Giorno: 31 ottobre 2013

31 ottobre 2013 0

Incidente a Pontinia, agricoltore 38enne muore schiacciato dal trattore

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Un uomo di 38 anni è morto oggi pomeriggio poco dopo le 16 a causa del ribaltamento del trattore con cui stava facendo alcuni lavori agricoli. L’incidente è avvenuto a Pontinia in via Migliara 49 e i vigili del fuoco hanno liberato il corpo ormai esanime da sotto il mezzo. Le forze dell’ordine, invece, dopo aver avvisato i familiari, hanno provveduto ad effettuare i rilievi. Er. Am. foto repertorio

31 ottobre 2013 0

Regione Lazio, firmato l’accordo sulla cassa integrazione. Fardelli: “Respiro per 6mila lavoratori ciociari”

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“La firma dell’accordo tra Regione Lazio e parti sociali sugli ammortizzatori in deroga, darà sicuramente respiro ai seimila lavoratori della provincia di Frosinone e ai ventimila totali del Lazio che sopravvivono con questo sostegno. Il pagamento è un atto di responsabilità da parte della Regione Lazio che non poteva non andare a buon fine. Insieme ad altri interventi preannunciati e che auspico rapidi e concreti, si prospettano mesi meno pesanti e soprattutto impulsi nuovi all’economia della provincia di Frosinone e di tutto il territorio regionale”. Lo scrive in una nota il consigliere regionale Marino Fardelli.

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Emergenza casa a Frosinone, 700 famiglie in corso di sfratto. Il sindaco: “E’ allarme sociale”

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Il Comune di Frosinone, su indicazione del sindaco Nicola Ottaviani e dell’assessore ai servizi sociali Carlo Gagliardi, ha redatto il primo rapporto triennale sulla richiesta di fondi per le emergenze sociali, che riguardano carenze abitative ed occupazionali. La realtà che emerge è assolutamente grave e, per certi versi, anche drammatica. “Rilevare come siano in corso oltre 700 sfratti, unitamente a centinaia di domande di sussidio, – dichiara ilsindaco Ottaviani – obbliga le autorità governative e regionali ad uno sforzo adeguato e più intenso, proporzionato all’enorme difficoltà sociale. E’ assolutamente insostenibile, e forse anche immorale, obbligare i comuni a sopperire alle esigenze del sociale autonomamente, attivando la scure dei tributi locai, poiché all’interno del cuneo fiscale e della pressione complessiva bisogna inserire anche la tassazione municipale”. L’emergenza abitativa come è noto, è un problema che riguarda tutte le città italiane e Frosinone, ovviamente, non fa eccezione. Nello specifico, nei dati disponibili riguardanti l’anno 2009, a fronte di un fabbisogno comunale di 1.650.271,91 euro per 598 beneficiari, l’importo erogato è stato soltanto di 886.081, 80 euro, mentre per l’anno 2010 risulta un fabbisogno comunale di 1.743.601,12 euro per 667 beneficiari con un importo effettivamente erogato, però, soltanto di 886.081,80 euro. Mentre nel 2011 il fabbisogno è stato di 1.735.283,75 euro per un totale di 674 beneficiari. l’importo relativo non è stato ancora erogato a tutt’oggi. Quindi, se si osserva l’andamento dei bandi regionali/comunali e dei trasferimenti dei fondi assegnati al Comune di Frosinone, risulta un forte ritardo. Ad oggi, l’effettiva assegnazione dei contributi ai beneficiari è relativa all’anno 2010, mentre questo fondo è stato trasferito al comune ed erogato all’utenza solo nell’anno 2013. Per l’annualità 2011, invece, si è in attesa dell’assegnazione definitiva e per il 2012 la Regione Lazio ha disposto ”stante la mancanza della dotazione finanziaria del fondo regionale per il sostengo all’accesso alle abitazioni in locazione” di sospendere le procedure in carico alla Regione Lazio e dei comuni del Lazio finalizzate alla ripartizione dell’annualità 2012 e successive annualità del fondo regionale per il sostegno alla locazione, fino a un nuovo ed eventuale provvedimento regionale. Quindi siamo in presenza di una drastica riduzione del fondo, di una incertezza della somma che potrà essere erogata per l’anno 2011 e della sospensione delle procedure per l’anno 2012. Si prevede quindi che tale situazione comporterà, oltre ad un ulteriore disagio per i nuclei bisognosi, un aumento della richiesta di tale assistenza abitativa a carico del Servizio sociale comunale, che come non dispone di appositi fondi alternativi a quelli regionali. Inoltre, strettamente collegato al problema casa è da segnalare l’andamento dell’assegnazione di alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica). E’ noto infatti che la mancanza di nuovi alloggi Erp e il fenomeno delle occupazioni senza titolo, non consentono, ormai da anni, l’assegnazione di dette abitazioni ai cittadini residenti inseriti nella graduatoria comunale. Dalla riapertura del bando per l’assegnazione di alloggi Erp, attivato nel maggio del 2011, l’Ufficio casa del comune, competente in materia insieme all’Ater, ha assegnato un solo alloggio. Mentre dai dati in possesso risulta che nella graduatoria comunale aggiornata a giugno 2012, risultano 318 richiedenti inseriti e 55 richieste da valutare. Di contro da gennaio a agosto 2013 sono state segnalate 53 violazioni amministrative per occupazione senza titoli. Risultano, poi, in corso oltre 700 procedure di sfratto, che riguardano globalmente 2.000 persone e che costituiscono motivo di forte allarme e preoccupazione sociale. In ultimo, si evidenzia che per rispondere al bisogno assistenziale emergente nel territorio comunale, la spesa media annuale nell’ultimo triennio, coperta con soli fondi comunali, è stata di circa 100.300 euro. In merito, per le annualità 2013, 2014 e 2015, il fondo regionale per la copertura del servizio non è stato previsto. Gli utenti assistiti in media nell’ultimo triennio sono stati circa 500 e, nella maggior parte dei casi, l’intervento economico concesso ha inciso molto poco sul loro stato di povertà e disagio, dovuto principalmente alla disoccupazione, alla mancanza di un alloggio, a redditi e pensioni sempre più bassi, a canoni di locazione non più sostenibili ecc… E’ di tutta evidenza che tali problematiche non possono essere risolte dal servizio sociale e con l’esiguità dei fondi per l’assistenza in capo ai comuni, ma solo con mirate politiche per il lavori e per la casa di più ampio respiro.

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L’orso soldato che combattè a Cassino, serve un monumento per ricordarlo

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“Un monumento all’orso soldato Vojtek”, è l’impegno di Antonio Capaldi, 75 anni, presidente dell’associazione “Le Nuove Contrade” di Cassino, che si sta battendo per sensibilizzare l’opinione publbica alla necessità di riconoscere i meriti “A chi, come i polacchi, – dichiara – hanno combattuto e perso la vita per liberare la nostra città dai nazisti. Un monumento a Vojtek, la cui storia è famosa in tutto il mondo e quasi sconosciuta in Italia, sarebbe il modo migliore per ricordare il sacrificio di tanti giovani polacchi e, ne sono certo, diventerebbe una grande attrazione turistica”. Vojtek era l’orso mascotte della Ventiduesima Compagnia trasporti polacca.

Pesava 250 chili ed era alto due metri. I soldati polacchi lo trovarono cucciolo tra le montagne dell’Iran quando, dalla Russia si stavano spostando nel 1942, verso la Palestina per ricompattare l’esercito e combattere al fianco degli alleati. Dopo la Campagna d’Africa i polacchi arrivarono a Cassino sulla linea Gustav e combatterono da protagonisti liberando Montecassino. “Abbiamo fotografie dove si vede l’orso aiutare i suoi compagni a scaricare i proiettili di cannone o di mortaio dai camion e mai – sostiene Capaldi – ne avesse fatto cadere uno. La Ventiduesima aveva la base a Venafro, a circa 30 di chilometri a sud di Cassino e dalla cittadina molisana partivano i rifornimenti di munizioni, armi e viveri, che arrivavano fin sotto le pendici di Montecassino dove i polacchi combattevano aspramente. Nei momenti di pausa l’orso calamitava l’attenzione dei suoi compagni fumando e bevendo con loro ma anche giocando alla lotta. Alcune volte li lasciava anche vincere”. Poche le persone di Cassino che conoscono la storia dell’orso soldato. “Vojtek è legato a questa terra dato che qui è rimasto per diversi mesi e, a modo suo, ha contribuito alla liberazione; ma in pochi lo sanno”. A Guerra finita, l’orso soldato è diventata l’attrattiva di un parco zoologico ad Edimburgo ed è morto nel 1963 all’età di 26 anni. Er. Am.

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La casa di Hallowen è a Cassino. Due piani di mostri, zucche e ragnatele

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Visitare l’abitazione della famiglia Pallucci residente in via Marino Fardelli a Caira, frazione di Cassino, di fronte al cimitero militare tedesco, ormai è diventata tradizione per coloro che nutrono simpatia per la festa di Halloween Teschi, ragnatele, pipistrelli, scheletri, streghe, zombie e le immancabili zucche, arredano le facciate esterne della loro casa, una palazzina su due piani illuminata da centinaia di luci. Una iniziativa che si ripete da circa dieci anni, grazie ai coniugi Paolo (51 anni) e Nadia (47 anni) che ne hanno fatto una vera e propria attrattiva davanti alla loro casa che calamita ogni anno centinaia di famiglie. Alla domanda “dolcetto o scherzetto?” loro sono pronti ad elargire caramelle e palloncini. Una iniziativa assolutamente personale e senza alcuno scopo di lucro. Ogni anno aggiungono un pezzo ma ormai le pareti sono completamente piene. “Oggi – dichiara Paolo – i bambini devono sapere che i mostri non sono quelli che attacchiamo al muro, ma devono conoscere i tanti pericoli che corrono e tentare di evitarli. Vederli contenti e sapere di aver dato un messaggio positivo, in un periodo in cui i messaggi positivi sono merce rara, è la nostra principale ricompensa”. er am

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Incidente in A1 tra Roncobilaccio e Barberino, 4 feriti e 10 chilometri di coda

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Autostrade per l’Italia comunica che a causa di un incidente avvenuto all’altezza del km 250 sulla A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra Roncobilaccio e Barberino in direzione di Firenze, si registrano circa 10 km di coda (ore 12.00). Nel sinistro, che ha visto il coinvolgimento di quattro autovetture in corsia di sorpasso, sono rimaste ferite quattro persone. Sul luogo dell’evento, oramai risolto, il traffico scorre su tutte le corsie disponibili, sono intervenuti gli operatori della direzione 4° Tronco di Firenze, i soccorsi meccanici e sanitari e le Pattuglie della Polizia Stradale. Per i percorsi di lunga percorrenza si consiglia di uscire a Sasso Marconi e percorrere la SS64 Porrettana, seguire le indicazioni per Pistoia, entrare sulla autostrade A11 in direzione di Firenze e quindi in A1. Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati su RTL 102.5, Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in Area di Servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il Call Center Autostrade al numero 840.04.21.21.

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Scoperti dalla Guardia di Finanza prodotti chimici e rifiuti speciali pericolosi in un terreno agricolo ad Aprilia

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Nell’ambito di attività di polizia economico-finanziaria, i finanzieri del comando provinciale di latina, hanno individuato un terreno agricolo dell’estensione di circa 4 ettari, alle porte di aprilia, ove erano stoccati centinaia di taniche e fusti contenenti prodotti chimici oltre ad una molteplicità di rifiuti speciali di varia natura.

All’interno del terreno le fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria di latina hanno sorpreso due operai di ardea (rm) a lavorare in “nero” per conto di un imprenditore romano (o.R.) con plurimi precedenti di polizia per reati ambientali legati allo smaltimento di rifiuti e per reati fallimentari.

Un deposito, non dichiarato al fisco, funzionale all’esercizio di un’attività di commercio, volta alla compravendita di prodotti chimici (quali acido peracetico, acido solforico, acido cloridrico, glicole etilenico, soda, sodio idrato, ecc.) per uso verosimilmente industriale, senza alcun sistema di protezione e prevenzione dei rischi legati alla salute dei lavoratori ed all’integrità dell’ambiente. Il suolo infatti presentava evidenti infiltrazioni di percolato.

Nell’area vi erano inoltre rifiuti speciali sparsi ovunque, presenti da tempo, tanto da essere ricoperti dalla vegetazione: centinaia di taniche in plastica contenenti residui di prodotti chimici, pneumatici, teloni e tubi in plastica, materiali ferrosi di varia natura, recipienti in vetro contenenti prodotti chimici ad elevata tossicità, fusti metallici, manufatti in eternit, nonché una vasca in cemento armato di circa 200 mq e profonda circa 3,5 metri, anch’essa contenente rifiuti di ogni genere.

E’ stata rinvenuta anche una cisterna-rimorchio, parzialmente ricoperta dalla vegetazione, utilizzata come contenitore di acido nitrico, fumante da una delle due bocchette di carico.

All’interno di tale area, sita sulla via nettunense, i finanzieri hanno scoperto anche documenti contabili occultati su un autocarro in disuso nonchè un automezzo, relativi tutti ad una delle società del settantenne imprenditore romano, dichiarata fallita dal tribunale di roma nel corrente anno.

Sono in corso ulteriori accertamenti tesi alla verifica dei danni ambientali sinora provocati ed alla ricostruzione, ai fini fiscali, dell’attività commerciale esercitata dal soggetto in questione tramite due società allo stesso riconducibili sulla base della documentazione rinvenuta. Queste ultime, pur avendo sede dichiarata a latina e roma, sono risultate prive di strutture e personale e, soprattutto, non hanno mai presentato alcuna dichiarazione fiscale.

Le indagini in corso mirano inoltre a risalire ai fornitori ed agli acquirenti dei prodotti chimici commercializzati nel deposito dove giungevano e, attraverso sistemi artigianali consistenti nell’utilizzo di semplici tubi, venivano riversati all’interno di enormi “contenitori ibc”.

Al termine dell’operazione, tutta l’area, gli automezzi, la documentazione ed i liquidi rinvenuti sono stati posti sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre l’imprenditore romano è stato denunciato per abbandono di rifiuti speciali pericolosi (art.192 comma 1 in relazione all’art. 256, comma 2, lett. A) del d.Lgs. Nr. 152/2006), per occultamento di beni al fallimento (art. 216 della legge fallimentare) e per occultamento di documentazione contabile (art.10 del d.Lgs nr. 74/2000).

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Il furto di dati ad Adobe molto più grave dei 3 milioni inizialmente comunicati: violati 38 milioni di account

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Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Il 4 ottobre scorso l’associazione “Sportello dei Diritti”, segnalava per prima in Italia il gravissimo attacco informatico a danno di Adobe Data Systems USA. Nelle due settimane precedenti, infatti, i sistemi della società informatica produttrice tra l’altro dei programmi software come Adobe Reader per i file PDF e Photoshop, erano stati violati e i codici di alcuni dei suoi software più popolari erano stati sottratti. A seguito di tale azione criminosa, il colosso informatico aveva rivelato che erano stati trafugati i dati di tre milioni di clienti.

In realtà a distanza di oltre un mese dall’attacco, la stessa società ha confermato non solo il furto ma anche che gli hacker avrebbero violato 38 milioni di account. Una cifra di molto superiore ai 2,9 milioni di utenti che in un primo momento si pensava fossero stati colpiti.

Secondo quanto dichiarato da Adobe, gli hacker hanno rubato anche parti dei codice sorgente di Photoshop, il popolare programma utilizzato per ritoccare le immagini.

Inoltre, sarebbero stati trafugati nomi, numeri cifrati e date di scadenza di carte di credito e debito. A questo proposito tuttavia, un portavoce dell’azienda ha precisato che tali informazioni sono state rubate ‘solo’ ai 2,9 milioni di utenti identificati inizialmente.

Mentre per quanto riguarda gli altri 35,1 milioni di account, il furto riguarderebbe unicamente ID e password di Adobe. La società ha anche spiegato di aver adottato diverse misure per proteggere i dati dei clienti: per esempio resettando le password, in modo da prevenire accessi non autorizzati.

I numeri emersi dopo tale grave colpo alla sicurezza globale, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” danno la conferma che dopo quelli a Vodafone e T-Mobile in Germania, e “Playstation Network” di Sony, i dati sensibili di milioni di clienti in possesso di grandi società possono essere costantemente essere messi alla mercè di più o meno abili criminali informatici nonostante le rassicurazioni di queste multinazionali.

Siamo costretti, quindi, a ribadire che la questione dei sistemi di sicurezza dei dati informatici diventa un affare non solo di Stato ma globale, per la quale in assenza di adeguate tutele per i cittadini (si veda per esempio lo scandalo delle intercettazioni ad opera della NSA), lo “Sportello dei Diritti” si appella ancora una volta alla platea degli utenti ed ai consumatori affinché prestino la massima attenzione ai propri dati, e di adottare quelle semplici accortezze come quella di utilizzare password diverse per account diversi e di cambiarle regolarmente.

Un altro consiglio è quello di tenere d’occhio sempre il proprio conto e di denunciare immediatamente all’autorità e alla propria banca ogni anomalia per ottenere la restituzione dell’eventuale maltolto.