pubblicato il14 ottobre 2013 alle 18:22

A pesca di frodo vicino ai piloni della piattaforma, sanzionati dalla capitaneria di porto

Anche in questo ultimo week-end, durante il quale le avverse condizioni meteo marine hanno consentito una tregua, i militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Giulianova, comandato dal Tenente di Vascello Sandro Pezzuto, hanno svolto un’importante operazione a contrasto delle attività di pesca illegale.
Infatti, nella giornata di domenica scorsa, presso le acque antistanti il litorale di Giulianova, precisamente nei pressi della piattaforma “Squalo”, ad una distanza di circa 10 miglia marine dalla costa, la Motovedetta Cp884 ha sorpreso alcuni pescatori sportivi che, una volta ormeggiato il proprio gommone ai pali di sostegno della predetta piattaforma, erano intenti a pescare in apnea.
Per l’esattezza, già da qualche ora, era stata avvistata e segnalata da privati cittadini la presenza di tale gommone presso la limitrofa piattaforma off-shore “Eleonora”, anch’essa gestita dalla soc. Adriatica Idrocarburi s.p.a., dove peraltro erano in corso lavori di manutenzione della relativa condotta sottomarina.
Immediato e determinato è stato l’intervento del personale militare a bordo della Motovedetta della Guardia Costiera, che ha portato a termine con successo la missione, scongiurando l’eventualità che gli stessi pescatori di frodo incorressero in probabili incidenti per la presenza di strutture ed unità intente ad espletare i lavori di manutenzione delle sealine, pericolose in quanto destinate all’estrazione di gas dal sottosuolo. Si è proceduto, quindi, a sanzionare tale condotta illecita con l’irrogazione di una sanzione amministrativa di € 1.000 ed il sequestro di un fucile subacqueo.
In effetti, la pesca subacquea, come il transito, l’ancoraggio, l’ormeggio e qualsiasi altra attività concernente i pubblici usi del mare non autorizzata, è vietata ad una distanza di 500 metri dal punto di posizionamento delle piattaforme, proprio per ragioni di sicurezza, ed è regolamentata dall’Ordinanza n. 66/2013 in data 11.09.2013 della Capitaneria di Porto di Pescara.
Il Comandante PEZZUTO, alla luce di quanto accaduto, raccomanda di mantenersi sempre alla distanza prevista dalle installazioni di cui sopra e, nel contempo, di prestare la massima attenzione anche ad eventuali unità di appoggio o adibite a compiere attività commerciali o di manutenzione impegnate lungo i tratti mare ove corrono le condotte sottomarine, allo scopo di evitare il verificarsi di possibili incidenti e pericoli in mare.

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