Cristo nel Labirinto di Alatri, interviene il professore universitario Giuseppe Fort

5 novembre 2013 0 Di admin

Dal professore universitario Giuseppe Fort, archeologo medievista, riceviamo e pubblichiamo:
Cristo nel labirinto, opera dipinta all’interno di un ex monastero della cittadina di Alatri (Fr), è un capolavoro unico nel suo genere.
Primo, perché gli altri labirinti presenti in numerose chiese e monumenti europei sono scolpiti nella viva roccia, secondo, perché quello di Alatri presenta la figura del Cristo al centro dell’intreccio del labirinto.

Ultimamente, dopo i restauri che gli hanno restituito la vividezza dei colori e le figure più nitide, una serie di piogge torrenziali hanno bagnato la superficie e iniziato a danneggiare in maniera grave l’intera opera.
L’attuale amministrazione comunale, di diversa composizione politica rispetto a quella precedente, che tanto aveva fatto per la salvaguardia dell’opera, ha minimizzato i danni riportati, seguita a ruota dagli uffici della Soprintendenza.
Fatti abbastanza sorprendenti, se si conosce la serietà e la puntigliosità delle abitudini dei funzionari delle stesse soprintendenze, anche per monumenti ed aree archeologiche di valore decisamente inferiore al labirinto di Alatri.

Non sorprende che l’attuale amministrazione comunale faccia orecchie da mercante di fronte ad una possibile perdita irreparabile di un tale capolavoro, visto lo scarso interesse nei confronti dell’arte antica, tale da non giudicare importante avere un assessore e non invece un semplice delegato.
Le cose che possono essere fatte non sono tante, ma la messa in mora e la denuncia alla magistratura della stessa amministrazione e della Soprintendenza mi sembrano il minimo, per potere cercare di salvare un opera così unica e che io ho avuto la fortuna di vedere poco dopo la scoperta, assieme a Giancarlo Pavat, in quanto archeologo medievista, docente di archeologia presso l’Università Popolare di Roma e rettore dell’Accademia Templare Italiana, presso l’OSMTH (Ordo Milites Templi Hierosolimitani) di Roma.

Prof. Giuseppe Fort
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