pubblicato il30 ottobre 2013 alle 15:33

A Novembre solo 8 giorni di lavoro per operai Fiat di Cassino, mozione di Fardelli in Regione

“La discussione sulla mozione Fiat, con i dati alla mano di oggi relativi alla cassa integrazione anche per il mese di novembre, non era più rinviabile”. Il capogruppo UDC alla regione Lazio Marino Fardelli, ha voluto che il consiglio regionale ne discutesse il prima possibile “prendendo subito l’impegno di intervenire per la tutela dei lavoratori e per le sorti produttive dello stabilimento più importante di tutto il Lazio”. In una relazione dettagliata, il consigliere Fardelli ha parlato innanzitutto della situazione attuale che vede, proprio oggi, i cancelli ancora chiusi per uno stop che si protrae da circa dieci giorni. E per il mese di novembre le giornate lavorative, come preannunciato, saranno otto. “Uno scenario difficile che, tradotto, significa che lo stabilimento non lavora in totale neanche al 50% delle sue possibilità – ha relazionato l’on.le Marino Fardelli – con la conseguente ricaduta delle buste paga degli operai, decurtate ogni mese sempre di più. Un presente buio e un futuro nell’unica certezza della cassa integrazione. Ripercussioni negative che vanno a riflettersi anche nell’indotto per un totale di diecimila famiglie in affanno”. Il capogruppo UDC Fardelli ha parlato di un anno, per la Fiat di Piedimonte San Germano, definito il più difficile da quando esiste lo stabilimento “eppure è l’unico in Europa con un sistema logistico integrato e che ha prodotto fino ad oggi qualcosa come sei milioni di autovetture”. Fardelli ha ricordato che dopo il fallimento del piano Fabbrica Itala, è in attesa di conoscere da quattro anni un piano di rilancio e i relativi investimenti e che i modelli in produzione oggi “non sono più appetibili, vista anche la concorrenza di aziende che, al contrario della Fiat di Marchionne, hanno costantemente investito in innovazione e qualità mentre si vive con il timore di una delocalizzazione in Brasile, Serbia e Stati Uniti, dove i costi sono minori”. Intanto, per tutelare nell’immediato l’occupazione e incentivare i vertici Fiat e reinvestire su Piedimonte San Germano, il consigliere Fardelli ha riportato all’attenzione del consiglio regionale la necessità di rifinanziare la legge regionale 46 del 2002 motivando la “necessità di riqualificare il tessuto produttivo e valorizzare le potenzialità delle aree interessate dalla crisi dello stabilimento”. Infatti, ancora oggi, l’economia dell’intero territorio, resta fortemente legata all’azienda automobilistica: “A rischio, c’è il tessuto economico e sociale di un intero territorio – ha spiegato l’on.le Fardelli al consiglio – I sindaci dei comuni del Basso Lazio hanno istituito una consulta, hanno creato una cabina di regia, hanno firmato una carta d’intenti, hanno scritto al management fiat, al Presidente della Repubblica, al Ministero dello Sviluppo Economico, attivandosi in numerose iniziative a tutela dei livelli occupazionali e della produzione Fiat. Una eventuale riduzione dei livelli occupazionali metterebbe a rischio la sopravvivenza delle attività economiche-commerciali con un impoverimento senza eguali mentre l’eventuale ridimensionamento dei piani industriali risulterebbe irragionevole per uno stabilimento da sempre fiore all’occhiello della produzione auto per qualità e tecnologia. Perché ogni iniziativa che può ridare un futuro certo ai dipendenti Fiat, è un atto necessario e dovuto da tutte le istituzioni” ha continuato il consigliere regionale Marino Fardelli, capogruppo UDC che ha concluso: “Ringrazio i colleghi che hanno portato una discussione propositiva all’interno dell’aula consiliare a cominciare dai colleghi Abbruzzese, Buschini, Bianchi, Denicolò, Storace e tutti i componenti dell’Assemblea Regionale per il voto unanime espresso a favore di questa mozione e l’Assessore Lucia Valente per aver raccolto le istanze presentate ed illustrato a nome del Presidente Zingaretti i percorsi da mettere in campo a cominciare dal rifinanziamento della Legge 46/2002”.

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