostruose e cattive? I Minion, parimenti, è un popolo di esserini gialli e variegati, di una simpatia disarmante, ma che il contatto con una certa sostanza trasforma in esseri abominevoli e tremolanti. Tranquilli, però, perché come nelle migliori favole, tutto si risolverà per il meglio e il bene vincerà sul male. E forse è proprio questo che ci piace delle storie per bambini, così tanto diverse dai finali di certe storie per adulti e, tanto meno, dalla realtà..

12 ottobre 2013 0

Centro antiviolenza in ospedale a Ortona, per le donne più facile chiedere aiuto

Di admin

L’ospedale della donna da oggi offre una cura anche per le ferite dell’anima. Quelle che fanno male più dei lividi e segnano più delle botte. Al “Bernabeo” di Ortona è stato attivato uno sportello del Centro antiviolenza, già presente in città e gestito dalle operatrici di “Donn.è”, associazione di promozione sociale impegnata in azioni finalizzate a sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per la prima volta in Abruzzo all’interno di un nosocomio viene istituzionalizzata un’attività a supporto delle donne maltrattate, e che apre una prospettiva nuova sotto il profilo sanitario e sociale. Il servizio è stato inaugurato questa mattina nel corso di un evento al quale hanno preso parte Francesco Zavattaro, Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo, Nadia Di Sipio, consigliera comunale di Ortona impegnata nelle politiche di genere, Francesca Di Muzio, Presidente di “Donn.è”, numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e cittadine, a partire dal sindaco Enzo D’Ottavio, e tantisime donne. Lo sportello, ubicato al quarto piano, è attivo il martedì (dalle ore 9 alle 12) e il giovedì (dalle 15.30 alle 18.30), ma in altre giornate o altri orari è possibile contattare le operatrici del Centro per telefono (rete fissa 085 9190028, rete mobile 342 1696355) Così l’ospedale di Ortona, che da tempo ha scelto un’identità ben connotata e orientata alla medicina di genere, come ha sottolineato Zavattaro, si arricchisce di un servizio importante e di grande valore sociale, che va a completare un’offerta già articolata, e che vede nella chirurgia del seno, nella medicina della riproduzione e nel centro di diagnostica senologica l’espressione di una scelta aziendale orientata all’alta specializzazione. E che la violenza sulle donne sia anche un problema di salute, lo confermano i dati dell’unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale della Asl, che attribuisce a tale causa il 30 per cento dei traumi trattati ogni anno. Lo sportello è a disposizione delle donne vittime di abusi, violenze, maltrattamenti e gravi violazioni dei diritti umani fondamentali, alle quali vengono forniti gratuitamente ascolto, accoglienza, informazioni, consulenza legale e psicologica, accompagnamento e mediazione linguistica per le straniere, nel rispetto assoluto della riservatezza.

La sinergia tra l’Azienda sanitaria e “Donn.è” nasce dalla comune volontà di offrire alle donne maltrattate e oggetto di soprusi la possibilità di chiedere un aiuto qualificato all’interno dell’ospedale, luogo nel quale è più agevole recarsi, dov’è più facile confondersi tra la folla degli utenti, e in definitiva presentarsi allo sportello per chiedere aiuto comporta un po’ meno coraggio. Senza dimenticare che, purtroppo, per molte il passaggio in ospedale si rende necessario per curare traumi e ferite procurati da compagni o mariti violenti che, dopo averle picchiate, sono costretti ad accompagnarle in ospedale e restano fuori ad aspettare. Quella, allora, può costituire una buona occasione di contatto per agganciare la vittima della violenza: mentre l’autore se ne sta in sala d’attesa, medici opportunamente formati intervengono per curarne le lesioni e segnalano il caso alle operatrici di “Donn.è”, che nell’immediato parlano con la vittima affinché non si senta sola, né giudicata, offrono supporto, condivisione, e si propongono come punto di riferimento, se la donna lo vorrà, in un percorso di uscita dalla situazione violenta. Lo sportello, quindi, configura un sistema a rete che si prende cura della donna vittima di soprusi, facilitando la richiesta di aiuto e l’individuazione di modalità di riscatto da una condizione di maltrattamenti e di stalking. Un ruolo aggiuntivo, per l’ospedale, che diventa luogo nevralgico per la rilevazione e l’intervento sulla violenza domestica, un ponte tra la vittima e i vari servizi preposti all’assistenza. Ecco perché è fondamentale la fase della formazione, già avviata per informare gli operatori dell’ospedale, e in particolare dell’area emergenza, su attività e modalità di intervento dello Sportello antiviolenza, affinché le donne possano essere correttamente indirizzate e supportate.

12 ottobre 2013 0

Centro antiviolenza in ospedale a Ortona, per le donne più facile chiedere aiuto

Di admin

L’ospedale della donna da oggiAggiungi un appuntamento per oggi offre una cura anche per le ferite dell’anima. Quelle che fanno male più dei lividi e segnano più delle botte. Al “Bernabeo” di Ortona è stato attivato uno sportello del Centro antiviolenza, già presente in città e gestito dalle operatrici di “Donn.è”, associazione di promozione sociale impegnata in azioni finalizzate a sensibilizzare, prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere. Per la prima volta in Abruzzo all’interno di un nosocomio viene istituzionalizzata un’attività a supporto delle donne maltrattate, e che apre una prospettiva nuova sotto il profilo sanitario e sociale. Il servizio è stato inaugurato questa mattina nel corso di un evento al quale hanno preso parte Francesco Zavattaro, Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Gemma Andreini, Presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo, Nadia Di Sipio, consigliera comunale di Ortona impegnata nelle politiche di genere, Francesca Di Muzio, Presidente di “Donn.è”, numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e cittadine, a partire dal sindaco Enzo D’Ottavio, e tantisime donne. Lo sportello, ubicato al quarto piano, è attivo il martedì (dalle ore 9 alle 12) e il giovedì (dalle 15.30 alle 18.30), ma in altre giornate o altri orari è possibile contattare le operatrici del Centro per telefono (rete fissa 085 9190028, rete mobile 342 1696355) Così l’ospedale di Ortona, che da tempo ha scelto un’identità ben connotata e orientata alla medicina di genere, come ha sottolineato Zavattaro, si arricchisce di un servizio importante e di grande valore sociale, che va a completare un’offerta già articolata, e che vede nella chirurgia del seno, nella medicina della riproduzione e nel centro di diagnostica senologica l’espressione di una scelta aziendale orientata all’alta specializzazione. E che la violenza sulle donne sia anche un problema di salute, lo confermano i dati dell’unità operativa di Chirurgia maxillo-facciale della Asl, che attribuisce a tale causa il 30 per cento dei traumi trattati ogni anno. Lo sportello è a disposizione delle donne vittime di abusi, violenze, maltrattamenti e gravi violazioni dei diritti umani fondamentali, alle quali vengono forniti gratuitamente ascolto, accoglienza, informazioni, consulenza legale e psicologica, accompagnamento e mediazione linguistica per le straniere, nel rispetto assoluto della riservatezza.

La sinergia tra l’Azienda sanitaria e “Donn.è” nasce dalla comune volontà di offrire alle donne maltrattate e oggetto di soprusi la possibilità di chiedere un aiuto qualificato all’interno dell’ospedale, luogo nel quale è più agevole recarsi, dov’è più facile confondersi tra la folla degli utenti, e in definitiva presentarsi allo sportello per chiedere aiuto comporta un po’ meno coraggio. Senza dimenticare che, purtroppo, per molte il passaggio in ospedale si rende necessario per curare traumi e ferite procurati da compagni o mariti violenti che, dopo averle picchiate, sono costretti ad accompagnarle in ospedale e restano fuori ad aspettare. Quella, allora, può costituire una buona occasione di contatto per agganciare la vittima della violenza: mentre l’autore se ne sta in sala d’attesa, medici opportunamente formati intervengono per curarne le lesioni e segnalano il caso alle operatrici di “Donn.è”, che nell’immediato parlano con la vittima affinché non si senta sola, né giudicata, offrono supporto, condivisione, e si propongono come punto di riferimento, se la donna lo vorrà, in un percorso di uscita dalla situazione violenta. Lo sportello, quindi, configura un sistema a rete che si prende cura della donna vittima di soprusi, facilitando la richiesta di aiuto e l’individuazione di modalità di riscatto da una condizione di maltrattamenti e di stalking. Un ruolo aggiuntivo, per l’ospedale, che diventa luogo nevralgico per la rilevazione e l’intervento sulla violenza domestica, un ponte tra la vittima e i vari servizi preposti all’assistenza. Ecco perché è fondamentale la fase della formazione, già avviata per informare gli operatori dell’ospedale, e in particolare dell’area emergenza, su attività e modalità di intervento dello Sportello antiviolenza, affinché le donne possano essere correttamente indirizzate e supportate. Attività del Centro Antiviolenza Donn.è Il centro, attivo dallo scorso febbraio, garantisce servizi totalmente gratuiti per le donne, rispetto della riservatezza delle stesse e gestione riservata dei dati sensibili; è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00, nel pomeriggio è possibile contattare dalle 15.30 alle 18.30 il numero 3421696355.

Diverse le attività svolte: accoglienza, ascolto e informazione; consulenza psicologica; consulenza legale; accompagnamento presso tribunali, strutture sanitarie e servizi presenti sul territorio; attivazione di azioni positive ed interventi di rete.

Il centro, ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi, segue circa tredici casi di vittime di violenza, fisica e Psicologica, e stalking, perpetrata da coniugi, ex coniugi, compagni o ex fidanzati, sia in presenza di figli minori che maggiorenni.

Le donne sono attualmente prese in carico dalle psicologhe che lavorano nell’area psicologica per accompagnarle in un percorso di consapevolezza di uscita dalla violenza,

attraverso colloqui personalizzati ed individuali.

A ogni vittima viene fornita una consulenza gratuita finalizzata a prendere coscienza di sé e a decidere di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza anche con il supporto del legale. L’area legale ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi ha fornito consulenze specifiche per ogni caso preso in carico, informando le donne sui propri diritti e sul percorso giudiziario da poter intraprendere nel caso in cui la donna lo volesse.

12 ottobre 2013 0

Autovelox nei guai a Pignataro, l’opposizione consiliare: “Automobilisti vessati da questa amministrazione”

Di admin

Dal gruppo consiliare di opposizione di Pignataro Interamna, Forum per Pignataro, riceviamo e pubblichiamo. “Nell’evidenziare la propria soddisfazione sulla revoca della precedente ordinanza con la quale veniva istituito il centro abitato in località Pagliarelle di Pignataro interamna e la conseguente riduzione del limite da 70 km orari a 50 km, i consiglieri del Gruppo Forum esortano i responsabili dell’Amministrazione ad adottare tutte le iniziative di tutela dell’interesse pubblico nell’eventualità che gli innumerevoli automobilisti che avessero ricevuto verbali per violazioni del limite di velocità, dovessero mettere in atto azioni collettive di risarcimento. Forum in relazione a tutto ciò, ricorda di aver ripetutamente denunciato il comportamento dell’Amministrazione, la quale attraverso le iniziative del Sindaco, pur di conseguire un incremento delle entrate , non ha esitato, ancorchè legittimamente, a ricorrere all’introduzione dell’autovelox, quale deterrente nei confronti degli automobilisti che non avessero voluto rispettare il limite di velocità. Senonchè le multe da autovelox sono divenute nel tempo, uno spauracchio per tutti gli utenti della S.R. 630 Ausonia, che in certi casi hanno subito autentiche vessazioni pur procedendo a 57 km orari. Bene ha fatto dunque il Ministero a ripristinare lo statu quo sollecitando il Sindaco ad attenersi alle sue prerogative e non ad usare in modo improprio e vessatorio i suoi poteri”. Forum Per Pignataro

12 ottobre 2013 0

Aggredisce la madre con calci e pugni riducendola in fin di vita, arrestato un 45enne a Capua

Di admin

Colpito da un improvviso raptus di violenza aggrediva con calci e pugni la madre, all’interno della propria abitazione, facendole battere il capo contro alcuni mobili, riducendola in fin di vita. Resosi conto di ciò che aveva fatto, adagiava la povera madre sul letto, provvedendo nel contempo a ripulire il pavimento sporco di sangue, allontanandosi poi dall’abitazione non prima di aver avvisato, telefonicamente, la sorella di ciò che aveva fatto. Sul posto interveniva personale del 118 che immediatamente allertava i Carabinieri della Compagnia di Capua, i quali oltre ad effettuare i rilievi del caso sul luogo dell’aggressione, si ponevano alla ricerca dell’uomo, rintracciandolo nei pressi della sua abitazione. La vittima veniva trasportata presso l’Ospedale di Santa Maria Capua Vetere, dove quei sanitari gli riscontravano numerose ferite, riservandosi la prognosi, giudicandola in pericolo di vita. Sabatella Giuseppe, cl.1968, di Capua, questo il suo nome, è stato quindi arrestato con l’accusa di tentato omicidio e rinchiuso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

12 ottobre 2013 0

Amore violento tra donne, picchia la compagna e la riduce in povertà. Denunciata 25enne minturnese

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Un amore morboso, un rapporto di gelosia malsano ha costretto una 25enne bolognese a trasferirsi a Formia e a vivere in povertà. La vicenda è venuta a galla ieri quando gli agenti della polizia del commissariato di Formia diretto dal vice questore Paoloo Di Francia, sono intervenuti in piazza della Vittoria dove alcuni passanti hanno segnalato la violenta lite tra due donne, con una che aveva preso il sopravvento sull’altra e si stava accanendo con violenza. All’arrivo degli agenti, l’aggressione era ancora in corso e hanno dovuto lavorare per fermare la donna che accusava l’altra di ricevere telefonate sospette ed insistenti. Prestati i dovuti soccorsi alla ragazza emiliana, quella ferita, è stata lei stessa a raccontare di quel rapporto sentimentale per il quale, da qualche tempo, aveva raggiunto la compagna, coetanea di Minturno, in una sua casa di Formia diventandone succube dal punto di vista fisico che psicologico. La donna viveva di nulla e la costringeva al suo stesso stile di vita, cioè, passare il tempo senza far nulla in centro e a mangiare alla mensa della Caritas. Tale situazione di disagio imposto alla giovane bolognese dalla compagna, caratterizzata da una personalità forte ma deviante, da qualche tempo era aggravata dai frequenti scatti di ira violenta che sfociavano in aggressioni fisiche. Al termine della redazione degli atti di rito la ragazza, dopo essere stata curata dai medici dell’ospedale di Formia, rifocillata e confortata dal personale del Commissariato intervenuto, ha preso il primo treno per Bologna dove, essendo stati presi contattati con i genitori, è rientrata nella serata di ieri. La donna di Minturno, tra l’altro già conosciuta per alcune segnalazioni di polizia per reati contro il patrimonio, è stata denunziata per lesioni, minacce sarà proposta per una misura di carattere preventivo.