pubblicato il23 novembre 2013 alle 10:45

“Parliamone ancora”, alla presentazione del libro di Lavecchia, la toccante testimonianza dell’assessore dalle due madri

Sentito e partecipato l’incontro che si é svolto ieri pomeriggio nella sede dell’Unitalsi di Barletta dove é stato presentato il primo libro di Palma Lavecchia, il tenente dei carabinieri originaria della cittá pugliese, ma comandante della Compagnia carabinieri di Gaeta. Il tema di Parliamone Ancora edito da Edizioni C’era una volta, quello del difficile rapporto genitoriale tra madre e figlia raccontato nella storia di Emma, ha dato lo spunto per parlare di quello che é un problema di tante. Il confronto magistralmente guidato da Giuseppe Di Miccoli, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, ha dato la possibilitá di mettere a fuoco quella che é una problematica quasi comune a tante donne e forse anche a tanti uomini. Al tavolo dei relatori, l’assessore Anna Rizzi Francabandiera, vicesindaco di Barletta che, oltre a rappresentare l’ente comune, ha fornito una testimonianza unica e drammaticamente calzante con l’argomento trattato. Un racconto, il suo, fatto tutto d’un fiato, quasi senza punteggiatura, assolutamente vissuto e raccontato con tale partecipazione emotiva da stampare ogni parola pronunciata sui cuori di ciascuno dei tanti presenti in platea.
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La necessitá di ascoltare, parlare, confrontarsi; il vicesindaco parla della sua vita e delle sue due mamme. Figlia adottiva racconta il confronto tra lei e la madre naturale che la lascia in un orfanotrofio e di un’altra madre che, invece, che la accoglie in casa propria e la fa diventare parte della propria famiglia. “Rizzi o Francabandiera e poi diventa Rizzi Francabandiera- racconta – e pensi a quella madre costretta dalle necessitá, a quella scelta e pensi a cosa ha provato lei nel lasciare la propria figlia e ricordi, peró, quello che tu hai sofferto. Un gioco di odio amore ma poi diventi madre e capisci tanto, e quando la incontri a 31 anni, vorresti che lei ti dicesse delle cose, ma tu, peró, non riesci a fare le domande. Poi, dopo anni, lei ti dice che lo ha fatto per necessitá ma allora perché dopo ha avuto altri figli?”. Si alzano cosí muri che si riescono a superare sempre con maggiori difficoltá e “… in quella situazione alla madre naturale la chiami nonna dato che non te la senti di chiamarla madre che peró aveva le foto di tutti i momenti piú significativi della tua vita, dalla comunione al matrimonio. In tutto questo ha giocato un ruolo fondamentale mio marito che é riuscito a mantenere insieme queste due figure e l’importanza di una famiglia che ti aiuta a capire, di una madre adottiva che, quando quella naturale é stata colta da ictus, lei ti dice, adesso i figli te li tengo io, é tempo che tu stia vicina a tua madre”. Una esperienza toccante, che assume ancor piú significato quando lei stessa, il vicesindaco dalle due madri, dice: “Nonostante tutto (anche altri enormi dispiaceri – ndr) mi sento fortunata anche perché sono riuscita, dopo anni di travagli, a trovare il giusto equilibrio per andare avanti”. Equilibrio, quindi, raggiunto con il tempo e con il confronto, con il parlare e il parlarne ancora proprio come il messaggio contenuto nel libro di Lavecchia che alle domande di Di Miccoli su come sia nato il libro ha risposto ricordando la fonte ispiratrice, il racconto di una persona a lei cara, che, anni prima aveva perso il genitore con il quale aveva un rapporto conflittuale. La morte, quindi, che interrompe il contatto e nega la possibilitá di confronti, di chiarimenti, e che lascia rimpianti dolorosi.image “Una storia che ho fatto mia ed é venuto fuori “Parliamone Ancora” farcito di personaggi ispirati dalla mia professione di carabiniere che mi mette a contatto con tanta gente”. L’autrice ha raccontato dei tempi del libro, della sua fattura e del pessimismo che dominava per trovare un casa editrice che lo pubblicasse ma che, appena qualche ora dopo aver messo il punto all’ultimo capitolo, ha avuto la fortuna di confrontarsi con la casa editrice Edizioni C’era una volta stabilendo, in poche ore, la giusta empatia per arrivare, in pochi mesi, alla stampa e alla pubblicazione del libro.
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Una casa editrice giovane ma promettente che costituisce una speranza e una possibilitá per tanti giovani scrittori talentuosi che rischiano di non essere scoperti e valorizzati a causa di una crisi che lascia pochi margini e che riduce le occasioni.image
Parliamone Ancora, la cui copertina é impreziosita dal disegno acquerellato della promettente Rosaria Nastro, quindi, da ieri sera é in vendita ma solo su internet scrivendo all’indirizzo c1vedizioni@gmail.com oppure durante le presentazioni: stasera a Gioia del Colle alla libreria Lalibrellula alle 18.30, lunedí mattina alle 10 al Polo museale di Lanciano e alle 18 alla sala convegni comunale di Scerni. Il 6 dicembre alle 18 a Gaeta al club nautico e a Pagani il 9 dicembre al circolo Unione alle 10.30. Ci saranno altri appuntamenti a Cassino, Roma, Latina, Torino dove risiede il professor Meluzzi che ha curato la prefazione, tappe aggiornate sul blog www.palmalavecchia.wordpress.com.
Ermanno Amedei
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