Giorno: 17 ottobre 2013

17 ottobre 2013 0

Espone striscione contro lo Stato e inneggiante a Priebke, denunciato un ragazzo di Colfelice

Di admin
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La Polizia di Stato identifica e denuncia ai sensi della legge Mancino un giovane ventitreenne di Colfelice. I fatti risalgono allo scorso 13 ottobre quando il personale del Commissariato di P.S. di Cassino, nel corso dei predisposti servizi di controllo del territorio, nota in Viale Europa, a Cassino, uno striscione dal seguente contenuto: “BOIA E’ LO STATO NON PRIEBKE”, recante, nella sua parte bassa, una svastica stilizzata emblema della sigla Identità Nazionale. Gli Agenti lo rinvengono e partono da subito le indagini per risalire all’autore che, grazie anche al ricorso delle metodologie informatiche, viene individuato e denunciato.

17 ottobre 2013 0

La Marina Militare a Chioggia partecipa a “Ottobre blu”

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Dal 19 al 27 ottobre 2013 si svolgerà a Chioggia la manifestazione OTTOBRE Blu, organizzata dall’A.S.P.O. – Azienda Speciale per il Porto di Chioggia – della Camera di Commercio di Venezia, con il patrocinio della Marina Militare, la collaborazione dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e del comune di Chioggia con lo scopo di promuovere la realtà marinaresca legata alla città. La manifestazione mette in evidenza il mondo marinaresco in un percorso che coinvolge il sociale, la cultura, lo sport, l’arte e l’imprenditoria. La costante presenza della Marina Militare in tutte le edizioni ha consentito di conoscere la realtà della Forza Armata e del mare. Protagonista della quinta edizione 2013 di “Ottobre Blu” il mondo dell’immersione con il tema Immersione, Idrografia e Idraulica: per conoscere il mondo in cui viviamo. Per celebrare il tema di quest’anno la Marina Militare sarà presente con i palombari del COMSUBIN – Comando Subacquei e Incursori – sempre pronti a operare sia in attività militari che civili, come per il naufragio della Costa Concordia e nella tragedia di Lampedusa. Tra gli eventi in programma, un’attività dedicata ai bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni, con l’obiettivo di far conoscere loro il mondo sommerso. I bambini avranno l’opportunità di un’immersione “protetta”, con i palombari della Marina, e la possibilità di conoscere l’ambiente subacqueo e i suoi misteri, vivendo un’esperienza unica nel suo genere.

La Marina Militare sarà presente con la fregata Euro, il sommergibile Pelosi, i Palombari, il Centro Mobile Informativo, la Banda Musicale, le unità e gli equipaggi della Sezione Velica. Farà sosta nel porto di Chioggia anche la nave Aretusa dell’Istituto Idrografico della Marina Militare.

17 ottobre 2013 0

Al via i lavori di recupero e valorizzazione dell’Area archeologica di Caposele a Formia

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E’ stato firmato oggi il contratto e, ad inizio settimana, partiranno i lavori per il recupero e la valorizzazione dell’area archeologica di Caposele. L’opera, coperta da un finanziamento europeo di un milione e mezzo di euro, interessa un’area comunale di circa 4300 metri quadri e posta a ridosso della darsena. Datazione e origini Il sito archeologico risale all’epoca tardo repubblicana e sin dalla prima modernità è stato associato al complesso di villa Rubino, suscitando un notevole interesse antiquario connesso alla tradizionale identificazione con la villa di Marco Tullio Cicerone (il “Formianum” più volte citato nelle epistole dell’oratore arpinate). Studi recenti hanno però confutato questa tradizione. Con buona probabilità, la struttura serviva una villa suburbana con funzioni di magazzino per lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti agricoli, principalmente di vino. Quale sia stato il destino della struttura a seguito del declino commerciale che l’antica Formiae ed il suo porto vissero in età imperiale è al momento impossibile stabilirlo. Studi preliminari Il quadro degli interventi, ampio e complesso, è stato anticipato da una lunga e approfondita indagine condotta dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio. Specifici saggi archeologici hanno contribuito ad arricchire il quadro delle conoscenze del sito, portando alla luce resti di strutture fino a quel momento sconosciute. Dettaglio degli interventi Il sito è stato diviso in più aree, ciascuna interessata da una diversa tipologia di intervento: – “cavea” per spettacoli all’aperto. Nello spazio compreso tra il fronte meridionale e il muro di cinta che delimita il sito verso sud-sud est, accanto alle nuove scoperte archeologiche, sarà realizzata una pavimentazione gradonata che costituirà una sorta di “cavea” destinata ad ospitare manifestazioni culturali all’aperto; – restauro e sistemazione: l’opera riguarderà gli ambienti che si affacciano sulla darsena del porticciolo Caposele; – info-point turistico: sarà realizzato tra tra gli spazi archeologici affacciati sulla darsena; Il progetto generale “Questo – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Eleonora Zangrillo – è solo il primo importante passo di un lungo percorso che speriamo ci porterà a valorizzare l’intero patrimonio archeologico di Formia e del litorale di ponente in particolare. In mano privata fino al 2010, il complesso di Caposele è rimasto a lungo in condizioni di degrado. Vogliamo valorizzarlo sul piano architettonico e paesaggistico, renderlo davvero fruibile a tutti nell’ottica di una complessiva riqualificazione del waterfront e di un miglioramento dell’offerta turistica”.

17 ottobre 2013 0

Valle del Sacco, Legambiente: allarme gravissimo per tumori infantili, subito chiarezza e certezze

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Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: “Dalla Valle del Sacco arrivano nuovi dati sui tumori tra i bambini, che se confermati evidenzierebbero un allarme gravissimo, chiediamo chiarezza e certezze immediate -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Chiediamo al Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, organismo di grande autorevolezza, di approfondire quanto è emerso per fare chiarezza e informare i cittadini della Valle del Sacco, anche dei potenziali rischi ai quali sono esposti. Nella Valle del Sacco sono diverse le matrici ambientali ad essere inquinate, dall’acqua all’aria ai suoli. La bonifica deve procedere senza tentennamenti, il declassamento del sito, contro il quale Legambiente e comitati hanno fatto ricorso, non può fermare l’azione avviata. Accanto a questo è poi fondamentale istituire un registro tumori a livello regionale, per poter raccogliere tutti i dati essenziali per la ricerca sulle cause del cancro anche in questa area così fortemente colpita.”

Così Legambiente commenta i dati relativi allo “Studio sui tumori infantili nella Valle del Sacco”, portato a termine a marzo 2012 ma non ancora pubblicato, emersi recentemente grazie alle associazioni A.Ma. Associazione Mamme Colleferro, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa) e Minerva Pelti Onlus che ne hanno richiesto e acquisito gli atti. Nello studio si evidenzia che nell’area 1 (Comuni di Colleferro, Segni e Gavignano) risulta un evidente aumento di ricoveri per tutte le cause, che si attesta per la fascia di età 0-14 anni, sia per i maschi che per le femmine, intorno ad un 40% in più rispetto alla media regionale. Per l’area 2 (Comuni di Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino) la percentuale di ospedalizzazione riportata per i bambini da 0 a 14 anni è del 18% in più rispetto alla media regionale per i maschi e del 26% per le femmine. In particolar modo, viene citato il caso di Anagni, dove per i maschi di 0-14 anni si evidenzia il 281% in più per il tumore all’encefalo e il 174% in più per i tumori maligni del tessuto linfatico ed ematopoietico, portando gli stessi epidemiologi ad affermare che “il cluster di casi di sesso maschile riscontrato ad Anagni, anche se di entità limitata e potenzialmente dovuto a variazioni casuali, merita ulteriori approfondimenti.”

Dal 2005 il bacino del fiume Sacco è in proclamato stato di emergenza socio-economico ambientale ed è stato avviato un progetto di monitoraggio sulla “Salute della popolazione nell’area della Valle del Sacco” affidato al Dipartimento di Epidemiologia della A.S.L. Roma E.

17 ottobre 2013 0

Cambiano i primari dell’ospedale di Cassino, Vecchio a Urologia

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Cambiano i vertici dei principali reparti dell’ospedale di Cassino. L’ultimo, in ordine di tempo è il reparto di urologia che è stato affidato all’esperienza e alla professionalità di Domenico Vecchio. Il professionista stimato ed apprezzato in provincia, anche per le sue doti umane, ha appreso dell’incarico questa mattina direttamente dal direttore generale della Asl di Frosinone. Nei mesi precedenti Bruno Bordone è diventato primario del reparto di Chirurgia, Fabio Violi, invece, del reparto di Nefrologia e dialisi. Per loro incarichi ad un anno in attesa dei concorsi nazionali. erm amedei

17 ottobre 2013 0

Citofona a colpi di pistola, arrestato il 29enne che ha gambizzato un uomo ad Aprilia

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Tentato omicidio e porto abusivo di arma da sparo, questi i reati per i quali, questa mattina, è stato arrestato dai carabinieri di Aprilia Giuseppe Costantini, 29 anni del posto. Il giovane sarebbe il responsabile dell’agguato teso il 9 ottobre in via Londra al 59enne Vittorio Zappone. L’uomo, nel pomeriggio, ha aperto la porta divenendo bersaglio di sei colpi di pistola di cui, però, solo uno lo raggiunse provocandogli la frattura pluri – frammentaria del femore sinistro. In quella circostanza un carabiniere fuori servizio era riuscito a prender parte della targa della Opel Corsa con la quale l’aggressore, con il volto parzialmente travisato, era scappato. Le indagini dirette dal colonnello Andrea Mommo, ben presto sono arrivate ad individuare il proprietario dell’auto, il padre del 29enne incastrato anche dalla descrizione calzante fatta dalla vittima.Per questo ieri sono scattate le manette mentre tentava la fuga, avendo visto arrivare i carabinieri, calandosi dalla scala antincendio dell’appartamento in cui abitava.

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Discarica di Penitro, l’Nbcr dei vigili del fuoco verifica i livelli di radioattività

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La vecchia discarica di Penitro a Formia sequestrata dalla procura di Cassino fa paura; l’indagine riaperta dopo le dichiarazioni di Schiavone è stata ben accolta dalla gente che vuol vederci chiaro su cosa sia stato interrato in quella vecchia cava anche perché è a pochi passi da una scuola, l’Istituto per Geometri, frequentato da centinaia di ragazzi. Per questo, nei giorni scorsi, alcuni genitori hanno chiesto al comando provinciale dei vigili del fuoco di monitorare l’aria e accertarne la salubrità quantomeno sotto l’aspetto radioattivo. Una richiesta che questa mattina è stata prontamente accolta. Gli esperti dell’Nbcr, infatti, alle 11 erano nei pressi della scuola per effettuare varie misurazioni dei livelli di radiazione in tutto il circondario della cava in questione. Una operazione che è servita a scongiurare il pericolo radiazioni. Ermanno Amedei

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Il Generale di Divisione Adinolfi visita il Reparto Territoriale di Aversa

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Nella mattinata odierna il Generale di Divisione Carmine ADINOLFI, comandante della Legione Carabinieri “Campania”, ha visitato il Reparto Territoriale di Aversa e si è successivamente recato presso la sede del Tribunale di Napoli Nord dove si è intrattenuto con il presidente del Tribunale dott. Rodolfo DANIELE e con il Procuratore della Repubblica dott. Raffaele MARINO. Intrattenendosi con i carabinieri del Reparto Territoriale e con i componenti dell’Ispettorato regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, alla presenza dell’Ispettore Generale Domenico CAGNAZZO, il Generale ADINOLFI ha ringraziato i militari per il loro impegno quotidiano in un’area molto sensibile sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, estendendo il suo pensiero di gratitudine anche alle famiglie, e successivamente ha consegnato delle ricompense ai militari distintisi nelle recenti operazioni di servizio condotte dal Reparto. Ai responsabili degli uffici giudiziari, il comandante della Legione ha confermato la piena disponibilità e collaborazione dell’Arma per il contrasto dei fenomeni criminali che interessano l’agro aversano, anche alla luce delle indagini condotte dall’Arma in materia di reati non solo di criminalità organizzata ma anche in materia ambientale e reati perdatori.

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Protocollato dalla Leintner Spa il progetto della cabinovia Cassino-Montecassino

Di redazionecassino1

La cabinovia che dovrà collegare, in tre minuti e quaranta secondi, la Città Martire con l’Abbazia comincia ad essere un dato concreto, ieri è stato, infatti, protocollato, dalla società che l’ha redatto, il progetto della nuova opera.  “Questa mattina la Leintner Spa ha protocollato il progetto relativo alla realizzazione della Cabinovia che collegherà città Cassino a Montecassino.” A dichiararlo è stato il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, subito dopo che la società Trentina, leader settore per la progettazione e la realizzazione di impianti a fune, ha depositato presso il protocollo del Comune il progetto dell’opera. “Gli uffici – ha continuato il sindaco – analizzato attentamente il progetto presentato che di certo rappresenta un punto di partenza importante per realizzare un’opera che, non solo servirà a rilanciare e riqualificare il turismo a Cassino, ma contribuirà alla salvaguardia ambientale del nostro territorio.  Il progetto, infatti, si basa su di un limitato consumo del suolo all’interno della villa comunale unito ad un impatto ambientale minimo, per non dire inesistente, sulle sorgenti presenti all’interno del parco cittadino. Il progetto, quindi, non contempla assolutamente alcun tipo di parcheggio interno alla villa comunale o alle zone adiacenti e si pone come obiettivo principale quello di chiudere il traffico automobilistico e turistico che oggi attraversa il monumento naturale di Montecassino. Ciò sta a significare che ci sarebbe un considerevole risparmio nel consumo di CO2 e quindi un abbassamento importante dell’inquinamento cittadino. Con la cabinovia, come dimostra lo studio di fattibilità realizzato, sarà possibile risparmiare giornalmente fino circa 30.000 kg di CO2 disperse nell’ambiente. La valutazione risulta semplice considerando che per raggiungere gli stessi livelli di traporto che ha la cabinovia, in grado di veicolare 2000 persone l’ora per senso di marcia, occorrerebbero ben 40 pullman da 50 posti ciascuno. Il Progetto, quindi, ha un impatto minimo della stazione di partenza sul sistema idrogeologico delle sorgenti del Gari ed al contempo è in grado di intercettare un flusso turistico che oggi è diretto solo in Abbazia, offrendo, di fatto, ai turisti la possibilità di far visita non solo al monastero, ma anche ai luoghi culturali ed ambientali della nostra città con enormi vantaggi per le attività produttive e commerciali di Cassino. Alla luce di quanto spiegato e presentato nel progetto, sottolineando che trattandosi di un Project Financing la realizzazione dell’opera è a totale carico della società e a costo zero per l’Ente, di certo la Cabinovia rappresenta un vantaggio per la città sia in termini turistici che ambientali, oltre ad essere un’attrattiva in grado di convogliare a Montecassino un’ulteriore fascia di turismo”.

Alcuni dati relativi all’opera: la lunghezza della cabinovia dal punto di partenza a quello di arrivo è di circa 1km e 200 metri con un dislivello totale di poco più di 400 metri. Ogni cabina ha un numero massimo di 10 posti ed il tragitto completo ha una durata di 3 minuti e 40 secondi.

 

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Discarica abusiva di rifiuti speciali sequestrada dalla Forestale ad Ortona

Di admin

Convalidato dal GIP del Tribunale di Chieti il sequestro di una discarica abusiva di rifiuti speciali, eseguito nei giorni scorsi dal Corpo Forestale dello Stato in località Madonna della Croce, zona rurale del Comune di Ortona. Nel corso di un’attività operativa a tutela dell’ambiente, il personale del Comando Stazione di Ortona ha sottoposto a sequestro un’area di 35 mila metri quadrati, nella quale erano depositati rifiuti solidi speciali di varie tipologie, per un quantitativo superiore a cinquecento metri cubi: rifiuti provenienti dal settore edilizio, rottami ferrosi, pneumatici, carcasse di autoveicoli, container, materiale plastico e materiali riconducibili ad espianti di vigneti. Sono state deferite alla Procura della Repubblica di Chieti due persone, proprietarie del terreno, e sono ancora in corso accertamenti tesi ad individuare i soggetti che, a vario titolo ed a più riprese, hanno concorso alla realizzazione e gestione della discarica. Si elude la normativa di settore, che impone a chiunque gestisca rifiuti o siti di deposito specifiche autorizzazioni, si determina un potenziale rischio di inquinamento del suolo e delle falde acquifere sottostanti, causato dall’azione degli agenti atmosferici sui rifiuti abbandonati in modo incontrollato, si creano desolanti spettacoli che, forse più di ogni altra cosa, sviliscono il bene ambiente.