pubblicato il20 novembre 2013 alle 14:21

“Parliamone ancora” (prima che sia troppo tardi) il primo libro di Palma Lavecchia, il carabiniere romanziere

Piacevole (da leggere), significativo, divertente. “Parliamone ancora”, il primo romanzo di Palma Lavecchia, è tutto questo e ancora di più. L’argomento attorno al quale ruota il racconto della protagonista, Emma, quello del difficile rapporto tra mamma e figlia, potrebbe trarre in inganno e lasciar credere che il tema possa essere di esclusivo interesse delle donne. Non è così. Nelle circa 200 pagine la scrittrice, tenente dei carabinieri in servizio presso la compagnia di Gaeta, mette tanto di suo, tanto altro invece estremizza, in una storia che serve anche per creare una discussione sul perdono, sul non rivangare le vecchie ed inutili ruggini dell’orgoglio che rompono collanti familiari fino all’addio della morte lasciando inevitabili rimpianti. Alla fine resta, oltre al piacere di una bella lettura, anche un invito a parlare, confrontarsi, sciogliere i nodi degli equivoci prima che sia troppo tardi; prima che uno dei due vada via per sempre. Emma è donna in contrasto con la madre non per un fatto preciso, ma per una serie di atteggiamenti. Un rapporto difficile, quello tra figlia e genitrice (ma che spesso può essere anche tra figlio e padre) più diffuso di quanto si pensi e, anche grazie a lavori come quelli di Lavecchia, ci si interroga anche su quanto vi sia di patologico. Ma il messaggio passa senza pesantezze, in una sceneggiatura leggera e anche divertente. Ci sono anche fantasmi, ma questi sono presenze piacevoli e garbate tali da non disperdere la dote di realismo della storia. Infatti, quella di Emma, è una vita che scorre come tante altre; con le difficoltà di tante ragazze e con una bella storia d’amore che, però, non caratterizza l’intero racconto. Le sorprese danno un valore aggiunto e sono sapientemente distribuite tra le pagine in una maniera tale da incollare il lettore a ciascuna di esse, dalla prima, fino all’ultima. Una bella e positiva esperienza che la scrittrice Lavecchia ha condiviso con le responsabili della casa editrice “C’era una volta”. Il libro vanta la prefazione curata dello psichiatra Prof. Alessandro Meluzzi e una introduzione dello sceneggiatore Ciro Scalera ed è splendido anche a vedersi dato che la copertina è disegnata dalla giovane ma promettente artista Rosaria Nastro.
La presentazione ufficiale è prevista per venerdì prossimo nella città natale dell’autrice: Barletta. Seguiranno poi altre tappe, principalmente nelle tante città che hanno patrocinato il lavoro: oltre a Barletta, Lanciano (Ch), Cassino (Fr), Gaeta (Lt), Montella (Av). Tra i patrocini, anche quello del consiglio regionale del Lazio, della provincia di Latina e dell’assemblea Capitolina.
Le indicazioni per acquistare il libro sono all’indirizzo http://palmalavecchia.wordpress.com/come-acquistare-il-libro/
Ermanno Amedei

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