Giorno: 21 ottobre 2013

21 ottobre 2013 0

Cade in un dirupo a Vallerotonda, (il cane) Bruschetta recuperato dopo tre giorni dal gruppo Saf dei vigili del fuoco – LE FOTO

Di redazione
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Tre giorni in un dirupo senza mangiare né bere, nnel primo pomeriggio di moggi è stato salvato dai vigili del fuoco del gruppo Saf di Roma e Frosinone. Bruschetta, tre anni, è una femmina di griffon bleu; un cane da caccia che sabato mattina, nella zona Le Mortaie di Vallerotonda, stava inseguendo un cinghiale “per conto” del suo padrone, un 34enne di Sant’Elia Fiumerapido. Nella foga della corsa, però, Bruschetta ha messo una zampa in fallo ed è andata giù in un dirupo per oltre 40 metri. Il suo padrone l’ha sentita guaire ma non ha potuto raggiungerla. Ieri i vigili del fuoco di Cassino hanno tentato di soccorrerla ma la zona particolarmente franosa ha impedito l’oiperazione di salvataggio e, oggi, sono arrivati gli esperti Saf di roma e Frosinone. Uno di loro, particolarmente esperto ed opportunamente imbragato e assistito dai suoi compagni, ha tentato la discesa raggiungendo il cane intorno alle 15. 30 di oggi, riuscendo a recuperarlo anche grazie ad una apposita sacca e a portarlo su affidandolo alle cure del proprietario. (Clicca e guarda tutte le foto) Cane e padrone si sono fatti le feste a vicenda e poi l’animale è stato sfamato e rifocillato. Per fortuna, nella caduta, ha rimediato solo qualche graffio. Chisssà se da qualche parte della montagna, il cinghiale che Bruschetta inseguiva è rimasto, sghignazzando, ad osservare le operazioni di soccorso. Per fortuna, però, tutto è andato per il meglio e l’operazione di salvataggio, oltre a dimostrare e a testare sul campo l’efficienza del gruppo Saf dei vigili del fuoco, diomostra ancora una volta come questi siano vicinio alla gente e agli animali. Foto Alberto Ceccon (Clicca e guarda tutte le foto)

21 ottobre 2013 0

“Caccia al tonno rosso”, denunciato pescatore di Gaeta

Di admin

Diciotto esemplari di tonno rosso sono stati sequestrati oggi dalla Guardia Costiera di Gaeta ad un pescatore sportivo di 63 anni, mentre li sbarcava dal proprio natante. La cattura della specie di pesce sequestrata, in questo periodo dell’anno, è vietata per scopi riproduttivi. Gli esemplari pescati dal 63enne erano di lunghezza pari a circa 35 cm, in violazione del Regolamento comunitario 302/2009 che, quando consentita la cattura, fissa la taglia minima della specie in 115 cm. L’uomo quindi, è stato denunciato. Il pescato, dopo essere stato sottoposto agli accertamenti di rito del personale sanitario dell’ASL che ne attestava l’idoneità al consumo umano, è stato donato alla Caritas di Gaeta. Er. Am.

21 ottobre 2013 0

“Il muro non si tocca” e l’Itis di Cassino resta ancora isolato

Di admin

“Il muro non si abbatte” e la scuola resta ancora senza una via di accesso. Si sono messi davanti lo scavatore impedendo ai dipendenti del comune di Cassino di abbattere un muro e collegare via Traversa Volturno, con via Rapido. E’ accaduto stamattina nei pressi della sede del biennio dell’Itis di Cassino rimasto chiuso la scorsa settimana a causa del rischio crollo di una struttura fatiscente che sta proprio dinnanzi alla scuola. I vigili del fuoco intervenuti lunedì, in occasione del parziale crollo della struttura, hanno chiuso per precauzione via Rapido che è, però, l’unica strada di accesso alla sede comunale. Questa mattina gli studenti sono tornati ai banchi, percorrendo a piedi il tratto di strada chiusa al traffico, ma per normalizzare la situazione, l’amministrazione comunale aveva pensato di abbattere un muro in mattoni per collegare, anche se in maniera provvisoria, le due strade e dare un nuovo ingresso viario alla scuola. L’intervento dei residenti che abitano la vicina palazzina polare ha impedito il compimento dei lavori temendo che la soluzione definita provvisoria, sarebbe diventata definitiva a discapito della loro tranquillità. Inoltre hanno sostenuto che quel muro fosse di proprietà dell’Ater e non Comunale, per questo gli operai supportati poi dai vigili urbani, hanno dovuto fare marcia indietro. Ermanno Amedei Foto Alberto ceccon

21 ottobre 2013 0

Lettera aperta del Cocer a quel manifestante orgoglioso della sua imbecillità

Di admin

Dal Cocer della Guardia di Finanza riceviamo e pubblichiamo: Caro “presunto” manifestante, ho notato che sabato scorso ti sei imbucato vigliaccamente in un corteo autorizzato, solo e soltanto per scatenare la tua violenza repressa e colpire quegli uomini che, secondo il tuo vuoto pensiero, rappresenterebbero il male da cui è esplosa la crisi economica e sociale di questo triste periodo. Vedi, potrei scendere ai tuoi infimi livelli ed offenderti alla stessa stregua, per i sentimenti che mi travolgono, quando dei miei colleghi, dei Veri uomini delle istituzioni, vengono attaccati in una guerriglia da Paese surreale, proprio da quelli che come te non hanno nemmeno il coraggio di mostrarsi apertamente ed assumersi le proprie responsabilità. Sai, egregio “presunto” manifestante, mi sarei aspettato che avessi espresso il tuo pensiero con le “armi” pacifiche della moderna democrazia, oppure che facessi comprendere a quelle masse non attente ai tuoi “pseudo-bisogni”, se il tuo pensiero si discosti o meno da quello dei c.d. pensatori anarchici come Michail Bakunin o Pëtr Kropotkin o altri ancora. Invece, si sono sentite le urla fanatiche di: Assedio!…Dovete morire!…Andate via! Nonostante tutto, tra i vari uomini delle FF.OO. impegnati nell’occasione, un gruppo di Finanzieri erano lì a difendere un edificio delle istituzioni, restando fermi ed immobili, protetti l’un con l’altro senza attaccare e trincerati dietro i loro blindati, mentre venivano assaliti con spranghe, mazze, bottiglie ed oggetti vari. Non è accettabile, in un Paese normale, assistere impotenti davanti a scene del genere, in cui si vedono persino i giornalisti dotati di caschi protettivi nell’intento di scattare foto con estrema naturalezza, mentre tutt’intorno ragazzi e ragazze fuggono invasati e intanto vengono lanciate bombe carta, potenti petardi ed incendiati dei cassonetti. Non ti rendi conto te e i tuoi amici di “vigliaccaggine” esempio, quali danni hai creato al tuo Paese, anche se hai legato con tuoi pari di diversa nazionalità, quale offesa hai arrecato a quelle persone che nella capitale hanno un esercizio commerciale, quale aggravio hai procurato all’immagine della terra che ti ha generato? Purtroppo sei il prodotto di un’assenza di ideali sani, che dovrebbero partire dalla famiglia e completarsi nella scuola, anche se quest’ultima sta cadendo a pezzi come tutto il nostro impianto culturale, per la disattenzione di un popolo ormai apatico ed assuefatto ad un’imperante paralisi del sistema Paese. Certe immagini rimandano ai terribili anni 70, in cui la parte “sana” di quest’Italia vilipesa lasciò un tributo di vite umane non indifferente, nel preciso intento di volersi risollevare, grazie soprattutto alla convergenza di idee che hanno avvicinato i movimenti democratici degli operatori di polizia a quelli degli operai della grande industria. Chiunque tu sia, se ritieni di far valere i tuoi principi o le tue idee, non è certo con la vigliacca violenza che otterrai qualcosa. Potresti avere miglior risultato facendo ricorso al confronto democratico, per meglio crescere ed aiutare ogni cittadino del mondo. Ricordati, se nessuno ancora non te l’abbia insegnato, che quegli uomini schierati a difesa di un simbolo delle istituzioni, chiamati a fronteggiare tensioni sociali nel difficile ruolo di garantire l’ordine pubblico, sono persone che a differenza di quelli come te, hanno scelto di stare dalla parte della legalità, di onorare il patto con lo Stato di cui fai parte, rischiando la propria vita per 1.400 euro al mese, anche se ciò può comportare il ricevere offese fisiche o ingiurie di qualsiasi natura. Dovresti essere orgoglioso di questi ragazzi che spesso hanno la tua stessa età o di questi uomini che potrebbero avere quella di tuo padre, poiché tutti loro, nei momenti in cui potresti averne bisogno, non si domanderebbero se sia giusto o meno prestarti aiuto, essi lo faranno e basta, con estrema professionalità e coerenza. Impara la strada giusta da percorrere e abbi rispetto per questi uomini che si guadagnano onestamente da vivere, pur nelle difficoltà quotidiane che ognuno affronta nelle proprie famiglie. Purtroppo, di fronte ad eventi che riguardano la storia di questo Paese, non si è ancora conservata una memoria individuale e né tantomeno una collettiva. Per far sì che dagli errori del passato si possa costruire un futuro migliore, la “piazza democratica” ha l’onere di isolare le imbecillità umane, garantendo il rispetto di coloro che quotidianamente testimoniano l’essenza delle istituzioni democratiche. IL DELEGATO CO.CE.R. DELLA GUARDIA DI FINANZA Brig. Guglielmo Picciuto

21 ottobre 2013 0

Tedeschi:”Questa crisi la stanno pagando i più deboli”

Di redazionecassino1

 

Questa crisi la stanno pagando i più deboli. Questo è ormai innegabile: precari, disoccupati, cassaintegrati, piccole e medie imprese. Ma c’è anche un’altra categoria: quelli che continuano a lavorare, anche a pieno ritmo, pur non essendo pagati. In un certo senso potremmo definirli i veri, nuovi benefattori ed in effetti è così anche se hanno urgente bisogno di riavere quanto spetta loro: lo stipendio, così come previsto dal contratto che hanno firmato. Questi “nuovi e veri” benefattori lavorano senza essere più pagati da svariati mesi  in tanti  settori, uno per tutti: l’informazione. A fronte di una RAI che firma contratti ultra milionari e conta centinaia di dirigenti nella sua struttura, c’è un’editoria locale, in particolare in Provincia di Frosinone, con giornalisti che non ricevono lo stipendio quasi da un anno. I fondi  già assegnati in effetti ci sarebbero, ma risultano essere bloccati in via cautelativa. La cautela è d’obbligo, ma non possono farne le spese i giornalisti che certo non gestiscono risorse, ma solo informazioni. Allora se da una parte tutti auspichiamo che si esca dalla crisi, dall’altra parte sembra interessare a pochi una ripartenza davvero giusta e solidale che non calpesti i diritti dei lavoratori.   
21 ottobre 2013 0

Expert Lucarelli N.B. Sora 2000: importante vittoria casalinga, 76-48, contro Marino

Di redazionecassino1

Una vittoria col cuore e con la convinzione dei propri mezzi: la Expert Lucarelli NB Sora 2000 si impone contro la Pall. Marino per 76-48, dopo una gara in cui i volsci sono riusciti a reggere alla forza d’urto dei marinesi, avanti nel primo  quarto, uscendo poi alla grande, dal secondo quarto in poi, trovando una  vittoria e  due punti importanti, da mettere in cascina per la propria classifica. Partenza di sfida contrassegnata dai quattro consecutivi punti bianconeri del Marino messi a segno da Fabi a Lucidi, rispondono  i padroni di casa  con Mariani e capitan Dragojevic; per Sora c’è qualche palla persa di troppo in avvio ma la concentrazione non manca, specialmente nel rintuzzare il primo tentativo di allungo degli ospiti. Sull’ 8-13 (con annessa tripla ospite di Spizzichini S. e i canestri di Fabi), i padroni di casa non riescono a essere sciolti e propositivi, trovandosi in svantaggio al 7′ (8-15): Marino mantiene il gap positivo per alcuni minuti, con Lucidi che mette il canestro, per  la compagine ospite, con un appoggio al tabellone. E’ poi Spizzichini S, con una conclusione pesante da tre punti, a rispondere al tiro dall’angolo di Dragojevic: Marino chiude avanti i primi dieci minuti, sul 13-20.

Il Sora resta in contatto con gli avversari in avvio di secondo quarto, con i  bravo Fassiotti e Mariani sebbene le trame offensive del Marino siano eccellenti sia dalla distanza che sotto canestro. L’equilibrio si smorza al 15′, quando Sora piazza il break che, con Margio e Iannarilli (grande protagonista di frazione), permette ai padroni di casa di andare al -1 (19-20). I bianconeri  marinesi ritrovano un piccolo lampo con quattro punti da parte del sempre presente Spizzichini S., tuttavia i padroni di casa della Expert Lucarelli NB Sora 2000 si svegliano dal lungo letargo agonistico e  sfoderano una serie  di canestri con  Fassiotti (buona  la  sua gara) e Margio, che infila  la difesa  bianconera del Marino. Alla seconda sirena si chiude con il risultato ribaltato dai padroni di casa in vantaggio +7 (36-29).

I ragazzi di Polidori ripartono meglio della squadra ospite del Marino, alla ripresa della sfida: Passiotti, Rambaldi ed Dragojevic mantengono lontane le sfuriate marinesi. Marino pasticcia e si innervosisce, i volsci invece si dimostrano concentrati e riescono ad allungare la distanza tra le compagini (65-40 al 30′). I marinesi, nonostante l’uscita  con  cinque falli dei due fratelli Spizzichini, disputano un ultimo quarto discreto, con Fabi e Apa. Il resto della gara serve  solo nell’aspettare il suono della sirena, che  arriva  sul punteggio finale di 76 a 48 per i volsci della Expert Lucarelli NB Sora 2000. Prossimo appuntamento e  in quelli della Virtus Velletri.

Buon Basket a tutti

 

EXPERT LUCARELLI N.B. SORA: De Ciantis ne, Motta ne, Rambaldi 13; Mariani 7, Dragojevic 12; Papadakis 13;  

                                  Margio 14; Fassiotti 11; Iannarilli 6; De Vittoris ne ;. All. Polidori M.,  1°Assistente All. Bifera S.

 

Pall. Marino: Lucidi 13, D’Erchie, Celesti 2, Cianfanelli, Spizzichini B. 2, Fabrizio, Spizzichini S. 15, Fabi 14, Apa 2, Stile;              Coach: Marotta.

EXPERT LUCARELLI N.B. SORA 2000- Broker & Broker Pall.. Marino 76-48

 

Parziali: 13-20;23-9;23-11;17-8.

 

Arbitri: BOVA R. (RM)e PANICI ALESSANDRO di FONDI (LT)

 

21 ottobre 2013 0

Basket: La A.B. Serapo Gaeta beffata nel finale dalla Sam Roma

Di redazionecassino1

Prima sconfitta stagionale per la A.B. Serapo Gaeta che si vede sfuggire una gara, in un finale punto a punto contro la Sam Roma dopo che, per lungo tempo, ha gestito nel migliore dei modi. Primo quarto positivo da parte dei ragazzi di Coach Nardone che, grazie ad una buona circolazione di palla, riescono a chiudere il primo quarto in vantaggio con il punteggio di 22-11. Il secondo quarto vede la squadra locale più presente, ma la A.B. Serapo Gaeta regge bene alla reazione della squadra di Benassi e va al riposo lungo in vantaggio con il punteggio di 29-34.

Al ritorno dagli spogliatoi si vede il copione già scritto del primo quarto con la squadra biancoverde che riesce a scappare fino al +11 ( 31-42) grazie alla solita gara positiva in cabina di regia di Macaro, ed al dominio sotto le plancie di Violo e Ferraiuolo. Ma da quel punto in poi l’inerzia della partita cambia e la squadra locale ribalta la situazione, trascinata dai giovani Campogrande e Fowler ed è proprio quest’ultimo a segnare una tripla a fil di sirena che da alla Sam Roma il primo vantaggio della gara ( 48-46 al 30’). Ultimo quarto equilibrato; Vagnati, altra buona prova per il giovane play gaetana, da il +3 alla A.B. Serapo Gaeta con tre ottime penetrazioni (55-58), ma Campogrande risponde con un 6-0 di parziale personale con cui riporta avanti la propria squadra ( 61-58); Ferraiuolo riavvicina a -1 la A.B. Serapo Gaeta, ma, a 40’’ dal termine, Addessi commette un ingenuo fallo, il suo quinto. Mariani fa 0/2 dalla lunetta, ma la squadra biancoverde, non riesce a trovare la via del canestro e così la Sam Roma vince con il risultato finale di 63-60.

 

Merito alla squadra di casa che non ha mai mollato fino alla fine, mostrando tra le sue fila, giovani interessanti, e trovatasi più fresca nei momenti clou dell’incontro grazie alla maggiore rotazione del proprio roster. Per la A.B. Serapo Gaeta una battuta d’arresto da digerire presto visto che Sabato, al Palamarina arriverà la temibile Tevere Basket, ancora imbattuto fino a questo momento.

 

 Sam Roma – A.B. Serapo Gaeta 63-60 (11-22; 29-34; 48-46)                                                                                                                                                                                                Sam Roma: Sattolo, Mariani 2, Franzon 9, Policari 5, Fowler 15, Danzi 6, Orlandi n.e., Meiarini 4, Cianci 2, Campogrande 20.

All. Benassi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               A.B. Serapo Gaeta: Vagnati 6, Addessi 10, Violo 18, Macera, Nardella n.e., Palmieri, Macaro 13, Coscione n.e., Marrocco 3, Ferraiuolo 10. All. Nardone

21 ottobre 2013 0

Due persone denunciate dalla Forestale per caccia con mezzi vietati a Latina

Di admin

Nell’ambito di controlli tesi al contrasto dei reati in ambito venatorio personale del Comando Stazione Forestale di Latina sorprendeva in data 19.10.2013 due persone intente nell’esercizio della caccia mediante l’ausilio di mezzi non consentiti, nella fattispecie di un richiamo acustico elettronico, nel comune di Pontinia (LT) in località Borgo Pasubio. I due, residenti nel Comune di Pontinia, sono stati trovati nell’esercizio della caccia ma oltre ai richiami vivi regolarmente detenuti, nelle immediate vicinanze gli Agenti hanno ritrovato, parzialmente occultato da materiale vegetale, un richiamo elettronico. Gli Agenti procedevano immediatamente all’identificazione degli stessi ed al sequestro dei fucili, del munizionamento, e del richiamo elettronico utilizzato. Uno dei due, il più anziano è risultato essere stato già denunciato in passato dalla Forestale per lo stesso tipo di reato. Entrambi sono stati deferiti alla locale A.G. per le ipotesi di reato di cui alla legge sulla caccia L. 157/1992.

21 ottobre 2013 0

Operazione “Ellenika” a L’Aquila, maxi blitz antidroga 71 arresti

Di admin

Il Procuratore Distrettuale Antimafia di L’Aquila, Fausto Cardella, ed il sostituto Procuratore Antonietta Picardi, a conclusione di una articolata e complessa attività di indagine delegata al Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri, hanno ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari, dott. Giuseppe Romano Gargarella 71 ordinanze di custodia cautelare1. I reati contestati sono “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di beni”. Nelle prime ore della mattinata odierna, è stata data esecuzione dai Carabinieri del ROS e dei Comandi Provinciali territorialmente competenti. La Direzione Nazionale Antimafia ha seguito costantemente le complesse attività investigative per la rilevanza delle stesse ed i profili spiccatamente transnazionali delle organizzazioni criminali indagate, accertati nell’ambito della fitta attività rogatoriale sulla cui base è stata instaurata una proficua cooperazione giudiziaria con numerosi Paesi di area balcanica interessati dalla filiera del narcotraffico. Gli arresti sono stati eseguiti in Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia nonché in Albania e Kosovo grazie al supporto assicurato dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, ove 7 indagati sono stati raggiunti da provvedimenti di arresto a fini estradizionali. Altri 7 indagati sono stati localizzati in Bosnia dove la normativa vigente non consente di procedere all’estradizione; garzie al coordinamento investigativo garantito da quella Autorità saranno raggiunti da una richiesta di perseguimento penale e sottoposti a fermo e perquisizione da parte della Polizia locale. Le indagini, avviate nel marzo 2009 a seguito dell’arresto di un corriere italiano intercettato dall’Arma di Udine con mezzo chilogrammo di eroina, sono state condotte dal ROS sotto la prima direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Trieste che individuava una ramificata struttura di matrice bosniaca- kosovara, dedita al traffico di ingenti quantitativi di eroina dall’Albania in Italia, tramite il Kosovo e la Bosnia. In tale fase di indagine si accertava la responsabilità di questo primo gruppo criminale nell’importazione, attraverso la Bosnia, la Croazia e la Slovenia di circa 240 kg. di eroina, destinata a diversi gruppi acquirenti, italiani e albanesi, radicati in Abruzzo, Lombardia, Emilia – Romagna, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Liguria. La prosecuzione delle attività sul fronte sia interno che internazionale consentiva, inoltre, di accertare l’operatività di tre distinte associazioni criminali: un gruppo fornitore facente capo ai narcotrafficanti DOKLE Indrit e KRASNIQI Izet, costituito principalmente da soggetti di nazionalità albanese, articolato su due cellule, rispettivamente radicate in Albania, tra Durazzo e Tirana, ed in Kosovo, a Prizren, con proiezioni in diverse città italiane, tra le quali Pescara, La Spezia, Milano, Bergamo, Padova, Udine, Asti, Mantova, Firenze, Roma, Ravenna, Imola, Bologna, Taranto, Bari e Lecce; un gruppo capeggiato da ILIJAZAGIC Adnan dedito al trasferimento dei carichi di eroina ed al reclutamento dei relativi corrieri, con basi in Bosnia, a Velika Kladusa, e con proiezioni in tutta Europa; un gruppo orbitante intorno alla famiglia di GARGIVOLO Enzo che aveva ed ha la capacità di gestire ingenti flussi di eroina, attivo in Pescara e nelle province limitrofe. Il sodalizio albanese era in grado di approvvigionarsi di eroina afghana direttamente dai fornitori turchi, introducendo poi il narcotico in diversi Paesi europei, oltre che in Italia, ove alcuni connazionali erano incaricati di supervisionare alle periodiche spedizioni, assicurando il collegamento con esponenti di spicco di gruppi criminali locali, per la successiva commercializzazione sui ricchi mercati italiani; in particolare nell’area pescarese è stato individuato il principale snodo per lo smercio dell’eroina introdotta sul territorio nazionale. Le indagini accertavano, inoltre, come da Prizren (Kosovo), luogo privilegiato di stoccaggio dell’eroina proveniente dalla Turchia, il narcotrafficante KRASNIQI Izet costituisse un importante elemento di raccordo tra le componenti albanesi e quelle bosniache. Grazie all’esame incrociato degli elementi complessivamente raccolti sul campo e degli approfondimenti investigativi sviluppati tramite una serrata attività tecnica e di sorveglianza transfrontaliera si delineavano le responsabilità delle singole organizzazioni con riferimento a numerose importazioni di droga, di cui 200 chilogrammi circa di eroina venivano sequestrata in Italia ed all’estero da varie Forze di Polizia nell’ambito di autonomi procedimenti. Grazie al costante supporto della DCSA, le indagini sviluppate dal ROS sul fronte internazionale, in cooperazione con le Polizie di Albania, Bosnia, Croazia e Slovenia, permettevano anche di individuare a Kamnik (SLO) una componente bosniaca responsabile, oltre che del reclutamento dei corrieri, della fornitura di alcune pistole semiautomatiche e kalashnikov in favore di un gruppo acquirente in Italia. In particolare, la proficua collaborazione offerta dalle Autorità bosniache e croate consentiva, nel mese di agosto 2009, di pianificare un’operazione di consegna controllata internazionale con l’impiego di personale sottocopertura del R.O.S. e di una interposta persona inserita nell’organizzazione criminale, sequestrando, in San Benedetto del Tronto (AP), 13 kg di eroina e la somma di 20.000 euro in contanti, con l’arresto dei destinatari del narcotico. Analogamente, l’efficace collaborazione instaurata con la Polizia albanese, nell’ambito di un’indagine collegata (operazione GJURA), consentiva, il 5 ottobre 2009, a Elbasan (Albania) l’arresto di 3 trafficanti locali ed il sequestro di 7 chilogrammi di eroina importati dalla Macedonia. Il 14 e 15 magio 2010, in Tirana e Durazzo, nell’ambito di un altro procedimento albanese collegato (indagine ELLENIKA ALB), la polizia locale dava esecuzione ad un provvedimento restrittivo richiesto dalla Procura dei Reati Gravi di Tirana, nei confronti di 8 indagati. L’intervento repressivo consentiva di decapitare una tra le componenti più attive del c.d. gruppo DOKLE di Durazzo che, tra il 2008 ed il 2009, si era reso responsabile del traffico di oltre 170 kg di eroina verso il mercato italiano, e principalmente nelle province di Pescara, Udine, Padova, Milano, La Spezia, Bologna e Taranto. Sul versante sloveno, il 2 ottobre 2010 a Celje (Slovenia), la Polizia Criminale di Postumia, in collaborazione con la Polizia di Frontiera di Celje, dava esecuzione alla richiesta di arresto a fini estradizionali inoltrata dall’A.G. di Trieste nei confronti del cittadino bosniaco KAPIC Nenad, responsabile del reclutamento e del controllo dei corrieri dell’eroina verso l’Italia. Contestualmente, la Polizia slovena concludeva un’operazione collegata (indagine DAKAPO), deferendo alla locale Autorità giudiziaria 3 connazionali ritenuti tra gli esponenti di maggior spicco del sodalizio locale responsabile del traffico di eroina indagato. L’interesse e l’operatività dell’organizzazione nel settore del politraffico trovava, infine, riscontro nel sequestro di 500 kg di marijuana eseguito, il 22 aprile 2012 a Tricase (LE) dall’Arma locale, con l’arresto in flagranza di 2 trafficanti albanesi. Anche in questo caso, l’intervento poteva essere inquadrato nel più ampio contesto criminale sviscerato dalle indagini sviluppate in collaborazione con la Polizia albanese che, nell’ambito di uno dei procedimenti collegati, aveva intercettato l’intera fase di pianificazione della spedizione del narcotico. La complessa ed articolata manovra investigativa è stata peraltro possibile grazie al prezioso supporto di analisi offerto da Europol che, attraverso il Progetto EMPACT Western Balkan Organised Crime, costantemente alimentato dal ROS, tramite la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, durante l’intera fase investigativa, ha individuato i punti di tangenza con le autonome indagini condotte in alcuni dei Paesi interessati dalla filiera. Nell’agosto 2012 il procedimento penale veniva trasmesso per competenza territoriale alla Procura Distrettuale Antimafia di L’Aquila in quanto l’Abruzzo ripresentava e rappresenta il nodo nazionale di smercio dei vari flussi di eroina importati dai Balcani. Qui è stato accertato lo spessore criminale del Gruppo facente capo alla famiglia “Gargivolo” di Pescara che è stato capace, nel corso di otto anni, di importare e smerciare diverse centinaia di chilogrammi di eroina. Gli attuali arresti disarticolano le tre organizzazioni i cui componenti dovranno rispondere oltre che di traffico internazionale di ingente quantitativo di stupefacente anche della detenzione di armi da fuoco utilizzate per imporre la supremazia nei confronti dei concorrenti nell’illecito mercato. Il supporto tecnico ed il collegamento con gli organismi investigativi esteri interessati è stato peraltro assicurato da Europol e dalla DCSA anche nella fase esecutiva dell’operazione. In tale ambito, è stato infatti possibile: organizzare due meeting operativi, supportati dal predetto Ufficio europeo di polizia: • il primo, svoltosi a Roma, presso la sede del Raggruppamento, in preparazione dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi da eseguire nei Paesi interessati2; • il secondo, presso la Procura Distrettuale di L’Aquila, che ha coordinato l’attività investigativa, in prossimità dell’operazione; predisporre una sala operativa presso Europol, che ha assicurato, nella fase esecutiva, il coordinamento delle attività nei diversi Paesi interessati, anche con l’impiego di un Ufficio Mobile nei luoghi d’interesse dell’operazione, per assicurare l’immediato collegamento e l’analisi dei dati raccolti. In tale quadro, trova ancora una volta piena conferma l’importanza di una efficace cooperazione internazionale, sul piano sia giudiziario che di polizia, alla base non soltanto di un proficuo ed aderente scambio di informazioni nella fase investigativa, ma anche della possibilità di condividere gli elementi di prova raccolti nei diversi procedimenti instaurati nei Paesi interessati, integrando i rispettivi quadri probatori di riferimento e perseguendo anche gli indagati localizzati all’estero. Gli investigatori si sono avvalsi delle più moderne tecnologie, oltre ad un dispendioso ma proficuo lavoro di osservazione e pedinamento. L’indagine, inoltre, ha visto il contributo di ben quattro collaboratori di giustizia, nonché dell’infiltrazione di un appartenente del ROS all’interno di una delle tre organizzazioni criminali.

21 ottobre 2013 0

Danno erariale per spesa sanitaria di oltre 1 milione e mezzo di euro scoperto dalla Guardia di Finanza di Caserta

Di admin

Massima attenzione nel contrasto all’evasione fiscale, ma altrettanto rigore nel controllo della spesa pubblica. Al termine di articolati accertamenti, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta ha rilevato un danno all’Erario per oltre 1,5 milioni di euro, derivante dall’indebita corresponsione di emolumenti, da parte della A.S.L. di Caserta, a favore di circa 400 medici di medicina generale. La complessa attività investigativa, che ha avuto origine alla fine dello scorso anno, è stata svolta analizzando ed incrociando i copiosi dati acquisiti presso i 104 comuni della provincia di Caserta con quelli contenuti nell’anagrafe tributaria e nel “database” in uso al servizio di gestione e sistema informativo della prefata Azienda. Dagli accertamenti eseguiti, è emerso che, a causa del comportamento negligente e poco attento degli organi apicali dell’Ente sanitario, praticamente non compatibile con i livelli di professionalità richiesti a chi partecipa alla gestione della “cosa pubblica”, non si era provveduto all’aggiornamento degli iscritti nelle liste dei medici di medicina generale. Tale mancanza di controllo ha comportato uno sperpero di risorse erariali consistente nella corresponsione di indennità, a circa 400 medici di base, per l’assistenza sanitaria di 1.215 soggetti deceduti, 2.010 emigrati all’estero e 2.763 emigrati fuori provincia. Il nocumento alle casse del servizio sanitario nazionale è stato quantificato, con la collaborazione della locale A.S.L., in oltre 1,5 milioni di euro. Tra i casi più eclatanti riscontrati, un medico di base che annoverava tra i suoi assistiti circa 40 soggetti tra deceduti, emigrati all’estero e fuori provincia, nonché’ quello di un altro professionista che aveva tra i suoi assistiti un soggetto deceduto da circa 30 anni. Inoltre, è stato accertato che un fisioterapista di un importante centro riabilitativo casertano aveva effettuato prestazioni specialistiche domiciliari, nei confronti di una donna, in epoca successiva al decesso. Lo stesso è stato, pertanto, deferito alla locale Procura della Repubblica per i reati di falso e truffa ai danni dello Stato. I dirigenti pro-tempore della A.S.L. di Caserta sono stati segnalati alla Corte dei Conti per il danno erariale arrecato. L’operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Caserta costituisce un ulteriore tassello della penetrante azione svolta dal Corpo, quale unica forza di polizia economico finanziaria, a tutela del bilancio dello Stato e degli enti locali.