pubblicato il17 novembre 2013 alle 23:28

A Milano vivono 5 milioni di topi

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo:
Cinque milioni di topi che vivono nel sottosuolo di Milano e come spesso avviene emergono in diverse zone della città provocando di volta in volta, curiosità, panico, allarme sociale o semplicemente ribrezzo. Diverse le segnalazioni che sono giunte in queste settimane anche all’associazione AIDAA ed al telefono amico, prevalentemente da persone che ci chiedono cosa fare quando incontrano un topo (nel caso specifico pantegane – topi di fogna) sulla loro strada. Negli ultimi giorni le segnalazioni si sono moltiplicate e colonie di topi a spasso sono state avvistate sia in Piazza Firenze, Via Montefeltro, Via Malaga, vicino al sottopasso di via Cassala. Una colonia che viene all’aperto tutte le sere in cerca di cibo è quella dei topi che vivono in piazza Sigmond Freud a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Milano porta Garibaldi, qui i topi belli pasciuti, pasteggiano ogni sera nei cestini dell’immondizia. L’ultima segnalazione in ordine di tempo riguarda infine la presenza di una colonia di pantegane nei giardini di Piazza Prealpi, ed in via Vallagrina a Quarto Oggiaro qui però si tratta prevalentemente di topi di campagna. “I topi- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- per noi sono animali come tutti gli altri, anche se ovviamente la loro presenza in quantità cosi elevate spesso è un segnale di degrado ambientale. I topi vengono in superficie prevalentemente per due motivi, perchè spaventati dai lavori che sono in corso in molti cantieri milanesi, e che disturbano l’habitat naturale di questi roditori, ed come secondo ma non meno importante motivo che li spinge dal sottosuolo alla superficie è la ricerca di cibo, ed i topi sanno, perchè sono assolutamente animali intelligenti, dove gli umani lasciano i resti di cibo e li arrivano a colonizzare moltiplicandosi a volta a dismisura. Quindi- prosegue Croce- il primo suggerimento è quello di non abbandonare mai resti di cibo nei parchi o nei cassonetti dei rifiuti, i topi fiutano ed arrivano a banchettare, il secondo consiglio è rivolto al comune di Milano perchè provveda ad una maggiore raccolta differenziata dell’umido, in quanto spesso anche i rifiuti indifferenziati lasciati per strada in attesa della raccolta diventano banchetti per colonie di ratti. A questo aggiungiamo la necessità di popolare, anzi ripopolare Milano di gatti, sostenendo ed incentivando le colonie feline presenti, laddove c’è una colonia di gatti i ratti anche in presenza di cibo ci pensano due volte ad avventurarsi. Infine- conclude Croce- noi siamo contrari in linea di principio alle derattizzazioni che spesso provocano più danno che bene, infatti a fronte di qualche topo morto avvelenato, troviamo anche decine di altri animali che soffrono i sintomi degli avvelenamenti per i bocconi avvelenati che il topo abbandona non appena si rende conto di stare male, bocconi che a spesso finiscono in pancia a cani, gatti e piccioni provocandone spesso la morte”.

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